W l’Italia viva

   “Noi tutti siamo viaggiatori e cerchiamo l’Italia.”

“Conosci la terra dei limoni in fiore,
dove le arance d’oro splendono tra le foglie scure,
dal cielo azzurro spira un mite vento,
quieto sta il mirto e l’alloro è eccelso,
la conosci forse?
Laggiù, laggiù io
andare vorrei con te, o amato mio!.”

” Senza la Sicilia, l’Italia non lascia traccia nell’anima: qui si trova la chiave di tutto.”

” Sì, posso dire che solamente a Roma ho sentito che cosa voglia dire essere un uomo. Non sono mai più ritornato a uno stato d’animo così elevato, né a una tale felicità di sentire. Confrontando il mio stato d’animo di quando ero a Roma, non sono stato, da allora, mai più felice.”

Roma al tramonto

L’Italia (Viva) è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro diffida, e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.”

Wolfgang Goethe compie il suo viaggio in Italia dal 1786 al 1788 e fa il suo resoconto in questo libro dove scrive lettere usando un falso nome, sotto il fascino che il mito di viaggiatori e viaggiatrici antichi esercita sul suo animo irrequieto.

(*)  Italia viva, così è nato il nome del nuovo partito di Renzi: un misto tra De Gregori, Veltroni e rottamazione.

La Leopolda della «rottamazione», per intendersi. «Italia viva» è il titolo di un album di De Gregori, e così, partendo da quel 33 giri, lo slogan dell0a Leopolda diventa: «Viva l’Italia viva», sottotitolo:
 «Il meglio deve ancora venire» !

Spero che ognuno di noi intenda questa pre(o)messa nel migliore dei modi anche se tutti ricordiamo il famoso “Stai sereno” all’ indirizzo dell’allora presidente del consiglio Enrico Letta dunque  nel mio piccolinoo non azzardo prognostici manifestando ancora una volta la mia disistima sempre più profonda per l’agire politico in caduta libera.

De Gregori è sempre De Gregori non mi è mai stato molto simpatico ma alcune sue canzoni sono meritevoli.

Clima gradevole colori morbidi e luminosi rinfresca la sera quel tanto che serve per dirvi
Teniamoci strettistretti Anzi strettissimi 🌹

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Viva l’Italia ..DeGregori cantava

A noi, popolo d’Italia, l ‘ISIS Islamic State of Iraq and Syria , acronimo inglese dell’organizzazione terroristica di matrice islamica radicale, “ ce scuce ‘n baffo.

Mentre il nostro ministro per gli Affari  esteri Paolo  Gentiloni  ci fa sapere che:

 “l’‘allerta terrorismo «è una questione internazionale”. In Italia ormai da mesi c’è una situazione di presidio dei possibili target»

io oggi, esausta  da giorni di dolorosa fatica, leggo altro.

“Milano, imputato di bancarotta fa strage in tribunale.  Sono tre le vittime di: un giudice, il suo ex avvocato e il coimputato.

Le telecamere della sicurezza lo hanno ripreso mentre mostrava all’ingresso un falso tesserino.”

Una domanda ingenua : Si entra nei tribunali senza passare attraverso il metal detector anche se l’ingresso è riservato ai dipendenti?

Il ministro Angelino Joli Alfano informa:

 “Era pronto a uccidere ancora”. (Bravi, ci fa piacere!).

 Sarebbe il caso, allora, di tirare per la giacchetta un altro nome eccellento,  Matteo Salvini, la Lega ti fa bello,  e informarlo che forse i pericolosi terroristi non si annidano  né si camuffano tra quei poveri diseredati che approdano sulle coste siciliane, ammesso che ci arrivino vivi, ma che le falle stanno nei nostri stessi sistemi di sicurezza interna e che basta un folle per fare strage sia che guidi un ‘auto sia che decida di farsi giustizia da sé. Pressapochismo all’italiana, purtroppo. Altro che Isis!

 

Si fa presto a gridare all’uomo nero.

Viva l’Italia Francesco De Gregori https://youtu.be/Y27o-7U13OA

ARSURA

“Per lungo tempo, i certificati e le dichiarazioni autenticate sono stati il simbolo di una burocrazia asfissiante e vessatoria, che imponeva ai cittadini adempimenti, oneri e costi burocratici senza limiti: obbligati a correre da un ufficio all’altro per trasmettere dati personali già in possesso delle pubbliche amministrazioni. L’autocertificazione ha dunque rappresentato il primo segnale di una rivoluzione nei rapporti fra cittadini e amministrazione: da sudditi ad utenti o clienti, i cittadini; da strumenti di vessazione a servizi per la collettività, le amministrazioni. Internet, in questo “nuovo” rapporto, gioca un ruolo essenziale. È infatti sulla Rete che si possono trovare tutte le indicazioni utili, prontamente messe a disposizione. Un’Amministrazione, quindi, un po’ meno “dinosauro”, un po’ più moderna. Ecco tutto quello che c’è da sapere ….
Chi deve accettare l’autocertificazione:
– le Amministrazioni pubbliche;
– i Servizi pubblici ecc…
Fai valere i tuoi diritti
Informazioni sulla semplificazione, sull’autocertificazione, sui nuovi diritti dei cittadini e sulla riforma dell’amministrazione nei siti Internet:
http://www.governo.it
http://www.funzionepubblica.it

Perché mi chiederete?
In questo periodo decisamente NO per mio figlio la ciliegina è stata anche la perdita del portafoglio con a) patente; b) Carta di identità; c) bancoposta.

Dunque si va dai carabimìeri a sporgere denuncia e nell’attestato di smarrimento – tramite il collegamento in rete – vengono riportati sia i dati della patente che i dati della CI.

Non convinta che tutto si sarebbe risolto in quattro e quattrotto dico a mio figlio di prendersi un giorno di ferie.
La mattina con le foto, la denunzia dei carabinieri e mammà al seguito si va in circoscrizione: marca da bollo da euro5.50 più carta bollata di uguale valore, aspettiamo la sano mezz’ora e finalmente allo sportello una gentile impiegata ci dice perentoriamente che non avendo altro documento servono due testimoni. Due testimoni dico io? Senta c’è la denuncia dei carabinieri con tutti gli estremi dei documenti se lei si collega constaterà lei stessa che mio figlio ha la carta di identità. Ci sono io, la madre, e poi mi scusi ma con  l’AUTOCERTIFICAZIONE della legge Bassanini del 1997 come la mettiamo?
“La mettiamo signora cara che dovete ritornare con un secondo testimone perché noi non accettiamo l’ autocertificazione”.

In zona abita una mia cara amica che in motorino ci raggiunge e…questa è fatta ma si è fatto anche mezzodì.

E ora di nuovo dai carabinieri con un documento valido e due foto perché la patente arriverà tramite loro in una ventina di giorni, a casa, contrassegno (circa 20-30 auro).

Bancoposta! La barzelletta. Intanto bisogna andare alla sede centrale, evvabbè non è lontanissima.
Documento valido, numero del conto xxxxyy denuncia, un correntista pensa di potere prelevare dal suo conto. NO! Deve farsi un assegno auto intestato. Mio figlio non usa gli assegni ma non c’è stato verso. Per ritirare soldi suoi dal suo conto ha dovuto farsi fare un assegno circolare a suo nome.

Le disposizioni relative all’autocertificazione sono raccolte nel D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 e l’osannante incipit che ho trascritto risale a marzo 2001!

Solo per essere poco poco disfattista, permettetemelo! ieri era il 19 giugno 2014 e allora io vorrei sapere ma davvero vogliamo prendere tutti per i fondelli?
La riforma della pubblica amministrazione bla bla bla che non decolla neppure nelle leggi che si è data oltre dieci anni fa?

E intanto la giornata di ferie se n’ ghiuta!

Signori miei siamo alla frutta e visto che è fine settimana e pare riprende il caldo una fetta di anguria per tutti a placare la sete di semplificazione che è diventata arsura.

 

rien ne va plus.

Il dirigente capo di mio figlio colletto super bianco nel riassetto della società americana è stato fatto fuori, giusto un anno fa.
Divorziato, risposato con altri due bambini, in buoni rapporti con la ex moglie, decidono di riattare un bel casale che ancora hanno in comune in b& b; la zona è collinare tra Firenze e Orvieto.
E’ passato un anno e ancora non sono riusciti ad avere tutti i permessi “manco fosse una base militare!” nel frattempo lui – meno di cinquant’anni – fa il casalingo e per fortuna c’è lo stipendio della moglie impiegata statale che non usufruirà dei salvifici 80 euro perché è diversamente povera,  ovvero supera il tetto dei 20mila euro lordi.

Una mia compagna di parco, una signora di una settantina d’anni, serena fino allo scorso mese perché la giovane figlia trentenne, avvocato, aveva un contratto con una nota casa automobilistica già rinnovato per due anni, a fine marzo si è vista mettere gentilmente alla porta.
Questa signora, con la figliola di nuovo in casa e chissà per quanto tempo, NON usufruirà del piccolo gruzzoletto messo in palio dal governo perché, come ha detto l’onorevole compagna Boschi ieri sera a Ballarò: “Non era possibile farlo per tutti. Abbiamo ‘scelto’ una categoria che ove se li ritrovasse in surplus li rimetterebbe in circolo facendo così ripartire i consumi.”

Peccato che i fruitori di tale bonus (che senza fare io la disfattista corrisponderà al vecchio gioco delle tre carte con inghippo) non dovranno superare l’importo lordo mensile di, come ho già detto, 20mila euro lordi.

Oggi, incontro casualmente un’amica e mi sono permessa di prenderla in giro visto che ha una macchina scalcagnata e da almeno un anno parla di cambiarla.
“Dai che ora la macchina te la compri c’hai pure i soldi!”
“Non credo, ammesso che arrivino mi serviranno per mettermi in pari con quasi un anno di arretrati del condominio”.

Ecco come ripartiranno i consumi. Niente rate per la macchina nuova, forse una pizza ‘a portar via’ per …per chi?

Un piccolo atto dovuto agli esodati almeno da parte mia.
La moglie di un mio collega, lei medico, non riuscendo più a gestire il figlio disabile ormai ragazzo di vent’anni soltanto con gli assistenti (profumatamente pagati in proprio) raggiunti i requisiti per andare in pensione suo malgrado ha fatto la scelta di ritirarsi per arginare le crisi del figlio non per andare a giocare a ramino con le amiche.
Sono quasi due anni che vive nel limbo di questa nuova classe di diseredati su cui è passato un colpo di spugna. Dove sono finiti i diritti, degli esodati?

Non sono volutamente scesa nei dettagli tecnici né tanto meno politici perché non mi interessano. Ovunque mi giro vedo disagio condito da bla bla bla.
Da anni siamo bombardati letteralmente da numeri sparati a raffica, da un gergo politichese già astruso prima che entrasse in voga l’inglese, difficile da pronunciare anche per gli addetti ai lavori, ma meno grave da digerire ai cittadini che ci capiscono sempre meno.

In un’Italia fissata nel tempo e distrutta e ora  distratta da 80 euro, una canzone ci  ritorna nella spensieratezza del…1939. Non lire ma euro ma sempre 1000, ovviamente per chi ha vinto la lotteria, più 80.

Settembre, andiamo

Non sono una troppo ciarliera ma mi piace creare un rapporto con le persone con cui ho a che fare.
Questo rende vivibile anche una grande città come Roma perché se conosci i tuoi vicini tutto può diventare più semplice.
Avrei molti aneddoti da raccontare – ed alcuni li ho anche raccontati qui – l’ultimo e il più toccante che mi ha anche fatto rabbrividire è quello che mi è accaduto oggi.
Sono andata in banca, alla piccola succursale della mia ‘grande’ banca e lì ho incrociato il vecchio direttore, un gran bel signore, in tutti i sensi, andato in pesnione un paio d’ anni fa.
Divorziato e single (ma come mai si direbbe in italiano? signorino di ritorno?) con la passione del mare e dunque con l’intenzione di trovare una casa al mare.
Oggi l’ho visto bello abbronzato e gli ho chiesto se finalmente avesse trovato la casa e dove.
Lui mi risposto che la casa l’aveva trovata e persa allo stesso tempo per pressanti ‘motivi famigliari’.
Io ho cercato di non essere invadente ma lui mi ha spiegato che nell’arco degli ultimi mesi sia la sorella che il cognato si erano ritrovati senza lavoro, un figlio che studia ancora e il mutuo. Così per il momento ha accantonato il suo progetto.
Voi potrete obiettare che molti dopo una vita di lavoro non possono permettersi di investire in una casetta al mare ma non è questo il punto.

La questione, serissima, è che questo forte legame parentale che ci rende forse unici , sopperisce al tracollo del nostro Paese, lo dilaziona.
E’ di oggi la notizia che la disoccupazione ‘resta stabile’ ma la disoccupazione giovanile sale al 39%.
E si sa, ed io so direttamente non dai giornali o dalle statistiche, di molti figli ritornati all’ovile perché hanno perduto il lavoro. So di adulti che vivono della pensione dei o del genitore. Questo è Il wellfare italiano.
Mentre il Paese si frantuma, sotto i nostri occhi , le stesse imperturbabili facce (facce di tolla) di politici  uniti dallo stesso senso di sfiducia del proprio elettorato, tentano di salvarsi l’un l’altro.

Basta! Lasciatemelo dire.
Basta con questa farsa di mr. B. condannato per un reato gravissimo che lede gli interessi economici di tutti. compresi i dipendenti delle sue imprese.
Non parliamo di scontrini fiscali! Qui non si tratta di votare la parentela di tal Rubi rubacuori. Parliamo di milioni di euro, di compravendita di deputati come fossero vacche anzi porci tanto da votare una legge elettorale definita porcellum!
Una novella Fattoria degli animali e al vertice, appunto, i maiali.

George Orwell – La fattoria degli animali

Berlusconi vs/ Pirro Re dell'Epiro

Ci aggiorna Plutarco su di una vittoria tale  che, per la sua conclusione, è divenuta sinonimo di disfatta.
Il ‘nostro’ Pirro, oggi, sappiamo bene chi è soltanto che costui non è saggio né lungimirante e non è in grado di valutare con serietà l’inizio della sua ‘rovina’.

 

Gli eserciti si separarono; e, da quel che si dice, Pirro rispose a uno che gli esternava la gioia per la vittoria che

un'altra vittoria così sui Romani e sarò rovinato”.

Questo perché aveva perso gran parte delle forze che aveva portato con sé, quasi tutti i suoi migliori amici e i suoi principali comandanti; non c'erano altri che potessero essere arruolati, e i confederati italici non collaboravano.”

(e fin qui rapportato ai fatti attuali ci saremmo ma…)

“Dall'altra parte, come una fontana che scorresse fuori dalla città, il campo romano veniva riempito rapidamente e a completezza di uomini freschi, per niente abbattuti dalle perdite sostenute, ma dalla loro stessa rabbia capaci di raccogliere nuove forze, e nuova risolutezza per continuare la guerra. 

(Al contrario, leggendo questa seconda parte mi prende un grande smarrimento, mi guardo intorno  perché questo “campo” a me non sembra riempirsi di “uomini freschi” e men che mai capace di “raccogliere nuove forze, , e nuova risolutezza per continuare la guerra.).

Dichiarazioni ANSA ore 18.00

FINI: La vittoria numerica c’è…disastrosa folgorazione sulla via di Damasco di 3 esponenti Fli…se B. ha vinto in termini politici sarà chiaro in poche settimane.

 
MARONI:  o si allarga la maggioranza o al voto.
 
BERSANI: Non cambia nulla, non ce la fa. La crisi politica esce drammatizzata. …solo 3 voti di vantaggio.
 
D’ALEMA: In sostanza il Governo vince per 3-4 voti comprati…314 voti ‘raccattati’ in questo modo non sono la base per governare il Paese.
 
PISANU. Bene Fiducia ma “Del  doman non v’è certezza”
 
BOCCHINO: E  mo’ che ci fa Berlusconi con la fiducia? (riferimento togliattiano a Paletta che occupo’ la Prefettura contro Scelba)
 
CICCHITTO: E’ fallito il disegno del ribaltone nei confronti di B….dopo di che affronteremo i problemi politici conseguenti…

maraMAO cuccù

 

 

Mao:

«Gli scambi tra i nostri paesi al momento sono davvero miseri. Bisogna incrementarli. Sapete, la Cina è un paese molto povero. Quel che abbiamo in eccesso sono le donne». (Risate)

Kissinger:

«Per quelle non ci sono quote e neppure dazi».

Mao:

«Se volete ve ne possiamo dare un po’…» (ride).

Zhou En Lai:

«Naturalmente, su base volontaria».

Mao:

«Lasciate che vengano da voi. Faranno disastri. E ci libererete di un peso…» (risate) (…) «Volete le nostre donne cinesi? Ve ne possiamo dare dieci milioni». (risate, in specie tra le traduttrici).

Kissinger:

«Il presidente rilancia».

Mao:

«Per voi sarà un disastro». (…)

Kissinger:

«Studieremo la loro utilizzazione e collocazione».

Mao:

«Se chiediamo loro di andare credo che lo faranno».

Zhou:

«Non è detto».

Mao:

«Colpa delle idee feudali, dello sciovinismo diffuso in tutta la nazione».

Kissinger:

«Saremo pronti a riceverle».

Mao (alle traduttrici):

«Ragazze, oggi mi sono lasciato andare a delle stupidaggini per le quali dovrò chiedere il perdono delle donne cinesi».

 

 

 Questo scambio di battute tra il Presidente Mao e Henry Kissinger dimostrano che il ‘nostro’ si è documentato così fattivamente da fare proprie e amplificare le facezie tra i due indiscussi grandi statisti anche se, di tale ‘leggerezze,’ noi donne avremmo fatto  volentieri a meno, quale che fosse la fonte.

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E come non ammettere che sulla  captatio benevolentiae di  Kissinger

«Studieremo la loro utilizzazione e collocazione»? anche Ghedini Nicolò,  l’onorevole (pagato da noi ma avvocato a tempo indeterminato di B)   si era ben documentato quando ha sdoganato  il ruolo filantropico dell ‘utilizzatore finale?

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