(cado) come la pioggia

… che cade per alleviare il dolore

Ecco. Tra gli amici qualcuno mi ha chiesto preoccupato se vi fosse ragione al mio stand-by considerando che il  blog  raramente resta silente.  

Allora vi regalo l’ascolto di questa canzone dai toni e dalle immagini morbide  un testo suadente che c’entra solo di sguincio con me eppure queste onde scintillanti senza essere delineate,  il fiore che cade in acqua fluttuando,  quella mano aperta che cerca la superficie annaspando . . .

Buona domenica a tutti voi.Teniamoci strettistretti.

Ci penserà il cielo a metterci una croce –

foto sherazade

se la famiglia è ‘noi’

Il  nuovo disco uscirà il 2 giugno e i Coldplay, per stemperare l’attesa c(f)uriosa  dei fans, me compresa (mi perdoni chi non condivide questo mio lato ‘soft’) , hanno già pubblicato il primo singolo di questo EP.

La canzone si intitola “Hypnotised” e a livello di produzione si allontana  molto dalle sonorità elettroniche che hanno caratterizzato gli ultimi lavori del disco, E’  un brano più acustico, intimista, che ricorda le prime produzioni del gruppo. Il lyric-video di “Hypnotised”, realizzato da Mary Wigmore, ha appena fatto il suo debutto in rete.

Io vi lascio in buona compagnia e mi assento per qualche giorno.

Il fratello ha superato brillantemente l’ operazione ma… resto ‘a disposizione’!

Un grazie sincero per la vostra affettuosa amicizia.  Buon fine settimana

Teniamoci strettistrettissimissimi

mimosally

Si è fatta sera

 

C’ è stato un scambio di tweet sulla civiltà e sul progresso  e mentre ‘lui’ buttava tutto al rogo io volevo vedere un lato positivo. La risposta finale è stata disarmante :

“amo guardarmi intorno, nella vita reale e quest’ essere umano non mi piace”.

Una contraddizione in termini perché ama quello che non gli piace.

Non sono una che vive con il paraocchi, le brutture ci sono e le vedo tutte perché le incontro tutti i giorni, non c’è bisogno di leggerle e  lo dovrebbero sperimentare ‘sul campo’  i Governanti tutti e capirebbero come menare il can per l’aia sia un affronto reale , questo sì, alla dignità delle persone,  alle loro aspettative di una vita decorosa.

Sarò ancora troppo comunista? No. Non credo sia un diktat vergognarsi delle proprie ricchezze  quando si estendono e creano benessere e dunque ampliano il margine di felicità  ad altri.

La prima volta che sentii parlare di ‘felicità’ non come astrazione ma concreto termometro economico di un Paese fu dal professore Amartya Sen, premio Nobel per l’Economia (ed economia non è basata su voli pindarici ma su concretezza)  in una conferenza , e ancora  in una suo saggio ‘Libertà individuale come impegno sociale’, ‘L’idea di Giustizia’ e infine (già premonitore) ‘La povertà genera violenza?’ del  2007..

Credo di essermi persa, No, ecco, tutto questo per dire che nella realtà, quella che ognuno di noi incontra la mattina fuori dalla porta di casa è una mescolanza di tante cose e un po’ come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto sta a noi porci in uno stato d’animo che faciliti un rapporto più tranquillo (sereno, anche) con il resto del mondo. E soprattutto attenzione alle piccole cose, ai piccoli gesti.

Ricordo e tengo a mente una massima di Madre Teresa di Calcultta:

Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno.

Noi, o almeno io.  non possiamo fermare i trafficanti di carne umana e neppure definire le sorti del mondo tormentato affamato e in guerra,  non possiamo occuparci di ‘massimi sistemi’ ma accettare di migliorare piccoli spazi con piccoli gesti aiuterebbe.

Settembre si avvicina e come il primo giorno di scuola la mia pagina è bianca. Vorrei che arrivasse al prossimo anno senza doverne nascondere brutti scarabocchi e macchie. Vorrei mantenere la  serenità che ho in questo momento mentre guardo il cielo scurire e una ‘maledetta zanzara mi ha punto sul polso!

Buon fine settimana a voi che passate e un abbraccio.

teniamoci forte ( ‘up&up’ )

‘Un unico luogo senza tempo nè distanze, dove la realtà non è quello che si vede ma tutto quello che esiste.  Senza un prima e senza un dopo, con uomini che cantano e suonano sulla terra della Terra e immagini che richiamano passato, presente e futuro.’ (da una recensione sul web)

Questo il senso del video  Up&Up  canzone  per me punta di diamente di ” A head full of dreams” l’ultimo album dei Coldplay capitanati da Chris Martin che esce oggi in Italia.

Il video è stato realizzato da due giovanissimi autori  israeliani e per  loro stessa definizione è un montaggio ‘ toccante e surrealistico che allude a diversi temi del mondo contemporaneo.’

Non mancano infatti i riferimenti alle molte guerre, all’emergenza dei migranti, all’inquinamento, argomenti che ci riguardano tutti e che chi ha più voce (e i Coldplay ne hanno! ) devono monitorare e tenere vivi. Un video molto suggestivo: la bambina aull’altalena nello spazio e il volo di creature marine su New York rappresentano per me l’apice.

Immagine

Delfini

o ancora la tartaruga che fluttua all’interno della metropolitana o la grande farfalla aggrappata ad una piattaforma petrolifera…

tartaruga

farfalla

A voi l’ultima parola e nel frattempo mentre ‘speriamo che io me la cavo’ tra temporali e vento gelido… vi abbraccio con un augurio di

Buon fine settimana a tutti (belli e brutti).

c’è musica nell’aria (coldplay

‘Midnight ‘ è il titolo del nuovo singolo dei Coldplay che due giorni fa ha fatto la sua comparsa in rete senza preavviso di sorta. Mentre scrivo, il video ha superato di poco il mezzo milione di visite su YouTube, una goccia nel l’oceano dei video musicali dei grandi gruppi.

Ammetto che seguo i Coldplay dal loro esordio e che alcune loro canzoni, Trouble e Paradise piuttosto che Viva la vida, sono state il leit nmotiv di momenti soprattutto estivi, di cui uno assai bello legato a un viaggio in moto in Corsica.
Midnight, riecheggia in alcuni giri di chitarra a Paradise ma se ne distacca lasciando però intatto il senso di ‘ambient music’ pur sempre realizzata da un gruppo rock. E’ un brano molto accessibile e, chi se ne intende, dice che sarà parte di un prossimo album di cui però ancora nulla si sa.

Buon ascolto, non arricciate il naso e chiudete gli occhi.

Midnight – Coldplay
In the darkness
Before the dawn
In the swelling
Of this storm
Running round and with apologies
And hope is gone
Leave a light, a light on
Millions are
Lost from home
In the swelling
Swelling on
Running round and with a thunder
To bleed from thorns
Leave a light, a light on
Leave a light, a light on
Leave a light, a light on
Leave a light, a light on
In the darkness
Before the dawn
In the darkness
Before the dawn
Leave a light, a light on
Leave a light, a light on

Traduzione Midnight – Coldplay
Nel buio
Prima dell’alba
Nel crescendo
Di questa tempesta
Girando in tondo e con tante scuse
E la speranza se n’è andata
Lascia una luce, una luce accesa
Milioni sono
Gli scomparsi da casa
Nel crescendo
Crescendo
Girando in tondo e con un tuono
Per sanguinare dalle spine
Lascia una luce, una luce accesa
Lascia una luce, una luce accesa
Lascia una luce, una luce accesa
Lascia una luce, una luce accesa
Nel buio
Prima dell’alba
Nel buio
Prima dell’alba
Lascia una luce, una luce accesa
Lascia una luce, una luce accesa

Quel mio anello che viene da lontano

Vi avevo promesso, subdolamente, di raccontarvi anche la storia di un altro anello che mia mamma mi regalò, questo – però – semplicemente per un mio compleanno perché a un certo momento della sua vita decise che doveva cominciare a fare ordine nelle sue cose, diceva lei.
L’anello di Mariuchi viene da lontano. Arriva dalla Danimarca.
Credo che essendo passati moltissimi anni, quasi due secoli perché parlo di un anello di metà/fine ottocento,  potrei anche fare nomi ma chissà.
Forse è meglio tacere.

L
 
Maria H. era una (vera) signora molto giovanile per i suoi 35 anni cui calzava a pennello la descrizione che Flaubert dava della sua Bovary.
Era arrivata in Italia, approdata a Roma con la madre alla quale venne chiesto gentilemente e perentoriamente di lasciare il suo paese, assicurandole un vitalizio per lei e la sua bambina, figlia illegittima dell’allora re di Danimarca.
Mariuchi conobbe i miei nonni e quando nacque mia mamma le fece da madrina, non di battesimo perché nessuno di noi è stato battezzato ma lo fù a tutti gli effetti: sempre presente.
Mariuchi non si sposò mai, innamorata fino alla fine (di lui) del suo Eugenio, sposato con prole,  che vedeva come e quando lui poteva liberarsi.
Nelle cose buffe che si raccontano nella nostra famiglia c’è una frase di Mariuchi. incredibile per i tempi (parlo della prima metà degli anni Cinquanta), che in sintesi diceva:

“Con Eugenio andiamo al cinema spesso… Ci sediamo nell’ultima fila e facciamo tutto…
NULLA ECCETTUATO
…”

e immaginare anche soltanto lei, biondissima vichinga non certo modello tascabile, praticare il nulla eccettuato nell’angusto spazio di due sedili di un cinema rappresenta nel nostro lessico famigliare qualcosa di eroico, spericolato ma raggiungibile.
Quello che è particolare è che quando Eugenio morì, abbastanza giovane e sempre desideroso  di poterla impalmare in attesa che la moglie, malatissima, spirasse, Mariuchi andò al funerale e successe l’incredibile perché la moglie e le figlie l’accolsero a braccia aperte e da quel momento lei divenne parte integrante di quella famiglia di cui silenziosamente aveva giorno dopo giorno conosciuto le vicissitudini, ed è probabile che la cosa fosse reciproca. Ah il grande cuore di Eugenio.
Quando nacqui io – lei che certo non nuotava nell’oro e non si faceva vergogna di dire con estrema nonchalance, prendendosi un po’ in giro, che mangiava veramente solo ai ricevimenti cui veniva invitata –  regalò a mia mamma questo anello, suo preziosissimo ricordo danese, cesellato a mano, al centro del quale si posa una pietra di luna che a lei ricordava sua madre e i colori liquidi del suo paese mai visto e che visitò solo in tarda età quando il governo danese azzerò il divieto!
 
Quasi il sapore di una favola di cui ho solo ricostruito pezzetti di vita e sarebbe un delitto se un giorno in questa mucillagine che ci avvolge, le cose e dunque i nostri ricordi che ad esse si legano, venissero sperperati nel racconto consegnato con voce sottile, il senso distorta come nel gioco del telefono senza fili, dai nostri cari ad una, seppur vigile e gentile, badante straniera.
I nostri vecchi sono la nostra ricchezza, e la nostra ricchezza sarebbe quella di potere avere la possibilità di ricomporre umanamente il caleidoscopio mutevole delle loro vite senza le quali noi non saremmo che pulviscolo in un universo senza nome e senza storia.
 
…e con la storia dell’anello di Mariuchi vi consegno un pezzettino di me.
Vi prego sorridete.
 
 
 
 

 

Sussulti d'amore (l'estate sta finendo)

 

 

Sola.

Inaspettato ti allunghi

Sornione mi avvolgi

Tepore ustionante

Lungo momento.

 

Inghiottita

Oltre i ghirigori del cielo.

 

Nuda.

Gocce veloci

Lungo cammini esplorati

Dossi e cunette

Ostacoli sperimentati

Riso soffocato 

Sussulti d’amore.

.

 

 

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