Desperate House Wife ?

Ho imparato a scrivere i miei racconti mentre facevo la casalinga. E da lì in poi non mi sono mai fermata.
(Alice Munro, Premio Nobel)
Purtroppo non sarà il caso mio!

Buongiorno!

La colazione, la mia colazione, è un momento di pace, lo è sempre stata anche quando anziché mettere la sveglia alle 7:30 l’inverno quando è ancora buio e il mio piccolino si svegliava sempre mugolando la giornata cominciava mezz’ ora prima con una buona colazione consumata con calma.

Adesso c’è lei il parco la passeggiata i giochi le conversazioni scambiate allegramente ma a volte con qualche imprevisto perché i cani come i bambini giocano e litigano e a volte si fanno male…

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Ecco! Vi sto aspettando e per voi ho in serbo una cenetta leggera che spero vi piacerà.

selfportrait

Polpette con mele al curry (4 persone)
300gr macinato (io mescolo manzo e maiale)
1 mela grossa o 2 piccole
2 tuorli d’uovo
1/2 bicchiere di vino bianco o aceto balsamico allungato, pangrattato (o farina 00)

Preparazione
Sbucciare la mela e tritarla finemente in una terrina unendo la carne, i tuorli, un cucchiaio di curry, un pizzico di sale e se l’impasto vi sembra un po’ lento anche un cucchiaio di pangrattato.
Formate delle piccole polpette rotonde infarinatele, mettetele in una padella antiaderente con un filo d’olio. Quando saranno dorate bagnatele con il vino o il ½ bicchiere di aceto balsamico (meglio a mio avviso), coprite e fare cuocere a fuoco molto basso x almeno 15 minuti.

Servite le polpettine ben calde con il loro sughetto sopra un lettuccio di riso cotto se vi piace con l’aggiunta di una manciata di piselli freschi.

Le ricette inventate (la mia prende spunto dagli ingredienti del pollo al curry) spesso sono semplici e gustose. A voi l’ardua sentenza!

Buona settimana a tutti voi mentre ci teniamo strettistretti Anzi strettissimi ❤🍷🍷🍷🍷🍷

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Donne… dududu in cerca di guai

Nella primavera di sedici secoli fa, ad Alessandria d’Egitto, una donna accusata di eresia,  poiché  si dedicò alla relazione tra filosofia e scienza e per prima intuì che i pianeti compiono un’ellissi intorno al sole, fu assassinata. Fu aggredita per strada, spogliata nuda, trascinata nella chiesa «che prendeva il nome dal cesare imperatore», il Cesareo, torturata brutalmente prima di essere finita.

“Se mi faccio comprare, non sono più libera, e non potrò più studiare: è così che funziona una mente libera” (Ipazia, 370 d.C. Alessandria d’Egitto, figlia di Teone di Alessandria in Ipazia Vita e sogni di una scienziata del IV secolo)  

Ipazia fu matematica, astronoma, sapiente filosofa, influente politica, sfrontata e carismatica maestra di pensiero e di comportamento tanto da accecare d’invidia il  vescovo Cirillo, che ne decretò la morte che invece di cancellare Ipazia dalla Storia la fece rivivere in eterno nella fantasia di poeti e scrittori di tutti i tempi.  Fu, giustamente molto  celebrata e idealizzata,  a volte in modo mistificatorio aggiungendo o togliendo qualche tassella.  Della sua vita si è detto di tutto, soprattutto della sua barbara morte: aggredita, denudata, dilaniata, il suo corpo fu smembrato e bruciato sul rogo.  Fautori furono i paraboloni, fanatici esponenti di quella che da poco era diventata la religione di stato nell’impero romano-bizantino: il cristianesimo giust’appunto nel marzo del 415 dc!
Ipazia è stata una figura di donna ( e non è stata certo l’unica né – purtroppo – lo sarà) che sin dall’antichità non ha smesso di far parlare di sé e di proiettare la luce del suo martirio sulle battaglie ideologiche, religiose e letterarie  arrivate  all’oggi,

8 marzo 2018

giorno nel quale mi fa piacere regalare a tutte e tutti  voi questo libro della storica e filologa Silvia Ronchey

Si tratta di un libro importante ed interessante soprattutto perché le notizie dirette sulla vita di Ipazia sono alquanto scarse: le due principali fonti antiche sono la Storia Ecclesiastica di Socrate Scolastico e gli scritti di Damascio, filosofo neoplatonico vissuto un secolo più tardi. Inoltre  scritti di Ipazia sono andati perduti o incorporati in pubblicazioni di altri autori.

E poiché a ‘noi donne’ non si può dire di no, vi segnalo anche un bel film del 2009 di un regista con i fiocchi Alejandro Amenàbar ( Vanilla sky, Il mare dentro, The Others ed altri)  :  Agora  interpretato dalla bellissima e brava Rachel Weisz,  negli ultimi mesi molto attiva nel movimento hollywoodiano #metoo,  nelle vesti di Ipazia.  L’uscita del film in Italia fu ritardata di circa un anno perché ‘pare’  vi fossero delle resistenze da parte del  Vaticano:  infatti  nonostante fosse stato riconosciuto  il mandante  della morte di Ipazia, Cirillo prese il potere su Alessandria ed in seguito, molto dopo in effetti, fu  nominato santo e dottore della Chiesa e in particolare ‘dottore dell’incarnazione’  il 28 luglio 1882.

8 marzo 2018

A Roma è una bella giornata di sole ed io mi ricordo bambina con i fiori messi nei capelli e mia mamma e le altre donne per un giorno, almeno per un giorno, in corteo ballare spensieratetete.

Teniamoci strettestretteanzistrettissime

(ci può essere allegria nella consapevolezza del male e nella condivisione del dolore)

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Aprire un blog nel lontano anno 2000 è stata per me una sfida non tanto alla mia immaginazione quanto alla tecnologia.        Diciamo che i blog amatoriali erano ancora poco ‘frequentati’ e le testate giornalistiche appena approdate on line li stavano ancora sperimentando.

I miei primissimi post sono finiti nel gorgo con la chiusura improvvisa della prima piattaforma,  quelli su Splinder un parte già archiviati stanno in una cartella del pc, dal 2006 in poi in (relativa) bella mostra su questo sito.

Capita che a volte un like mi riporti agli anni passati e mi stupisco io stessa della simpatia  e dell’affettuosità di taluni commenti e dell’amicizia che via via  è venuta a crearsi uscendo da questa agorà virtuale.        Ci sono i fuochi di paglia, gli innamoramenti a scadenza ma i miei followers, poco sotto i mille, non sono mia del tutto spariti o scemati. Aumentano. Da molto tempo non riesco più a ‘pareggiare i conti’ e me ne dispiace.

Perché ne parlo?

Ripeto, il mio è stato un braccio di ferro con la tecnologia non una prova sulle mie capacità di scrivana. Non avevo e non ho tutt’ora, per scelta. una linea precisa da seguire.

Un fratello è già scrittore, un altro compone musica io che  non mi sento la sorella di  gestisco il mio blog con leggerezza prendendo spunti o inventando. Una semplice foto di Sally vuole e deve essere interpretata come un saluto, una canzone come la condivisione di uno stato d’animo. Mi piace ricordare alcune date ma sempre in modo schematico un po’ come la campanella del pranzo e il profumo del pane fresco in tavola.

Twitter ha avuto la genialità di provare che 140 caratteri possono essere perfetti per esprimere un pensiero compiuto. Al mio blog ho dato, salvo eccezioni, il diktat della giusta brevità.

Provengo da una scuola assai dura di lavoro che mi imponeva di leggere molto, testi scientifici, saggi, conferenze, articoli per riassumere il tutto – come diceva con leggerezza il mio Capo – in mezza paginetta.

Di nuovo perché?

Leggere di  alcuni blogger  che ancora danno  giudizi e  valutazioni in termini di bella scrittura e compiutezza mi ha indispettito,  la trovo una forma di snobismo e di poca apertura mentale.

Un’amica pubblica a scadenza più o meno settimanale un fotografia il cui titolo è di per sé un poema;  c’è chi porge sonorità magnetiche e chi ci tramanda una ricetta densa di ricordi.  Ci sono piccoli versi profondi, poesie invidiabili che  lasciano senza fiato, letture consigliate e film imperdibili. Poi ci stanno anche i veri scrittori ed è un piacere leggerli questo è indubbio.

Ma per favore che ognuno, almeno qui, sia libero.       Diamoci la reciproca possibilità di non sentirci giudicati.

A me di voi basta una parola, l’idea di un profumo, il piacere di continuare a disegnarvi e conoscervi, e farmi conoscere, un po’ come quel giochino della Settimana enigmistica : puntino dopo puntino.

Il mio ultimo bocciolo di fine ottobre per voi

‘Non arrenderti

hai ancora degli amici’

di che segno sei?

Mia madre era una donna intelligente e prendeva con la dovuta ironia la lettura dell’oroscopo. Anche se alla fine ci si può allegramente affidare a talune linee guida del giorno soprattutto se predice ‘maldipancia’ oppure ‘rilassatevi’.
Insieme ci siamo intrufolate nelle vite dei rispettivi figli-fratelli, senza tralasciare taluni amici e soprattutto lei era molto interessata al mio di oroscopo.

Continuo a leggere da sola l’oroscopo settimanale di Marco Pesatori perché lo trovo ricco di spunti interessanti e di fantasie galoppanti.
Dunque vi darò un assaggio sul mio e qualche suggerimento sul vostro oroscopo e poi mi direte e
sorrideremo insieme.

Io sono una cancerina e nell’ identikit generale mi ci ritrovo abbastanza soprattutto per quanto riguarda l’emotività che si scarica con problemi alla digestione.
Nessun dubbio che le donne siano belle e dolci e materne, tendenzialmente rotondette, il viso che richiama le linee morbide stilizzate della luna. I sentimenti altalenanti come le maree, il cancer è un segno d’acqua in senso avvolgente, protettivo.

Una buona notizia mi ha accolta questa settimana.

“L’opposizione di Marte finisce e il Cancro è disteso e tranquillo: così le idee disegnano figure meravigliose”.
(sto rifacendo ex novo la cucina e altro che figure me.ra.vi.glio.se con quel che mi sta costando…)

E ancora:

“A un certo punto il fiume incontra il mare, e l’amore può sprigionarsi dal nulla, diventare uragano. Ci si può sentire come la pioggia. Sopra ci sono le stelle…
La vostra musica : Just like a hurricane or It feels like rain di John Hiatt”

Non posso pretendere che voi leggiate un qualcosa di interminabile e vi darò unicamente pochi input segno per segno.

Ariete
“Il mondo comincia a diventare vostro. Meno estraneo, alieno, avulso.
La vostr a canzone: The world is yours – Glasvegas “

Toro
“…Quando capite voi, capisce l’intero universo Saturno termina l’opposizione….
La vostra canzone: Sparrows Will Sing – Marianne Faithfull”

Gemelli
“Il laborioso processo di costruzione che assorbe le energie non lo temete. Marte a fine settimana inizia un energico trigono….Il dono è fenomeno della coscienza.
La vostra canzone : The Gift – Johann Iohnnsson”

Leone
“Trigoni magnifici di Venere e Mercurio…C’è un colore potente nelle vostre parole…Comunione dei sensi che tiene lontano il nemico…
La vostra musica : Red Stream – 96Avenue”

Vergine
“Anche se vi hanno rubato la bicicletta avete la filosofia, ne ritroverete presto due. Giù in città lo sanno tutti che sta per succedervi qualcosa. Anche il sindaco lo sa. Forse si è messo a studiare il Pimander di Hermete Trismegistus.
La vostra musica : Bicycle Race – The Queen”

Bilancia In novembre la quadratura di Marte è stato transito insidioso…Bellezza e grandezza incontaminate al piano superiore…
La vostra musica : La Femme ù La Femme”

Scorpione
“Siete il tesoro sommerso per questo dovete scivolare via dalle file interminabili di case negli abissi con le finestre di luce blu…
La vostra musica : Sunken Treasure – Wilco”

Sagittario
“Siete strutture calde e luminose, fatte di elio-tre, una fonte di vita pulita
(MIA MADRE LO ERA)
La vostra musica : Sun Structures – Temples!

Capricorno
“ Quando voi apparite all’orizzonte apparite un puntino che emerge tra ghiaccio e iceberg. Poi si intravede il colore dello scafo blu, la vostra forma si delinea…
La vostra musica : The Big Ship – Brian Eno”

Acquario
… So che mi rimandi alla mia libertà, ma a volte il senso della nostra libertà è solitudine e le parole sono un virus sense significato…
La vostra musica : Language is a Virus – Laurie Anderderson”

Pesci
“Venere e Mercurio anche per voi sono in quadratura…
La vostra musica : Fool to Cry – Rolling Stones”

Se siete gentili ed avete poco poco tempo da perdere, mentre fuori piove, ve ne eravate accorti?, perché, al di là delle facezie sull’oroscopo, non mi dite se la vostra canzone è nei vostri gusti, e se no, con quale rilancereste?

Buon fine settimana mes amis.

ps . Avrei voluto allegare il link di ogni singola canzone ma…non ci sono riuscita. Devo studiare 😦

Ottobrate romane e ..

 

 

…passatempi estivi.

Già..perchè siamo in ottobre ma le giornate sono luminose e calde che si sente ancora il desiderio (almeno  per me) di crogiolarmi al sole, gli occhi a fessura e leggiucchiare qua e là perché il pensiero è sonnolento e poco incline a soffermarsi.

Dunque vorrei proporvi un confronto su domande che ho estrapolato dall’inserto Viaggi.

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1. Le vacanze da piccolo/a con i tuoi?

2. Il primo viaggio senza genitori, dove e con chi?

3. Il viaggio più importante?

4. Un posto assolutamente da non perdere?

5. Il tuo compagno ideale?

6. Con chi non partiresti mai?

7. Cosa non manca mai nella tua valigia?

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I miei ricordi più lontani risalgono alle vacanza in Normandia in un piccolo paesino: Varangeville sur Mer, a picco sulle faileses, dove avevano una bellissima casa estiva la mia zia materna e lo zio Paul. Successivamente a Rapallo. Eravamo bambini cittadini e nessuna dimestichezza con la campagna.Poi nel frattempo sono cresciuta e..salterò a piè pari, ma in seguito, alla domanda 2.

Per ora questa la mia risposta alla domanda 1.

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A voi, ora con la preghiera di non essere troppo pigri e di completare almeno una risposta.

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