scherza coi fanti (e lascia stare i santi)

 

“Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.”

Ma qui siamo nell’ambito (alto) della poesia di Neruda. Nella vita le cose vanno spesso diversamente.

Ti parlavo anch’io e il tuo tacere mi inquietava. Ti accarezzavo delicatamente e da te neppure un brivido silenzioso. Ti ho parlato, supplicato e mi sono anche arrabbiata.
“Perché?” mi dicevo “andava tutto talmente bene e tra noi perfetta sintonia.

Ho dovuto lasciarti, lo ammetto, anche sostituirti.

Oggi, finalmente dopo venti giorni e due settimane sei tornato. Mi aspettavi.

E’ stato come se il tempo non fosse mai passato.
Le incomprensioni sanate.
Ti sei accesso al mio tocco.
Ora sei di nuovo mio.
Insieme e…

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Mi piaci (anche)  quando taci…