Brividi caldi

Il Kamasutra è il libro erotico per eccellenza. Tutti indistintamente, non conta età o cultura,  lo nominano ammiccando ma salvo le tavole delle varie ‘posizioni’ pochi lo hanno davvero letto. Questo è un vero peccato perché, sì, il K è un libro erotico ma  è soprattutto un trattato filosofico scritto nel VI secolo  che ha come obiettivo di cercare e fare trovare l’armonia del sé in quattro punti principali: il benessere fisico economico, il desiderio, il Dharma cioè l’equilibrio fra i due precedenti,  e la liberazione dal legame materiale per giungere alla coscienza dell’individuo.

Facciamo un balzo temporale al 1792

Una perfida Marchesa di Merteuil per umiliare un suo ex amante fa ricorso a un altro ex, il visconte di Valmont, cinico seduttore, che si incarica di sedurre la timisa ed innocente Cécile de Volanges prima del matrimonio  con l’ex  di cui sopra. Valmont assolve l’incarico, ma la faccenda gli costa l’amore dell’unica donna cui tiene veramente.

E qui mi fermo…

“Ho urgente bisogno di avere questa donna per salvarmi dal ridicolo di esserne innamorato.” 

Ma un libro così non poteva sfuggire al rifacimento cinematografico e nel 1988 Stephen Frears lo diresse, accaparrandosi il Premio Oscar nel 1989, con due attrici di grande carisma quali  la antastica Glenn Glose e l’ adorabile  Michelle Pfeiffer

1791-92

Justine ovvero le disavventure della virtù  è un romanzo che si concentra su una bella ragazza di nome Justine. Nella sua vita ha raccolto una serie di incontri sessuali con esplicite richieste estreme, incluse le scene in cui lei è costretta ad essere una schiava del sesso. L’autore, il Marchese de Sade, da cui il termine “sadismo” era ben noto per il suo abuso e maltrattamento delle donne, soprattutto per gratificazione sessuale “La sottomissione più completa è la tua sorte, e questo è tutto.” Nato come racconto Justine venne pubblicata in tre versioni a causa del progressivo sviluppo delle avventure della protagonista.

1928  –

Chatterley è una donna dell’alta borghesia sposata con un baronetto invalido, ma si invaghirà del ruvido guardiacaccia che si prende cura della tenuta. La storia era rivoluzionaria a suo tempo perché comprendeva l’uso di alcune parole che vennero ritenute “non stampabili”. In Inghilterra  venne pubblicato solo dopo il 1960. Dopo quasi un secolo, mantiene ancora il suo fascino sensuale ricco di simbolismi

“Aveva fatto incetta di fiori: aquilegie, violette selvatiche, fieno appena tagliato, ciuffi di quercia, boccioli di madreselva. Intrecciò alcuni ramoscelli di quercia intorno ai seni di Connie e poi vi unì qualche campanella e qualche violetta. Sistemò una violetta rosa sull’ombelico e fra i peli del pube qualche nontiscordardimé e alcune asperule.”

Lawrence già nel 1915 scandalizzo i benpensanti con il romanzo L’ arcobalenoritirato dopo pochi mesi perché considerato osceno. Una saga familiare con personaggi che ardono di desiderio sessuale.

1967


Emmanuelle venne pubblicato clandestinamente nel 1959 e firmato sotto pseudonimo bisognerà aspettare il 1967 per uscire pubblicamente a causa del contenuto – in quegli anni – ritenuto troppo esplicito. Una giovane moglie di un diplomatico subisce una serie di avventure erotiche e sensuali che comprendono tutto, edonismo, autoerotismo reciproco, amori saffici, una sorta di simbolo della rivoluzione sessuale che all’epoca era agli inizi.
Ritenuto un classico erotico del suo tempo vi è stato anche tratto un  film  di successo nel 1974 che generò diversi sequel cinematografici.

Qui la bella canzone leitmotif del film del 1974 con una giovanissima ed eterea Sylvia Kristel di cui si è persa traccia.

1973  –

Paura di volare è la storia di Isadora Wing, una delle più spregiudicate antieroine della letteratura contemporanea. Isadora è bella, appassionata e sessualmente infiammabile, ma ha una terribile paura di volare, paura della sua forza e della sua libertà…

Che razza di donna eri mai? Come potevi continuare a innamorarti di uomini che non conoscevi nemmeno? Come potevi fissare a quel modo la patta dei loro pantaloni? Come potevi startene lì, a una riunione, e immaginare come dovevano essere a letto tutti gli uomini presenti?

Ecco. Per ora mi fermo e spero di avervi dato,  seppure in modo sommario confidando sulle vostre capacità di reparire dettagli dettagliati,  sui questi primi cinque libri a mio gusto tremendamente sensuali ed erotici perchè l’erotismo  aleggia in ogni pagina per quella capacità dell’autore di farci entrare nei sentimenti che animano i personaggi attraversando tempi e luoghi.

Sosso, erotismo, sensualità :  leggerne in modo ‘elegante’, può aiutare a ridimensionarli a un concreto brivido caldo tutto nostro.

E se questi libri non vi bastassero e volete …avanti con le vostre proposte.

Margarita per me, e VOI?

S(p)esso e volentieri

All’inizio Prajapati (signore degli esseri viventi) creò uomini e donne e fissò, in centomila capitoli, come comandamenti, i precetti seguendo i quali conseguire i tre scopi della vita (Dharma, Artha e Kama).
Swayambhu Manu redasse i comandamenti del Dharma; Brihaspati redasse i comandamenti dell’Artha; Nandi, seguace di Mahadeva, redasse quelli del Kama in mille capitoli.
Questi Kama Sutra (gli aforismi dell’amore), scritti da Nandi in mille capitoli, vennero ridotti a cinquecento capitoli da Shvetaketu, figlio di Uddvalaka; Babharavya di Punchala li ridusse ancora a centocinquanta.

Unione del Loto

Posizione adatta a chi ama i baci e le carezze. I partner si ritrovano faccia a faccia. L’Unione del loto è la preferita dagli amanti.
Lui è seduto sul letto o per terra (e perchè no sulla spiaggia au clair de la lune? :=)) con le gambe piegate e le piante dei piedi l’una contro l’altra. La compagna siede sopra di lui con le cosce che stringono la sua vita.

“È facile togliersi i vestiti e fare sesso. Le persone lo fanno continuamente. Ma aprire la tua anima a qualcuno, lasciarlo entrare nelle tue paure, nel tuo futuro, nel tuo sorriso, questo è essere nudi.” (Marilyn Monroe)

L’arco e la freccia
arco

E’ una posizione laterale, richiede impegno per essere raggiunta, ma una volta che i due partener sono “sistemati” regala un godimento ‘spettacolare’. Lei si sdraia su un fianco con le gambe tese, lui dietro di lei. L’uomo infila le gambe da dietro in mezzo alle gambe di lei e avvicina il bacino. Dopo la penetrazione l’uomo inarca la schiena e appoggia le mani sulle spalle della donna che a sua volta tiene con le mani le caviglie di lui. (sconsigliato vivamente a problemi di schiena..)

“Si può dire che non ci sia nessun individuo sano che non aggiunga al normale scopo sessuale qualche elemento che si possa chiamare perverso; e la universalità di questo fatto basta per sé sola a farci comprendere quanto sia inappropriato l’uso della parola perversione come termine riprovativo.” (Sigmund Freud)

La vite intrecciata

Una posizione laterale che permette alcune alternative: i partner sono cmq faccia a faccia, petto contro petto, con le gambe intrecciate. L’uomo piega le gambe ad angolo retto e la donna tiene una gamba distesa tra queste e l’altra piegata attorno alla sua vita. I due corpi sono intrecciati come i tralci della vite, dando un’impressione di intimità e di fusione. (sembra complicata ma..a me non dispiace!)

“Il piu’ raffinato dei lavori si realizza nel puro silenzio. Ogni attimo fuggente di silenzio, senza pensieri, desideri e sentimenti, e’ un faccia a faccia con noi stessi.” (Deepak Chopra)

Kama

kkk

AAA

Sesso e amore

 

“L’amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta il sesso può suggerire delle ottime domande”.   Woody Allen

UNO A 17 punti = GINNICO
“Per voi il sesso è la migliore ginnastica che esista. E’ l’unico “sport” che vi dà intense emozioni senza comportare rischi (del tipo parapendio, rafting..)
Nella vostra concezione di benessere il fisico è predominante: quando il corpo è soddisfatto lo è anche la mente…”

“Il sesso è l’arte di controllare  la mancanza di controllo” P. Coelho

TRA 18 e 33 punti = BENEFICO

“Il sesso per voi è un meraviglioso modo di tenervi in forma: è una ginnastica che tuttavia deve coinvolgere anche lo spirito Infatti la forma fisica che sognate è uno stato di grazie che fonda corpo e spirito pur non disdegnando un corroborante piacere.”
(risisi evvisa il corroborante piacere: una seduta di palestrina e una sdraiata (?) tutta sesso).

“La differenza tra l’amore e il sesso è che il sesso allevia le tensioni e l’amore le provoca.” Woody Allen

OLTRE 33 punti = MAGICO

“L’erotismo per voi è un gioco sottile, uno scambio complicato. Non siete portati a pensare che tenga fisicamente in forma e non credete abbia un ruolo nel benessere, mentre siete certi che una buona intesa sessuale sia segno di benessere di coppia.”

 

“Dunque il sesso come fonte di vita e la vita come riproduzione dell’armonia. Il gesto sessuale, come gesto di creazione dove non ci si impiglia, come da noi, in nascite o aborti, ma dove in un punto si celebra il senso del cielo, della terra e delle diecimila cose che in composta armonia abitano il cielo e la terra. Perché noi occidentali crediamo nelle stelle e negli oroscopi che cadono dalle stelle e abbiamo dimenticato che i nostri gesti lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce, il loro giro? Il gesto dell’uomo crea armonia o disarmonia nell’universo e il nostro sesso, da gesto che compone, può diventare dissolvenza non tanto di noi, ma del cosmo che non ci ignora.”    Umberto Galimberti

Con buona pace dei sensi

Siamo ancora in tempo ?
Non saprei, con un po’ di buona volontà
…e per gli Auguri abbiamo ancora un paio di giorni.

sherazade2011

Una scadenza particolare anticipa  il Natale con una festa che potremmo definire pagana e che  ci  viene offerta su un piatto d’argento. Che dico,  piatto? Letto, lettino, divanetto, sedile ribaltabile, lavatrice (taluni suggeriscono in fase di centrifuga), tavolo da cucina con o senza postino tanto anche se lui o lei non sono attori consumati devono  allenarsi a cuocere e consumarsi a fuoco lento.
Dopo il giorno della mamma, del papà del nonno, dei ‘diversamente abili’ (dolce eufemismo) e così via, finalmente un giorno tutto da godere soli o in compagnia, perché mie care e miei cari il 22 dicembre sarà all’insegna dell’orgasmo.
Infatti alcuni anni fa, una coppia di pacifisti Usa ha lanciato  questa  bizzarra iniziativa 
22 dicembre
Contro la guerra, il sesso di massa.
“Il Global Orgasm salverà il pianeta”.
 
 il pensiero trainante e: 
“Fare l’amore tutti insieme e veicolare quel gigantesco flusso di energia” 

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Un bel tipo

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Metti anche tu la veste bianca
E schiudi l’uscio al tuo cantor!
Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l’amor.

La mia doccia nuova superaccessoriata vetro assolutamente trasparente che il primo momento che ci sono entrata mi sono detta che avrei dovuto, per pudicizia, lavarmi in camiciola come quell’anno di collegio dalle suore dove il bagno si faceva con la camicia da notte. Il corpo delle donne ancorchè bambine veicola le tentazioni!

Non parlo dell’Ottocento!

Penso a te e dopo anni e anni mi sono ritrovata in Corsica a rabbrividire sotto una doccia spartana con acqua gelida in un minuscolo campeggio di Ile Rousse. Penso alle tue mani insaponate che scivolavano sul mio corpo, che indugiano, sento il sapore di shampoo delle nostre lingue e vivo quell’impellente bisogno di fare l’amore. Ecco il sole di luglio, il mio compleanno, la notte in albergo e quella minuscola doccia dove soltanto l’uno dentro l’altro addossati alla parete riuscivamo a lavare il sudore di un’estate caldissima che riproducevamo all’infinito.
E poi amore, nuotate, amore, mare di sentimenti, ben attenti a non scoprirli troppo.

Seduta sul letto, difronte a te, la bocca sul tuo membro nudo mi asciugavi i capelli scompigliandoli con le mani a pettine.
Momento di pura magia e la poi la mia dabbenaggine di parlartene.
Guardandomi tra lo stralunato e il divertito  mi ha confessato che da piccolo volevi fare il parrucchiere! Ho capito che il lavoro di ingegnere nucleare doveva essere molto stressante.

Tu non eri quel tipo d’uomo che … ma certamente un ‘bel tipo’.

 

iome

foto sherazade 2015

Estate

Al mare sono legati tutti i miei ricordi piu’ belli.

Quando ero bambina io, non si andava in vacanza tout-court. Noi bambini della buona borghesia piemontese alla fine delle scuole venivamo spediti in campagna o in montagna nel paese delle nostre domestiche venute a servizio in città da ragazzine. Io e mio fratello venivamo parcheggiati nella cascina della Mariusccia in un paesino minuscolo in alta montagna della Valle d’Aosta: Ussell. Oggi un ammasso di pietre.

Ho toccato il mare per la prima volta che avevo sei anni e mia madre nelle nostre passeggiate sulla spiaggia spesso mi raccontava della mia faccetta attonita quando le chiesi “Dove finisce questo mare?”.

Poi i miei nonni comprarono una villetta a Rapallo, io ero un’adolescente che si affacciava al mondo e li ho vissuto i primi amori incantati sul lungomare al tramonto, semi nascosta a ‘pomiciare’ nell’erba alta delle colline con le rondini – quante rondini! – oppure accucciata sul fondo di una barca a remi ancorata o, ancora, dietro una cabina bianca e azzurra proprio come in certi film d’epoca.

Il mio più grande problema a quei tempi era ‘imparare’ a baciare, baciare bene e sopratutto supera quel primo impatto di intimità delle due lingue l’una nella bocca dell’altro. Non fu difficile e via via arrivò la scoperta del corpo dei suoi languori quando le mani come polipi strappavano i costumi e le bocche percorrendolo lasciavano una scia viscida di saliva. Un tuffo calmava i bollenti spiriti ed io tornava la ragazzetta perbenino di sempre, almeno credevo.

Il mare mi era entrato nell’anima e su quella barca che sembrava cullarmi ebbi il mio primo vero rapporto. Solo il mare ancora oggi riesce a placare ogni mia ansia come sapeva fare la carezza di mia madre.

Il mare. Il mare vero delle nostre isole. Delle piccole selvagge e assolate isole italiane non quelle modaiole ma Alicudi o addirittura Filicudi dove vent’anni fa mancava la luce e l’acqua era portata due volte a settimana dalla nave cisterna.

Il mare dei lunghi desideri, alla scoperta di lidi lontani e ancora in parte inesplorati: le isole greche e le sbronze di Uzu, Maldive, Sea Shells, Isole Vergini, Capo Verde e la scoperta della grande musica di Cesaria Evora. Sempre tanto mare e tante isole. Niente vita mondana niente movida.
Mare e tanto sesso perchè il mare è un potente afrodisiaco, i corpi sono già nudi e bruciano e il sudore li rende luminosi, ora sgusciano via ora si avvinghiano

Sabato sono stata in una spiaggia di un mare non mare alle porte di Roma ma io lo amo molto perchè è legato alla prima infanzia di mio figlio che naturalmente da anni mi ha abbandonata al mio destino. La sera c’è stata l’inaugurazione dello stabilimento. Giocolieri si cimentavano con aste di fuoco. Ballerini sui trampoli. Il teatro era la spiaggia che le luci rendevano argentata, il mare cupo, non una stella. Buona musica, gente colorata, un’oasi rubata alla quotidianità.

Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro per dare l’esempio! JacquesPrévert.

Un alito di vento, un sussurro indecifrabile, cingendomi le spalle mi hai detto qualcosa.

E’ cominciata un’altra estate.

e adesso tango!

Insieme a lezione di Tango

“Tango è camminare elegantemente abbracciati. Servono mesi di lavoro perché l’abbraccio diventi uno strumento fisico di comunicazione tra i corpi: l’abbraccio è la dimensione centrale del tango argentino è ciò che lo distingue da tutti gli altri balli.

Danza di coppia, che parte da una “grammatica” appresa e condivisa, una interazione tra corpo-emozioni-mente. Una sorta di codice di comunicazione non verbale che muta in metafora della relazione con l’altro attraverso il proprio equilibrio e la capacità di ascolto.

E’ attraverso l’abbraccio che viene trasmessa l’indicazione sulla direzione, sulle figure, sul ritmo.

Con l’abbraccio il partner guida nella danza la sua compagna e, attraverso di esso, lei sente, legge e reinterpreta la storia che lui, improvvisando nella musica, sta raccontando.”

Tango! splendida metafora d’amore. Voglio il mio Tango., il mio abbraccio tangoso.

Prenotazione gradita.

ps questo video è tratto da un film…quale? con un Antonio che (s)Banderas tutta la sua macha bellezza, certo anche la biondina…
La musica è del grande compositore Astor Piazzolla

Mens (in)sana in corpore sano

Se tutto andrà per il peggio, e se tanto mi da tanto, potrei vivere ben oltre gli ottantaquattro anni, infatti questa è la media, come  evidenziato dagli ultimi dati Istat:
“Popolazione (italiana) : vita media si alza ancora. Per uomo 79,1, donne 84,3.”

Mia madre se n’è andata prima e spero che i suoi quasi quattro anni non mi vengano addebitati.
Non sono una fanatica della vita ad oltranza Hai voglia a dire ‘si è giovani dentro’, l’organismo è pur sempre una macchina che si logora e a dispetto dei tagliandi non ce la fa a seguire la mente. Voli pindarici tanti.
Non sono pessimista. Sono realista e dunque faccio il possibile per arrivare al traguardo nelle migliori condizioni psicofisiche.

Per questo – grazie a mia madre che mi prese per sfinimento: ‘Fai, fai, fai’ da oltre 15 anni con continuità vado in palestra dopo il lavoro due-tre volte a settimana. Niente sala pesi e altri attrezzi, a volte se arrivo in anticipo un po’ di cyclette, mi piacciono i corsi di gruppo dove si crea anche un clima piacevole, cameratesco. Il mio preferito è lo striding
Nel video che segue viene appena accennata la parte ludica ma dal vivo è divertente si inzia carlieri e combattivi ma dopo la prima mezz’ora si trattiene tutto il fiato possibile per ‘lavorare’. Finiscono le battute e si gronda sudore.
E’ adrenalinico, le variazioni del passo, dele braccia, sottolineano l’andamento della musica di solito molto vivace.
Musica che a casa mi farebbe inorridire soprattutto per il volume ma che lì è perfetta.

Dopo lo striding una bella doccia tiepida, quindici minuti e inizia la seduta di yoga in una saletta riservata a un massimo di 10 persone. Spesso nessuna musica e luce assai basse.
Oggi nelle palestre si pratica il ‘modern yoga’ che mutua la cultura orientale in quella occidentale con posizioni meno rigide ma altrettanto valide.
Non è necessario essere dei contorsionisti: il modern yoga (una cui variante è il Pilates) non affatica perché finisce dove inizia lo sforzo. Le diverse posizioni consentono di distendere e potenziare i muscoli e lo scheletro, di mantenere sciolte le articolazioni ma anche di stimolare gli organi interni e mettere in moto gli ormoni che portano a un generale stato di benessere.
Questo avviene sopratutto lavorando su un respiro profondo e completo che ossigena tutto l’organismo e dunque agisce contro lo stress, le tensioni emotive ed l’ ansia.

Un consiglio. Scegliete una buona palestra con istruttori e istruttrici qualificati e badate molto alla pulizia.

A chi mi chiedesse, giustamente : ‘Chi te lo fa fare’ non ho difficoltà a rispondere che allo status quo mi si può definire di ‘sana e robusta costituzione’ e che con il mio impegno costante ho evitato una difficile e pericolosa operazione alla colonna vertebrale (sempre in agguato) che si regge grazie alle fasce muscolari assai toniche che la ‘imbustano’.

Quanto al motto ‘Mens sana in corpore sano’ oh, quando non mi prendono le mie paturnie sono davvero una donnina equilibrata.

“…e speriamo che io me la cavo. Intanto ci provo.”

Toy boy

 

Nell’illusione di avere sdoganato il pregiudizio che soltanto gli uomini anziani, (diciamo pure della terza e quarta età, età che impallidisce nella misura in cui aumentano i capitali del vegliardo), possano con il placet del consesso sociale permettersi una giovine signora o addirittura una fanciulla dell’età della figlia minore appendendo al chiodo la loro compagna di una vita ormai cinquantenne, insomma, anche le donne, per lo più quelle conosciute che fanno parte di un certo establishment economico e/o modaiolo hanno scoperto che non vi è nulla di disdicevole accompagnarsi ad un bel giovane alla luce del sole e vieppiù al chiarore della luna rispolverando le proferte amorose ed i complimenti che il marito fedifrago aveva scordato da un pezzo ritenendo meno faticoso buttarsi ex novo in un nuovo coinvolgente, fresco amore.
Ricordo che ancora una trentina di anni fa una mia bellissima amica quarantenne, che io invidiavo ed avevo preso a modello di grande autonomia nel vedere la’more e il sesso, visse , e pose fine tra pianti e tormenti a un intensissimo amore per la sola ragione che ‘lui’ aveva 13 anni meno di lei.

Insomma va bene tutto quanto attiene alla sfera sessuale ed emotiva dell’uomo ma nel libertario e libertino 2.0 continuiamo a fare sorrisetti ammiccanti se non di commiserazione ed a mettere in discussione l’esistenza di un rapporto tra un uomo (ragazzo) più giovane ed una signora cinquantenne e più?
Noi donne per prime siamo quelle che ci lasciamo condizionare e non lasciamo spazio alla possibilità di innamorarci (ancora) di un giovane uomo nel timore di immaginarci ‘vecchie’ di fronte a un lui ancora aitante.
Già: “che ne sarà di me a settant’anni quando lui ne avrà soltanto cinquanta? Cosa avrò ancora da offrirgli?”
Per quel che mi riguarda mentre da una parte penso che la giovinezza reclami anche i suoi impulsi sessuali, dall’altra penso che si lasci soggiogare dal fascino e dalla cultura e, perché no, dallo ‘status’ di un compagno/a più adulto. Ma questo essere adulti e adulte davvero non ha limiti? Al maschile, evidentemente, no.
Nella mia scelta di vivere dopo il lontanissimo divorzio, la separazione dei sentimenti, ovvero amore, passione, condivisione ma poi ognuno a casa sua, io, tanto dura con me stessa quanto romantica per la vita degli altri prediligo il lieto fine della liturgia del sacramento ‘finchè morte non vi separi’. Avete presente il premiatissimo ‘Amour’? Non vedetelo perché è di un angosciante terrificante (è spesso la pecca di molti film d’autore). In fondo per me lo è sempre stato : ‘fino alla morte, sì, ma dell’amore.

Tutto non si può avere e la linea della vita tante volte viene spezzata e riprende e mai con la stessa velocità e intensità e potrebbe essere che oltre quell’età accettabile per i benpensanti una donna non più giovane si innamori, riamata, da un giovane molto più giovane. In fondo un approcio speculare a quello che dall’altra parte della strada vive il suo ex compagno, coetaneo, padre, o non, di figli maggiorenni. Solo che lui è un ganzo, uno che può permetterselo (raro comunque incrociare un postino, un impiegato di mezza età, uno da mille euro al mese, con la bellezza di turno) mentre lei è una donna di mezza età (magari con qualche ‘ritocchino, ma del resto il suo ex di tinge i capelli) e il suo nuovo compagno è etichettato come ‘toy boy’, un ragazzo giocattolo, il prolungamento del suo pene.
E allora nel terzo millennio nell’Europa del malcontento e del malcostume le donne o sono giovani e belle, o sono trasparenti angeli del focolare ma, anche quando il focolare è spento, se tentano di rifarsi una vita uscendo dai ranghi vengono ridicolizzate, demonizzate se non fatte fuori.
A me viene in mente il bellissimo viso, gli occhi luminosi di Dacia Maraini, seducente signora sessantenne, che fece scalpore perché per anni si accompagnò con un ‘ragazzo’ molto più giovane di lei. Oggi è sola perché di fronte alla morte non c’è differenza d’età che conti: arriva il tuo momento e via. Finito.

Il punto? Forse che le regole dell’amore non dovrebbero essere appannaggio maschile e che noi donne finte emancipate a dispetto di tutto ci lasciamo ancora condizionare dal pensiero maschile. Basterebbe tanto poco ed a Roma si userebbe una espressione troppo colorita che potrei riassumere con un : ‘Vivi e lascia vivere’.

Fantasie ero(t)iche di una nonna americana

In questo mondo immacolato, supportata da ben alt(r)o evento, voglio finalmente farvi una confessione.

In tempi lontani ho fatto anche io uno stage full immersion.  Sì, al Cremlino, presidente Nikita Krusciov. Ricordo poco o niente però.

Gli anni, quasi settanta, non hanno offuscato anzi probabilmente hanno fatto rifiorire la memoria un po’ spudorata di Mrs Mimi Alford, americana morigerata, amministratrice di una parrocchia di New York, oggi in pensione e nonna.
“..ho taciuto per mezzo secolo per non imbarazzare personaggi ancora vivi…”
Credeteci o no, fatevi due conti, ma a quanto pare questo è il nuovo protagonismo di chi con ingiustificata morbosità  fa emergere delicatissime rivelazioni personali che vanno a scoperchiare tombe e segreti di persone da lungo tempo defunte.

Mrs Mimi, dopo una gestazione di due anni ha dunque dato alla luce una sua memorietta nella quale scodella i giochini ero(t)ici – lei sempre consenziente, anzi “onorata” – con il presidente Usa, J. F. Kennedy, suo fratello e i suoi collaboratori più stretti.  Una dovizia di particolari che la signora avrebbe – forse – più pudicamente  dovuto serbare per sè  non per proteggere i morti ma piuttosto i suoi figli e i suoi nipoti perché se è vero che gli americani hanno un forte senso patriottico è altrettanto vero che sono fortemente puritani e le questioni di sesso, non come in Italia, mettono a dura prova sia i governanti che i loro ‘complici’.

Nel libro la signora rispolvera suoi atti da crocerossina come quando una sera in piscina il presidente le chiese “…perché non lo aiuti a scaricarsi?” riferito a David Powers visibilmente accigliato.  Lei acconsenti e “…il Presidente rimase a godersi lo squallore del quadretto”.
Racconta la signora, questo sì un particolare agghiacciante (sarà vero e chi lo potrebbe supportare?) che nel novembre del 1963 a ridosso della partenza per Dallas,  il Presidente Kennedy le telefonò annunciandole con tono annoiato: “Tra qualche giorno sarò a Dallas.  Quando torno ti chiamo e ci rivediamo”.
Poi è andata come è andata; mrs Mimi non ha rivisto il Presidente e a noi ha consegnato questi brutti episodi di un uomo, il più potente del mondo, assassinato il 22 novembre 1963, che irretisce con il suo fascino una giovane stagista, e ci consegna una donna-nonna che non ha saputo elaborare in solitudine uno spazio della sua vita dal quale lei per prima ne esce malamente, oggi.

Negli Usa hanno ottimi psicanalisti ma..
PECUNIA NON OLET