Oggi e sempre Resistenza

Rossana Rossanda è  nata a Pola nel 1924;  giovanissima partecipò alla Resistenza come partigiana e, al termine della seconda guerra mondiale, si iscrisse al Partito Comunista Italiano.  Allieva del filosofo italiano Antonio Banfi grazie anche alla sua profonda cultura, venne nominata da Palmiro Togluatti responsabile delle politiche culturali del PCI.
Nel 1963 venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati.

Questo è solo un piccolo  assaggio  della vita de ” La ragazza del secolo scorso” , la biografia che troverete in libreria: un bel regalo da farvi nei primissimi giorni che potremo riacquistare un minimo di libertà.

Una donna coraggiosa e tenace che ha segnato la vita della nostra Repubblica.
Femminismo, cinema, filosofia, letteratura, ma al centro   il lavoro, la fabbrica, le nuove schiavitù.

Una donna tanto minuta quanto determinata,  partecipe attiva del cambiamento con la forza del dialogo che continua a tenere vivo ben oltre i suoi 90 anni.

Seguendo la rigorosa legge della vita  cadono i  petali  del fiore  degli ultimi Partigiani.
Sta a noi mantenere vivi i loro ideali cercando, oggi più che mai di essere rigorosi e coerenti nelle nostre scelte.

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Teniamoci stretti stretti Anzi strettissimi🌹

Fainéant : in francese 'suona' meglio

 

 

 

I fannullon – Fabrizio De Andrè, 1963 


Senza pretesa di voler strafare
io dormo al giorno quattordici ore
anche per questo nel mio rione
godo la fama di fannullone

ma non si sdegni la brava gente
se nella vita non riesco a far niente.

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lei tornerà in una notte d’estate
l’applaudiranno le stelle incantate

rischiareranno dall’alto i lampioni
la strana danza di due fannulloni
la luna avrà dell’argento il colore.

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APPROFONDIMENTO

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La parola ‘fannullone’ costituiva,  originariamente, l’affettuosa definizione, forse un poco  invidiosa, di un professionista dell’ozio, teorico – come piaceva dire a mio nonno, colto in fragranza di sonnellino – della meditazione creativa,   o di un libero pensatore affrancato dalla schiavitù del lavoro.

 

L’aggettivo francese ‘fainéant’  spesso usato  con frivola leggerezza e gentile benevolentia – dall’ arguta e colta Marchesa di Sévigné  giunse a noi in epoca poco successiva  e nell’attuale senso spregiativo con  l’Abbé Saint-Pierre,  illuminista radicale (lontano mille anni luce dal ‘nostro Brunettà) che identificò nel ‘faiséant’  la scarsa voglia di lavorare, prerogativa tipicamente italiano.

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Dunque, Evviva il nostro dotto Ministro Brunettà anche se io a lui preferisco la suggestiva canzone di un grande poeta quale Fabrizio De Andrè.

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