Io NON ci sto.

 

Ho voglia di stronzate.

Stronzate liberatorie

perché quello che emerge dalla lettura dei quotidiani, l’aria stessa che si respira, è assolutamente inquietante.

Anche la seconda parte della telenovela di “Genova per noi” non mi attrae, Scusatemi.

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IMPRONTE

 ovvero

La società del controllo e della democrazia inquinata.

 

 

Dopo il caso dei bambini Rom,  ci si interroga su certe  tecniche di riconoscimento (schedatura) che violano la dignità umana.

La scansione dell’iride,  la registrazione della traccia vocale, la geometria della mano, la rilevazione satellitare di ogni spostamento, tutte queste tecniche  biometriche  rendono inutile, inutilmente becero, l’exploit del Ministro Ma®roni.

 

“Cade l’antica premessa dell’habeas corpus, l’impegno sovrano a ‘non mettere mano’  su un corpo che oggi non possiamo intendere sole nella sua fisicità”.

 

DIVISE

 ovvero

Ritorno al passato (remoto?)

 

“La Ministra Della pubblica istruzione “per motivi sociali e di decoro”  chiede che venga ripristinata la ‘sana’ regola di andare

A SCUOLA IN DIVISA.

Un passato che bussa prepotente alle porte.

Sbattiamogliele in faccia!

 

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Cancerina DOP

 

 

Leggo. Molle-mente adagiata, odalisca per scelta  da sempre, sul lettino in riva al mare.

Leggo. Questo oroscopo così suggestivo, inusuale nell’approcio, che arriccia all’insù gli angoli della bocca in un sorriso sornione mentre

“..il cuore sgocciola, sciropposo, aromatico.”

 

Cancer (21/6-21/7)

settimana  dal 21 al 27 giugno

 

“..Anche Venere entra nel vostro segno e la corazza del super-io si lascia sfilar via come una veste di seta (e qui ci siamo). La nudità del cuore, dell’anima non vi mette a disagio (mmm ‘nzomma). La leggerezza è riposo che subito si illumina. Poi si mette l’idea in un quadernetto: sarà preziosa più avanti (sono io!). In amore tornano potenza, gusto, fragranza, dolcezza (magie del sole, mai negate).

E il cuore sgocciola, sciropposo, aromatico”.

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Per interposta persona son qui a svelarvi…Cannellina/Rudina Pesciolina del 5 marzo, AAA anche lui pesciotto del 12 marzo…volete sapere?

Venghino signore venghino lorsignori son qui per questo, presto!

L'anno che verrà

 

 

Buoni propositi da coccodrilla.

 

Non sono mai stata né bionda nè di coscia lunga.

Lo sfizio del ‘ahhh biondaaa’ me lo sono tolto, il secondo non credo potrò mai.

Non ho ereditato la silhoutte longilinea della mia mamma ma la forma (anche se di tutto rispetto) delle donne un po’ anforette del sud.

Tra i molti doni una cara amica mi ha regalato un bellss paio di calze di Max Mara (color grigio fumo. Che morbidezza e che disegno!) ma quando  ho guardato  la taglia sono sbiancata: la 4!

Ossignur! sono dunque una sorta di donna cannone senza sottofondo di De Gregori e non volo ma piombo nello sconforto. Mi vede davvero cosi? “Sono” davvero così? La mia altalenante autostima  – lei si –cala in picchiata di un buon 50%.

Le provo e..mi stanno giuste giuste.

Peggio mi sento.

E’ vero in questi giorni tutti in quanto al cibo facciamo (Epiiii – direbbe la Litizzetto – Epiii ma te le porti tutte via ‘ste feste?)  dei piccoli stravizi che pagheremo (ed abbiamo anticipato  in moneta sonante) in un paio di visibilissimi chiletti ma…insomma come mai le calze di 3, 4 anni fa – ad esempio quelle di lana con fiorellini colorati che mettevo a Charpocher, ed alcune ancora oggi – sono della seconda misura e mi entrano senza strippamenti? E così pure i vestiti e i pantaloni di taglia 44?

Ma perché la mia banalissima ‘medium’ è diventata una terrificante XL?

Tutto questo avrà a che vedere con i modelli anoressicandrogini che il perbenismo condanna ma che sottosotto la legge della moda esporta e impone? E se gli ‘Uomini preferiscono le bionde’ non è anche vero che un po’ di ciccetta non la dis-degnano affatto?

Perché ho cominciato questo discorso? Non ricordo. La mia capacità di concentrazione è inversamente proporzionale al tempo di riposo che mi sono presa. O forse, anche in questo,  ho ecceduto  giocando a Bestia o al Mercante in fiera?

Svelti, facciamo un esamino di coscienza. Siamo nell’anno nuovo, i giornali tuonano contro gli eccessi (a suo tempo debitamente fomentati), dobbiamo riprendere le nostre ‘sane’ abitudini di stare a dieta e badare al colesterolo,  sisisi’,  ri-prendere l’un due tre in palestrina ma – lo ammetto – mentre l’attività fisica alla fine della giornata, superato il rifiuto iniziale (chi me lo fa fare?) risulta salvifica, tornare ai rigori della dieta scanditi inesorabilmente da un frutto e lo yougurtino a pranzo, un secondo (carne o pesce, oppure 40grammi di formaggio magro) e contorno per cena con il solo ‘sgarro’ di un bicchiere di vino (io me lo prendo e guai a chi me ne priva) ora rosso ora bianco alla bisogna, ebbene, rende davvero funambolica la mia già precaria  gioia di vivere.

Non sono una mangiona, anzi,  ma il cibo per me è il tramite per stare bene in compagnia, per condividere un buon sapore, un pensiero serio o una risata. Ma non dico una cosa nuova. Non si organizzano forse da sempre incontri conviviali per predisporre l’ospite ad essere più malleabile rispetto a quanto gli si vuole estorcere? Non si cucina ‘mpressa mpressa’ il vitello grasso per  segnare un evento indimenticabile (per il povero animale)?

Comunque. Non vi è anno nuovo senza buoni proponimenti. Il miei?

Vorrei tentare di prendere un po’ meno il motorino e cercare di camminare un po’ di più,  evitare – aggiungo –  l’ascensore andando in ufficio.

Vorrei sorridere benevolMENTE  guardando al PD e pensare  ‘ dai tempo al tempo,  son ragazzi’ anche se poi i ragazzi hanno l’età mia e il tempo inizia che è già scaduto.

Vorrei potere anche quest’ anno guardarmi allo specchio e riconoscere senza arroganza che qualcosa di buono per cui vale la pena andare avanti mi appartiene. Come mi appartiene il bacio leggero della buona notte che mio figlio posa sulla mia fronte e che io gli restituisco al mattino svegliandolo.

 

Passo la parola scritta a voi e lascio carta bianca.

Allora? Insomma!  Sono curiosa.

Despite me…va pensiero

 

 

Ghirlande

 

l’ incontro di un semaforo rosso

il verde non sincrono a singhiozzo.

una canzone forse di serie b …

Il  refrain cantilenante, affettuoso

Tic tac . .. diventa insidioso.

un raffreddore che non passa

lo stomaco boulversé in una morsa 

parole conati  aspri o dolci.

un dispetto alla ragione

l’affanno chetato da una carezza

due biglietti per Praga sono una certezza

 

 

.“Motocicletta,
dieci H. P. tutta cromata,
e’ tua se dici si,
mi costa una vita,
per niente la darei,
ma ho il cuore
malato,
e so’ che guarirei
Non dire no,
non dire no,
non dire no,