Primavera vien danzando..

 

a piedin nudo nel parco che poi parco non è

ma….se trovo il quadrifoglio e "mi dice bene" sfondo lateralmente, invado il giardino confinante, esibisco i miei permessini tutti rigorasamente acquisiti sotto banco e voilà … un vulcano in miniatura che (e)rutta, no, il vulcano no, troppo fine a sè stesso. Una bella montagnetta, il ruscello che ruscella festoso, PesceBollo prim’attore interpreta una trota salmonata, i nipotini che fanno rafting mentre la zia sulla chaise longue leggiucchia Novella 2000 sorseggiando un Cuba libre che con Obi è d’obbligo…sospiro…

Sì! siii! il quadrifoglio. Pero’ cercate voi io non ho tempo!

a piedin(i) nud(i)

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Pescebollo vol II

 

Si è rasentato il dramma, no il dramma è andato in scena doloroso e prepotente ma stamattina si è risolto in battute leggere e salvifiche.

 

Ieri nel tardo pomeriggio stavo preparandomi a fare un sughetto leggero leggero per condire certe farfalle ‘formato speciale’ che  pareva avessero tutta l’intezione di volarsene altrove. Nooo, ferme lì, ora vi cucino io!

 

Intanto , come spesso faccio,  ‘sfaccedando’ davanti ai fornelli, decido di cambiare l’acqua al Pescebollo. Lo trasloco da sopra la lavatrice al lavello, apro un filino d’acqua, copro con il suo coperchio rosso per evitare l’eventualità che stando sul bordo salti fuori.

 

Passano meno di cinque minuti e Pescebollo fa un salto terribile e finisce nel lavello. Lo prendo arrabbiatissima “Brutto scemo, ma che ti sei metto in testa?” faccio per immetterlo nella sua vasca e mi rendo conto che l’acqua era bol-len-te! E quella che scendeva dal rubinetto fumava

 

Lancio un urlo che però mi si blocca a metà gola: “Lucaaaaaaaaaa, corri ho lessato Bolloooooooo”. Freneticamente cambiamo l’acqua, la facciamo scorrere fredda sul corpo di Bollo che non dava più segni di vita.

Io piangevo a dirotto e continuavo a tenerlo in acqua e a dargli del cretino e gli promettevo doppia razione purchè si riprendesse.

 

Luca era silenzioso e color marmo. Diceva che era morto, io piangevo e mi ribellavo e non riuscivo a darmi pace. Lo tenevo nel palmo della mano e continuavo a parlargli, facendo  una piccola pressione. Improvvisamente ho sentito come un guizzo: “E’ vivo! Lu’ è vivo”. “No stà morendo, soffre”. Ho allentato la presa e tenendolo per la codina ho cominciato a imporgli un movimento ondulatorio. Impercettibilmente le branchie hanno cominciato a muoversi ma lui non si reggeva e se lo lasciavo finiva a pancia all’aria sul fondo. Per quasi due ore l’ho curato come una persona a cui impedisci di chiudere gli occhi, ed ho fatto in modo mettendo la mano a ponte sopra di lui che restasse dritto.

Piano ha cominciato a muoversi prima tutto sghimbescio, o in perpendicolare, senza equilibrio, ogni tanto faceva dei guizzi ma non bastava. Finalmente la bocca che fino ad allora era rimasta ermeticamente chiusa ha lasciato spazio a una fessura tagliente. mentre le branchie continuavano a muoversi velocissime.

 

Siamo riusciti a cenare verso le nove, con molta apprensione ma ‘quasi’ certi che Pescebollo ce l’aveva fatta.  Seppure molto stordito teneva la giusta posizione e la bocca si apriva regolarmente. Sul dorso le squamette erano diventate quasi filamentose e alcune si staccavano…

 

“Ha da passà ‘a nnuttata”!.

 

Non abbiamo dormito sonni felici ma stamattina il nostro Eroe vivo e vegeto reclamava la sua doppia porzione.

 

Dateci pure degli ‘scimuniti.  Non importa,  credo non sia  la grandezza, o la presunta intelligenza che rendono più partecipativo il nostro amore.

..e  non ditemi che è ‘solo’ un pesce rosso.

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Un amore silenzioso, rosso rosso

 Svolgimento

 Il tempo di spogliarmi, e sono corsa a salutarlo.

L’ho trovato bene, molto bene.

Voi penserete che la ‘ville lumière’ mi ha rincitrullita ma non è così.

Lui già c’era nel mio cuore e il suo spazio se l’è conquistato prepotentemente, a pieni polmoni, senza cessa. Gli occhi a palla, puntuti, fissi su di me.

E’ arrivato ospite a luglio e doveva essere solo per un paio di mesi. Si sa, il tempo delle vacanze.

Cartelli ovunque con musi di cani dall’espressione straziante “Non abbandonatemi”.

E lui?

Lasciarlo solo? Un filino di acqua aperta? Morire non sarebbe morto (forse).

Manno’ – io ho detto – in qualche modo lo teniamo noi.

E così messer Bollo si è trasferito, boccia e mangime, sulla lavatrice in cucina.

Un posto riparato, non troppo alla luce, vicino al rubinetto dell’acqua.

La cucina è piccola,  meno di due metri il tavolinetto a mensola dove facciamo colazione, la mia seggiolina e ‘lui’ di fronte a me ogni mattina  che mi guarda.

Il pomeriggio, poi, mentre al lavello preparo la cena, lavo l’immancabile insalata,

i due piatti due di tutti i giorni, ancora Bollo al mio fianco, quello sinistro.

Un segnale oggi, una carezzina  attraverso il vetro, ho cominciato a parlargli (ma si sa io parlo con tutti senza distinzione, anche con le piante e deLuchi ci si è abituato) l’unghia che si muove con il mangime sull’orlo della boccia, insomma siamo diventati prima buoni amici, e oggi..oggi qualcosa di più.

Lui mi vede quando arrivo e mi viene letteralmente incontro, comincia ad aprire occhi e bocca in modo smisurato e a fare delle vere e proprie danze in mio onore.

Sa che per prima cosa gli cambio l’acqua  e per una mezz’ora una cascatella  gli porterà ossigeno nuovo e un’idea di libertà che non conosce.

Poi il suo magime e mentre risucchia vorace le scaglie finissime, leggerissimamente  la punta del mio dito lo sfiora.

Ed ora vi farò ridere davvero. Dopo una cert’ora in cucina non si accende più la luce per non traumatizzare Bollo che dorme sul fondo della sua casa nuova, più grande e rettangolare,  e per bere, o prendere un frutto, o sia quel che sia lo si fa alla luce debole del frigorifero!

Ma per  ogni amore ci vuole volontà e bisogna esser pronti a tutto.

Infatti il punto è che Bollo ‘sarebbe’ della piccola Chiara che ogni volta al telefono chiede quando potrà ri-avere LulaBee (il MIO Bollo) visto che le vacanze sono finite e loro sono di nuovo “a casa di Roma”.

Stasera Chiara riavrà il suo LulaBee: un altro bel pesciolino rosso, nella sua boccia rotonda perché LulaBee/Bollo ha cambiato nome, famiglia, soffrirebbe lui e soffrirei io a rinunciare al nostro amore fatto di tanti piccoli rituali.

Anche un pesciolino rosso può scatenare un folle amore o sono io ad essere follefolle?

Oppure – domanda di riserva – molto semplicemente, è possibile comunicare, riconoscersi, anche volersi bene “apprescindere”?

 

 

 

 

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