Ricette d’amore

Una ricetta ‘al bacio’ 

Ponete nella terrina del cuore un pizzico qb di follia, aggiungete a piacere qualche parola appena sussurrata, come farina attraverso il colino,  amalgamate con 2 al massimo 3 carezze tra i capelli, indugiate con una leggera pressione dietro la nuca, controllate che gli ingredienti si fondano pur mantenendo la loro fragranza,  ponete cura a che il tremore interno non vi renda goffi,  sorridete con gli occhi dell’anima, attraverso il ventaglio delle ciglia. Adesso il più è fatto e allora cominciate a gustarne lentamente il sapore, con un intimo guizzo di fiamma, non lasciate assolutamente riposare .

Il bacio, dice la qui presente,  l’Artusina  dell’amore,  è fragranza appetitosa sulle  nostre labbra. Leggero e delicato amche solo di sfuggita  non dovrebbe  mancare mai. Il bacio notoriamente non ingrassa, tuttaltro!,  è terapeutico, ridona energia e aiuta il ‘sogno’ tranuillo.

 Sapore di bacio. Che buon sapore.

Bon Appétit!

locandina

 Bon Appétit è anche un film grazioso di David Pinillos definito ‘una commedia romantica tra amori e dissapori’  che ho visto in un giorno piovoso di qualche anno fa e che mi fece sorriredere. Racconta l’educazione sentimentale di Daniel, un giovane basco che trova la prima importante esperienza di lavoro in un ristorante d’alto rango di Zurigo, con cuochi di ogni nazione e una sommelier, Hanna,  tedesca innamorata del titolare. Le scelte nella vita sono sempre difficili e dal risultato incerto. Anche per Daniel, ma imparerà a scegliere.

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a kiss is just a kiss?

Piove, ha preso l’abitudine di piovere tutti i santi pomeriggi, il cielo s’ingrigisce, l’aria diventa pesante, una cappa cupa a racchiudere la scena, poi un tuono fa tremare la terra e libera l’acqua.

Pioggia

Osservo, CON questo buon sapore di pesca di una primavera aspra e sugosa, una goccia in bilico tra le increspature del labbro inferiore sta per cadere viene recuperata sulla punta della lingua le labbra si serrano precise.
Un bacio, il sapore di un bacio, quel bacio, sempre nuovo e stropicciato tra i ricordi, vissuto in prima persona, che nessuna letteratura potrà mai eguagliare. Altri baci.

Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse :
quel giorno più non vi leggemmo avante.”
Dante, Inferno, Canto V. vv.133-138

«Ma poi che cosa è un bacio?
Un giuramento fatto un poco più da presso,
un più preciso patto,
una confessione che sigillar si vuole,
un apostrofo rosa messo tra le parole t’amo.»
Cyrano de Bergerac – Edmond Rostand

E tra l’estasi peccaminosa di Paolo e Francesca sprofondati in quel loro bacio e il realismo un po’ cinico di Cyrano che scivola nella concessione di un apostrofo rosa, altri versi:

”Dammi mille baci e poi cento, poi altri mille e poi ancora cento; ancora un secondo centinaio e poi ancora mille… fino a non poterli più contare”, Catullo, A Lersbia

“Morto ti faccio coi baci? La credi un’ingiuria codesta? – Fammi pagare il fio: baciami tu!” Stratone di Sardi

“ Labbra, voi, porte del respiro, suggellate con un giusto bacio il contratto senza termine con la morte ingorda…”. William Shakespeare , Romeo e Giulietta.

“Odilo, la mia bocca è tuttavia rugiadosa d’un suo bacio e le mie guance sono state inondate dalle lacrime di Teresa. Mi ama, lasciami in tutta l’estasi di questo giorno di paradiso…”. Ugo Foscolo, Iacopo Ortis

“Ch’io senta fremerti – la bocca odorosa di arancia, – fresca, vermiglia, ne ’l bacio mio”. Gabriele D’Annunzio

Mille e mille baci struggenti, appassionati, erotici, trasgressivi, ‘baci rubati’, desiderati e tanti ancora, tutta la letteratura si arricchisce di almeno un bacio e
Voi,
con quale bacio arricchireste questa mia pagina?
Con quale dipinto?

La recita di Bolzano


“Allora baciò la servetta a Bolzano, in una camera della Locanda del Cervo, tre giorni dopo la sua fuga dai piombi (…)

Le due bocche si incollarono l’una all’altra, ed ecco cosa accadde: qualcosa cominciò a cullarli. Era un moto ondeggiante che ricordava le coccole fatte ai piccini, come quando un adulto prende tra le braccia un bambino che ha giocato molto ed adesso è triste perchè si è stancato e tra poco farà sera (…) continuarono a baciarsi, il moto che li cullava, quel rullio strano e malinconico, li travolgeva a poco a poco nel bacio, come fa il mare il cui andare oscillante è al tempo stesso ninnananna e pericolo, fatalità e avventura.

Fu come se stessero precipitando giù dalle rive della realtà in preda ad una vertigine, per accorgersi poi con stupore che riuscivano a vivere e a muoversi anche in quel elemento, nell’elemento ignoto della fatalità e che poi non era tanto sgradevole allontanarsi dalla sponda, lasciandosi cullare dolcemente, smarrire ogni contatto (…) Ogni tanto tra un bacio e l’altro si guardavano intorno con occhi assonnati, come se sollevassero il capo dalle onde per poi lasciarsi ricadere in basso in quel elemento pericoloso e ristoratore, lenitivo e indifferente, pensando :

‘Forse non è poi tanto orribile sprofondare nel nulla! Forse è quanto di meglio possa offrirci la vita: farsi cullare così e perdere la memoria.’

E, dopo aver spalancato le braccia con gesti supplichevoli ed invitanti, ciascuno strinse a sè con forza il capo dell’altro.

Fu così che continuarono a baciarsi.”

E’ ‘il’ libro che da anni e per anni resterà sulla mensola sopra il mio letto. E’ un libro struggente, autunnale. Un grande romanzo sull’amore e sull’egoismo calcolatore di un Giacomo Casanova in declino. fuggito dai Piombi, soprattutto incapace di salvare sè stesso da sè stesso e dunque eternamente in fuga.
Una fuga senza speranza perchè ogni porta del suo mirabolante passato, anche quella rappresentata dalla giovane contessa di Parma che ora rivendica di aver tanto amato, gli si chiude violentemente con le parole del vecchio Conte:
“ Fatti conoscere da lei, Giacomo, affinchè si renda conto che per lei non esiste una vita diversa da quella che le ha assegnato il destino, che tu sei l’avventura e che per lei non esiste nessuna possibilità di vivere insieme a te, perché tu sei la notte, la burrasca e la peste che sorvolano i paesaggi della vita, ma poi arriva il mattino, sorge il sole e la gente disinfetta le case, passa la calce sui muri e strofina i pavimenti…”

Certo nulla da eccepire al ragionamento del vecchio Conte ma…è davvero tutto cosi netto? Notte e luce del giorno così distanti come se non ci fosse tra loro un’Aurora attraverso la quale la notte si illumina e muta in giorno?
La rinucia come saggezza o rimpianto?

Baciami. stupido baciami

Sapore o sopore? questo il dilemma

 
 
Secondo la psicologia dei profumi, l’aroma della vaniglia attenua la collera.
Quello della menta scioglie i nodi menta-li  e verbali.
Partendo da questi studi una nota casa cosmetica  ha inserito nella formula dei suoi nuovi rossetti oli essenziali profumati e biologici:menta piperina, vaniglia, cannella, e anice; ciascuno con un suo specifico  e(a)ffetto.

Ora, personalmente, non uso molto il rossetto e comunque mai  rosso ma leggermente rosato, insomma un banalissimo burro di cacao che  baciandosi  all’inizio impasta un po' ma ha il vantaggio di non lasciare tracce inquietanti sul colletto.

Domani, però,  voglio passare al Beauty Shop di via del Corso.  informarmi, ed eventualmente prendere un rossetto (sempre rosato) sull’ “arrapante” e un altro vagaMENTE soporifero che  eviti il tristissimo: “ho un po’ di mal di testa, tesoro mio”.

Ops!  scordavo che io dormo da sola e quando non lo sono mi sento proprio bene.
Quindi un solo acquisto usato alla bisogna, enfatizzato da un flautato:

“Baciami, stupido, baaaciami!”

.

BaBaBaciami piccino (repetita iuvant

 

Ba… ba… Baciami, piccinooo,
sulla bo… bo… bocca piccolina;
dammi tan tan tanti baci in quantità.
Tarataratarataratatà.

 

Facendosi largo tra fannulloni e facinorosi (dal latino «facinoròsus» da fa-cinus azione specialmente cattiva, che trae dalla stessa radice di fàcere fare; scellerato di mal’affare.,,), tra una carineria e un ammiccamento malandrino di tempi andati e rispolverati, mi ritrovo a canticchiare una canzone – aiutatemi – di un’Italietta anni???

 

MolleMENTE  adagiata, protetta dal grigiore tagliente di questa domenica invernale, sfoglio svogliata una rivista  delle tante che si accompagnano ai quotidiani  nel tentativo di dare tono e vendere banalità a tutto campo.

 

Il tuo bacio e’ come un rock
che ti morde col suo swing….
I tuoi baci non son semplici baci
uno solo ne vale almeno tre;
e per questo bambinooo tu mi piaci
e dico: "ba-ba-baciami così".

 

Leggo:

 “ Il rosso nelle sue tonalità più glamour dal prugna al rosato, alla lacca per labbra idratate e deduttive.”

 

Vado a teatro domani sera e, dunque? Come districarmi tra rossetti e rossetti?

 

Lu-mi-no-so Esalta il sorriso e dona un effetto luce alle labbra. Disponibile in dodici varianti di colore…

Mor-bi-do – Colore trendy, grande morbidezza sulle labbra..

 

Co-me  Se-ta – Ricco di pigmenti che lasciano sulle labbra un effetto satinato..

 

Cre-mo-so,  I-dra-tan-te,  alla Mo-da.

 

Sogno ad occhi aperti, queste mie labbra  ora glamour, ora trendy, incerate come un parquet risplendente..ma che?

 

Mi son rincitrullita?

Io che non ho mai messo rossetto ma solo il lucidalabbra?

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smile