Orgasm day. L’unione fa la pace

Insomma, comincia il conto alla rovescia, con più mestizia e consapevolezza che non tutto è proprio sfavillante come si vorrebbe, neppure in questi giorni natalizi.

Eppure una ragione per farci due risate in allegria mi venne posta su di un piatto d’argento alcuni anni fa ( mio post del 2007) ed io ci riprovo – pari pari – a sottoporvela. Gli ingrediente e la ‘location’ sono alla portata di tutti ma proprio tutti noi. Bastano un letto, lettino, divanetto, sedile ribaltabile, lavatrice (se centrifugante è più ‘brividosa’), tavolo da cucina, postino docet anche sei lui e lei ( o qualsivoglia incastro) non sono attori consumati
Dopo il giorno della mamma, del papà del nonno, dei ‘diversamente abili’ (dolce eufemismo), finalmente un giorno tutto da godere soli o in compagnia, perché mie care e miei cari il 22 dicembre sarà totalmente dedicato all’ORGASMO. Anzi a dirla completa come hanno fatto gli ideatori

22 dicembre
Contro la guerra, il sesso di massa
“Il Global Orgasm salverà il pianeta”.

Una coppia di pacifisti Usa lancia una bizzarra iniziativa per il 22 dicembre
“Fare l’amore tutti insieme e veicolare quel gigantesco flusso di energia”
Imprescindibile è però:
” Pensare intensamente alla pace, prima e durante l’orgasmo” ….concentratevi sull’immagine, che dire? di una colomba, piuttosto che di una bandiera arcobaleno o di un garofano rosso infilato nella bocca di un cannone.

E, sopratutto, nessuna scusa!  Non preoccupatevi se non avete un partner,  si è liberi di partecipare in ogni modo. Anche con ” mezzi propri.”

Ah (sospiro pre-orgasmico) Oh (sospiro del coccodrillo ‘dopo’ che ha consumato il lauto orgasmo ops pasto, volevo dire pasto! “Oh tempora o mores”.
Insomma vogliamo orga….insomma cominciare a organizzarci?

I commenti furono moltissimi, ma di tutte le persone che conoscevo nel 2007 su Splinder, a anche prima , mi è rimasta l’amicizia duratura di Kathy http://viracconto1.blogspot.it/e di altre due amiche che non hanno più il blog 

”Trovato neonato in una stalla…

 

25 dicembre 2009

 

”Trovato neonato in una stalla.

La Polizia e i servizi sociali indagano.
Arrestati un falegname e una minorenne.”

 

Betlemme – L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino, grazie alla segnalazione di un comune cittadino che aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte a un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoria dalla madre, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne.

 

Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui  mezzi blindati delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H. di Nazareth, ha opposto resistenza spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto.

Sia Giuseppe H. che i tre stranieri risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permessa di soggiorno, sono stati tratti in arresto.

 

Il Ministero degli Interni e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il Paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero infatti essere  degli spacciatori internazionali, dato che erano in possesso di un ingente quantitativo d’oro e di sostanze presumibilmente illecite. Le sostanze rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi.

La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato.

Nel corso del primo interrogatorio in questura gli arrestato hanno riferito di agire in nome di Dio, per cui non si escludono legami con Al Quaeda.

 

Si prevedono indagini lunghe e difficili.

 

Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso questa mattina, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora una adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due.

Nel frattempo Maria H. è stata ricoverata presso l’ospedale di Betlemme e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di abbandoni di minore:
Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna, che afferma di essere ancora vergine e di avere partorito il figlio di Dio.

 

Il primario del reparto di Igiene mentale ha dichiarato oggi in una conferenza stampa:
”Non sta certo a me dire alla gente cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio – come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze stupefacenti non migliora certo il quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguate terapie di due anni, le persone coinvolte – compresi i tre trafficanti di droga – potranno tornare ad inserirsi a pieno titolo nella società”.

 

Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla potrebbero essere consumatori abituali di droghe. Pare infatti che affermino di essere costretti a recarsi nella stalla da un uomo molto alto e con una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (?), il quale avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato.

.

.