Noi donne

Torino – Assediato dai debiti uccide la moglie a martellate e poi si impicca.

Femminicidio, in Italia uccisa una donna ogni tre giorni

 La Cattiva notizia e che nel 2015 sono state 128 le donne uccise in Italia, prevalentemente dal marito o dal compagno.  La buona che il dato è in calo del 6,57 per cento rispetto al 2014, quando si contavano otto omicidi in più.

I dati del Viminale, aggiornati al 22 dicembre2015,  evidenziano che sui 411 omicidi totali nel nostro Paese, il 31,13% vede come vittime donne.        Questa  tuttavia  è solo la punta dell’iceberg perché  prima di arrivare all’omicidio si registrano  :

6.945 atti persecutori a danno delle donne,

3.086 casi di volenza sessuale e ben

6.154 casi di percosse.   Inoltre sempre nel 2015 si sono verificati

1.198 ammonimenti del Questore (in calo del 3,68% sul 2014) e

217 allontanamenti (-16,54%)

Presto la mia collaborazione gratuita da molti anni ad un Centro antiviolenza e posso dire che molte delle donne che arrivano da noi lo fanno quasi sempre  piene di vergogna e con un senso di colpa dopo anni di vessazioni psicologiche e fisiche sempre più gravi.         Moltissime donne tacciano e subiscono violenze fino a quando non vengono ammazzate. Ma in molti casi è solo con la morte che emerge un pregresso di  anni e anni di vero e proprio martirio.  Un martirio che assai poco ha a che fare con la  beatificazione postuma  ma che viene subito nel tentativo di salvaguardare i figli o  ricucire con proprio uomo un rapporto ormai degradato a una sorta di sindrome di Stoccolma.

Eppure  alcuni osservatori non esiste alcuna emergenza, anzi, è “propaganda”.

collarinoME!

Linda Laura Sabbadini ex dirigente  responsabile  del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali dell’Istat sino all’Aprile 2016 all’interno di una intervista dice:

domanda :  Cosa risponde a coloro che obiettano che gli uomini vengono comunque uccisi in misura maggiore delle donne?

“Che è vero e non solo in Italia. Ma gli uomini vengono uccisi da altri uomini per motivi differenti, spesso per criminalità organizzata. Le donne, invece, vengono uccise in quanto donne, mogli, fidanzate, ex compagne. Per contro la percentuale di uomini uccisi dalle loro compagne o ex compagne è bassissima. Per questo dobbiamo parlare di un fenomeno fortemente connotato e strutturale che trae le sue origini dallo squilibrio nei rapporti di genere.”.

Non è un post allegro per augurarvi un buon fine settimana e me ne scuso però quando sento qualcuno asserire che noi donne siamo ‘piagnucolose’ e pretestuose e che abbiamo chissà quanti vantaggi e  che alla fine poveri uomini! Anche loro hanno i loro bei problemi di sopravvivenza,  allora mi sento ribollire.

Perché non amarsi senza ruoli nel rispetto reciproco?

Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo
questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientata…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano, e stringila forte
prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e
non lasciarmi andare… mai…
(Herman Hesse)

foto sherazade2011

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86 thoughts on “Noi donne

  1. cor-pus15 ha detto:

    non voglio discutere della violenza maschile contro le donne, che esiste, e` un fenomeno grave e merita tutta la nostra esecrazione.

    quella femminile contro gli uomini e` indubbiamente minore, pero` esiste pure e credo che vada esecrata.

    discuto invece il concetto di femminicidio e sono appunto tra coloro che affermano che si tratta di una bufala, inventata non so da chi e a quale scopo.

    probabilmete per darci qualche motivo di indignazione e discussione fasullo.

    premessa: l’Italia ha un tasso di omicidi piuttosto basso rispetto ad altri paesi: 411 in un anno su 60 milioni di abitanti.

    a New Orleans, 380.000 abitanti nel 2014 ci sono stati 98 omicidi nei primi sei mesi, e nelle altre citta` degli Stati Uniti i tassi sono simili.

    nella sola Chicago nel 2012 ci sono stati 500 omicidi: piu` che in tutta Italia!

    ma, dirai tu, io sto parlando di omicidi di donne in Italia.

    prendiamo allora lo stesso dato che dai tu: il 31,13% delle vittime di omicidio in Italia sono donne.

    quindi il 68,87% delle vittime sono uomini: e allora, che facciamo? parliamo di maschicidio?

    aggiungo che una quota di quegli omicidi, piccola quanto vuoi, sara` stato pure commesso da una donna, oppure per definizione non esistono donne che uccidono un’altra donna?

    e quindi la percentuale si avvicina pericolosamente a quel 25% che sarebbe la media statistica naturale, considerando che nell’omicidio tra i sessi ci sono soltanto 4 possibilita`: uomo/donna uomo/uomo donna/uomo e donna/donna.

    sono sicuro pero` che i maschi uccidono di piu` delle donne, pero` uccidono in netta maggioranza altri machi.

    l’idea che in Italia i maschi si accaniscano particolarmente ad uccidere le donne dunque e` semplhicmente falsa, come mostrano i numeri.

    ciao, un abbraccio,

    e adesso mi aspetto tempesta.

    pero` lascia il fucile a casa, se vuoi venire a prendermi… 🙂

  2. Georges 2679 ha detto:

    c’est malheureusement bien vrai ce que tu dit…beau poème.
    Bon week-end
    Bises

  3. sherazade ha detto:

    SAbbandini è chiarissima

    domanda : Cosa risponde a coloro che obiettano che gli uomini vengono comunque uccisi in misura maggiore delle donne?

    “Che è vero e non solo in Italia. Ma gli uomini vengono uccisi da altri uomini per motivi differenti, spesso per criminalità organizzata. Le donne, invece, vengono uccise in quanto donne, mogli, fidanzate, ex compagne. Per contro la percentuale di uomini uccisi dalle loro compagne o ex compagne è bassissima. Per questo dobbiamo parlare di un fenomeno fortemente connotato e strutturale che trae le sue origini dallo squilibrio nei rapporti di genere.”
    Ero pronta a sentirti controbattere sull uso del termine femminicidio 😛.
    Il tuo excursus Sull universo mondo continuerebbe a evidenziare quanto la donna sia da sempre oggetto di violenza (familiare fino allo stupro etnico). Oggetto.
    L uomo contro l uomo nn è mai per ‘perdita individuale di possesso’
    Sheraxoracena

    • cor-pus15 ha detto:

      quindi, secondo te, se un uomo uccide una donna, la uccide in quanto donna (sempre? anche quando l’omicidio avviene, per dire, in una rapina?), mentre se un uomo uccide un uomo, per esempio per gelosia, lo uccide in quanto…?

      forse faremmo meglio a parlare meno di femminicidio e di piu` di tutti gli altri aspetti squilibrati del rapporto uomo donna.

      mi sa che tanti maschietti che si fanno servire in casa e poi maltrattano anche la moglie, a forza di sentir parlare di femminicidio, si sentono degli angioletti, visto che non l’ammazzano!

      aggiungo che commentare a suon di femminicidio il caso disperato di uno che ammazza la moglie e poi si uccide mi da` proprio la misura e mi spiega finalmente perche` circola questo modo di vedere le cose.

      per ridurre la tragedia umana a banale formuletta propagandistica.

      in questo specifico caso c’e` un assassino che ha ucciso anche se stesso: le vittime del rapporto squilibrato uomo-donna sono almeno due.

      omicidio deicidio regicidio tirannicidio…

      il femminicidio mi pare in brutta compagnia.

      • sherazade ha detto:

        a me fa specie come sia tanto diffile capire l0ovvio. Certamente una donna messa sotto lmentre attraversa o che si prende una pallottola vagante non rientra nella casistica del femminicidio.
        E ancora perchè tu tanto attento sorvoli sul punto che invece io, anche in quanto addentro alle problematiche sottolineo? e cioè che l’ “ammazzamento” è quasi sempre l’acme di una sequela di violenze?
        Suvvia!
        Quanto all’ultimo esempio che ho portato anche qui la moglie che cos’era se nn un ‘oggetto’ da martellare per la rabbia (o lo sconforto)? Perchè non ha spaccato lo specchio o semplicementee nn si è suicidato?
        Hai ragione sull’ultimo punto. il femminicidio è in pessima compagnia.
        sheraringrazia

        • cor-pus15 ha detto:

          scusami se insisto, non vorrei risultare fastidioso, e la smetto qui, lasciandoti l’ultima replica.

          premessa polemica: se quel che a te pare ovvio, per me non lo e`, sei sicura che sia ovvio?

          ma passiamo alla parte costruttiva.

          a mio parere l’invenzione del femminicidio (esisteva gia` l’uxoricidio e dice molto meglio il concetto…) e` una invenzione mediatica per dividere e contrapporre uomini e donne e distrarre da altri problemi.

          il caso che hai citato e` da manuale: un uomo uccide e si uccide per una crisi di disperazione provocata dai debiti.

          a che serve la teoria del femminicidio?

          a classificare il caso in una storiellina di maschi malvagi che uccidono le femmine indifese – a livello di massa, si direbbe, visti i toni.

          qui inveve a me interesserebbe sapere: da dove venivano questi debiti, quale e` il malessere SOCIALE che si nasconde dietro una tragedia come questa?

          e insisto che qui le vittime sono proprio DUE, non una soltanto.

          e forse sono vittime delle stesse speculazioni o dello stesso sfruttamento.

          detto questo sulla campagna mediatica sul femminicidio ben venga invece una riflessone e anzi un’azione meritoria come quella di cui sei testimonianza tu, di sostegno alle donne vessate normalmente da molti uomini.

          ma senza i toni isterici della stampa per cui qualunque uomo manesco o anche soltanto arrogante e brutale e` un femminicida potenziale.

          l’omicidio, anche delle donne, rimane in Italia un fatto raro e assolutamente patologico, che viene indebitamente enfatizzato da un sistema dei media squallido (confrontare col mondo tedesco, per esempio).

          per esempio non ha niente di simile all’omicidio d’onore che era previsto e socialmente approvato in Italia fino a non troppo tempo fa.

          non e` a partire dalla teoria del femminicidio che le donne italiane possono costruire un percorso di liberazione dalle violenze che alcune di loro subiscono nella vita quotidiana, almeno a parere mio.

          e` un falso obiettivo, che criminalizza tutti gli uomini per il fatto di esserlo e rende un perocrso di miglioramento della condizione femminile piu` difficile.

          mi pare che alcune tue commentatrici colgano il problema e penso che la discussione sia utile a creare un’alleanza tra generi per contrastare la violenza alle donne.

          in fondo l’esecrazione per queste forme di violenza e` universale, non siamo ai tempi del delitto d’onore, ed e` da questa riprovazione condivisa che secondo me converrebbe partire.

          ad esempio, perche` non coinvolgere anche gli uomini nei centri di assistenza alle donne maltrattate?

          perche` non affiancare ai gruppi di autodifesa femminili associazioni di uomini violenti redenti (scusa il termine un poco ironico) simili a quelle degli alcoolisti pentiti, per continuare sul filo dell’ironia?

          insomma, la violenza esercitata sulla donna puo` essere un problema anche per chi la esercita, un impuslo difficile da controllare.

          e infine, quanto pesano su queste violenze familiari le tensioni sociali, la crisi, la nuova poverta`?

          a molti uomini violenti sarebbe utile la testimonianza di chi ha vissuto o vive problemi simili al suo e magari e` riuscito a venirne fuori.

          • sherazade ha detto:

            Caro Bortocal buongiorno.
            Ripeto la legge sulle attenuanti per il delitto d onore fu abrogata nell’ 81 ma nn sembra abbia sortito grandi effetti.
            Più su in una risposta ho segnalato come l associazione Antigone che segue e monitora i diritti dei carcerati ha – in linea con Telefono rosa (dove collaboro) e il fu ministero delle Pari opportunità (Livia Turco e Mara Garfagna poi) dei gruppi di sostegno psicologico agli uomini attori di violenze.
            Quanto alle attenuanti sociali le violenze peggiori sono quelle silenziose che nn sfociano nella morte nelle insospettabili case da Mulino bianco.
            Sherabuonagiornata

  4. Giusy Lorenzini ha detto:

    Cara shera, che post! Sai, anch’io un anno fa scrissi qualcosa in proposito…il dramma è che non cambia nulla. Ripetiamo sempre le stesse parole che si vanno ad infrangere in un muro di gomma. Ieri, hanno dato la notizia che in Argentina una donna è stata violentata e torturata da due uomini per una settimana e infine l’hanno impalata…impalata? Io ci sono stata male tutto il giorno, non vedo più una logica risposta, non sono più lucida e tollerante, non ho più voglia di sentire che nessuno tocchi Abele e credimi la Bibbia l’ho studiata davvero. Dicono che se invochi vendetta, diventi in sostanza uguale al carnefice. Sta di fatto però, che io non accetto più di passare per civilizzata e di conseguenza, tollerante. Un bacio alla mia amica. Giusy

    • sherazade ha detto:

      La bestialità cara Giusy nn troverà mai fine è se parliamo di torture per onestà dobbiamo anche ammettere che nn conoscono sesso e le parti intime femminili o maschili seppure per motivi diversi sono ugualmente atroci.
      L associazione Antigone con Telefono rosa stanno lavorando a un programma di recupero per gli uomini attori di violenze contro le donne affinché la pena nn sia fine a se stessa ma un passaggio interiore evolutivo.
      Buonanotte a te caracara 💙💚❤

      • Giusy Lorenzini ha detto:

        Bella questa associazione, certamente la cosa che urta con la mia grande sensibilità è che come hai detto tu “non troverà mai fine”, questo per me è motivo di sofferenza, non solo psicologica, ma fisica, tanto che quando sento notizie di quel tipo devo ricorrere allo xanax, gocce che calmano subito, usate anche per chi ha degli attacchi di panico. La devastazione del male ha conseguenze inimmaginabili. Un abbraccio forte e buon week end. Giusy

  5. tramedipensieri ha detto:

    Buon fine settimana Schera 🙂
    Argomento molto triste, molto…

  6. semprecarla ha detto:

    La violenza va condannata, sempre, ancor di più quando brutalizza la vita di chi è più debole, arrivando a spegnerla.

  7. Furtivamente ha detto:

    Condivido in pieno il tuo pensiero.
    Ciao.
    Stefano.

  8. magicamente73 ha detto:

    Non amo le statistiche ma concordo sul fatto che la ma @cor-plus non ha tutti i torti.
    Numericamente parlando non ha senso parlare di femminicidio.

    Ha senso però sottolineare come sia ancora “lecito” picchiare una donna, a volte sino ad ucciderla. Ha senso riflettere sul fatto che per alcune donne sposare un uomo che le maltratta non sia una cosa da evitare (forse col padre era peggio?)

    Non sono una sociologa, non so interpretare questi fatti
    So solo che lo scoprire che una delle amiche più belle che ho, conviveva con un cretino che era anche violento, mi ha scioccata.
    Sapere che lei una notte, in pigiama, è scappata da casa e non sapeva dove andare mi ha sconvolta ancora di più

    No, forse proprio concentrarsi sul femminicidio non ha senso. Ma sulle sue radici si

    Ciao

    • sherazade ha detto:

      Magica
      quando si arriva diciamo ad uccidere la propria compagna che tu lo chiami femminicidio o esecuzione o come ti pare rappresenta sempre l’acme di un pregresso fatto di vessazioni fisiche e /o psicologiche che io, mi ripeto, al centro antiviolenza tocco con mano due volte a settimana quando presto la mia consulenza e la storia della tua amica sappi che solo da noi lo viviamo ogni giorno e più volte al giorno.
      Purtroppo per carenza di fondi da parte delle Istituzioni spesso non troviamo soluzioni di allontamento definitivo e ci limitiamo a fare fare delle denunce cautelaive, ad allontanare i minori.
      Non è un semplice ‘omicidio’ quello che porta un uomo ad accoltellare la propria compagna che lo vuole lasciare.
      Un omicidio avviene per strada, sulle strisce pedonali e chiunque piò essere vittima.

      Sicuramente questo problema mi sta molto a cuore ma anche tu hai avuto una esperienza con la tua amica. Spero tu le abbia suggerito di farsi forza e denunciare perchè il punto è che moltissime donne come ho elencato nei numeri approssimativi nel post NON denunciano e poi succede quel che succede e per me non è nel temine un omicidio ma un femminicidio.

      sheraconunabbracciograzie

      • magicamente73 ha detto:

        Non ha mai avuto il coraggio di denunciare. Lui farà (o ha già fatto) la stessa cosa con qualcun’altra.
        Capisco la paura. Non approvo. Ma capisco.
        Un abbraccio forte e non mollare mai la tua consulenza. Ne abbiamo bisogno

        • sherazade ha detto:

          Cara Magica (di nome e di fatto)
          Vedi dunque bene che le statistiche dei soprusi e delle violenze contro le donne (noi donne) sono sottostimate?
          Hai detto bene: lui lo farà con un’altra. Il compito importante dell’associazione Antigone (in carcere) e della società civile e del gruppo di Telefono rosa e non solo è quello comune di debellare questo pensiero che la donna sia subalterna e proprietà di un maschio anche quando tutto comincia per amore o all’interno della famiglia.
          Solo attraverso un linguaggio e comportamenti equilibrati si potrànno vedere i cambiamenti.
          Sentivo ieri sera la fine di una intervista a Emma Bonino che alla domanda ‘Allora il femminismo ha fallito?’ ha rispposto ‘No, se guardo alla mia giovinezza di 50 anni fa molto e cambiato nei rapporti ma molto ancora deve cambiere e degli errori ci sno stati’.

          sheraconunabbraccioBuonanotte

  9. Ma Bohème ha detto:

    Chi presta volontariato in queste realtà o ha anche solo avuto contatti con qualche donna che subisce violenza fisica o anche psicologica non può negare l’esistenza del problema.
    Non lo si vuole chiamare “femminicidio”? Il termine infastidisce? Non ne capisco il motivo ma cambiamo pure termine tanto la realtà non muta. Per molti uomini la donna è un essere a servizio totale. A fianco di mariti o compagni che amano e sono amati con la medesima intensità – perché dobbiamo distinguere tra amore maschile e femminile? Concordo con te – ne esistono molti che confondono amore (?) con possesso, che esercitano il loro potere su mogli e figli. Parlare di propaganda mi sembra davvero uno stravolgimento di fatti incontestabili. Parla la realtà.
    Penso a queste situazioni, le vedo, e molte sciocchezze su cui ci fermiamo spesso a discutere mi sembrano una perdita di tempo.
    Un sereno weekend a te cara Shera nonostante tutto.
    Primula

    • sherazade ha detto:

      Cara Primula,
      cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia…io non sono mai stata brava in matematica eppure questa formuletta la ricordo e sta a ribadire che come la si voglia chiamare la realtà non cambia ma è bene che vada nominata, questo il senso e nn è propaganda nè vuole aprire a stupide rivendicazioni.
      Ultime, luminose ottobrate romane. Come non amare questa maltrattata città?
      Il raffreddore? Salute! Grazie ! Prego !

      sherabientot

  10. ergatto ha detto:

    Non concordo sul “femminicidio”. Un omicidio è tale di qualsiasi genere sia la vittima . Il vero problema è la cultura ( o meglio non cultura) che considerando la donna essere inferiore la prevarica in ogni modo . Eravamo riusciti a limitare poco per volta siffatta schifosa maniera di nonpensare e poi…. ecco l’invasione favorita di clandestini islamici che ci fa tornare indietro di 200 anni. Inutile ricordare come sia considerata la donna nell’islam…. ma è bene ricordare come i nostri illuminati intelligenti starnazzatori siano spariti dalla scena 🙂 🙂

    • sherazade ha detto:

      Gattuccio
      Si è giunti alla distinzione con il termine femminicidi per porre l accento (se così si può dire) anche sul termine omicidio la cui etimologia ci arriva dal latino:
      Omo cidium (uccisione di uomo)ovvero uccisione di uomo per mano di un altro uomo:
      Scusami se cado nel tecnico se mi richiamo a Luce Irigaray e al suo saggio l”a parola nn è mai neutra”
      Dunque per essere precisi anche se il termine nn cambia il fatto perché accumulare la morte violenta di una ‘Donna’ x mano di un uomo ad un OMIcidio?
      Quanto al riferimento al mondo islamico nn sono d accordo ma è un altro discorso lungo e da affrontare a parte
      SherabuonWE

      • bortocal15 ha detto:

        scusa shera, ma stai sbagliando.

        homo in latino è l’essere umano sia maschio sia femmina. (come Mensch in tedesco)

        l’essere umano di sesso maschile si dice vir. (come in tedesco Mann).

        e nessuno ha mai pensato di inventarsi il termine viricidio, come se l’uccisione di un uomo maschio fosse qualcosa di diverso dall’uccisione di un essere umano.

      • bortocal15 ha detto:

        carissima shera,

        per il resto, dico qui che sono d’accordo con la tua ultima risposta sopra, e ti ringrazio delle ulteriori informazioni, molto importanti.

        bortocallaureainlettereclassiche 😉

        • sherazade ha detto:

          Caro Bortocal
          So bene il tuo alto valore perché sono tea le tue poche ma più longeve lettrici. vIricidio tu dici…
          Latino classico !
          Il fatto ritorna sempre lì la parola Nn è mai neutra ma caso emblematico è utilizzata sempre al maschile!
          è vero che All origine siamo tutti classificati come ominidi o felini o erbivori i ancora mammiferi.
          E noi donne in una meno generale maschilista visione nn possiamo porre in essere oggi dei distinguo?
          Gli uomini si scannano tra di loro ma la donna no, la si ammazza perché una malsana cultura nn l ha mai liberata!
          E il pugile Russo che al macho Bettarini ribadisce che : le donne che tradiscono vanno ammazzate nel letto!!! parole registrate secondo te nn vorrà dire qlc?
          Sherabientotconrispettodeldibattito

          • bortocal15 ha detto:

            Carissima Shera mi imbarazzi. Non volevo darmi arie ma solo usare competenze. Se non mi si fosse rotto il netbook risponderei volentieri in modo articolato. Credo che il pugile che citi meriti lo sdegno umano cioè di donne e uomini assieme e non solo delle donne. Ma quel modo di pensare non è diffuso. Non siamo ebrei o islamici integralisti in Italia.

          • bortocal15 ha detto:

            Per evitare cattive interpretazioni mi correggo : integralisti biblici o islamici o di altro tipo che sostenga la sottomissione delle donne all’uomo.

  11. rodixidor ha detto:

    Sì, non è un post allegro, e apporre il “mi piace” mi sembra una considerazione. Un abbraccio di condivisione a te che sai dare del tuo tempo per aiutare donne in difficoltà, questo sì, mi piace. Buona giornata a te Amica. 🙂

  12. Nicola Losito ha detto:

    Che dire? Il tuo ragionamento e quello della signora Sabbatini sono condivisibili. C’è troppa violenza/stupidità nell’uomo che considera la donna come un oggetto di proprietà di cui può disporre a piacimento. Il terrore di perdere la propria donna trasforma l’uomo in un assassino e non c’è pena deterrente per contrastare questo terribile fenomeno.
    Nicola

  13. il barman del club ha detto:

    è vero… argomento triste per un fine settimana. Niente Margarita allora: ti servo uno Stinger, ottimo per digerire e anche per pensare, mentre la musica di sottofondo è questa

    a volte una canzone d’amore è una pausa di tranquillità in questi anni difficili
    Buona domenica!

  14. kowkla123 ha detto:

    echt schön, genieße die kommenden Tage

  15. scorpionedargento ha detto:

    In generale è una società senza valori dove l’altro è oggetto non soggetto. Come diceva Terzani c’è poco da fare, ma dixo io bravi quelli che fanno e anche Lui faceva qualcosa denunciando.

  16. giselzitrone ha detto:

    Liebe Grüße von mir wieder sehr Interessant und schön zu lesen bei uns in Köln ist Regen und Ungemütliches Wetter Hoffe bei euch ist es besser lieber Gruß und Umarmung Gislinde

  17. crimson74 ha detto:

    Problema di cui hai parlato altre volte: di mezzo c’è l’educazione ai sentimenti e all’affettività, sia di uomini che di donne… Fenomeno che però non è nuovo, si è trovato un nuovo termine, ‘femminicidio’, per la vecchia definizione di ‘uxoricidio’ o ‘omicidio a sfondo passionale’ (a proposito, noterei che in Italia il ‘delitto d’onore’ è stato eliminato dal codice tutto sommato poco tempo quindi ancora è necessario che passi del tempo per ottenere una certa evoluzione culturale); il caso che però tu citi è un po’ diverso, lì c’erano di mezzo i debiti… In genere il ‘femminicida’ non si ammazza, perché ritiene in un certo senso di aver ‘inflitto una giusta punizione’ alla donna che l’ha lasciato / tradito. Purtroppo il problema richiede soluzioni educative di lungo periodo, i dati – temo – rimarranno scenderanno molto a rilento. A me resta l’impressione che il termine ‘femminicidio’ sia diventato un po’ un’etichetta, un termine giornalistico; sarebbe utile se rientrasse in una strategia di comunicazione volta alla soluzione del problema, altrimenti rischia di restare uno dei tanti termini ‘inventati’ per dare un nome diverso a un fenomeno che purtroppo non è nuovo. La mia generazione è comunque già stata educata con una scala valoriale un po’ diversa rispetto ai ruoli uomo / donna; quella successiva ancora di più… Ci vorrà tempo, perché non è solo materia da codice penale, ma soprattutto da sviluppo culturale…

    • sherazade ha detto:

      Caro Marcello, mi trovi in perfetta sintonia. E’ vero ogni tanto questo maldipancia torna a rodermi.
      Il ‘caso’ che ho preso era l’ultimo per sottolineare che seppure con motivazione diverse da donna, in famiglia e altrove, è cmq alla stregua di un altro oggetto. Ribadisco di solito prendere a calci una porta o rompersi il pugno sul muro dovrebbe essere la soluzione.
      Esempio non perfettamente calzante.
      La tua generazione di quarantenni e a scalare di mio figlio certamente hanno respirato un rapporto diverso ma neppure troppo se quel pugile Russo (nn ricordo neppure il nome) ha asserito che ‘Le donne che tradiscono vanno ammazzate nel letto’ e poi – dalla padella nella brace – che ‘In fondo erano chiacchiere da bar’ anche le pesanti etichettature che tal Bettarini affibbiava ad suo elenco di donne diciamo ‘possedute’…
      Ecco diciamo che anche il contesto sociale (al maschile e al femminile) non aiuta ed è difficile trovare un equilibrio.
      Noi tutti ce lo auguriamo.
      sheramoltegraziecomesempre 🙂

  18. Giusy Lorenzini ha detto:

    Corro sempre al mio lago, all’aria aperta….ma certe volte non basta, grazie cara ho capito ciò che vuoi dirmi. Abbracciancheate. Giusy

  19. sportelloutenti ha detto:

    Anche mia madre presta opera come volontaria presso uno sportello antiviolenza e mi racconta cose che noi umani… e la vergogna è triplicata dal fatto che lei vive in una realtà piccolina dove tutti conoscono tutti e la paura di essere giudicate, riconosciute, ecc… blocca come e più della paura delle conseguente su figli. Per quanto riguarda la storia dell’uomo sommerso dai debiti che ha ammazzato a martellate la moglie per la vergogna di essersi indebitato abitava giusto qualche isolato dopo il mio ufficio.

  20. kowkla123 ha detto:

    eine gute Woche ohne Stress wünsche ich

  21. TADS ha detto:

    sono uno di quelli che ha definito l’infelice “uscita” di Clemente Russo una battuta da spogliatoio, l’ho detto e lo ribadisco con veemenza, una battuta scema strumentalizzata fino alla nausea.

    a molti sfugge un particolare tutt’altro che insignificante, Bettarini ha detto di aver trovato la moglie a letto con un altro, Russo ha risposto qualcosa tipo: “roba da ammazzarla”. Quante donne direbbero a una amica nella stessa situazione “roba da ammazzarlo”???, Non spacciamo per istigazione al femminicidio una battuta scema, l’onestà intellettuale ha ancora un valore.

    e magari cominciamo anche a dire la verità sulle cose, la moglie di Russo ha pubblicamente dichiarato di non aver MAI subito violenze o maltrattamenti, non solo, il pugile ama visceralmente le sue figlie e, come se non bastasse, da anni e anni si adopera (VOLONTARIATO) per salvare i bambini napoletani dalla strada. Se qualcuno demonizza Russo a tutto spiano… delle due l’una: 1) “non sa di che parla”, 2) “è in malafede”.

    te l’ho già scritto dall’altra parte, la colpevolizzazione a tutti i costi del genere maschile e il doppiopesismo interpretativo, non portano a niente di buono. Mi ripeto anche io… in un suo monologo a Zelig Geppy Cucciari ha esordito dicendo: “per capire l’uomo bisogna conoscere il maiale”, applausi e risate, se un cabarettista maschio dovesse andare in tv a dire: “per capire la donna bisogna conoscere la scrofa”… scoppierebbe il finimondo. Non ho ancora trovato nessuno in grado di spiegare in modo convincente il perché di questa differenza.

    il “femminicidio” (termine discutibile) è una piaga che si può curare e combattere solo con efficaci strumenti culturali e sociologici, il resto è fuffa ribollita. E’ vincente una società che fonda i propri dettami sul RISPETTO, a prescindere dal genere, è giusto stigmatizzare una battuta idiota ma senza trasformarla in termometro sociale, farlo sarebbe una strumentalizzazione.

    • sherazade ha detto:

      Sintetizzo carissimo Tads
      Le battute da spogliatoio denotano che non c’è stato alla base una inversione di pensiero e di cultura rispetto alla donna!
      Russo aggiungo ha avuto anche una infelice uscita nei confronti del concorrente gay chiamandolo dice lui affettuosamente scherzosamente friariello o qualcosa del genere dunque un piccolo tarlo da fare anche in questo senso.
      Tu mi chiedi quante donne si siano lasciate andare ha un: “io quello lo ammazzo”.
      Ammettiamolo sono discorsi da boudoir l’unica differenza sta nelle cifre tu portami dei casi da contrapporre di donne che per amore hanno ammazzato, ripeto per amore e senso di possesso, hanno ammazzato il loro compagno!
      Cmq ad un certo punto ci si rende conto che le posizioni su questo argomento femminicidio ovvero specificatamente uccisione di una donna da parte del suo compagno marito o altro e un fenomeno che ha a che fare con una sotto cultura retrograda che solo con la pratica di comportamenti esemplari si può si potrebbe modificare.
      Grazie molte.

      • TADS ha detto:

        io lo dico e lo scrivo da decenni, certe derive sociali possono essere, quantomeno arginate, solo attraverso un cambio di rotta culturale e sociologico, di sicuro non attraverso una generalizzata demonizzazione dell’universo maschile. Tra l’altro nemmeno adottando teorie che assolvono sempre le donne e condannano sempre i maschi, una società si evolve nel culto del rispetto reciproco. chi la vuol capire la capisce, mi sono stancato di ripeterlo.

        a me non interessa difendere Russo a prescindere, semplicemente ridimensiono l’episodio al suo giusto peso, non ho neanche detto che condivido, la considero una battuta scema. L’Italia è fatta di tante piccole e grandi realtà territoriali, realtà territoriali ancorate a idiomi e dialetti che si tramandano da secoli ma questo non autorizza a parlare di maschilismo o omofobia. Intendo dire che un individuo che si è votato ad attività sportive, sacrificando certamente un percorso culturale e rimanendo ancorato a un linguaggio e a una realtà periferica, non ci mette cattiveria né perfidia in quel che dice.

        Sicuramente gli uomini che ammazzano per relazioni andate in aceto sono numericamente superiori alle donne che, sporadicamente, si armano e colpiscono. Tuttavia è possibile “uccidere”, “rovinare la vita” a una persona senza mandarla al camposanto e qui il macabro conteggio cambia. Non è facendo la gara a chi fa più danni che si risolve il problema. Comunque non sono poi così rari i casi in cui le donne assoldano sbandati per eliminare mariti o compagni, nemmeno quelle che trasformano gli amanti in killer per mandare al creatore il consorte, la cronaca dagli anni ’60 a oggi ne è piena..

        come hai letto da me io avrei squalificato anche Bettarini, comunque… tra il serio e il faceto… tutto questo bailamme ha fatto passare in sordina il fatto che la Ventura sia stata pizzicata dal marito a letto con un altro, ovviamente cosa di poco conto, insignificante 😀 😀 😀

    • sherazade ha detto:

      Tads, scusami molto
      vedo ora che non c’è la mia risposta che avevo fatto la sera stessa. Probabilmente lo smarthphone l’ha inghiottita.
      Cmq.mi pare una discussione sterile tra noi. ‘Demonizzare’ Russo come persona non è quello ma puntare il dito su certi comportamenti proprio perchè da BAR questo sì.
      Bettarini o la Ventura ma chi se ne frega chi ha cornificato chi e quando.
      Forse la precedente risposta era più articolata. Dinuovo scusami.
      sherazade

  22. giselzitrone ha detto:

    Danke liebe Grüße und einen wunderschönen Tag für dich eine Umarmung Gislinde

  23. Rebecca Antolini ha detto:

    Noi donne non siamo oggetti o proprietà di qualcuno, NOI DONNE siamo essere viventi.. e ogni ESSERE VIVENTE deve essere trattato con RISPETTO e sopratutto con DIGNITÀ

    ti abbraccio ♥ tante carezze a Sally

  24. keypaxx ha detto:

    No no, scherzi? Non c’è nessuna emergenza, nel nostro paese. Viviamo nel Bengodi: felici, rilassati, pieni di lavoro, benessere e soldi. Stiamo così bene che molti non ricorrono nemmeno più alla sanità. Io spero sempre che i nostri nonni non abbiano la possibilità di riguardare in basso, altrimenti si rivolterebbero dai cieli… o forse è anche per questo che il clima sta impazzendo? Mah…
    Un sorriso per la settimana.
    ^___^

    • sherazade ha detto:

      Caro Key dopo questa iniezione di positività al vetriolo un” buona settimana” in un mercoledì che di Leoni ha assai poco : pioviccicoso e grigio, è essenziale.
      Sheraffettuososcaramanticoabbraccio

  25. kowkla123 ha detto:

    alles Gute für die Wochenmitte

  26. phlomis68 ha detto:

    ciao cara Shera tutto bene?

  27. phlomis68 ha detto:

    il terremoto si è sentito fin qui in romagna, ti mando un caro pensiero

  28. exileye ha detto:

    Ciao, ho vissuto in famiglia un quasi femminicidio nel senso che mia sorella è stata più di là che di qua dopo essere stata accoltellata e preferisco non dire dove dal suo ex marito. Ho vissuto tutto questo, il dramma, la tragedia che stava per consumarsi con i figli, i genitori, ecc.
    Questa premessa solo per dire che so bene di cosa si parla e la sofferenza che mi ha arrecato tutto questo.
    Ora però volevo addentrarmi in una sfera più psicologica di questo fenomeno, di come percepisco il rapporto che può essere purtroppo conflittuale tra marito e moglie e spesso lo è, magari circoscritto a periodi che possono essere anche ricorrenti.
    Tutto parte dalla diversità antropologiche tra uomo e donna, dalle prese di posizione, dall’orgoglio e da altri fattori negativi che noi possiamo coltivare o limitare. Siamo tutti soggetti potenzialmente pericolosi. Uomini e donne. Purtroppo per le donne l’uomo se non contiene queste tendenze negative esercita spesso la sua ultima risorsa del male, che è la forza, la prepotenza, il suo istinto di animale maschio padrone del suo territorio. Mi viene in mente il leone. La donna dal canto suo quando esercita il male in lei arriva più facilmente a spogliare l’uomo di qualsiasi dignità, attraverso la sua indifferenza, la sua non considerazione, il suo schifo ma raramente arriva alla violenza fisica o di prepotenza che non sono parte del suo bagaglio tecnico. La donna provoca e l’uomo cade nella trappola. Altre volte la violenza è gratuita per cattiveria o per cause che esulano dal rapporto tra i due e qui quasi sempre le responsabilità ricadono sull’uomo. La donna difficilmente sfoga i suoi insuccessi scaricandoli sul proprio uomo, perché per sua natura la donna è meno vulnerabile di fronte all’insuccesso sociale. La sessualità e la dominazione sessuali definiscono ampiamente la natura maschile e femminile. Personalmente, grazie a Dio, la mia natura non mi invita neppure lontanamente all’idea di aggredire una donna, in qualsiasi modo. Non ne sono capace e questo credo sia nato dall’educazione di mia mamma e di mio papà, dal loro esempio. Ho vissuto solo nell’amore e questa è la migliore medicina e vaccino. Educazione all’amore, alla comprensione, alla gentilezza e al rispetto.

    • sherazade ha detto:

      Exileye
      Come non ringraziarti per averci portato nel tuo vissuto così tragico e alle tue considerazioni che non possono che essere condivise!
      Educazione all’amore alla comprensione alla gentilezza e al rispetto questo è il succo culturale cui dobbiamo arrivare senza distinzione di sesso!
      hai ragione anche quando sottolinei che noi donne sappiamo essere meno aggressive fisicamente ma feriamo di “lingua” e le parole o l’indifferenza fanno anch’esse molto male.
      Grazie ancora un abbraccio affettuoso a solidarietà a tua sorella 💛💙💜
      Sheraprestociao

  29. li2015 ha detto:

    Complimenti per l’articolo è per quello che fai! Certamente la tua attività gratuita ti fa conoscere bene il problema. Ne parli con grande sensibilità e sono totalmente d’accordo con quanto ti scrivi! Ciao!

  30. fausto ha detto:

    “Nessuno è di fronte alle Donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità”.

    IL SILENZIO DELLE INNOCENTI

    di Fausto Corsetti

    Una sconvolgente statistica delle Nazioni Unite stima come, in tutto il Pianeta, una donna su tre sarà picchiata o stuprata nel corso della sua vita.
    E’ triste costatare che, proprio secondo le statistiche, oltre il novanta per cento degli episodi di violenza sulle donne avviene in casa, per mano del marito o di altri familiari. E non soltanto in ambienti degradati: spesso le vittime sono persone colte e dovrebbero conoscere gli strumenti per difendersi; spesso svolgono anche un’attività lavorativa fuori dalle mura domestiche. La domanda che ci si pone, quindi, è sempre la stessa: perché non se ne vanno?
    Casi estremi a parte, coloro si occupano di maltrattamenti alle donne sovente spiegano questo comportamento con la paura, con la dipendenza economica, con l’abilità del persecutore nel creare il vuoto intorno alla sua vittima. E’ vero: quando versa in una situazione di grande insicurezza, quando vive quasi prigioniera, la vittima non solo ha paura, ma considera il suo aguzzino l’unico in grado di aiutarla, anche a causa dell’isolamento in cui si trova. Ma queste ragioni non bastano a spiegare il dramma.
    Possibile che una donna, oggi, sia isolata al punto tale da non sapere che esistono centri e associazioni in grado di sostenerla? Che non le capiti di incontrare un parente, un conoscente, un medico con cui confidarsi?
    Probabilmente le capita. Ma qualcosa la frena, ed è ciò che viene chiamato “doppio legame”. Una forma speciale di dipendenza: da un lato vorrebbe eliminare la persona che le fa del male, dall’altro, quando ci prova, è colta da una specie di senso di colpa. Subentra un particolare tipo d’inerzia, di astenia che suscita da una parte i ricordi dei bei tempi trascorsi insieme, dall’altra il timore di sentirsi incapace di vivere senza di lui, sebbene quella convivenza implichi una violenza quotidiana.
    Piuttosto che stare sole si accetta questo “essere con l’altro” che significa sofferenze e botte, segno dell’esistenza di un legame perverso. A volte, la violenza è percepita quasi come una forma di attenzione, arriva persino a essere interpretata come una specie di amore e, in qualche modo, malato qualche volta lo è: certi uomini violenti sono convinti di amare davvero le proprie compagne. E questa è la parte più terrificante.
    Succede anche a ragazze giovani, belle, di buona famiglia, che per nessuna ragione dovrebbero temere la solitudine; eppure non riescono a lasciare un ragazzo che le manda al pronto soccorso. Più una storia si allunga, più lasciare è difficile, perché il legame si fa più solido e s’instaura una specie di dipendenza simile a quella della droga: lei ci riprova, lo perdona per l’ultima volta; solo che poi non è mai l’ultima. Le donne sperano, sperano sempre, sperano che lui cambi. Non succede.
    L’unica scelta possibile è denunciare subito al primo episodio di violenza: altrimenti si comincia a sopportare, e non è giusto.
    Non solo gli uomini devono cambiare, ma anche la testa delle donne: capire che non dovrebbero mai avere paura della persona cui sono legate, convincersi soprattutto che possono farcela, possono farcela da sole!

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