La notte porta grovigli

E mentre la mia vita personale dopo la ‘botta’ di mio fratello, scorre più o meno serena, nel guardarmi intorno e direttamente a chilometro zoro, mi arrivano notizie che mi mettono in grave difficoltà.

Con l’inizio dell’anno nonostante i proclami di segno + del mercato del lavoro,  tre mie amiche non più giovanissime sono state licenziate per delocalizzazione della società. Alcune amiche giovani già laureate continuano la loro ricerca del lavoro per il quale sono qualificate e nel frattempo lavorano in forma interinale per Zara, La Rinascente, un pub romano e via discorrendo con orari mai definiti e remunerazioni che non superano i 5/600 euro. Aumentano i dog sitter i dog trainer e la pensione per cani, questi sì.

Ci sarà però una buona notizia? Certo! Sono finiti i ‘botti’ di fine anno e la mia povera Sallyina, come altri cani, hanno finito di tremare.

Trema invece tutto il mondo intero (o quasi) di fronte all’ennesima becera esternazione del Presidente USA Donald Trump.

“Non voglio immigrati da Haiti, El Salvador e Africa, sono cesso di Paesi”

Chapeau Mr. President!

In questo ultimo scorcio del 2017 è straripato lo scandalo Weinstein con l’elenco ( #metoo) dei suoi abusi di potere a scopo sessuale, dei suoi stupri non da Lanterne rosse ma da red carpet.. Molti  si sono espressi ognuno a modo suo.

Alcune donne, tra le quali mi ci metto,  realmente stuprate in un contesto assolutamente ‘comune’ : No! No! No! urlando e dibattendosi si sino sentite sminuire nella banalizzazione di taluni commentatori/comentatrici.

Per inciso voglio ribadire anche qui che non credo a) che sia ammissibile dopo oltre vent’anni accusare chicchesia;   b) delle ferite restano cicatrici indelebili ma ci sono mille modi per rielaborare lo stupro e come estrema ratio gli psicoterapeuti sono un valido aiuto, non i talk shows e/o riviste da quattro soldi   c) processi e condanne non possono essere fatti a suon di scoop ma vanno denunciati nelle sedi competenti.

Dedicando parte del mio tempo a Telefono rosa vedo, tocco,  cosa davvero significhi essere abusata, malmenata, psicologicamente sottomessa, ricattata economicamente per i figli.

Ora che il problema si è squadernato spero che nessuno/a sia tanto ingenuo/a da pensare che il capoufficio non trovi il modo di licenziare la sottoposta che non si sottopone e che in autobus qualcosa che non è il cellulare ti si strofini contro il fianco. Gomitata!

Non so perché penso alla moglie di Donald Trump,  un puttaniere arrogante e ignorate,  concretamente pericoloso per il mondo,   e mi chiedo come si faccia a convivere con un simile individuo. E mi rispondo, non me ne voglia Melania io non sono nessuno, che ha molta più dignità una puttana, puttana di strana non ‘escort’,  che fa il mestiere che fa senza dovere alla sera subire la vergogna di essere accomunata a nessuno di questi figuri solo per il loro denaro e la bella vita assicurata.

Dignità. Forse ragiono dalla mia casetta calda ed accogliente ma ‘fuori’ ci sono stata e di colpi e ferite porto i segni. Sono queste ferite che mi fanno dormire la notte e semmai mi fanno male di riflesso quando viene mistificata la verità e il dolore diventa spettacolo e noi donne restiamo al palo.

Ma per fortuna la Carmen, senza il placet di Bizet e neppure quello della Storia, per un insano senso del ‘politically correct’ di un tuttologo (tal Nardella nuovo presidente del Maggio fiorentino) non morirà! E presto forse Tosca non si butterà da Castel Sant’Angelo o se lo farà volerà in cielo legata a palloncini colorati  o, ancora, la dolce Lucia di innamorerà di Don Rodrigo con buona pace di Renzuccio.

Sally con il suo  nuovo giochetto. . .

e nel frattempo per non strapparmeli, io ho tagliato i capelli

capellini

 

teniamoci strettistrettianzistrettissimi ❤️❤️❤️

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e’ qui la festa?

Cardamomo,  rughetta,  peperoncino,  e poi  la mandragola,  il  coriandolo e lo zenzero. Gamberi, gamberetti, molluschi.

Sono, alcuni ingredienti nostrani considerati magici facilmente reperibili  utili  per irretire gli incerti, favorire gli incontri amorosi, rinverdirli,  renderli paradisiaci, indimenticabili.

Per queste leccornie, non serve il salone imbandito del castello,  né le stregonerie del mago Merlino, questi elementi sapientemente dosati nel cibo, o cibo essi stessi, ve lo ripeto,  (e spesa relativa)  rinvigoriscono passioni un po’ sopite dal quotidiano trascorrere del tempo, rendono arditi i principianti, garantiscono ossignur!! sì, un dolce morire e, mal che vada, non si resta con l’amaro in bocca.

Tralasciando le scene ad effetto del corpo cosparso di nutella, o di candida panna montata a coprire angolini di per sé già nascosti, si può organizzare senza troppa fatica una vera cena sicuramente appetitosa e poi… si recita a soggetto.

Che fare? Da attenta  buongustaia ed  eterna principiante dei fornelli io proporrei :

 centro tavola di fiori freschi non profumati.

–  antipasto di avocado (due metà) leggermente svuotate e coperte da una noce di caviale,  servito in una coppetta con ghiaccio tritato

a seguire:

–  spaghettini integrali conditi con pomodorini,  pecorino e  abbondante rucola che  dagli antichi Romani,  era considerata un potentissimo afrodisiaco

– 6 gamberi saltati in padella con due foglie di alloro  sfumati insieme a mezzo flute di champagne che farete evaporare fino a renderlo cremoso et voilà un secondo stuzzicante e leggero.

Dopo un piccolo intervallo di densi silenzi inframezzati da morbide parole sapientemente dosate, per chiudere in bellezza proporrei

una mousse (non sorbetto!) al limone abbellita da coriandoli di limone candito.

La bottiglia di champagne ben ghiacciato, per me Veuve Clicquot tra i preferiti, luci soffuse, qualche candela profumata, un pizzico di allegria perché seduzione e amore si nutrono anche di vitalità si aspetta la Mezzanotte senza bisogno di tuffarsi in un locale pieno di gente, rumoroso più che gaio, non me ne vogliano i giovani e le grande comitive. Non me ne vogliano i single impenitenti o di ritorno accoppiati per l’occasione, non me ne voglia nessuno. Anche soli si può stare in buona compagnia se impariamo a conoscerci ed amarci poco poco che sia.

Buon fine anno! Un nuovo promettente 2018 carissimi tutti e, come diceva quel geniaccio di Ennio Flaiano:

“Coraggio che il meglio deve ancora arrivare”.


Love Love Love Shera

Pensieri di Natale

Stavo pensando…

Serenamente insonne, attraverso le serrande semi alzate il luccichio intermittente  delle lampadine appese al balcone del palazzo di fronte si aprivano in me tante finestrelle di ricordi.

Ricordi  di lucenti Natali di bambini che eravamo quando desiderare era ancora qualcosa che procurava l’ansia nell’attesa.

La letterina di Natale I regali in bella mostra il 25 mattina quando a piedi nudi gli occhi sbarrati dall’emozione mio fratello ed io aprivamo la porta del soggiorno. Per un paio di anni ho anche nascosta l’evidenza nel tentativo di non interrompere quel momento.

Non da oggi è subentrato il martellare della pubblicità,  la vastità della offerta e piano piano se non per i piu piccoli  si è persa la magia della costruzione del desiderio. Resistono i Lego.

Bene.

Spesso dei politici ci si chiede ironicamente o speranzosi se arriveranno ‘a mangiare il panettone’ ma il nostro Spelacchio, l’albero di Natale di Roma che avrebbe dovuto rappresentare in tutta la sua magnificenza questi giorni festosi,  li ha battuti: è già finito miserrimamente prima ancora di arrivarci a Natale.  Una sorta di transfer memento mori! di  un’Italia addobbata che non riesce più a nascondere la sua fragilità/incapacità di riprendersi. Non si riesce neppure più a nascondere l’allegria e la spensieratezza perdute.

Risolleviamoci! A  Galleria Alberto Sordi c’è più movimento e luci.

Anche per Roma il clima è rigido … tempo suo … ma de che? Brrr

Velocemente si rientra a casetta ma la situazione migliora relativamente…

Per fortuna un angioletto santo ha trovato il modo per accogliere me e

tutte e tutti  ma proprio tutti voi.

A U G U RI S SI M I  teniamoci strettistretti e superiamo insieme con un sorriso anche questo tour de force.  (prendiamoci con giusta ironia  |

tutto passa (Another sunrise

E allora vi dirò che non mi piace il clima che si instaura a dicembre.

Sono tra quella schiera sempre più folta a cui prende la malinconia, senza buttarla sul sociale o sul politically correst,  il desiderio di essere altrove fuori dalle luci, fuori dal buonismo, fuori dall’allegria che si fissa sulle labbra e inevitabilmente sui social.

Questa idiosincrasia mi si è andata consolidando dall’ anno che piccolina ho scoperto che  Babbo Natale non esisteva e mi sono sentita per la prima volta ingabbiata, costretta a crederci ancora per un po’ per non deludere i ‘grandi’, una costante della mia vita futura.

E così sarà di nuovo Natale e già si pensa a rifornire la dispensa , a buttar giù un menù in linea con la tradizione.

Oggi mi sono esibita in un tortino che può avere tantissime variazioni: la mia, semplicissima, con gli spinaci.

TORTINO

1 rotolo di pasta sfoglia Buitoni (non inorridite è buonissima e può essere conservata in frigo )3 etti di spinaci    /    3 uova    /    3 cucchiai di parmigiano    /    2 cucchiai di panna, sale e pepe qb.

Procedete bollendo gli spinaci, scolateli e sminuzzateli   –   in una scodella sbattete i bianche a neve, aggiungete i tuorli, il parmigiano, la panne, sale e pepe (oppure cannella o scorza di limone o noce moscata a vostro gusto)  mescolate il tutto e aggiungete infine gli spinaci mescolando il tutto.       Foderate con la pasta sfoglia (senza staccarla dalla carta forno che l’avvolgeva) una teglia rotonda da 22 cm  e versatevi  e stendete l’amalgama,  infine rimboccate all’interno la pasta in avanzo.

Ponete in formo (preriscaldato) a 180gradi per circa 30/40minuti questo dipende dal vostro tipo di forno.           A cottura ultimata sollevate il tortino con tutta  la carta forno e adagiatelo su un piatto da portata estraendo poi delicatamente la carta.

Ottimo tiepido per una cena leggera o un lunch festivo.       Socchiudete gli occhi assaporatene il gusto delicato, un sorso di Fiano di Avellino ben freddo…

Niente paura tutto passa, ecco, arriva… Another sunrise !

Another sunrise

Another sunrise

Another sunrise

Sunrise

Sunrise

Sunrise

(Il suono è accattivante, il video divertente ma ‘occhio’ il testo lo è molto meno. Il gruppo è italianissimo e l’ho scoperto in palestra : un due un due un due tre)

Oggi ha piovuto e ci siamo bagnate dunque abbracciamoci strettistrettianzistrettissimi

non uno maTreccani

CON IL TERMINE ALLUNAGGIO SI INTENDE LA DISCESA DI UN VEICOLO SULLA LUNA.
SI DISTINGUE TRA ALLUNAGGIO DURO ( HARD MOON LANDING) DI FATTO UN IMPATTO CHE COMPORTA LA DISTRUZIONE DEL VEICOLO
ALLUNAGGIO MORBIDO (SOFT MOON LANDING) CHE GRAZIE ALL’ AZIONE FRENANTE DEI RETRORAZZI PERMETTE AL VEICOLO DI ARRIVARE INTATTO SULLA SUPERFICIE LUNARE.

Foto presa dal web (perdonatemi non ho resistito 😦

Il programma Luna partito nel 1959 con la sonda Luna2, inviò il primo veicolo riuscito ad impattare con il satellite, Luna9 il 3 febbraio 1966 eseguì il primo atterraggio morbido sulla Luna.
Il primo allunaggio di un essere umano, il 20 luglio 1969, fu quello di Neil Armostrong comandante della missione Apollo 11 e di Buzz Aldrin”.

Good night

 

 

I Black Sabbath sono stati tra i primi gruppi heavy metal della storia ed hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo del genere.  Dal 1970 al 2010 hanno venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo.

… e che  poi sarebbero questi stessi Black Sabbath che preferisco! Mica bruscolini!

Sono caduta, mi sono mediamente fatta male al polso, sinistro per fortuna, ho un bendaggio leggero, mi sono sbucciata anche un ginocchio ( ma non esiste ancora il detto ‘Scrive con le ginocchia) quindi ho bisogno di essere rincuorata.

Dimenticavo la dolce creatura che se la dorme paciosa è causa della mia disgrazia… no! solo in parte perchè a Roma è gia cominciato il mese dei ‘cretini’ non me ne vogliano eventuali amici, quelli che fanno scoppiare miccette e bombarde che impauriscono sopratutto gli animali.

Vi prego, evitate questi divertimenti e riservateli, sono magnanima! alla sola notte di CapoDANNO.

Chi ci nasce e chi le suda (sette camicie)

Ho cercato di fissare qualcosa che potesse strapparmi/vi un sorriso, un avvenimento da ricordare magari attraverso il tempo, un  like di un curioso.     Nulla. Anche la mia vita è abbastanza uniforme anche  se ammetterlo è già un grosso successo.

C’è chi nasce con la camicia e chi con la pelliccia chi deve sudare sette camicie e chi invece rischia di lasciarci la pelle.

‘Il mondo è fatto a scale…’ mentre ‘La speranza è l’ultima a morire’.    Luoghi comuni, pane quotidiano.

Una bella cagnolona che il suo giovane padrone, cervello in fuga in Danimarca,  ha portato con sé.  Hanno entrambi le carte apparentemente  in regola ed entrano tranquillamente nel Paese  finché un giorno incidentalmente le autorità danesi ‘scoprono’ che la dolce Iceberg, questo è il suo nome,  porta in se la colpa di essere un dogo argentino razza  vietato in Danimarca perché nella Black List dei cani pericolosi.

Le autorità decidono che Iceberg deve essere soppressa seduta stante.

Per fortuna con l’aiuto di alcune associazioni animaliste con  una petizione Iceberg è stata risparmiata e rispedita in aereo in Italia ha potuto riabbracciare il suo padrone all’aeroporto di Fiumicino

Un altro cane anche questo, portatore sano di ferocia, viene sbattuto sulle prime pagine dei quotidiani dove si legge a lettere cubitali:

Bull Terrier Sbrana il suo addestratore ritrovato morto“.

Sid è portato in canile e nel frattempo viene praticata l’autopsia al povero addestratore per capire la dinamica  del fattacio.     Per fortuna perché si accerta che il giovane addestratore mentre era con il cane è stato colto da malore ed è morto  e dunque  i morsi inferti post mortem erano  iniziati, forse, per prolungare un gioco.  Avete presente quegli addestratori con il braccio imbottito che aizzano il cane?

Probabilmente Sid a questo punto diventa un cane problematico. Speriamo bene.

In Italia alcuni anni fa, in seguito ad un qualche terribile accadimento,  venne stilata una lista di cani ‘difficili’ per i quali era necessario avere un patentino.  Non se ne fece più nulla e di fatto purtroppo sono razze ( tra queste il dobermann,  il Dogo argentino, il pitbull , il cane corso, il mastino.) che molto spesso attirano l’attenzione  di persone innamorate della loro possenza e della  loro presunta aggressività ma sono  incapaci a gestirli oppure proprio per questo carattere indomito questi cani  diventano giocattolo/arma  pericolosa  di ragazzotti arroganti.

Ecco, qualcosa di buono è successo e le mie due storie hanno trovato un lieto fine.

Per chiudere il cerchio e parlare di qualcuno che è nato non con una ma con sette camiciole..

La voila:

Buona serata, Buongiorno ma teniamoci strettistretti anzi strettissimi .