C’è chi dice no…

C’è chi dice no (al mare) ma…

“Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, li purifica con il suo rumore, e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso.”(Rainer Maria Rilkett)

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Niente di più languido di questo sottofondo musicale per augurarvi un sereno fine settimana e naturalmente
strettistretti liberandoci il tempo per un tuffo tra cielo e mare quel mare che vorremmo e dovrebbe essere vitalita serena e non campo di battaglie, gioco di muscoli di governi senza scrupoli che spostano umanità a un tanto al chilo rinnegandone l’anima quasi fosse ‘altro’ da quei corpi martoriati e che invece resterà piagata a vita anche quando per un verso per l’altro le acque si saranno chetate.

“Pensammo una torre
ostruimmo sulla sabbia”.

‘C’è chi dice no’.

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Ma voi perchè mi leggete?

Qualche giorni fa trionfalmente WP mi ha comunicato che ho superato i 200 followers (niente per quasi tutti voi! ) ed io ho sbarellato, detto alla romana, intendendo quel senso di ottundimento che prende a una notizia al di là delle nostre aspettative e neppure messa in conto.

C’è anche l’imperativo maligno posto in essere da WP di conquistare una parte di ‘visibilità nel numero dei Mi piace in modo che stimoli lo spirito della competizione con te stessa e con gli altri blogger. In questo Splinder era più ‘umano’.
Cerco di ribellarmi; premere quel tastino per me è un controsenso: se sto leggendo vuol dire che mi piace e se mi permetto in allegria o seriamente di concorrere a dire il mio pensiero è proprio perché Mi piace. Tant’è! è una regola e rispettiamola.

Leggo voi perche, questo è semplice: perché realmente mi piace il modo di scrivere di rapportarsi a me di ognuno di voi.
Trovo nei vostri scritti tenerezze inaspettate, lucidità utilissima ,spesso cinica, fragilità che emergono timidamente, rabbia e confessioni tanto profonde che entro ed esco in punta di piedi, laddove scrivere diventa terapeutico, trovo ricette abbellite di pensieri quotidiani un po’ alla Artusi.
Poi ci sono tutti quei maestri che senza arroganza scrivono in modo superlativo e che regalano a tutti noi veri e propri racconti o poesie o romanzi completi, immagini che diversamente non arriverebbero.
Per.so.ne che girando per Roma non avrei l’opportunità di avvicinare e che neppure viaggiando altrove ho avvicinato con quella semplicità di un’ amicizia un po’ complice che nasce solo in questo ambito magico e pericoloso insieme che si nutre di pezzettini di noi. Un coloratissimo caleidoscopio, Gravatar.

Leggo voi perché mi fate sentire bene quando magari mi sto massaggiando il collo del piede, quello che una volta rotta la caviglia mi dà ciclicamente dolore e non è solo perché segna il cambiamento del tempo.

Leggo voi perche vi siete presi l’onere di ricevere una e-mail di preavviso ogni qual volta, inopinatamente mi metto a ticchettare su un pensiero che si fa strada e chissà come finiscerà e – mai come ora – mi chiedo cosa di me Mi (vi) piace di quel che scrivo.

Leggo voi perché:
“Gli scrittori nascono con un’eccezionale capacità di osservazione: guardano le persone, le cose, la vita, se stessi in modo incessante e piano piano cominciano a interpretare certi tratti, certe scene che non sono ovvie, che non sono in superficie.”
E’ un pensiero della grande scrittrice sudafricana Nadine Gordimer, assai poco conosciuto prima che nel 1991 le fosse assegnato il Premio Nobel per a letteratura e ancora nel 2007 il Premio Grinzane Cavour per la Lettura. Una donna forte, una bella figura di donna,  moderna e lucida,  dell’inizio del secolo scorso.

Ma la mia domanda resta tra il faceto e il serio, timida e sfrontata:

“Ma voi perché leggete me?”

 

(Who wants to live forever?)
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