Torno presto

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Il Gazpacho

è un  gustosissimo, rinfrescante piatto estivo tipico dell’Andalusia, diffuso  anche  in Italia grazie al successo avuto con i turisti e consiste in  una sorta di zuppa fredda,  dai colori sgargianti dell’estate, ricca di sali minerali e vitamine, preparata con verdure crude frullate.

Ha origini contadine e dunque si utilizzano prodotti tipici dell’estate ‘mediterranea’.
La caratteristica principale del Gazpacho è la grande sensazione di refrigerio che si ha nel gustarlo; per questo a volte alla preparazione vengono aggiunti anche cubetti di ghiaccio.

Ingredienti per 4 persone:
800 g. di pomodori rossi, 100 g. di mollica di pane raffermo, 1 cipolla rossa, 1 spicchio di aglio, 1 cetriolo, 1 peperone, aceto di vino bianco, olio extra vergine di oliva . pepe, sale.
Fare ammollare il pane raffermo in acqua aromatizzata con un po’ di aceto.
Pelare a crudo i pomodori rossi, tagliarli in quarti e privarli dei semi. Mondare il cetriolo, il peperone, la cipolla e tagliare tutto a pezzi grossolani. Frullare il pomodoro assieme al pane e a tutte le verdure. Condire con un filo di olio, salare, pepare, aggiustare di aceto e lasciare riposare in frigo per almeno tre ore.

Nei ristoranti spagnoli il Gazpacho viene presentato guarnito o contornato da ciotoline contenenti piccoli cubetti di pane fritto (o tostato), uovo sodo, ancora cetrioli e peperoni: nulla vieta che lo si faccia anche a casa.

Spero che vi piaccia l’idea.  Da parte mia me lo vado a gustare in loco, voi accomodatevi pure,

“Torno presto”.

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Tu chiamale se vuoi emozioni

Mi è difficile ora mettere insieme tutte le emozioni e catalogare in bell’ordine le mille, diversificate bellezze di Malta che le hanno suscitate.
Ero partita senza troppo entusiasmo a metà di questo agosto bollente, gravoso e buio con il suo cataclisma di percentuali allarmanti in numeri così apparentemente astratti che, tuttavia, mi hanno inclusa direttamente.

A Malta mi sono sentita liberata e leggera, ho ritrovato il piacere di certi stupori di bambina ed ho capito perché molti dei luoghi d’interesse storico sono protetti dall’UNESCO, che li ha dichiarati patrimonio dell’Umanità.

Siamo atterrati a La Valletta, la capitale sontuosamente barocca circondata da mura cinquecentesche perfettamente conservate.
Sir Walter Scott che, come molti romanzieri e poeti del ‘700 e dell’ ‘800, fu anche un attento viaggiatore descrisse La Valletta come una “città costruita da gentiluomini per gentiluomini” e la citazione calzava a pennello anche ai miei occhi via via che scoprivo le sue piazze circondate da palazzi e cattedrali, collegate tra loro da strette viuzze che salgono e che scendono tra scorci di mare e ricordano le nostre isole mediterranee.

Potrei fare un lungo elenco ma il luogo che mi ha letteralmente lasciata a bocca aperta è stato il museo archeologico da sempre legato ai Cavalieri di Malta e alle ‘misteriose’ civiltà dell’antichità.
Il museo si trova in un bel palazzo barocco.
Il grande salone del piano superiore che è ricco di dipinti e presenta un bellissimo soffitto in legno, era usato dai cavalieri come refettorio o per suntuosi banchetti.
Ma il vero banchetto degli occhi si trova a piano terra perché lì sono esposti – prendo in prestito l’elenco dalla Guida di Malta – “manufatti del periodo neolitico, numerose ceramiche, manufatti fatti di pietra e di osso e oggetti decorativi, le grandi collezioni di vasi, statuette, sculture e pietre dell’epoca megalitica, in particolare delle cosiddette fase Għar Dalam (5200 a.C.) e fase Tarxien (2500 a.C.), reliquie dei templi della zona, così come reperti ritrovati nelle tombe di origine punica o, ancora, collezioni provenienti dalla varie epoche succedutesi nell’isola, da quella romana e bizantina a quella barocca e moderna. Particolare attenzione va ad alcuni dei pezzi della ricca collezione del museo: la ‘Dea Dormiente’, una statuetta rinvenuta nella zona di Hal Saflieni e datata circa 3000 a.C., la Venere di Malta proveniente dalla zona di Hagar Qim, e i grandi altari dei Templi di Tarxien. Nella stessa zona furono ritrovati dei ‘crani’ anomali, ancora oggi oggetto di studio (probabilmente si pensa possano appartenere a delle sacerdotesse della Dea Dormiente), meglio descritti nella parte relativa ai templi megalitici di Malta.”

Il mare, gelido e cristallino, proprio come piace a me, le sue insenature rocciose, questa volta è passato in secondo ordine.
Il tempo è stato bello, particolarmente fresco e ho fatto con mia grande sorpresa e senza fatica la turista a tempo pieno come non mi succedeva da anni.
Un panino e un frutto a mezzogiorno, una nuotata refrigerante e poi fino a ora di cena, sacra!, gambe in spalla.

Sicuramente vorrò tornare a Malta riuscire a godermi il mare e visitare tutta l’isola e non da ultimo approdare, come ha suggerito Crimson http://crampi2.wordpress.com/ , nell’isola minore di Gozo, dove, narra l’Odissea, Ulisse venne attirato dal canto di Calipso.

Googolando si trova di tutto e di più ma io ci tenevo a trasmettervi le mie emozioni e ammettere che sono stata davvero una grande stupida ad essermi lasciata scappare quasi con sufficienza: “Malta? Si ci devo andare” emozioni tanto grandi.