“Gioca il giusto”

Questo video che sta passando a tappeto a tutte le fasce orarie e su tutte le reti televisive è profondamente disonesto (come del resto quelli che inneggiano a marche di liquori piuttosto che a sigarette “che procurano la morte”). Ci dice che la razionalità dei calcoli che prevedono la perdita quasi certa di 1 euro (ma sappiamo bene di quante persone – senza distinzione di sesso o di età-  sempre di più stiano dilapidando anche miseri stipendi nel gioco d’azzardo)  in questo particolare  periodo di crisi non viene confrontata con il ‘valore atteso’ statistico di 15 centesimi, ma con il valore molto più alto che si attribuisce al ‘SOGNO’ di una casa, di una macchina, magari d’un viaggio mentre la disoccupazione, il precariato, la svalutazione del potere di acquisto logorano la vita ‘reale’.
Che tristezza, che raggiro disonesto, promuovere i sogni attraverso il gioco d’azzardo con la chiosa di  quel paternalistico avvertimento:
“Gioca il giusto!”

 Un po’ di dati
La Sisal è l’azienda privata italiana che ha in concessione dal Monopolio di Stato la gestione di giochi d’azzardo e scommesse. Più di 19.000 terminali installati in locali pubblici di ogni tipo, dai bar e tabaccherie alle edicole e ai centri scommesse.

Il SuperEnalotto è il più difficile gioco al mondo con una possibilità di indovinare i 6 numeri di 1 su 622.614.630

La teoria delle scelte razionali (TSR) insegna come decidere razionalmente se fare o meno una data mossa.
Nello specifico poniamo il caso che con una giocata da 1 euro al Superenalotto si possano vincere 90 milioni, la scelta è comunque irrazionale perché la probabilità di azzeccare tutti e sei i numeri estratti sui 90 possibili è meno di 1 su 600 milioni circa.  La vincita che ci si può aspettare giocando, la cosiddetta vincita attesa, equivale a questa probabilità moltiplicata per i 90 milioni: cioè a 0,15 euro (=90/600).
Dell’incasso (vincita) complessivo:
 8% è trattenuto dal punto vendita,
 3,73% va al concessionario (attualmente la Sisal)
 34,648% costituisce il montepremi
 53,6% (e in Sicilia il 41,1%) va allo Stato Italiano.
 Le vincite, in contanti, non sono tassate.

A tutto il  2009 che è l’anno preso in considerazione lo tzunami dei soldi  che girano  e di cui lo Stato italiano è il beneficiario principale (53,6%) è inimmaginabile.
 ai punti vendita  3.300.000.000 x 8% pari a 264 milioni di euro
 Il montepremi totale è stato di 3.300.000.000 x 34,648% pari a 1.143.384.000 euro
 alla Sisal sono entrati 3.300.000.000 x 3,73% pari a 123 milioni, 90 mila euro
 allo Stato, fatti i debiti conti,  nel 2009 sono entrati circa 2milioni   (1.769.526.000) di  euro. Io lo definirei uno Stato matrigna: basterebbe che regolamentasse il gioco senza lucrarci con il 53,6%.