quanto sei bella roma

Siamo in piena campagna elettorale Roma è nell’occhio del ciclone.   Tanta monnezza concreta e morale che ci ferisce ogni giorno.

E’ difficile da romana che ci vive da quarant’anni nascondersi  che la citttà è nel (quasi) totale degrado e che tuttavia è nei luoghi più impensati che si scoprono vita, poesia e amore.

Cammino oggi in una giornata grigia ma anche qui il mio amore per Sally mi porta al parco di Talenti.  Storia semplicissima di inghippi perpetrati negli anni.  Un vastissimo terreno ai limiti di Roma-est fu ceduto dal Comune al ‘palazzinaro’ Mezzaroma (omen nomen) con l’intesa che parte di esso sarebbe stato adibito a parco la cui manutenzione sarebbe stata a suo carico. Le palazzine con appartamenti del valore di 1milione ed oltre furono prontamente costruite e vendute, il parco iniziato ma… ecco che Mezzaroma fallisce e ‘chi ha avuto ha avuto e chi ha dato …è fregato’.

Ma ecco che alla fine si può tornare a sorridere attraverso la gioia di Sally

…e un grido d’amore graffiato su di un muro

Poi chissa’ come qualcun’altro lascia una dedica in inglese più o meno  questa “Potrei raccontarti bugie ma ti dico la verità qui e ovunque andrò mi seguirà la tua ombra”.

Il sentimento c’è e cova e si esprime anche nel degrado. Cosa mai potrebbe essere questa mia Roma in un mo(n)do migliore?

A dicembre è morto Lando Fiorini. Una lunga carriera fra musica, teatro, televisione. e sempre per la difesa delle proprie radici e della romanità “che non ha nulla di coatto”

La vita è un batter d’ali

Ci sarebbero molti argomenti seri e scadenze importanti eppure io mi sento di parlare di un piccolo (insignificante?) fattarello che mi tiene impegnata da ieri.

Svolgimento.

Parcheggiando davanti casa, seppur ‘cecata’ quale sono, vedo che sul marciapiedi c’è una cornacchia, mi avvicino e non si muove, guardo meglio e sembra sana, allungo le mani e lei si lascia prendere e allora mi accordo che è un piccolino pronto al volo ma non ancora padrone delle sue ali e che probabilmente è caduto da un pino poco distante.
Per terra non può stare e io lo poggio sul muretto e sunito mi accorgo che dal lampione del palazzo arrivava imperioso un gracchiare e poi due cornacchie iniziano a volare in circolo. I genitori? Certamente.

Lascio passare un dieci minuti, ritorno, e il piccolo stava ancora immobile, solo, il crepuscolo grigio e una pioggerellina odiosa.
Decido di portarlo a casa. Lo poggio nella scatola ricoperta da uno spesso asciugamano, prendo dei bocconcini di macinato cotto di Sally mi avvicino
Lui spalanca il becco profondo e giallo. Spingo col dito come farebbero i suoi genitori per tre volte e lui ingurgita. Un po di acqua con una pipetta. Lo metto fuori sopra lo stendino al coperto sotto l’ombrellone.
Il malnato  satollo nasconde la testa sotto le piume e si mette  a dormire.

cornacchietta

Stamattina mi sono alzata alle sei lui era vispo e sveglio, di nuovo mangiare e poi è salito sul bordo della scatola, si è guardato intorno con l’espressione e le movenze di un bambino indeciso, ha frullato le ali due o tre volte poi è planato per terra e da lì saltellando ha superato il mio giardino andandosi a nascondersi nell’erba alta di uno spazio condominiale adiacente.
Verso le dieci grande fermento lui che gracchiava ad intervalli e due grandi cornacchie che rispondevano e una di loro a cerchi sempre più stretti è calata a terra.
Mentre scrivo lo sento ma la cosa migliore, come mi ha detto un volontario della Lipu è lasciarlo lì : a giorni potrebbe volare.
Domani andrò a vedere come sta, scavalcando la recinzione (ah beata giovinezza!) e gli darò un po’ di cibo. Una mamma implume e senza pelo sul cuore.

…e speriamo che noi tutti ce la caviamo e se l’aiuto non arriva dal cielo, il cielo possiamo inventarcelo noi, o no?

Ha ripreso a piovere….

ma oggi, ovvero questa sera ha smesso e lui è qui e si presenta al vostro cospetto infreddolito ma vispo e  sempre famelico.