Senza perdere la tenerezza (e la speranza)

Qualche settimana fa, si è prestato a un bagno di folla per nulla intimorito, anzi divertito, è salito e sceso dalla jeep più volte per salutare completamente a suo agio.
In modo colloquiale, senza pomposità, si è accomiatato  augurando a tutti una buona domenica e un buon pranzo.
Ha fatto un primo riferimento al sentimento della ‘tenerezza’, che non dobbiamo temere, come soltanto un altro suo conterraneo fece: ‘Bisogna saper essere duri senza perdere la tenerezza’.
Oggi, rivolto ai giovani li ha esortati: ‘Non fatevi rubare la speranza’.
Insomma due uomini argentini che strade diverse hanno portato ad essere rivoluzionari entrambi.
L’uno è morto e sarà difficile cancellarlo perchè dalla storia è passato direttamente alla leggenda. L’altro, vivo e vitalissimo, è approdato a Città del Vaticano: ha scelto il nome di Francesco ed è il nuovo Papa di Santa Romana Madre Chiesa.
Personalmente nulla mi accomuna a lui, essendo io agnostica, se non il fatto che è capo di una potente comunità planetaria  collocata in suolo italiano e che ‘non si muove foglia che Papa non voglia’ tanto pesano i suoi diktat nelle scelte politiche del nostro Paese,  sopratutto e non solo.
Mentre la mia Italia arranca, in modo del tutto inatteso vedo gesti e sento parole che da tempo mi aspettavo da tutt’altra parte e nel nulla acquistano autorevolezza.

‘Non fatevi rubare la speranza’ esorta Francesco,  mentre il mio Che Guevara ci ricorda di tenere duro senza disperdere la tenerezza, linfa vitale di una comunità solidale.

Tenerezza e speranza non mancano, qui, ma..allora?

nudiallametà