MI piace essere golosa

La golosità di vivere boccone su boccone la vita, carpirne i sapori ora aspri ora dolci. Mai bulimici, mai anoressici i momenti migliori si allacciano a un sapore.

“La donna oggi lavora. Quando ha tempo di pranzare a casa….l’insalatiera sostituisce la casseruola. Succede che ritrovi il piacere di cucinare in vacanza, all’aria aperta, anche solo grazie al fuoco da campeggio”:

Non è l’incipit di un ricettario e neppure della presentazione di Masterchief ma parte di un articolo che, nel 1939, la grande scrittrice e giornalista francese Colette scrisse per il neonato settimanale Marie Claire.
A questo primo articolo ne seguirono altri tra il ’39 e il ’40 , spaccati di vita quotidiana , ‘gustose’ e quasi anomale incursioni dell’allora scandalosa Colette nel ‘reame’ della domesticità.

Colette, pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette, è stata una scrittrice francese, considerata fra le maggiori figure della prima metà del Novecento, Iinsignita della Legion d’onore, fu la prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di stato perchè Colette fu una delle grandi protagoniste della sua epoca. Oltre che scrittrice prolifica fu attrice di music-hall, spesso nuda durante le sue esibizioni, autrice e critica teatrale, giornalista e caporedattrice, sceneggiatrice e critica. Nonostante i tre mariti e un amante, più volte fu al centro di scandali per le sue disinibite relazioni sentimentali con alcune personalità mondane, di ambo i sessi, della società francese.
Non aveva simpatia verso il neonato movimento femminista e tuttavia la sua fu una vita libera e anticonformista, da donna emancipata travalicò convenzioni e tabù femminili che incarnò nel personaggio di Claudine “dall’ammiccante selvatichezza, dalla spregiudicata sensualità”.
Eppure Colette in fatto di cibo si definiva una “borghese buongustaia e golosa” .
Amava quelli che allora come ora definiamo i sapori semplici della terra (slow food e Petrini non hanno ‘inventato’ nulla). Per lei un vero gourmet era quello che “si delizia di una tartina col burro come di un gambero arrostito” e la frutta “si accorda alla sete del pomeriggio”.
Tanto Colette fu azzardata e spregiudicata nella vita quanto fu rigorosa affermando che : “in materia di cucina io mi tengo salda solo alla tradizione. Un buon piatto è prima di tutto questione di moderazione e di classicità”.

Dove volevo arrivare? Semplicemente a segnalarvi un delizioso libretto (grazie a Jeannine che me ne ha fatto dono!) edito da Voland ‘Mi piace essere golosa’ che racchiude in forma compiuta ricette, curiosità, pensieri leggeri, di quella scandalosa signora delle lettere che fu  Sidonie-Gabrielle Colette.