Paese che vai, Zingarelli che usi


 
Se in questo quasi ventennio ci siamo imbarbariti tanto da accettare (la maggioranza) una classe politica che si esprimeva (fino alla scorsa settimana) ruttando, imprecando, alzando il dito medio; se abbiamo visto  un luogo ‘sacro’ come il Parlamento italiano  invaso da figuranti che mordevano sguaiatamente tocchi di  mortadella, altri che mostravano un cappio; se si dileggiava una deputata con gravi problemi fisici e se, infine (ma l’elenco delle nefandezze sarebbe ancora troppo lungo) abbiamo avuto un tal Berlusconi, presidente del Consiglio, che parlava dell’Italia come di un “paese di merda”…allora per tutte queste ragioni è quasi fisiologico che l’ultima “sciacquetta” di turno assurta al ruolo di fidanzata di calciatore (un ennesimo piccolo ‘dio’ del pallone  importato a fior di euro dall’Argentina) – derubata  nel centro cittadino del suo Rolex ,  ebbene è lecito che la tapina essendo il furto avvenuto a Napoli, sbotti su Twitter nel poco italiano che mastica:

“Napoli è una città di merda!”

Costei,  potenza del dio denaro! nel giro di poche ore si scusa, ritratta “ero in preda all’ira e alla paura”  e Napoli torna ad essere una città meravigliosa anche grazie alla dichiarazione di quello  -come chiamarlo? sprovveduto? zotico?  – del presidente del club napoletano Aurelio De Laurentis che a Studio Sport così commenta l’accaduto:
Napoli non è una città violenta e semmai la capitale del crimine ora è Roma. Certo, in momenti come questi chi gira con auto e orologi di lusso dimostra di non essere diventato abbastanza napoletano”. 
Insomma non se avete capito, è a Roma che si ruba ma a Napoli non bisogna essere tanto sprovveduti o “gonzi” da girare col Rorex. Tutto e il contrario di tutto.