rien ne va plus.

Il dirigente capo di mio figlio colletto super bianco nel riassetto della società americana è stato fatto fuori, giusto un anno fa.
Divorziato, risposato con altri due bambini, in buoni rapporti con la ex moglie, decidono di riattare un bel casale che ancora hanno in comune in b& b; la zona è collinare tra Firenze e Orvieto.
E’ passato un anno e ancora non sono riusciti ad avere tutti i permessi “manco fosse una base militare!” nel frattempo lui – meno di cinquant’anni – fa il casalingo e per fortuna c’è lo stipendio della moglie impiegata statale che non usufruirà dei salvifici 80 euro perché è diversamente povera,  ovvero supera il tetto dei 20mila euro lordi.

Una mia compagna di parco, una signora di una settantina d’anni, serena fino allo scorso mese perché la giovane figlia trentenne, avvocato, aveva un contratto con una nota casa automobilistica già rinnovato per due anni, a fine marzo si è vista mettere gentilmente alla porta.
Questa signora, con la figliola di nuovo in casa e chissà per quanto tempo, NON usufruirà del piccolo gruzzoletto messo in palio dal governo perché, come ha detto l’onorevole compagna Boschi ieri sera a Ballarò: “Non era possibile farlo per tutti. Abbiamo ‘scelto’ una categoria che ove se li ritrovasse in surplus li rimetterebbe in circolo facendo così ripartire i consumi.”

Peccato che i fruitori di tale bonus (che senza fare io la disfattista corrisponderà al vecchio gioco delle tre carte con inghippo) non dovranno superare l’importo lordo mensile di, come ho già detto, 20mila euro lordi.

Oggi, incontro casualmente un’amica e mi sono permessa di prenderla in giro visto che ha una macchina scalcagnata e da almeno un anno parla di cambiarla.
“Dai che ora la macchina te la compri c’hai pure i soldi!”
“Non credo, ammesso che arrivino mi serviranno per mettermi in pari con quasi un anno di arretrati del condominio”.

Ecco come ripartiranno i consumi. Niente rate per la macchina nuova, forse una pizza ‘a portar via’ per …per chi?

Un piccolo atto dovuto agli esodati almeno da parte mia.
La moglie di un mio collega, lei medico, non riuscendo più a gestire il figlio disabile ormai ragazzo di vent’anni soltanto con gli assistenti (profumatamente pagati in proprio) raggiunti i requisiti per andare in pensione suo malgrado ha fatto la scelta di ritirarsi per arginare le crisi del figlio non per andare a giocare a ramino con le amiche.
Sono quasi due anni che vive nel limbo di questa nuova classe di diseredati su cui è passato un colpo di spugna. Dove sono finiti i diritti, degli esodati?

Non sono volutamente scesa nei dettagli tecnici né tanto meno politici perché non mi interessano. Ovunque mi giro vedo disagio condito da bla bla bla.
Da anni siamo bombardati letteralmente da numeri sparati a raffica, da un gergo politichese già astruso prima che entrasse in voga l’inglese, difficile da pronunciare anche per gli addetti ai lavori, ma meno grave da digerire ai cittadini che ci capiscono sempre meno.

In un’Italia fissata nel tempo e distrutta e ora  distratta da 80 euro, una canzone ci  ritorna nella spensieratezza del…1939. Non lire ma euro ma sempre 1000, ovviamente per chi ha vinto la lotteria, più 80.