cuore di carciofo

Sicuramente leccarsi le dita per non perdere l’ultima traccia di un buon sapore, fare la ‘scarpetta’ romana raccogliendo l’ultima striatura di un sugo saporito,  esprimere grande soddisfazione per la delizia appena finita con un largo sorriso o, addirittura, chiedere i bis, bene sono cose da non fare. No! vanno  contro ogni regola di bon ton.

Eppure, credo, per ognuno di noi che si mette ai fornelli e vuole stupire con qualcosa di diverso gli amici invitati a cena, l’approvazione manifesta è motivo di orgoglio. Lo è per me, comunque.

Le cene importanti sono come il Louvre: guardi la nostra bella Gioconda attraverso mille protezioni ma  resta lontana, irraggiungibile (chi cantava ‘bella impossibile?).

Ero a cena da una cara amica l’altra sera e tutto quello che non si fa, io l’ho fatto e a mia discolpa, poi mi assolverete, ecco la ricetta.

Caponata di carciofi (per 4 persone)

10 carciofi, un cuore di sedano, una cipolla media,  10 olive snocciolate, un cucchiaio di capperi e uno di pinoli e uno di mandorle sgusciate,  pomodori pelati (io uso Valfrutta i ‘cubotti’) 1/5 bicchiere di aceto bianco, mezzo cucchiaio di zucchero, olio qb, sale e pepe.

Pulite i carciofi dalle foglie esterne legnose e scure, tagliateli a spicchi sottili e immergeteli in acqua e limone per qualche minuto. Quindi rosolateli in una padella con 3 cucchiai di olio, bagnateli con mezzo bicchiere di acqua a fateli cuocere per una decina di minuti.

In una seconda padella fate rosolare in 3 cucchiai di olio  il sedano tagliato a dadini,  con la cipolla tagliata a listelle sottili fate dorare e unite – poi – il pomodoro, i capperi, le olive e i pinoli. Lasciate cuocere a fuoco medio per 10 minuti quindi aggiungete il mezzo bicchiere di aceto e lo zucchero, lasciate sfumare qualche momento e aggiungete i carciofi facendo cuocere, coperto, per non  meno di dieci minuti quel tanto che basta perché il sugo si rapprenda. Per finire, aggiungete le mandorle intere o tagliate a pezzetti.

Lasciate riposare questa bontà per un paio d’ore e…

Sappiatemi dire.