Anima fragile

Una doccia con i vetri smerigliati, quadrata, illuminata da una luce a cono che piove dall’alto.
Gocce trasparenti in rapida successione trafiggono come spilli.
Accovacciato il corpo nudo di un giovane uomo che io conosco bene e di cui non essendo un’adepta FB non ho notizie da oltre 15 anni. Non vedevo il suo viso ma sentivo che era lui. Di lui riicordo con grande dolcezza la sua gentilezza d’animo.
Il nostro  non fu certo un amore fulminante.  Siamo stati insieme quasi come due amici:  le sue fotografie, le nostre campagne pubblicitarie, e poi gli stessi interessi e,  fortissimo,  il desiderio di sentirci protetti,  le reciproche ferite da leccare.
Come in un gioco di matrioska dentro il cerchio delle sue gambe io stavo raggomitolata  su me stessa,  la testa bassa nascosta all’interno delle sue cosce.  L’acqua lentamente si andava scaldando ed ora rimbalzava dolcemente,  non più spilli una ma un’unica lunga  carezza. Sensazione di protezione,  di pace infinita.
Piango piano.  Senza pena.
Bloccare il tempo ancora un po’.
Improvvisamente mi sveglio, anima fragile.