A volte piangere fa bene

Ho visto un film.
Ho pianto un bel po’ ma, insomma, bello e struggente come ogni film dove metti nello shaker ‘un amore tanto grande’, una figlioletta malata terminale, l’impossibilità di ritrovare l’unione all’interno della coppia, il dilaniarsi reciproco fino al gesto estremo di lei e la decisione del marito di darle, finalmente, una dolce morte.
E’ stato fantastico mescolare le mie lacrime con quelle dei protagonisti, un po’ meno essere estranea alle scene iniziali di amplessi molto passionali tra il vedo non vedo ma sento, oh da quel che intravedevo e sentivo… ancor più ad arrovellarmi e a chiedermi come fossi il confessore di me stessa: ‘Quante volte figliola’.

E fino a qui ho scherzato ed adesso arriva il peggio destreggiandomi sul giudizio degli attori, la trama e i miei perché. Forse tralascio i miei perché. Devo andare dal dentista e già sono in fibrillazione sul count down.

Il film è “The Broken Circled Breakdown” ovvero Alabama Monroe per noi in Italia.
Racconta la storia d’amore totalizzante tra Elise e Didier (Johan Hendelberg, musicista e autore della pièce treatrale da cui è stato tratto il film) che si conclude in tragedia con la morte per cancro della loro figlioletta.
Ognuno reagisce al dolore a modo suo ma Elise sceglie di buttarsi sul misticismo. In un piccolo uccello che si poggia sulla finestra vede la sua bambina, le stelle diventano i suoi occhi che la portano sempre più lontana da Didier, che assai più pragmaticamente lotta contro il dolore  e cerca per entrambi  una via di uscita. Il divario diventa incolmabile anche nei recital del gruppo di  bluegrass in cui continuano ad esibirsi insieme. Disarmante  impotenza  difronte al male che inevitabilmente  si infliggono. pur non volendo.

Nel film parte integrante è la musica: the way of life insisto in quel tipo di musica che spazia dal blues al country. Musica che a torto viene considerata old style e che invece è piena di vigore moderno. L’America che ha affascinato Didier:    “Quello che mi ha appassionato tutta la vita è l’America. Da qualunque parte vieni arrivi tu e puoi ricominciare da capo ..è un Paese per sognatori…” .
Praticamente ogni scena è enfatizzata,meglio, accompagnata da una musica ora allegra ora piena di tristezza tra tutte spicca The Wayfaring Stranger.

Veerle Baetens ha fatto completamente suo il personaggio di Elise ed è di una bravura mozzafiato. Un esemio questa canzone.


…e ora scappo dal dentista, dolore, dolore ma senza red carpet 🙂