Black bodies

Foggia   –   Omar Jallow arrestato il 5 ottobre per aver aggredito due poliziotti. Ma la versione del Sap e quella dei migranti non coincidono.

Ammanettato alla ruota di una volante della polizia, accovacciato per terra, agitato e con un braccio sanguinante

Billie Holiday sentì per la prima volta Strange Fruit al Cafè Society di New York nell’aprile del 1939, ma il pezzo esisteva già nel ’37, l’aveva sritta Abel Meeropol, un giovane insegnante ebreo che l’aveva firmata con lo pseudonimo di Lewis Allan . *Il brano è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel Sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili.

“Gli alberi del sud hanno uno strano frutto,
Sangue sulle foglie e sangue alle radici,
Corpi neri oscillano nella brezza del sud,
Uno strano frutto appeso dagli alberi di pioppo.
Scena pastorale del prode sud.

Gli occhi sporgenti e le bocche contorte,
Profumo di magnolia, dolce e fresco,
Nell’improvviso odore di carne che brucia.
Ecco il frutto che i corvi beccano,
Che la pioggia coglie, che il vento succhia,
Che il sole fa marcire, che gli alberi fanno cadere,
Ecco un raccolto strano e amaro.”

 Noi italiani abbiamo sempre guardato agli Stati Uniti come al Paese della speranza e della rinascita.      Siamo stati migranti in gran parte ‘economici’ con un nuovo flusso neglu anni del fascismo con le famigerate leggi raziali (corsi e ricorsi storici?). .     Abbiamo sofferto e abbiamo subito, siamo stati emarginati e siamo stati additati come straccioni e come tali trattati.     

Ellis Island è una delle quaranta isole delle acque di New York;: divenne famosa dal 1894 in quanto stazione di smistamento per gli immigranti; venne adibita infatti a questa nuova funzione quando il governo federale assunse il controllo del flusso migratorio, resosi necessario per il massiccio afflusso di immigrati provenienti essenzialmente dall’Europa meridionale e orientale.

Questi mi granti  oggi  fuggono da guerre e carestie, preferiscono puntare su quel  miserrimo 1% di possibilità di sopravvivenza.    Non possiamo accettare che vengano ammanettati a terra al cerchione di un’auto. Io mi vergogno mi sento chiamata parte in causa.

 

Non si può tornare indietro.   Abbiamo varato leggi per la Tutela dei diritti degli Animali, abbiamo riconosciuto loro un’anima.

 Ditemi se questo è un uomo.

Teniamoci strettistretti anzi strettissimi.

 

(Tutte le foto sono prese dal Web;    la camelia è del giardino di sherazade)

una rosa nella mia bocca (estate)

Non ci sono più,  anima altrove,  ‘dovrei fare’ e non faccio.

Poco importa il mio compleanno  che s’avvicina,  nessuna saggezza ad avvilire  il languore malandrino dell’estate,  il corpo libero, pitone che si srotola verso la luna e col poco di vento arrivano piccoli brividi.

fiori

(foto sherazade Estate  2016)

Mi adagio su di te

Calo il corpo

Sfiorandoti le labbra. . .

Una rosa nella mia bocca

Nella tua il profumo di essa

Pausa estiva?

Ebbene sì ma sono troppo egocentrica per non chiedervi di passare e farmi gli

Auguri  il 21 luglio:

gli anni sono molti e molti dovranno esseri i vostri abbracci a confortarmi!

A voi il mio pensiero affettuoso  da un po’ qui e un po’ là.

P.s:  Vi lascio con piccola perla  consegnataci da Jacques Prévert:

‘Bisognerebbe essere felici non fosse altro che per dare l’esempio’.

Amore meno zero

My love she speaks like silence
Il mio amore parla come il silenzio
Without ideals or violence
Senza ideali o violenza
She doesn’t have to say she’s faithful
Lei non ha bisogno di dire che lei è fedele
Yet she’s true like ice like fire
Eppure lei è vero come il ghiaccio come il fuoco

Amore meno zero fu scritta da Dylan come omaggio alla futura moglie Sara Lowdes nel 1965

Stefano Rizzo utilizza il titolo di questa canzone, universalmente riconosciuta come una tra le più belle canzoni,  per il suo libro e con cognizione di causa perchè Stefano fu nel lontano 1972 il primo a tradurre in Italia i testi delle canzoni di Bob Dylan  per l’Editrice Newton Compton e  con l’introduzione di Fernanda Pivano.   Che dire?   Chapeau

“New York 1972 , Richard Nixon ha vinto le elezioni, ma lo scandalo Watergate sta per scoppiare. Un professore di Logica, protagonista senza nome, risponde ad un’insistente offerta di lavoro della “Fondazione” i cui capi sanno tutto sul suo passato ricattabile, minacciando la sicurezza di Candice, ex compagna negra, insegnante di Harlem, di cui è ancora innamorato. Da lui pretendono informazioni sul mondo universitario, sugli artisti e intellettuali del Village. La stessa mattina incontra Rodriguez Sandoval, soldato reduce dal Vietnam, che vuole aiuto per pubblicare il suo diario di guerra. Scoprirà poi, attraverso Karen, segretaria della Fondazione, le intenzioni dei servizi segreti per incastrare gli esponenti del movimento pacifista e della protesta nera. Non rimane che fuggire in Messico, mentre però arriva la notizia di un colpo di stato in Cile ad opera di “un certo colonnello Pinochet”.”

Questa presentazione mi è particolarmente cara sicuramente perché sono di parte e per due motivi: perche l’autore è mio fratello e su questo non si discute,  and  last but not least,  perché questa presentazione, che fa seguito a d altre presentazioni,  si svolgerà a Como dove il nostro ospite sarà un amico comune il

Barman del club  https://antoniobianchetti.wordpress.com/

Ordunque sapete dove trovarmi venerdì!    Chi  potrà esserci avrà il piacere di comprare il libro, conoscere di persona l’autore  (e sua sorella),  e bere, si spera!  un buon bicchiere di  vino in compagnia del nostro  Barman .

A lunedì. Buon fine settimana.

Il libro si trova in libreria o può essere ordinato alla IBS.it ed.Mincioni

La poesia a dispetto di tutto

“non comprerei mai un libro di poesie….”

Queste le parole di un ragazzo carino appena laureato in chimica farmaceutica e in attesa di lavoro al parco con il suo cane.

Due giovanissimi poco distante si erano appropriati di una panchina e si guardavano negli occhi tenendosi le mani. Ho pensato ai disegni di Peynet

PeynetOra asserire : ‘non comprerei mai un libro di poesie’  mi ha messo una grande tristezza e nello stesso tempo mi ha fatto sentire privilegiata, ricca.

Piove. Goccioloni lenti battono sul selciato  e penso che anche la pioggia di una giornata qualunque (o di una ‘giornata uggiosa’) trova la sua esaltazione nelle parole di un poeta, Prévert, ‘Barbara’:

Rappelle-toi Barbara   /  Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-là

Et tu marchais souriante  /  Epanouie ravie ruisselante Sous la pluie

Rappelle-toi Barbara  /  Il pleuvait sans cesse sur Brest…

(E tu camminavi sorridente/Raggiante rapita grondante, sotto la pioggia …)

Penso che un raggio di sole, un’immensa felicità, un urlo di dolore, il nulla, tutto in natura,  porti alla poesia e  alla musica,  che ogni nostro sentimento possa essere espresso attraverso l’arte, non importa se noi arriviamo secondi, nulla muta al nostro sentire anzi lo arrichisce.

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Necropoli di Tarquinia

Si possono amare i cantautori, i grandi compositori di musica  senza rendersi conto della poesia dei loro testi del fraseggio degli strumenti, delle note che si susseguono?

Si può intraprendere un viaggio in Turchia (e così per ogni angolo del mondo)  senza conoscere (o non leggere prima) i versi  di Nazim Hikmet, ‘I tuoi occhi’:

‘I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi  /  Così sono d’autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia  /  e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.’

Viaggiare attraverso la nostra Italia e riconoscere il paesaggio nei versi di Pablo Neruda:

‘Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,  /  assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.

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Pablo Picasso

Sprofondare nella solitudine, e non sentirsi addosso i versi di Hermann Hesse

’Quando mi dai la tua piccola mano
Che tante cose mai dette esprime
Ti ho forse chiesto una sola volta
Se mi vuoi bene?
Non è il tuo amore che voglio
Voglio soltanto saperti vicina

E che muta e silenziosa
Di tanto in tanto, mi tenda la tua mano.’

Avere fame d’amore, come un ‘Eden’ forte e dirompente della ‘mia’ Emily Dickinson

Vieni adagio – Eden!

Labbra non abituate a Te –
Timide –  suggono i tuoi Gelsomini –
Come la languente Ape –

Che raggiunge in ritardo la rosa,
e nella sua camera ronza –
valuta il nettare –
Entra – e nei Balsami si sperde.

Dunque perché dire a priori che la poesia ci è estranea quando, anche a nostra insaputa,  ci imbeviamo di poesia  guardando negli occhi una persona cara prendendole una mano, accarezzandole i capelli, sfiorandola con un piccolo bacio sussurrandole  ‘Ti voglio bene’, diventiamo noi stessi Poesia?

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Addio pene d’amore

C’era una volta.

 

L’estate gioca brutti scherzi, in tutti i sensi.
C’ero io che avevo vent’anni ed una storia appena iniziata con l’amico di un mio amico, di dieci anni più grande di me, che viveva a Bologna.
Ci telefonavamo moltissimo e facevamo progetti per l’estate e come stare finalmente insieme un po’ più a lungo, andando oltre i minuti contati, quei lunghi baci da apnea, quei palpeggiamenti che ci lasciavano le gambe molli e la testa svaporata.

Arriva inaspettato l’invito di una comune amica svizzera a passare da lei qualche giorno nella sua casa sopra Berna. Un posto stupendo con piscina, sauna e tanto verde intorno.

Tappa a Bologna. Viaggio notturno perfetto, arriviamo a destinazione.
G e suo marito e gran parte dei loro amici praticavano il nudismo e dunque… a mezzogiorno eccoci tutti nudi , ammettiamolo un po’ vergognosetti noi, sul prato davanti alla piscina. Uno spuntino, tuffi, tanta euforia, anche un po’ di stanchezza.

Vermi bianchi sul verde, G. avvisa soprattutto i due italiani a stare attenti a non prendere subito troppo  sole ‘ là’ anzi, ecco un caso in cui scoprirsi poco alla volta.
Il mio baldo compagno fa spallucce e impavido si espone ai raggi e si addormenta.
Alla sera alle cinque con il pisello in fiamme e vesciche di corsa al pronto soccorso di Berna dove gli viene diagnosticata una ustione grave.

Ho passato la mia prima estate d’amore a spalmare unguenti con la punta del dito e fare impacchi  a quel esserino  raggrinzito con garza e acido borico avendo come ringraziamento solo spasmi  di dolore. Una grande intimità, un vis -à –vis ravvicinato, il mio cuore da crocerossina batteva forte. La donnina che era in me alzava gli occhi al cielo e lamentava la sua sfortuna.
Dopo cinque giorni, passata la fase critica, decidemmo di riprendere la strada del ritorno .

Questa è stata la mia trepidante prima volta che non c’è stata ma che non scorderò mai.

Che ne è dei due ‘lui’? Uno a volte lo incontro quando viene a Roma, dell’altro così desiato e tanto amorevolmente curato più nessuna notizia. Penso si sia perfettamente ripreso visto che ho conosciuto anche i due pargoli.

Addio pene d’amore.

Succede (rà) oggi

Mattino
ha l’oro in bocca, e anche un po’ nell’anima.

Salvataggio
a volte basta il mare per ricordarci che siamo parte di un disegno molto più grande!

Attesa
L’attesa del piacere è essa stessa un piacere.

Sera
C’è nel giorno un’ora serena che si potrebbe definire assenza di rumore, è l’ora serena del crepuscolo.

Luna
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?

Dormire
Dormire è distrarsi dal mondo.

…e già domani
Il Domani compie irresistibilmente l’opera sua, e la comincia oggi, arrivando sempre al suo scopo, nei modi più strani.

Tutte le foto sono di Sherazade, estate 2014, maggio 2015

Viva la vida  (David Garrett forever young)

Una lunga estate

Ero in macchina oggi, lo sono tutti i giorni per una ragione o per l’altra.

Giornata splendida da giugno, luminosa, tiepida e innaturale per un ottobre inoltrato.
Però Grazie! Niente bombe d’acqua e disastri, niente passerelle politiche, visi contriti, come più su a una manciata di poche centinaia di chilometri. Grazie!

Non ero attenta ma improvvisamente mi sono sentita catapultata a quell’estate in Calabria, io sgarzzellina festosa in campeggio con un’amica e lì ho conosciuto un ragazzo del Nord con quell’accento ancor più stretto del mio e con un nome che suonava strano: Ilvo, mai sentito. Era alto e biondo un po’ vichingo ed aveva il fascino del motociclista di Harley-Davidson. Fu amore a prima vista. Quelle cose che deflagrano improvvise io credo solo se hai vent’anni e non ti chiedi niente e o la va o la spacca.

E’ andata.
Anzi io sono andata perché ho lasciato la macchina all’amica ed ho passato dieci giorni in sella alla moto abbracciata stretta al mio vichingo i capelli al vento l’aria che entrava a pieni polmoni mi sentivo invincibile. E lo ero una piccola ragazza invincibile quando ci baciavamo stretti e lui doveva sollevarvi a mezz’aria per arrivare alla mia bocca.

Al lago del Pollino a quasi 2mila metri di altezza, dall’uscio buio di un posto di ristoro filtrava questa canzone. Fabio Concato ha detto il vichingo rivelando il suo cuore romantico.

A Roma ci siamo lasciati. Qualche tenera telefonata poi più niente.

Oggi sull’onda della musica sono tornata indietro nel tempo ed è stato un bel viaggiare, così, ferma al semaforo con un largo sorriso più luminoso del sole che batteva sul parabrezza.

Ci sono momenti che non piove mai.

c’è musica nell’aria (coldplay

‘Midnight ‘ è il titolo del nuovo singolo dei Coldplay che due giorni fa ha fatto la sua comparsa in rete senza preavviso di sorta. Mentre scrivo, il video ha superato di poco il mezzo milione di visite su YouTube, una goccia nel l’oceano dei video musicali dei grandi gruppi.

Ammetto che seguo i Coldplay dal loro esordio e che alcune loro canzoni, Trouble e Paradise piuttosto che Viva la vida, sono state il leit nmotiv di momenti soprattutto estivi, di cui uno assai bello legato a un viaggio in moto in Corsica.
Midnight, riecheggia in alcuni giri di chitarra a Paradise ma se ne distacca lasciando però intatto il senso di ‘ambient music’ pur sempre realizzata da un gruppo rock. E’ un brano molto accessibile e, chi se ne intende, dice che sarà parte di un prossimo album di cui però ancora nulla si sa.

Buon ascolto, non arricciate il naso e chiudete gli occhi.

Midnight – Coldplay
In the darkness
Before the dawn
In the swelling
Of this storm
Running round and with apologies
And hope is gone
Leave a light, a light on
Millions are
Lost from home
In the swelling
Swelling on
Running round and with a thunder
To bleed from thorns
Leave a light, a light on
Leave a light, a light on
Leave a light, a light on
Leave a light, a light on
In the darkness
Before the dawn
In the darkness
Before the dawn
Leave a light, a light on
Leave a light, a light on

Traduzione Midnight – Coldplay
Nel buio
Prima dell’alba
Nel crescendo
Di questa tempesta
Girando in tondo e con tante scuse
E la speranza se n’è andata
Lascia una luce, una luce accesa
Milioni sono
Gli scomparsi da casa
Nel crescendo
Crescendo
Girando in tondo e con un tuono
Per sanguinare dalle spine
Lascia una luce, una luce accesa
Lascia una luce, una luce accesa
Lascia una luce, una luce accesa
Lascia una luce, una luce accesa
Nel buio
Prima dell’alba
Nel buio
Prima dell’alba
Lascia una luce, una luce accesa
Lascia una luce, una luce accesa

Dove sono Io?

“Contemplando i musi dei cavalli e le facce della gente,

tutta questa vita correre senza rive sollevata dalla mia volontà

e che corre a precipizio verso il nulla

nella steppa purpurea del tramonto

spesso penso: dove sono IO, in questa corrente?”  (Gengis Kahn)

 

La Mongolia è un antico impero di ghiaccio, di sabbia e di foreste, rimasto come sospeso nel tempo.    L’asprezza del suo territorio ha in parte isolato il paese che è sopravvissuto allo scorrere dei secoli nella propria diversità nomade e selvaggia. 

Melanconicamente,  guardando al mio Paese disastrato nei suoi territori e nelle persone anche io,  con lo sgomento che è proprio della lungimiranza  dei grandi, ma certo io grande non sono, mi chiedo

“Dove sono io?”

Torno presto

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Il Gazpacho

è un  gustosissimo, rinfrescante piatto estivo tipico dell’Andalusia, diffuso  anche  in Italia grazie al successo avuto con i turisti e consiste in  una sorta di zuppa fredda,  dai colori sgargianti dell’estate, ricca di sali minerali e vitamine, preparata con verdure crude frullate.

Ha origini contadine e dunque si utilizzano prodotti tipici dell’estate ‘mediterranea’.
La caratteristica principale del Gazpacho è la grande sensazione di refrigerio che si ha nel gustarlo; per questo a volte alla preparazione vengono aggiunti anche cubetti di ghiaccio.

Ingredienti per 4 persone:
800 g. di pomodori rossi, 100 g. di mollica di pane raffermo, 1 cipolla rossa, 1 spicchio di aglio, 1 cetriolo, 1 peperone, aceto di vino bianco, olio extra vergine di oliva . pepe, sale.
Fare ammollare il pane raffermo in acqua aromatizzata con un po’ di aceto.
Pelare a crudo i pomodori rossi, tagliarli in quarti e privarli dei semi. Mondare il cetriolo, il peperone, la cipolla e tagliare tutto a pezzi grossolani. Frullare il pomodoro assieme al pane e a tutte le verdure. Condire con un filo di olio, salare, pepare, aggiustare di aceto e lasciare riposare in frigo per almeno tre ore.

Nei ristoranti spagnoli il Gazpacho viene presentato guarnito o contornato da ciotoline contenenti piccoli cubetti di pane fritto (o tostato), uovo sodo, ancora cetrioli e peperoni: nulla vieta che lo si faccia anche a casa.

Spero che vi piaccia l’idea.  Da parte mia me lo vado a gustare in loco, voi accomodatevi pure,

“Torno presto”.

.,

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