e adesso spogliati

Donatien-Alphonse-François de Sade Scrittore, Filosofo, Aristocratico e Politico Rivoluzionario francese (Parigi 1740 – Charenton-Saint-Maurice 1814)

“Una virtù non è altro che un vizio che s’innalza invece di abbassarsi; e una qualità è un difetto che ha saputo rendersi utile.”

’ Fondamentale tema dell’opera di Sade è la totale-universale inversione ragionativa, per cui tutto ciò che comunemente si crede bene – per la maggioranza dell’umanità – diventa male e viceversa: così l’orrido e mostruoso diviene meraviglioso, la bruttezza affascinante, gli escrementi cibo, la vita morte, il piacere dolore infinito.
La perversione sadiana è intimamente felice e soddisfatta della propria devianza.’

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Sa qui il sadismo, termine coniato, nel 1869, dallo psichiatra R. von Krafft-Ebing,
in cui il piacere è ottenuto mediante la sofferenza causata ad altri. Secondo la psicoanalisi il sadismo si può presentare anche in forme più larvate largamente presenti nella comune vita pulsionale come una perversione sessuale nella quale il soggetto trae godimento erotico dalla sofferenza che infligge ad altri, oppure un aspetto del carattere proprio di chi si compiace della crudeltà.

“Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito, ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai. Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino.”

Perversione indica un mutamento in senso ritenuto deteriore, patologico, di un processo psichico, di un sentimento, di un comportamento, di una tendenza istintiva. Nell’ambito sessuale il termine, usato specialmente in passato, è riferito a sindromi psicopatiche, caratterizzate da deviazioni dal comportamento sessuale considerato normale, per cui l’istinto sessuale viene rivolto verso un oggetto anomalo o trova soddisfacimento con pratiche erotiche diverse dal comune amplesso

intimo

Pubblicità di una nota casa di intimo…fate voi. Comunque tutto bene, solo forse un po’ scomodo per tutti i giorni, per prendere la metro, un bus al volo, o fare pipi nel cubicolo di un aereo.
Però, chissà, per un sabato sera fantasioso quasi quasi chi non ci farebbe un pensierino-sì?

collarinoME!

 

Utilizzando il quotidiano vestitino di Sally, anch’io mi sento in qualche modo à la page.

 

Autocelebrazioni primaverili

 

 

Io tanga ..tu?

 

 

Ammesso che l’abito NON faccia il monaco, io vorrei sostenere che il tanga ‘fà’ la donna.

 

Per il mio compleanno, a luglio scorso, un’amica burlona mi ha regalato un tanga leopardato di D&G  o-ri-gi-na-le quindi  pagato un occhietto , magari miope, della testa. Questo sapendo benissimo che io prediligo un underwear (slip e reggiseno quasi sempre neri) che mi sembrano più sexy.

 

Bene, complici il cattivo umore, e un po’ di scoramento, questa mattina ho indossato il mio tanga leopardato sotto dei pantaloni già in lino (nero), scarpettine argentate, una magliettina turchese comprata in Turchia, giacchettino  jeans. Capelli ramati al punto giusto.

Ce n’era quanto bastava ma non so perché, parcheggiato il motorino, mentre attraversavo – e poi lungo tutto il tragitto-  piazza Colonna mi sono resa conto che camminavano vagamente ancheggiando, con una sensazione di frivola leggerezza che mi dava un senso sbarazzino e un po’ provocatorio. Lo spirito del tanga leopardato  si era impadronito di me e ora…ora,  si salvi chi può.

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