Il “Per sempre” e Ben Harper

Not talkin’ ‘bout a year
no not three or four
I don’t want that kind of forever
in my life anymore
forever always seems
to be around when it begins
but forever never seems
to be around when it ends
so give me your forever
please your forever
not a day less will do
from you

ma io no, io no
non dirò ‘’per sempre ‘’ a caso
e ora spero di trovare
al mio ‘’per sempre ‘’ una casa

allora dimmi tu ‘’per sempre ‘’
per favore, dimmi ‘’per sempre ‘’
non un giorno di meno starò
da te”

Non so quanti di voi conoscano Ben Harper. Io l’ho (ri) visto questa sera a Che tempo che fa e mi sono ricordata il ‘nostro’ incontro di luglio del 2012
perchè con una mia amica che compie gli anni un giorno prima di me ci siamo regalate il suo concerto. Succede ogni anno da tanti anni e che concerti!

Il padre di discendenza afroamericana e Cherokee, la nonna materna russa, ebrea immigrata dalla Lituania, Ben Harper è quello che si può definire figlio del grande melting pot americano.
Cominciò ad appassionarsi alla chitarra lavorando nel negozio di musica della madre diventando via via, a partire dal primo album del 1994, un chitarrista e compositore originale senza troppi fronzoli (almeno a detta di mio fratello Francis, musicista anche lui) spaziando dal folk al reggae e al funk e proponendo nei suoi concerti versioni originali dello stesso testo con parecchie improvvisazioni.
E’ un artista impegnato, riservato, attento agli ‘umori’ sociali.
La mia personale fogorazione avvenne con il suo secondo album ‘Fight for your mind’

Ora sapendo bene che tutto puo’ essere approfondito su Wiki io aggiungo, da donna frivola qual sono, che è anche un bravissimo surfista e – ça va sans dire –
nel surfing indispinsabile è avere un bel fisicaccio e Ben…
oh quanto Ben di Dio!

E adesso musica.