7 marzo prima dell’8 marzo

 

Sex & the city – Primo appuntamento

Chi, soprattutto nelle molte riprogrammazioni a tappeto,  non conosce questa serie che in qualche modo ha rotto (almeno in Italia) il tabù del ‘Si fa ma non si dice’ riferito al sesso delle donne?      La serie infatti racconta la vita amorosa e l’amicizia tra quattro giovani  single della ‘upper class’ newyorkese  di cui Carrie è la voce narrante.

Carrie è una giovane ragazza newyorkese  che racconta  in una sua piccola rubrica giornalistica di costume spaccati di vita di fine anni Novanta.  Prende spunto da una domanda o da un avvenimento e lo sviscera con sarcasmo ed umorismo  parlando  di uomini, di sesso e di relazioni sentimentali.. Carrie è tuttavia una grande sentimentale fondamentalmente  alla ricerca «dell’amore totale, ‘ridicolo’, scomodo, spossante, che ti consuma e non ti fa pensare ad altro».

Miranda Hobbes  è rappresentata come una donna in carriera: decisionista e decisamente bruttina, avvocatessa, ha una visione molto cinica degli uomini e delle relazioni. Migliore amica di Carrie, è una donna tenace e concreta, non si apre facilmente, e sa mascherare molto bene la sua vulnerabilità.

Charlotte York è una gallerista ed è la più tradizionalista tra le quattro amiche: il suo ideale di rapporto è basato sulle «regole» dell’amore e degli appuntamenti: ogni cosa a suop tempo!  Crede fermamente nel vero amore ed è alla costante ricerca del Principe Azzurro.

Samantha Jones ha superato la trentina, è la meno giovane del gruppo e possiede un’agenzia di pubbliche relazioni. Seduttrice e libertina, evita ogni coinvolgimento emotivo nei suoi appuntamenti sessuali e non va molto per il sottile.

La prima puntata di Sex and the City fu trasmessa  nel 1998.  Fece scalpore da subito per la franchezza dei dialoghi delle quattro donne e per il loro rapporto col sesso («Finalmente le donne parlano apertamente di sesso come gli uomini!, fu decretato.

Politicamente scorretto, questo è stato Sex &  the city e al di là di ogni facile  esemplificazione ed ironia in ognuna delle protagoniste c’è molto di noi (almeno di me) che per un certo pudore atavico tendiamo a non dire…

s(p)esso e volentieri

ma con passione e,  possibilmente mantenendo (non sempre ma di tanto in tanto)  lo sguardo incantato del primo appuntamento.  Non è detto che il postino suoni sempre due volte, sopratutto in tempo di e-mail.

“La zia Daniela s’innamorò come s’innamorano sempre le donne intelligenti: come un’idiota.”

Un libro che vi regalo per l’ 8 marzo…

Donne per le quali “l’amicizia tra uomini e donne è un bene imperdonabile”, donne che hanno “un tale subbuglio nel cuore” che per ventilarlo lasciano le porte aperte, “così che chiunque poteva entrare e chiedere affetto e favori senza neppure bussare”, donne che danno baci “di quelli che le donne innamorate regalano perché non sanno più dove metterli”.

Orange il colore vivo dell’autunno (in TV)

L’ Arancione è simbolo di armonia interiore, di creatività artistica e sessuale, di fiducia in se stessi e negli altri
L’ Arancione simboleggia la comprensione, la saggezza, l’equilibrio e l’ambizione.
L’ Arancione libera da sintomi depressivi aumentando la capacità di reagire alle avversità della vita in modo repentino ed efficace.
L’ Arancione stimola la circolazione del sangue e da vitalità agli organi sessuali, sia maschili che femminili, favorendo la fecondità.
L’ Arancione è il colore delle divise delle detenute nei carceri americani.

Un cast quasi totalmente al femminile con una varietà di personaggi in bilico tra passato, presente e futuro, tra errori per cui stanno scontando una pena e la volontà o meno di cercare di redimersi e migliorare, il tutto collegato attraverso sapienti flashback che alleggeriscono l’atmosfera che altrimenti risulterebbe troppo cupa e violenta.

Dialoghi incalzanti, geniali battute irriverenti e richiami all’attualità.

Si parla di mafia russa, razzismo, fanatismo religioso e omosessualità. Moltissime le scene a sfondo sessuale decisamente esplicite e, a mio avviso, niente affatto volgari.
Non manca l’amore nelle sue ossessioni e nella sua tenerezza, l’amore come antidoto alla solitudine.
Orange is the new black è una delle serie con più scene saffiche che siano andate in onda ma al di là di questo a rendere la serie unica nel suo genere è la capacità di raccontare le donne senza filtri, crudamente, andando oltre gli stereotipi del carcere e mostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, quanto su questa istituzione ruotino grossi interessi economici e politici e quanto poco, invece, sia adatta al recupero delle sue ‘ospiti’.
Sole ma unite in un mondo maschilista, dove tuttavia i maschi sono trattati impietosamente, le protagoniste di Orange  ci regalando grandi emozioni.

Orange Is the New Black: My Year in a Women’s Prison” di Piper Kerman è il romanzo autobiografico diventato fortunatissima serie tv di Netflix (House of cards) che ha scioccato e diviso l’opinione pubblica in America e nel mondo.

Ho letto che in Italia il canale Mya sta trasmettendo la prima serie. Guardatela, cercatela in rete e soprattutto se ne avete la possibilità – fidatevi – gustatevi anche tutta la seconda serie perché dal primo all’ultimo episodio sono ancora più coinvolgenti.

E ora musica

Uno sguardo oltre il de-co-der

 

www.babelgum.com

 

Piluccando tra i vari inserti, di cui ogni giorno, ogni singolo quotidiano ci sommerge,  io vado a snidare (odio/timore-amore) dati, informazioni, “dritte” che riguardano il web.

 

Questa segnalazione a me sembra interessante e ve la giro considerando anche il lungo ponte che ci accingiamo e percorrere non avendo dalla nostra la completa  benevolentia metereologica.

 

Babelgum è una ‘web tv’ di nuova generazione,  assai ambiziosa che vuole entrare nel mercato globale (cosa non è globale oggi?) dando spallate di non poco conto, tra le quali l’offerta di una applicazione mobile (cioè per cellulari) insieme a un sito web ideato per il telefonino. Questa prima opzione – confesso – non mi attrae eccessivamente.

 

Invece, per chi si diletta di TV  dal computer, Babelgum consente di vedere video ‘ad alta definizione’ dal browser senza l’installazione di software (madonnina come so’ brava :=) !)

I canali principali sono cinque : Music, Comedy, Film, Our earth, e Metropolis.

Alcuni contenuti sono vere chicche in esclusiva come (cito dall’articolo) Bananaz , film-documentario, Downstream  il controverso cortometraggio della regista Lesile Iverks,  e perfino lee clip di Colorado Caffè (il progetto è studiato e studiato per Inghilterra, Usa e Italia)

 

E poi Musica! Musica di alto livello grazie agli accordi presi con la Sony,  la Emi e altre majors discografiche.

 

Personalmente ho dato uno sguardo senza avere il tempo (ancora) di approfondire e dunque prendete quello che ho scritto con il beneficio del dubbio e magari sappiatemi dire le vostre impressioni.

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Dura lex sed lex. Cattivi maestri.

 

 

Ammetto di non capire cosa stia succedendo davvero.

Mentre sono di questi giorni il giusto sdegno e il  raccapriccio della Ministra per le pari opportunità, Onorevole Mara Carfagna*,  sull’orrore della mercificazione e della vendita del corpo femminile (e qui stendo una copertina pietosa sulle molte ipotesi sul ‘come’ la Ministra stessa si sia arrampicata alla poltrona che occupa, e attraverso quali e quanti rotocalchi che la mostrano in tutte le sue grazie – pagate a cifre di zeri + zeri .

 

Dicevo, Questo Governo un po’ dicotomico predica la salvaguardia e emana decreti per penalizzare la mercificazione del corpo femminile (nel merito poi ci sarebbe molto da contraddire..) e però – contemporaneamente da una settimana – si assiste in prime time sulle reti principali, voce ed espressione della maggioranza, Rai 1 e canale 5 – a bieche passerelle di fanciulline in fiore, 16, 17 anni (la gran parte anoressiche, o sulla buona via), rigorosamente seminude,  costrette a sgranare gli occhioni, scuotere capelli tutti lunghissimi e riccioluti a criniera,  ancheggiare in modo lascivo, lanciare gridolini a sottolineare risposte imbecilli a domande ancora più imbecilli per GUADAGNARSI il consenso di una giuria (che spazia dal calciatore al tronista, alla exexex mis Italia, a tuttologo ecc..) che le incoronerà, o Miss Italia 2008 o le assumerà a veline per la nuova trasmissione di canale 5.

Ecco, si aprono a queste ragazze – poverine tutte gentili e di animo nobile, che ammettono di essersi presentate per la gioia di babbo e mammà e un po’ anche del ‘fidanzatino’-  le prospettive e gli sbocchi  principalmente di campeggiare seminude o nude (la differenza è irrisoria) su qualche cartellone pubblicitario, fare delle comparsate in tivvu’ e, ovviamente, per le più disinibite e grintose (anche se non elette ma semplicemente ‘adocchiate’) accettare il do ut des di qualche porcone : produttore, furbetto, onorevole,  nella speranza di ‘sfondare’, e gli esempi in questo senso non mancano.

Nulla di nuovo nell’Università della vita nel regno di Vallettopoli e, perché no, nello spettacolo della politica.

Io continuo a non capire, però.

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* che si sta impegnando ad  arginare la piaga del meretricio con un ddl assai dubbio nei contenuti e nelle soluzioni.

In soldoni – tra l’altro è evidente che le abituées di salottini, pied-à-terre, uffici con divano incorporato, la fanno franca mentre le passeggiatrici andranno dritte dritte in prigione o rimpatriate. I ricchi se la spasseranno senza problemi,  il camionista o il ragioniere.. mmm beccati dalla polizia avranno botte da orbi anche dalle mogli!