A la guerre comme à la guerre

 

Pubblicità progresso

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La cintura di castità appare per la prima volta nel XIV secolo in Italia. Utilizzata per proteggere dalle frequenti violenze, si rivelò uno strumento efficacissimo anche per coloro che temevano il tradimento delle “proprie” donne.

 

Ma poichè, gira che ti rigira, la colpa – ieri come oggi – è inevitabilmente nostra, streghe, puttane, possedute dal Demonio, mi soffermo su una vera e propria invettiva contro le donne dello scrittore mediovale Goffredo di Vendôme  che definirei ‘ammirevole’: “Maledetto sia questo sesso in cui non vi è né timore, né bontà, né amicizia e di cui bisogna diffidare più quando è amato di quando è odiato”.

 

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 cuore.

Senza se e senza ma: CONTRO LO STUPRO:

Cintura castità donna  Cod: C/C.03
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invece di € 113,88
Interamente realizzata in ferro brunito lavorato a mano.
DIMENSIONI
30 x 35 x 29 cm
PESO 530 gr

Dura lex sed lex. Cattivi maestri.

 

 

Ammetto di non capire cosa stia succedendo davvero.

Mentre sono di questi giorni il giusto sdegno e il  raccapriccio della Ministra per le pari opportunità, Onorevole Mara Carfagna*,  sull’orrore della mercificazione e della vendita del corpo femminile (e qui stendo una copertina pietosa sulle molte ipotesi sul ‘come’ la Ministra stessa si sia arrampicata alla poltrona che occupa, e attraverso quali e quanti rotocalchi che la mostrano in tutte le sue grazie – pagate a cifre di zeri + zeri .

 

Dicevo, Questo Governo un po’ dicotomico predica la salvaguardia e emana decreti per penalizzare la mercificazione del corpo femminile (nel merito poi ci sarebbe molto da contraddire..) e però – contemporaneamente da una settimana – si assiste in prime time sulle reti principali, voce ed espressione della maggioranza, Rai 1 e canale 5 – a bieche passerelle di fanciulline in fiore, 16, 17 anni (la gran parte anoressiche, o sulla buona via), rigorosamente seminude,  costrette a sgranare gli occhioni, scuotere capelli tutti lunghissimi e riccioluti a criniera,  ancheggiare in modo lascivo, lanciare gridolini a sottolineare risposte imbecilli a domande ancora più imbecilli per GUADAGNARSI il consenso di una giuria (che spazia dal calciatore al tronista, alla exexex mis Italia, a tuttologo ecc..) che le incoronerà, o Miss Italia 2008 o le assumerà a veline per la nuova trasmissione di canale 5.

Ecco, si aprono a queste ragazze – poverine tutte gentili e di animo nobile, che ammettono di essersi presentate per la gioia di babbo e mammà e un po’ anche del ‘fidanzatino’-  le prospettive e gli sbocchi  principalmente di campeggiare seminude o nude (la differenza è irrisoria) su qualche cartellone pubblicitario, fare delle comparsate in tivvu’ e, ovviamente, per le più disinibite e grintose (anche se non elette ma semplicemente ‘adocchiate’) accettare il do ut des di qualche porcone : produttore, furbetto, onorevole,  nella speranza di ‘sfondare’, e gli esempi in questo senso non mancano.

Nulla di nuovo nell’Università della vita nel regno di Vallettopoli e, perché no, nello spettacolo della politica.

Io continuo a non capire, però.

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* che si sta impegnando ad  arginare la piaga del meretricio con un ddl assai dubbio nei contenuti e nelle soluzioni.

In soldoni – tra l’altro è evidente che le abituées di salottini, pied-à-terre, uffici con divano incorporato, la fanno franca mentre le passeggiatrici andranno dritte dritte in prigione o rimpatriate. I ricchi se la spasseranno senza problemi,  il camionista o il ragioniere.. mmm beccati dalla polizia avranno botte da orbi anche dalle mogli!

E' più facile che un cammello passi..

 

 

…attraverso la cruna di un ago..che un imbecille taccia.

 

Sdraiata, bianca ameba che si espande sul lettino color arancio, senza vergogna tra tanti simili, circospetta, tentando il colpo dell’invisibilità, comincio a spargermi di unguenti.

 

Torna a galla una stupida notizia (e come tale rimossa).

Un acCROCCOLO ultra ottantenne in un delirio di onni(im)potenza – caso strano con l’uscita di una sua comparsata in tivvu’ – andando a ritroso di ben 40anni, ha affermato (non ci sono più i “signori” discreti di una volta! Del resto sono spariti anche i paladini del “una donna non si picchia neppure con un fiore”) insomma, riprendo il filo, costui ha affermato di avere avuto un love affair (in inglese suona assai meno ridanciano) con Marilyn Monroe.

Sì,  proprio con l’icona insuperata e insuperabile del sesso, lei che nell’immaginario (appunto) maschile è in cima ai desideri con  la  sua bocca atteggiata a cuore, i suoi occhi languidi (e tristi) con quella sua camminata ancheggiante, il suo seno burroso,  attrice di film cult che portava con sé la vita travagliata di Norma.

Ebbene codesto vecchierello  ricorda  di avere raccolto Marilyn dal pozzo profondo in cui l’aveva gettata l’abbandono di Yves Montand.

Non so se mi sono spiegata,  dalla sua posizione ravvicinata, tra un  orgasmino e l’altro (ops fu un lungo amore di tre mesi poi anche lui l’abbandonò) questo esempio di viveur casereccio sottolinea : “Marilyn aveva della cel-lu-li-te”!

‘Lui’, il vegliardo un po’ sclerato, di quella  donna, magnifica preda, dice: “Aveva la cellulite”.

Ora, chiedo agli amici uomini che passeranno qui di volermi confermare (o sconfessare il latin lover minuzioso) il fatto che nell’impatto di un amplesso desiderato  quel che salta evidente è la cel-lu-li-te! Fermo restando che Marilyn Monroe non era una donna che si incontra tutti i giorni.

 

Il perché del mio farneticare? Ovvio, esco indenne dalla prova cellulite.  Carenza di sex-appeal?

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Donne, violenze e sangue quotidiano

 Oggi 10 novembre: “una goccia nel mio mare di ricordi”

 

È morta Giglia Tedesco, una vita dedicata al Pci”

 

Ora Giglia non era ‘solo’ una vita dedicata al Pci.

Era da sempre amica di mia mamma e soprattutto una sorta di madrina per mio figlio Luca che per lei era ‘il nostro bellissimoLuca’.

Ancora qualche giorno fa a Milano ci siamo incontrate e nella bolgia infernale dove nessuno la (ri)conosceva ho dovuto fare la voce grossa perché un sedicente ‘giovane’ le cedesse il suo posto.

Mancherà doppiamente a me e Luca il giorno che festeggeremo -intorno a fine luglio – i nostri compleanni ai quali  da sempre era un piacere sentire lei e mia mamma ‘raccontare’ quando…oppure ricordare qualcosa del loro percorso comune.

Se ne va un altro pezzetto della mia mamma e se ne va portandosi dietro con Giglia la  sua grande lucidità, la sua continua voglia di sperimentare il nuovo (molto piu’ di me), il suo sorriso appena accennato che si scopriva generoso nello sguardo.

Ecco.

Mi sembra quasi ‘magico’ chiudere oggi il lungo post iniziato con la riflessione (stupida e superficiale da parte mia)  di ‘donne con le palle’  con un abbraccio forte – quasi a volere trattenerla – per una Donna che ha segnato il cammino, lo ha aperto con tante sue battaglie (la legge 190 x esempio) perfino spianato,  a noi tutte un po’ sue figlie.

 

Oggi 9 novembre: “Pensiero scomodo guardando laggiù

Il mondo (per sua fortuna) è pieno di cuori ‘irrispettosi’, ‘rumorosi’, assai poco ‘comme il faut’, Battono forte, fremono, frantumano il silenzioso NULLA di chi il suo, stupido, pavido,  cuore perbenista l’ha incellophanato e ben addestrato perchè non debba palpitare, mai.  Mai?   Si, mai. Troppo arduo farlo volare così blindato nella sua gabbia.


Che fare?  Che fare? Volare alto? Volere altro?

Oggi 8 novembre: “contaminazioni” positive

La nostra meta non è di trasformarci l’un l’altro,
ma di conoscerci l’un l’altro e d’imparar a vedere e a rispettare nell’altro
ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro completamento.

~ Hermann Hesse – Narciso e Boccadoro ~


Oggi 7 novembre: ‘Agnus dei’

 

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà.

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.

(Nazim Hikmet)


Oggi 6 novembre: la morte ha dei nomi

Meredith Kercher – A una svolta le indagini sull’omicidio.
Fermati il fidanzato, un cittadino zairese e la coinquilina americana.

Dolce Ofelia, ma io t’amo ancora
E il nostro amore cresce, non è più implume,
andiamo dolce Ofelia, andiamo assieme,
andiamo a passeggiare soli lungo il fiume…” (Amleto)

 

 

FARFALLABLUE

Oggi 5 novembre un amico ha dichiarato forfait

Desidero ricordarlo con l’incipit di un suo articolo dalla Palestina: “Testimonianze contro il male”

“Se avessi anch’io fatto il mio dovere di uomo, se avessi cercato di far valere la mia voce, il mio parere, la mia volontà, sarebbe successo? E perciò è necessario che spariscano gli indifferenti, gli scettici, quelli che usufruiscono del poco bene che l’attività di pochi procura, e non vogliono prendersi la responsabilità del molto male che la loro assenza dalla lotta lascia preparare e succedere.”

Daniel Amit

Oggi 4 novembre

alla luce buia dei fatti Fontana di Trevi “è” quel che sembra: serbatoio di sangue

  Oggi 3 novembre niente da ridere:

 A Roma iniziate le esequie di Giovanna, BRUTALEMTE seviziata e uccisa (da un uomo/ radagio): il marito con una rosa rossa in mano.

Fuori da ogni pietas certi uomini con certo tipo di palle sarebbe meglio non le avessero.

 

 

 

 

 E ridevo.

Da sola, ridevo,  ma ero anche un po’ indispettita, tornando  a casa,in motorino.

Mi frullava nel capo quella definizione sempre più ricorrente di “donna con le palle” che proprio nel pomeriggio precedente mi era stata appiccicata come medaglia al valore. Insomma mi ero dimostrata una donna – come dire diversamente.. capace? ..determinata?. No! “Con le palle”.

E ridevo.

Poffarbacco! Mi sono detta, pure quelle? A me? Che a memoria d’uomo  possiedo due rotondità niente male,  vissute come due corpi estranei sebbene apprezzatissime dall’universo maschio. A me che non  ho vinto questo mio disagio neppure ora che – chi non è soddisfatta delle sue-medesime-misure – se le gonfia a dis-misura!

E ridevo.

Raddoppiare, dunque? due sopra e due sotto?

E ridevo.  

 

Mi sono immaginata  in ‘quel periodo’ che fino a qualche anno fa – bisbigliato sottovoce e  con circospezione – veniva definito ‘il ciclo’. In ‘quei giorni’, in cui si abbonda con le abbbluzioni e ci si avvolge di nubi (tossiche) deodoranti, e ci si sciacquetta con saponi che piu’ PHaccati non si può, e si fa slalom  tra linex ultrasottili e tampax così minuscoli che per trovarli devi ingaggiare una caccia al tesoro nella borsa, cosa spesso ardua e pericolosa se  magari sei in bilico su una gamba, tentando di non inzaccherare le scarpe o il bordo dei pantaloni, in quei bugigattoli maleodoranti dell’ Eurostar o nel loculo/toilette di un aereo,  sbalzata ora a Berlino ora a Torino (siamo o non siamo ‘donne con le palle’?). Ops scordatti Pechino!

E ridevo.

Ma improvvisamente come un flash.. la depilazione! Depilazione  si o la depilazione no (intendo ‘laggiù’) e, soprattutto, un piccolo ritocchino sarebbe auspicabile per mantenere le due pallette inferiori (in termini di logistica, non si senta chiamato in causa il sesso forte!) all’altezza (metaforica) del seno (rifatto) turgido e modello K2?

E non rido più. No Signori uomini.

 Non ci tendo ad essere donna con le pAlle! preferisco restare nella mia pElle!

Bene scusate la mia she(ra)menza acuta, figlia degenere dei miei tempi morti in motorino.

SCENDI! VAI A PIEDI, direte voi!

NON CI PENSO NEPPURE, ribatto io! 

 

essere o non essere?

 

 

 

 

 

 

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