Roma, Roma…Roma

 

21 Aprile 753 a.c.

Succede che io mi dimentichi i compleanni e, dunque, per Roma mia questa volta voglio avvantaggiarmi.

Roma, stupenda signora alla quale non chiedere gli anni registrando, però, la sua eterna giovinezza, la sua vitalità coraggiosa a ‘resistere’ allo scempio che di lei si sta facendo in nome del progresso, a causa dell’incuria delle amministrazioni che si sono succedute, del disamore, anche, di chi ci vive e delega ad altri la cura.

Roma, mia città,  adottiva alla quale non rinuncerei per nessun’altra città, neppure New Your che pure amo molto.

Roma e la sua lingua, Roma e i romani, Roma del “giovedì gnocchi e sabato trippa”, Roma delle mie passeggiate sentimentali al Gianicolo, Roma che “nun c’è trippa pei gatti”, Roma “ladrona” dove i ladroni però ce sò venuti dal nord e ci si trovano bene (mannaggia a loro!). Roma che basta nominarla e il suono si arrotonda gudurioso nel palato. Roma: questo è amore.