‘io sono molto dolce!’

spade di luce

foto sherazade – Roma, Parco delle Valli

Wonder Woman:   ‘A volte la forza non deve servire a combattere.’
Wonder Woman:   ‘Tutto okay?’
Shayera:     ‘Sì. Non pensavo avrei avuto bisogno di una giacca dove eravamo dirette. Tu non hai freddo vestita così leggera?’
Wonder Woman:   ‘Per niente!’
Shayera: [Sarcastica]    ‘Certo che no. Le principesse non hanno mai freddo. Le principesse non mostrano mai un minimo di dolcezza nemmeno  all’inferno!’
Wonder Woman:   ‘Io sono molto dolce!’
Shayera:   ‘Sicuro! Non mi sorprenderebbe sapere che tu …’

Perche non provate a improvvisare il seguito?

prenom pumin

 

Per tante ragioni,  mancati versamenti di taluni condomini, certamente per gestione a dir poco maldestra dell’amministratore, Il mio piccolo condominio (4 piani per 3 appartamenti a piano,  è dal 3 dicembre al freddo ed aggiungerei – in questi ultimi giorni – al gelo.     ‘Pare’ che senza preavviso l’Italgas ci abbia interrotto non solo il servizio ma non ce lo riattivi, questo è certo, perché “clienti insolventi e non affidabili!”

Italgas avvalendosi del  nuovissimo, fesco fresco, decreto xxy ha facoltà di interrompere e NON riattivare il servizio peer morosità ma è andata oltre mettendoci  in una black list di cattivi pagatori sicchè soltanto in data 24 dicembre si è trovato un nuovo gestore disposto a darci la fornitura.

Tempi di riallaccio da parte dell’Italgas per consentire al nuovo gestore di fornire il gas metano 10 giorni lavorativi e previo ottenimento di  nullaosta di ‘terzi’  valutato in 90 giorni.          Quest’ultima formuletta mi ha messo in grande allarme e – ovviamente – con le feste di mezzo non ho avuto lumi.         I semplici 10 giorni lavorativi significa non prima del 10/15 gennaio, sperando  che tutto vada per il meglio sulla clausoletta sibillina dei 90 giorni dei terzi (immagino Italgas dalla quale però abbiamo sempre in data 24 dicembre ottenuto conferma di avvenuto pagamento e cessazione di morosità.)

Per il momento utilizziamo con grande parsimonia due termosifoni ad olio e borse dell’acqua calda comprate all’uopo.

Luca

Sally mi guarda

Aiuto

MI chiede aiuto

20160102_204423-1-1-1

Vi assicuro che non è affatto piacevole mentre  cerco di vedere almeno un lato positivo nella mia pelle del viso bella bianca e tesa, il naso che tende al gocciolio, e le guance  arrossate che mi erano valsero quando  ero molto piccola e vivevamo a Torino il soprannome di Pumin ovvero meletta.      Riprende a gocciolare il naso….mannò sono lacrimucce che neppure riescono a scendere del tutto perchè stringo le labbra e penso alla voce di mia nonna che mi avrebbe ripresa :

“Pumin…Pumin… ma che sono questi piagnistei!”

brindisi

Brindiamo…

Il buon cibo per me

 

E’ proprio vero quando si è sfaticati come lo sono io al di là del lavoro dove assomiglio  davvero alla signorina  Rottermaier

pensierosa

mettere insieme la cena e fare sì che sia un minimo appetitosa, ebbene le cose si complicano.

Fondamentalmente,  nonostante io apprezzi moltissimo il buon cibo cucinato e presentato con grazia,  quando è il mio turno il pensiero va prosaicamente alla cucina ridotta a un campo di guerra dove olio, sale e pepe si sono scontrati all’ultimo spruzzo di aceto balsamico  con la cannella sussiegosa e il curry spalleggiato da tutte le altre spezie.

Ebbene? Ho perso il filo…ecco,  poi ci si siede a tavola e ogni cibo seppure con sinceri convenevoli viene ‘spazzolato’ un quattro e quattrotto. Tanto lavoro per …no! Tutto superlativo ma intanto chi ti ridà il pomeriggio passato a spadellare?

Però anche io ho qualche anelito di orgoglio e qualcosa so cucinare benino.  Ne volete una prova?

Sole su Roma ma freddo rigido la sera. Scaldiamoci con una zuppa che mi si dice romanesca.

domani

Zuppa di fagioli e cozze.

Dosi per 4 persone.

°  300 grammi di fagioli (io uso quelli surgelati che non si devono mettere a bagno x ore)

°  Una carota, una cipolla, una grossa patata, un gambo di sedano,  aglio,  un barattolo      di passata di pomodoro, olio qb

°  4 fette di pane casereccio

°  1 kg di cozze

Per il brodo soffriggere le verdure tritate finemente
Aggiungere circa 1 l e 1/5 di acqua con la passata di pomodoro e la patata. Portate ad ebollizione
Versate i fagioli e fate cuore circa mezz’ora a fuoco basso mantenendo il bollore.
Tirate fuori la patata, schiacciatela e rimettetela nel brodo in modo che gli dia consistenza.

Nel frattempo in una padella con poco olio uno spicchio di aglio (dopo averle ben lavate) mettete le cozze. Fatele aprire,  levate ad ognuna il mollusco lasciando però integre (3×4) 12.

Spegnete il brodo, versatevi le cozze sgusciate, lasciate riposare per qualche minuto.

Ponete alla base del piatto fondo una fetta di pane ben abbrustolita versatevi sopra la minestra e guarnite ogni singolo piatto con tre o quattro cozze col guscio, un poco di prezzemolo fresco e un filo di olio.

L'appetito vien guardando

Presentatevi con un buon vino rosso e sarete doppiamente ben accetti.
In vino veritas.

 

 

il lato positivo

Cosa ti manca ? e di che vai cianciando, TU!?

In controluce, invisibile,  tanto da immaginare anche la sedia storta…

invisibile

eppure basterebbe tu prendessi esempio da chi la vita se la gioca a mozzichi…

sssallyal sole

 comunque se per caso avete  perso la bussola esiste anche ‘Il lato positivo’  e ve lo suggerisco con piacere perchè…  oh non fatemelo dire, non fatemi cadere e cedere al solo pensiero di  questo bel tocco di figliolo che è Bradley Cooper tremendamente dolce non ancora provato dall’esperienza di American sniper, e che ti confida:

“Con il giusto stato d’animo tutto è possibile. Credo che spesso restiamo impantanati in questo stato di negatività ed è un veleno come nient’altro.”

Buon fine settimana, amici cari…io vado dl dentista 😦   ovvero ‘riso amaro (cit.

Aggiornamenti :  Insomma, anche questa è fatta! AriBuon fine settimana

La mia ricetta per stare insieme

Le mie ricette sono molto semplici e descritte sommariamente però non è detto che anche io ogni tanto non ve ne renda partecipi.

Questa volta ‘tocca’ al povero pollo al curry , una portata molto diffusa e apprezzata in Asia (soprattutto in India) e negli ultimi anni arrivata anche da noi Italiani. Ci sono vari modi per cucinare il pollo al curry, questo che vi propongo è certamente il più semplice e il risultato è molto simile a quello originario che ho assaggiato in Thailandia….bellissimo viaggio da bissare.

POLLO AL CURRY
Pollo petto 800\ 1 kg (io preferisco il tacchino) a cui vanno aggiunti :
Aglio 2 spicchi Cipolle 2 (circa 200 gr) Peperoni 1 verde (circa 230 gr) Carote 2 (250 gr circa)
Curry 2 cucchiai (20 gr) Mele 2 (circa 400 gr) Pomodori ramati 3 (circa 200 gr) Zucchine 2
Olio di oliva extravergine 40 ml Pepe q.b. Sale q.b. Farina q.b. Brodo veg

Tagliate a pezzetti piccoli come una noce il petto di pollo e infarinatelo soltanto qualche minuto prima della cottura; °° sbucciate le mele e riducetele a tocchetti e per non farli annerire trasferiteli in una ciotola e lasciateli a bagno con acqua fredda e limone; °° iniziate quindi a pulire e tagliare le verdure: i pomodori eliminandone la buccia, le carote spellandole, le zucchine, private le cipolle del rivestimento esterno e tritatele finemente; °° lavate il peperone verde, pulitelo internamente e tagliate anche lui a dadini.

In una padella antiaderente fate scaldare l ‘olio e aggiungete i pezzettini di pollo preventivamente fatti passare nella farina, fateli rosolare per un 15 minuti con l’aggiunta di un cucchiaio di curry; °° metteteli quindi in una terrina mentre nella stessa padella fate appassire a fuoco basso la cipolla tritata aggiungete anche l’aglio a pezzettini o intero.
Aggiungete i pezzetti di pomodoro e un bicchiere di brodo vegetale o di acqua e fate cuore per circa 5 minuti, passati i quali aggiungete i pezzetti di pollo mescolando bene gli ingredienti. °° Fate stufare per altri 15 minuti aggiungendo acqua (p brodo) q.b. per mantenere il sughetto denso e abbondante quindi unite prima le carote poi dopo qualche minuto le zucchine e infine i peperoni continuando ad aggiungere brodo. °° Infine sgocciolate e versate nella padella i pezzetti di mela scolati dall’acqua e limone, salate, pepate, aggiungendo un altro cucchiaio di curry .
Lasciate stufare per una buona mezz’ora. Et le voila.

Il pollo al curry si accompagna con il riso basmati o pilaf o cous-cous ed è il piatto unico che io servo di più nelle cene quando il tempo è freddo e sedersi intorno a un bel piatto di portata fumante rallegra tutti i convitati.
Di convitati io venerdì sera ne avrò una decina e dunque, ça va sans dire…Pollo al curry come piatto forte che mi riesce assai bene (non lo dico io!)

E voi, cuochette o cuochi provetti come coccolate i vostri ospoti, con quali sapori?

Siamo arrivati, quasi, a martedì sera e abbiamo tempo a pensarci e dunque un abbraccio circolare in attesa di altri suggerimenti.

sally a tavola

Sally a tavola, convitata convinta.

Fuga in avanti

Ero convinta, pur facendo ciò che andava fatto, che fosse novembre.
Tutto passato e tutto già lontano.
Non solo e non tanto le foglie morte, il grigiore di Roma che con la pioggia sembra ancora più sporca, la gente incarognita.

autunno
foto sherazade – Parco delle Valli, Roma

rossodisera

foto sherazade – Rosa di sera dopo la pioggia

aspettando
Foto sherazade -Un ultimo relax in giardino

Fuga in avanti sulle note di una canzone che riecheggia nei miei momenti No.

E quando le tue paure si placano
E le ombre rimangono ancora
So che puoi amarmi
Se non rimane più nessuno da incolpare
Per cui non importa l’oscurità
Possiamo ancora trovare una via
Perché niente dura per sempre
Nemmeno la fredda pioggia di novembre….”

…e buonanotte al mondo

Buonanotte

foto sherazade – Sally la dolciissima Sally

languori d’estate

Finché l’Estate ripiegherà il suo miracolo –
Come le Donne – ripiegano – le loro Gonne
(Emily Dickinson)

Fuori piove il sudore del cielo
odore misto di terra e fiori


Nina si voi dormite è stata scritta da Romolo Leonardi, la musica da Amerigo Marino.

Addirittura nell’Ottocento, per la Festa di San Giovanni, a Roma si presentavano tantissime canzoni, oggi lo chiameremmo festival. I più grandi capolavori della canzone romanesca ci arrivano da lì.
Il premio non sempre sanciva la popolarità come fu nel 1891 per “Affaccete Nunziata” che conquistò la sua fama ‘sul campo’.
“Nina, si voi dormite” invece vinse nel 1901, non sono riuscita a rintracciare la versione originale ma questa canzone venne cantanta dai più grandi interpreti della canzone romanesca da Claudio Villa alla grande Gabriella Ferri a Lando Fiorini notissimo stornellatore. Io in assoluto trovo struggente e piena d’amore l’interpretazione che ne dà Gigi Proietti ed era questa la versione che mi era tornata alla mente.

Nina, si voi dormite,
Sognate che ve bacio,
Ch’io v’addorcisco er sogno
Cantanno adacio, adacio.
L’odore de li fiori che se confonne,
Cor canto mio se sperde fra le fronne.

Buon fine settimana a tutti mentre fuori ha già finito di piovere.

Uomini silenziosi

 
Vorrei parlarvi del mio parrucchiere Marco.

Sposetta ancora ignara e felice, appena mamma ‘ci’ trasferimmo in un luminoso attico a Monte Mario alto, ovvero piazza Guadalupe, zona ancora abbastanza residenziale e poco costruita.
In tren’anni è diventata una jungla di cemento: niente più prati, niente più terreni coltivati con le verdure di stagione e le uova veramente a chilometro zero.

Il Bar latteria con qualche bene di prima necessità e quel piccolo negozio di parrucchiere.

Un giovanotto ‘caciarone’ e sua moglie silenziosissima lavoravano con una piccolina in culla dell’età di mio figlio.
Lui si era messo in proprio dopo una solida gavetta presso un parrucchiere di gran fama in via Condotti e lì aveva conosciuto la moglie che a 14 anni era entrata a fare l’apprendista: neppure a lavare le nobili teste ma a guardare, a imparare.

Tre figli. Francesca diplomatasi alle magistrali dopo quasi niente lavoro, poche supplenze nessun futuro negli anni era subentrata nell’attività anche con passione.

Prezzi ottimi, un ambiente a volte troppo rumoroso ma soprattutto prodotti di qualità che io, sempre a fare e disfare dal rosso al biondo alla frezza arancione a quest’ora avrei potuto essere calva senza neppure essere cantatrice. Danno totale. La mia chioma invece è folta e trasferitami da ormai quasi vent’anni a Monte Sacro vecchio, una volta al mese mi sobbarcavo la traversata di Roma e tornavo da Marco. “Un bel ramato?” diceva lui, “No una permanente morbida” rispondevo io. E giù a ridere perché l0unica volta che mi feci la permanente, era un sabato mattina, il pomeriggio era già tornata a tagliarmi i capelli perché nn mi ci vedevo proprio.

capelli corti

I figli sono cresciuti. A suo tempo si erano costruiti una casa fuori Roma, una villetta per tutta la famiglia. Francesca ha già una bambina che ha appena avuto il tempo di conoscere la nonna Anna che è morta di tumore.

Parlavano di chiudere perché il costo della vita ma soprattutto le spese nn davano margine a Francesca di integrare lo stipendio del marito e da parte sua Marco senza la moglie nn se la sentiva di andare avanti da solo.
Ci siamo lasciati a Luglio con gli auguri di buone ferie che avrebbero trascorso, come molti, a casa ma per fortuna in giardino sotto la magnolia che avevo regalato loro all’inaugurazione della casa e che ora è diventata un grande albero.

capellirossi

Ieri come se sentissi qualcosa mi sono messa in macchina e sono arrivata davanti al negozio. Serranda abbassata e un cartello di AFFITASI.

Nel piccolo slargo i due negozi accanto avevano già chiuso da più di un anno. “Voglia di lavorar saltami addosso!” Ma che crisi, nessuno ha più voglia di sacrifici. E così tutti assolti dal disastro che c’era ma era ‘solo’ visione pessimistica (che perdura).
Silenzio e grigiore dell’aria.
Non mi sono accorta che stavo piangendo perché una mano mi stringeva forte lo stomaco.
Si chiude una parte importante della mia vita. Che non era solo di taglio e messa i piega ma condivisione di vita, di discussioni sui figli, di scelte politiche. Di dolori per le persone care che via via ci lasciavano.
Qualcosa di me diventa ricordo e non più quotidianità.

Più tardi telefonerò a Marco, il mio parrucchiere di una vita. Una persona onesta che onestamente ha cresciuto, lavorando, la sua famiglia. Un uomo, forse, come ce ne sono tanti che silenziosamente si chiede

“Ma dove diavolo stiamo finendo?”

Sono lunatica

Il dentista sta procedendo alla devitalizzazione di un mio dente. Ho i nervi a fior di pelle.

Forse ieri sera ho mangiato malamente, ho bevuto molta acqua e lo stomaco vuoto borbottava come se vi sguazzasse una colonia di rane. Silenziosi ruttini mi gonfiavano le guance e la nuvoletta diceva ‘Ma perché mai?’
La bocca increspata in un ghigno da ictus ancora in parte sotto l0’effetto dell’anestesia, invece di tacere mi sono lasciata trascinare in una discussione politica.
Il buon Galateo riteneva (parlo al passato perché non so dove, a prescindere, sia finito il suddetto) suggeriva che a tavola non si dovessero affrontare argomenti di politica.
Esaurita la radiografia al menu’ dopo aver fatto una grande confusione in testa al povero cameriere in giacca bianca, io che mi ero seduta a capotavola, posto strategico se si vuole restare fuori dal ‘Mi passi il vino’, ‘ Mi daresti un po’ d’acqua?’ ‘ Sii gentile un po’ di pane’ ecco speravo di starmene con la mia bocca storta, per dovere di presenza presente ma lontana.
Invece no. Boccaccia mia.

pescetti

Oggi gran festa dei Santi, tutti i negozi aperti, al parco un ‘mare’ di padroni ‘il cane è mio e lo gestisco io’ hanno sguinzagliato cani come bambini maleducati, attaccabrighe e rumorosi. Ogni volta che mi ci trovo in mezzo rimpiango il mio giardinetto ma Sally, l’indomita, se non va al parco me la fa pagare in scomode rate di continue passeggiatine intorno all’isolato. Come fa? Si presenta con il collarino in bocca.

collarinoesiparte

Un bel sole tiepido è riuscito a rasserenarmi estraniandomi dal contesto. Piano piano poi i ‘caciaroni’ sono rientrati per il pranzo e allora niente è stato più piacevole del silenzio e dell’ordine improvvisamente ristabilito.

panchina

Domani è un altro giorno e nel cielo terso sale la luna mi soffermo a guardarla, voi no?
Mi piace la luna. Sono lunatica.

Allunaggio

Buona domenica a chi arriva per tempo altrimenti e comunque buon tutto.

chiedimi se sono felice: oggi mo(l)to!

Il 6 maggio di quest’anno, ed ebbi anche a scriverne qui, “Ci” fu rubata la moto che il pargolo era riuscito a (ri)comprasi (tra me e lui di furti di motorini e moto siamo ‘esperti’) aggiungendo alcune rate per coprire il costo che ha finito di pagare lo scorso mese di luglio. Eccolo qui ignaro del futuro sul suo grintoso  Yamaha T-max 500.

Fortunatamente l’assicurazione ha praticamente rimborsato tutto e le voila nuovamente in sella al suo bolide a due ruote il casco pronto e via a festeggiare aggrappata come un bradipo al suo esile corpo. Felicità impudente e violenta.

Io so che vi chiederete ma perché questo benedetto ragazzo insiste a volere questa motona e questo modello che va – a dispetto di antifurto, catena, e garage la notte – ‘a ruba’?
La risposta è scontata per lui e in qualche modo anche per me. Un ragazzo della sua età minimo si comprerebbe una Smart o un altro modello, lui no, estate e inverno prima motorino e poi moto.
Incidenti da parte sua nessuno mentre da parte di automobilisti sconsiderati alcuni. Lo stesso è valso per me. Dopo l’ultimo furto ho desistito definitivamente.
Qualsiasi sia il mezzo che guidiamo è dagli altri che dobbiamo guardarci e addirittura prevedere le mosse.

Felicità? Oh! lui non lo dava a vedere ma quando l’ho accompagnato a ritirarla gli ridevano gli occhiali! Riuscire e rimettersi in sella e completamente con le sue forze economiche gli ha dato un friccicore e anche a me, un senso di orgoglio, di onnipotenza per quel metro e ottantacinque che avevo covato con fatica, partorito con gran dolore e con tante aspettative e batticuore sempiterno per lui che man mano cresceva.

Giro d’onore e battesimo con aperitivo fino al punto più bello da cui si vede tutta Roma sdraiata, riconoscendone dall’alto ogni riferimento: Lo zodiaco.
La magia di quella vista, il sole vivido,  la figura snella in controluce che si staglia, non so se potete immaginare quell’attimo di sospensione misto a smarrimento (no, non è un sogno) che io ho provato.
Mio figlio. Felicità.

Felicità

Sound truck Blues Brothers http://youtu.be/o_manjmO1N0