Mani di fata

Tra un acquazzone e una grandinata sono riuscita a superare la prova costume anche in virtù di una dieta abbastanza ferrea che mi ha portato a dimagrire invidiabilmente di circa 600 grammi.
Un colorito nocciolino ha tra il vedo e non vedo regalato una vernice di buona salute che ha giovato alla scollatura, su cui inciampano soprattutto sguardi maschili, e alle ‘belle spalle rubate all’agricoltura’ così come mi veniva rinfacciato ad ogni cattivo voto.
Sdraiata sul lettino al sole, trattenendo un poco il respiro, le gambe leggermente sollevate faccio la mia figura che poi per quanto soggettiva possa essere è passabile.

Qualche rotolino ci stà ma alla fine nessuno è perfetto e comunque molte donne (e anche uomini) sono infelici perché stare a dieta è uno dei castighi peggiori al mondo , sì, in quella parte opulenta e bacata del mondo che spende molti soldi per non mangiare.

Uff che pallette!
no, volevo dire polpette!
o meglio ancora :

Polpette di tonno in salsa di zucchine

Ingredienti per 4 pp: 200 gr. di tonno sgocciolato; 250 di patate lessate; 150 gr di ricotta; ! zucchina di media grandezza; 3 cucchiai di olio extravergine; un po’ di rucola, qualche foglia di menta; sale e pepe bianco.

Lessare la zucchina intera per 8 minuti, scolatela senza eliminare l’acqua di cottura e fatela intiepidire. Quindi tagliatela a tocchetti e riducetela in crema col il frullatore insieme alle foglie di menta, un po’ dell’acqua di cottura mescolandovi quindi l’olio il sale.

A parte schiacciate le patate sbucciate, mescolateci insieme il tonno spezzettato ed amalgamate bene ; aggiungete la ricotta e la rucola tagliata finemente con un pizzico di sale e pepe.

Con il composto formate tante piccole polpette rotonde da servire in un piatto di portata che a me piace sguarnito con altri contorni a parte, così come a parte sarà la salsa  di zucchine a far bella mostra in una ciotola ,diciamo, cinese!

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Un’altra variante potrebbe essere quella di passare le polpette nel pangrattato e mettere nel grill per 10 minuti. Ci sarebbe anche la versione ‘fritta’ ma meglio sorvolare. Comunque a voi scegliete come preferite.

Fidatevi, un secondo fresco, appetitoso e niente affatto pesante. Il piatto giusto per poi chiudere in bellezza con una coppetta di gelato o…no non ve lo dico, è eccessivo! Massì mi riferivo a una bella fetta di crostata di albicocche con marmellata casalinga appena fatta con poco zucchero meravigliosa anche a colazione sulle fette biscottate.

Mani di fata! Se mi ci metto ho le mani di fata.

Elogio della gentilezza

Tenerezza e gentilezza non sono sintomo di disperazione e debolezza,
ma espressione di forza e di determinazione.     Khalil Gibran

«Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza»: è una celebre frase del Che a dare il titolo alla sua biografia scritta da Paco Taibo II utilizzando lettere personali e pubbliche, testimonianze, diari e documenti inediti conservati negli archivi di Cuba.
Questo è il libro che mi viene in mente partendo dal suono della parola. Tenerezza.

Mia madre era una donna tenera e gentile, io ho imparato da lei e mio figlio è gentile. Tante persone sono gentili e sanno esserlo sempre.

Il sor Renato il meccanico che, saputo che mia madre ogni domenica delle Palme mi regalava un rametto d’ulivo e che con la sua morte questo rituale mi mancava, ogni successiva domenica delle Palme mi faceva trovare immancabilmente un ramoscello d’ulivo sul parabrezza del motorino.
MI a amava il sor Renato? No, era una persona gentile.
Adesso che anche lui non c’è più io continuo a trovare il solito rametto di ulivo. Sapete chi è l’artefice di questa gentilezza? Il falegname! Forse a suo tempo ne avranno parlato.
Dunque il falegname con il quale a volte ci scambiamo un caffè e due parole mi ama? No siamo soltanto due persone gentili.

Quando di questa stagione, comprando il cocomero bello freddo ne portavo una fetta alla signora centenaria del terzo piano che non usciva da anni e viveva sola con la badante, l’amavo? No, non l’amavo ma le prodigavo un gesto gentile.

Mio figlio oggi è arrivato a casa verso l’una perché aveva dimenticato il portafoglio. Avevo comprato un etto di mortadella ‘per le emergenze’ e un pezzetto di pizza bianca. Cuore di mamma che lo a.m.a gli ha preparato una pizza ripiena saporita che lui si è portato via.
Quando dopo un’ora mi arriva sul cellulare un emoticon sorridente e un Grazie! mio figlio ha compiuto un gesto gentile perché avrebbe potuto anche sorvolare.
Oppure quando la domenica portava alla nonna il cornetto caldo e i giornali? Un gesto d’amore ma certamente anche gentile.

Amore. Tutti ci riempiamo la bocca con questa parola su cui gravano le aspettative dell’universo mondo.
Abbiamo anche imparato, come nelle commedie americane, a sciorinare sequele di ‘Ti amo’, ‘Anchio ti amo’ e poi?

Ma davvero il mondo ha bisogno di tutto questo amore che, onestamente, è impossibile provare per tutti senza distinzione?

‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ oh bella! e noi quanto ci amiamo?
‘Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te’ ecco! qui vedo maggiore coerenza. Non chiedo amore universale ma  tenerezza, rispetto, gentilezza.

Nel mondo c’è bisogno di gentilezza e se poi c’è o non ce l’amore, l’amore che indirizziamo a persone speciali, certo, per noi cambiano molte cose.  Ma non illudiamoci che l’amore così come lo vagheggiamo noi sia panacea ad ogni male.  L’amore, questo genere di amore non è onnicomprensivo, va e viene, fa bene e fa anche molto male. Noi lo sappiamo e accettiamo il gioco.

Datemi retta, al nostro prossimo mettiamo a disposizione tutta la gentilezza dicui siamo capaci e sforziamo a rincarare la dose: non basta mai.

E’ molto più difficile essere gentili che parlare d’amore a vanvera.

vampate tremule

Dove sono volate le colombe e dove si sono insediati gli ovi e gli ovetti di cioccolato che abbiamo ingurgitato (ammettiamolo foss’anche con gli occhi) in questi giorni di resurrezione della carne?
Anatomia di un delitto che è andato consumandosi sotto gli occhi di tutti oppure in separata sede, per mantener desta una tradizione che quanno c’è da magnà, ‘inzomma, ce sta tutta.
Ammettiamolo l’accumulabile è finito nelle cosiddette maniglie dell’amore che poi sarebbero quelle degli uomini perché a noi donne scendono più giù, diciamo vanno a impinguare il deretano. O arrotondare i fianchi e li rende torniti e sodi affatto acchiappabili.
Si scompigliano i giochi ed i seni unico timone a mantenere la rotta.
Eppoi non c’è niente di più fuorviante nel dire che i pensieri libidinosi si accoppiano con maggiore fluidità se supportati dal cibo, no! l’afrodisiaco non c’entra affatto se il partner non ci mette del suo.
No! non quel del ‘suo’ che penseranno facendo l’occhiolino i lettori maschili, io parlo di savoir faire, di affascinazione, di magia di colori perché poi ci pensiamo noi donne a sdrammatizzare con un ‘oh mio ddio non mi ricordo niente’ e sappiamo benissimo che tutto resterà se(o)gnato.

Lasciami sciolte le mani
e il cuore, lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione – sangue, fuoco, baci –
m’accende con vampate tremule.
Ahi, tu non sai cosa significa questo!
(……)
Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solamente ti desidero, io solamente ti desidero!
Non è amore, è desiderio che inaridisce e si estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell’impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra –
come io son venuto per contenerti,
e desiderarti,
e riceverti!
Pablo Neruda

Ricreazione

 

 

Suvvia! Ricreazione dopo il primo, faticoso, giorno di scuola! Con buona pace di Maria (ora pro nobis)  StellaStellina ..il mio sguardo s’avvicina.. vampiresco a cotanto invitantissimo culo di maschio, e plana su quella voglietta lì,  proprio li,  per essere mordicchiata.

Convola a nozze? Che sarà mai? Non tutto è perduto io lo seguo senza perderlo d’occhio.

Ma poi,  siccome vi so donne e uomini di CULtura,   ripropongo questi pochi  versi di un poeta che scrivendo d’amore ci ha fatto sognare (come me ora).

Magnificat anima mea..

 Il culo

Il culo, che meraviglia.
È tutto un sorriso, non è mai tragico. ….

Il culo si diverte
per conto suo. E ama.
A letto si agita. Montagne
s`innalzano, scendono. Onde che battono
su una spiaggia infinita. ..

Sfere armoniose sul caos.

Il culo è il culo,
fuori misura.

Jacques Prevert

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