I diseredati della terra

Il violentissimo terremoto, 8.2,   che il 13 novembre ha colpito la Nuova Zelanda ha devastato la zona costiera di Kaikoura, provocando frane e smottamenti e distruggendo uno dei paradisi naturalistici più belli e selvaggi del mondo. Fortunatamente i morti accertati non arrivano alle dita di una mano. Non altrettanto fortunati gli animali coinvolti e sconvolti.

 Oggi che tutto arriva ovunque e in contemporanea molti di noi sono restati attoniti di fronte al video delle due mucche e di un vitellino isolati sopra un lembo di terra contornati da un’ampia voragine. Si sente il rumore dell’elicottero, il vociare concitato, forse queste mucche ed il vitellino verrano, debitamente imbracate, portate in salvo a scapito di quanti che saranno morti o moriranno.

Ecco subito il parallelo con il ‘nostro’ altrettanto recente e rovinoso terremoto di ‘Amatrice’  del 24 agosto (e successivi) ma che in realtà denomina una vasta area circostante. I morti sono stati moltissimi, si parla di 292 morti e molti feriti.

Queste sono zone di grandi e piccoli allevamenti di mucche o maiali per la produzione di formaggi e di insaccati prelibati. Animali che raramente vivono all’aperto ma che vengono trattenuti al chiuso stretti in angusti abitacoli ed è lì che si trovavano al momento della prima grande scossa di Amatrice.

Impossibilitati a fuggire come in natura avrebbero fatto. Fuggire come Bambi e tutti gli animali della foresta all’ arrivo del fuoco, liberi,  morire da liberi.

Tanto dolore per degli animali destinati ad una vita grama? E i  bambini e i vecchi? E tutti gli altri esseri umani?

Vero ma l’uomo ha un’intelligenza superiore il bambino anche se solo, un vecchio, fanno tenerezza vengono soccorsi immediatamente,  sono in grando di accogliere amore e compassione, accettare l’ineluttabilità dell’evento.

Ma un animale? I nostri più vicini compagni di allegria o solitudine, a loro che si ritrovano soli e spersi cosa raccontiamo e chi?

So di avervi ratttristato e vi prego di perdonarmi dopo esservi soffermati un attimo su questi grandi occhi che ci guardano. ‘I bambini ci guardano’ era il titolo di un bellissimo film  di Vittorio de Sica, e lui? lei? ci guarda e non vi è rimprovero ma solo richiesta d’amore.

(foto dal web)

Finchè la barca va. . .

“QUI non c’è niente“

Niente per noi, che ci siamo nati: figurarsi per gli altri”.

Leggo Ezio Mauro su La repubblica:   “Potrebbe finire sui manuali di storia dei nostri anni complicati questa frase di una cittadina italiana, probabilmente moglie e madre, abitante della frazione di Gorino sul Delta del Po che ha partecipato al blocco stradale del suo paese per impedire l’ ospitalità di dodici donne immigrate coi loro figli nell’ostello requisito dal prefetto.”

Presa di posizione incresciosa ma volendo rendermi conto di un po’ di cose  scopro che:

“Il Rifugio è situato a Gorino Sullam nel cuore naturalistico del Parco del Delta del Po, in un villaggio di pescatori, nelle vicinanze di una spiaggia selvaggia, della Sacca di Scardovari e dell’Oasi di Ca’ Mello.

foto dal web

È il punto d’appoggio perfetto per una vacanza “slow” e “green” alla scoperta di ambienti caratteristici come dune fossili, fiumi e golene, valli, lagune e canneti e di una grande varietà di uccelli acquatici, che trovano qui il loro habitat ideale. … La struttura dispone di 32 posti letto suddivisi in 9 camere da 2 fino a 6 posti, ognuna con servizi in camera. “

Ecco di questo Ostello si parla e allora  mi permetto di intervenire e soffermarmi su ‘‘ostello requisito dal Prefetto” cne avrebbe voluto «che i cittadini di Gorino avessero visto di cosa si trattava.”

Tuttavia costoro come avrebbero potuto sapere se nessuno li ha resi partecipi?  E poi perché proprio a Gorino e nell’unica struttura attiva del luogo?

Questa è la strategia dei colpi bassi del Potere: Si fa presto a dire.

Non voglio credere nell’egoismo fine a sé stesso e mi piace pensare che questi cittadini ‘senza cuore’ di Gorino certamente una camera l’avrebbero volentieri messa a disposizione, forse anche due ma – ritorno sul punto – se non vi è coinvolgimento e soprattutto fiducia nei propri governanti – con quale spirito si affrontano le emergenze?

“Le straniere – prosegue Ezio Mauro –  sono state dirottate in tre altri centri del Ferrarese,  il paese di Gorino continuerà a non ospitare nemmeno un immigrato, la protesta ha vinto. . . .Tutto come prima? Non proprio.  Quella frase dimostra che dall’egoismo del niente può nascere una vera e propria guerra per il nulla in cui viviamo. Che ci angoscia, ma che non vogliamo dividere con nessuno.”

Il  ‘nulla’ di cui filosofeggia il direttore Mauro sicuramente non corrisponde alla concretezza del nulla dei cittadini di Gorino.  Finiamola con gli inutili esercizi di buoni sentimenti, con questo buonismo che per crescere ha sempre bisogno di colpevolizzare l’altro.

Ecco, per me l’unica soluzione,  al di là delle divisioni politiche,  è gestire al meglio questi fenomeni con cui dovremo confrontarci ognuno per la sua parte ma sopratutto coloro che occupano posizioni di governo e possono e devono agire  in  assoluta trasparenza,  onestà e competenza.  Tutte cose di cui questo Governo (e questo abbiamo oggi)  difetta.

Finchà la barca va …

primo paragone

Buon quasi fine settimana da Sally bambina

Noi donne

Torino – Assediato dai debiti uccide la moglie a martellate e poi si impicca.

Femminicidio, in Italia uccisa una donna ogni tre giorni

 La Cattiva notizia e che nel 2015 sono state 128 le donne uccise in Italia, prevalentemente dal marito o dal compagno.  La buona che il dato è in calo del 6,57 per cento rispetto al 2014, quando si contavano otto omicidi in più.

I dati del Viminale, aggiornati al 22 dicembre2015,  evidenziano che sui 411 omicidi totali nel nostro Paese, il 31,13% vede come vittime donne.        Questa  tuttavia  è solo la punta dell’iceberg perché  prima di arrivare all’omicidio si registrano  :

6.945 atti persecutori a danno delle donne,

3.086 casi di volenza sessuale e ben

6.154 casi di percosse.   Inoltre sempre nel 2015 si sono verificati

1.198 ammonimenti del Questore (in calo del 3,68% sul 2014) e

217 allontanamenti (-16,54%)

Presto la mia collaborazione gratuita da molti anni ad un Centro antiviolenza e posso dire che molte delle donne che arrivano da noi lo fanno quasi sempre  piene di vergogna e con un senso di colpa dopo anni di vessazioni psicologiche e fisiche sempre più gravi.         Moltissime donne tacciano e subiscono violenze fino a quando non vengono ammazzate. Ma in molti casi è solo con la morte che emerge un pregresso di  anni e anni di vero e proprio martirio.  Un martirio che assai poco ha a che fare con la  beatificazione postuma  ma che viene subito nel tentativo di salvaguardare i figli o  ricucire con proprio uomo un rapporto ormai degradato a una sorta di sindrome di Stoccolma.

Eppure  alcuni osservatori non esiste alcuna emergenza, anzi, è “propaganda”.

collarinoME!

Linda Laura Sabbadini ex dirigente  responsabile  del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali dell’Istat sino all’Aprile 2016 all’interno di una intervista dice:

domanda :  Cosa risponde a coloro che obiettano che gli uomini vengono comunque uccisi in misura maggiore delle donne?

“Che è vero e non solo in Italia. Ma gli uomini vengono uccisi da altri uomini per motivi differenti, spesso per criminalità organizzata. Le donne, invece, vengono uccise in quanto donne, mogli, fidanzate, ex compagne. Per contro la percentuale di uomini uccisi dalle loro compagne o ex compagne è bassissima. Per questo dobbiamo parlare di un fenomeno fortemente connotato e strutturale che trae le sue origini dallo squilibrio nei rapporti di genere.”.

Non è un post allegro per augurarvi un buon fine settimana e me ne scuso però quando sento qualcuno asserire che noi donne siamo ‘piagnucolose’ e pretestuose e che abbiamo chissà quanti vantaggi e  che alla fine poveri uomini! Anche loro hanno i loro bei problemi di sopravvivenza,  allora mi sento ribollire.

Perché non amarsi senza ruoli nel rispetto reciproco?

Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo
questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientata…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano, e stringila forte
prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e
non lasciarmi andare… mai…
(Herman Hesse)

foto sherazade2011

l’origine del mondo (e la sua fine)

L’Origine del mondo

loriginedelmondo

opera, datata 1866, del pittore Gustave Coubert, commissionata dal ricco signore turco, dopo essere passata di mano in mano trovò riposo nella raccolta dello psicanalista Jacques Lacan.  L’assurdo di un’opera famosa ma poco vista poiché lo  stesso Lacan teneva il quadro appeso dal retro per non offendere la presunta sensibilità dei pazienti. Con il lascito da parte degli eredi dello psicanalista al museo d’Orsay nel 1995 l’opera divenne pubblica e  dunque visibile a tutti.

Non riconosciuta da FB quando il critico d’arte  Vittorio Sgarbi postò sul suo profilo se stesso davanti all’opera. 24 ore di stop poi il Libro faccia dovette riconoscere  l’opera d’arte in quanto tale e non già come visione pornografica.

Ma non è finita. Nel 2014 Debora de Robertis ‘art performer’ lussemburghese pone in essere una sua esibizione proprio al museo d’Orsay di fronte al quadro, abito color oro a simboleggiare la cornice e con lacrime dorate dipinte sul viso:

“Je suis l’origine

Je suis toutes les femmes

Tu m’a pas vue

Je veux que tu me reconnaisses

Vierge comme l’eau

Creatrice du sperme”

Queste frasi ripetute all’infinito:   ‘Sono io l’origine/ sono io tutte le donne / tu non mi hai vista  / io voglio che tu mi riconosca / pura (vergine) come l’acqua / creatrice di sperma’…   e per sottofondo l’Ave Maria di Schubert.

Cosa si intende realmente per  nudo artistico e la pornografia che cos’è pornografia?   Un filo sottile e invisibile oltre il quale si viene catapultati in un mondo o nell’altro.

E allora?  serve avere una precisa idea e definizione di noi stessi senza lasciarsi  condizionare dall’opinione pubblica, dai mass media, dai famigerati social perché alla fin fine non è necessario esserci,  esibirsi per esistere:  a volte – i fatti di cronaca ce lo dimostrano – meglio vivere un po’ più a margine del clamore dei

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Amarsi un po’

Corpi scultorei seminudi esibiti sulle spiagge, in tutti i luoghi di villeggiatura oppure fanno mostra si sé nelle città. Non si possono non vedere.
Il corpo, il nostro corpo, lontano dalla sua essenza, vissuto attraverso lo sguardo degli altri. Se ne accorgono con un brivido di onnipotenza le giovani donne quando il loro corpo appare per la prima volta ‘appetibile’, conquista consensi e diventa oggetto di desiderio, condizione di vita.

Il corpo usato come grimaldello. Le pesanti diete, gli esercizi fitness massacranti, l’ossessione per la propria forma, gli interventi di chirurgia estetica per modellarlo adattandolo a stereotipi sociali, ne sono un esempio evidente. Non è più un fenomeno soltanto femminile perché oggi, lo dicono le statistiche, donne e uomini quasi si equiparano in questa rincorsa ossessiva alla forma e in subordine alla giovinezza perché è nella giovinezza che il corpo riflette il gradimento sociale.

Non ci vuole lo psicoanalista per capire che certe trasformazioni tramite chirurgia estetica a cui si sottopongono i corpi femminili e maschili non rispondono affatto al criterio dell’abbellimento in sè, ma a quello di una sua radicale metamorfosi al fine di renderlo il più possibile simile a quello che l’immaginario, sopratutto erotico, esige.

Ed è sempre attraverso il corpo che si esprimono le proprie insoddisfazioni, sanguinano le ferite dell’anima, striscia il bisogno di essere amati ‘oltre’ cosicchè le rivendicazioni si manifestano nelle grandi obesità o nelle forme gravi di anoressia o, ancora, nel distruggere le fattezze del corpo con protuberanze, piercing, attraverso operazioni chirurgiche che lo stravolgono, lo rendono mostruoso, e attirando l’attenzione provochino angoscia.

Un argomento pesante, indigesto, motivato da due situazioni diametralmente opposte.

Il corpo stratosferico e ‘pompato’, visetto alla Barbie,  della modella Kriz Jonasdottir che pare abbia spopolato agli europei di calcio

E la tennista francese Marion Bartoli, vincitrice a Wimbleton nel 2013(riconosciuta per le sue ‘rotondità) che è arrivata a pesare meno di 45 kg per un’altezza di 1,70cm

 

Esiste un modo diverso di piacersi? Di farsi accettare?

Credo di sì: amarsi un po’.

Mio fratello che guardi il mondo

Avevo in mente una deliziosa ricetta fresca fresca perché qui a Roma il tempo si è messo al molto bello e viene voglia diccose stuzzicanti…  Rimandiamo perché un ronzio occupa la mia testa da un paio di giorni e devo sapere cosa ne pensate voi.

Mi giunge notizia di un nuovo follower  su Twitter. Bene,  mi fa piacere perché per seguire me che sono abbastanza incostante ci vuole coraggio.  Vado a vedere il profilo e la pagina del baldo giovinotto del 1992  e sì, insomma leggo:

“Pretendo per tutti noi un’#Italia migliore, forte, giusta, onesta, sicura, meritocratica. E voglio crearla, arrestando crisi e decadenza.”

Idee chiare che esprimono buona volonta e determinazione.  Vado oltre ed ecco una sua risposta ad un altro tweet:

“Chi è quello scemo che sceglie di combattere per il proprio Paese quando all’estero gli danno vitto e alloggio gratis?”

Non mi sento di tacere e controbatto:

reny ‏@renyrome  1 lug   “Forse non  le donne forse i bambini forse i vecchi forse i perseguitati? Brutta bestia il qualunquismo..”

 

@renyrome     “Il qualunquismo lo fa lei. Son tutti vecchi, tutti bambini o donne? A me non pare. Non dimentichi, esistono donne combattenti”

‘Esistono le donne combattenti’! Ecco cosa mi era sfuggito o cosa sfugge ai più,  le donne combattenti. Purtroppo noi, in Italia, siamo più avvezzi alle donne combattenti tra le lenzuola dei potenti o dei taroccati piuttosto che a quelle col kalashnikov.

Noi siamo ancora in grado, per nostra fortuna, di piangere una  singola donna oltraggiata dal ‘suo’ uomo proprio perché non ha saputo combattere.

Ora questo scambio  ad alto livello avveniva tra gli ultimi due gravi atti terroristici quello all’aereoporto di Istambul ( poca roba ormai siamo abituati ai morti al sangue, alla disperazione, alla paura…quella degli altri, all’ora di cena, prime time).

 

E’ possibile un mondo diverso? Questo mi sto chiedendo da tre giorni se il pensiero striscinate che si insinua è ‘restatevene a casa vostra, furbastri?

E  provocatoriamente penso anche ai nostri giovani, ai tanti  ‘cervelli in fuga’ che supportati dalle proprie famiglie partono a cercare il loro futuro altrove, non si può dire anche per loro che sono dei codardi e che dovrebbero restare e ‘combattere’ per la loro Patria?

due vite a confronto

Il cane è ‘come’ un bambino ma  non ‘è’ un bambino.   Nessuno impone di tenere (prendersi cura di) un cane ma se decidi diventa un obbligo.

Il cane non è un bambino e il nostro amore per lui non deve sconfinare nell’ ‘umano’ anche se nei fatti un cane di piccola taglia ti porta a coccolarlo, sbaciucchiarlo o farlo dormire sul letto.

Il cane non è un bambino ma come tutti i cuccioli acquisisce maggiore apertura mentale e interagisce più o meno a seconda dell’ambiente e dal modo con cui viene coinvolto.

due

foto dal web

Ho sempre vissuto con i cani e nella nostra famiglia ce ne sono stati molti.    L’unico difetto di ‘fabbricazione’ è che i cani hanno una vita media di 10/15 anni.

Nessuno è stato da me  vezzeggiato come la Sallyina :

amorosa one sally

l’ultima arrivata nel momento in cui la mia vita prendeva un ritmo meno frenetico e le nostre passeggiate quotidiane al parco sono qualcosa di bello che non ho mai potuto destinare né a mio figlio né al nostro cane di allora Golia

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entrambi costretti durante la settimana a orari rigidi e brevi passeggiate. Ci si sbizzarriva i giorni di festa.

Il cane non è un bambino ma è un compagno imprescindibile per molti di noi e per i motivi più svariati senza mai essere (in genere) un surrogato ad altre assenze. Amare il proprio cane non esclude anzi amplifica nell’educazione di un bambino la sensibilità e il rispetto dovuto agli altri.

I cani non sono bambini ma i cani maltrattati, quelli rinchiusi nei canili lager sui quali lucrano tanti ‘cristianucci’  hanno lo stesso sguardo dei bambini abusati nella vita e nelle pubblicità pietistiche che passano invariabilmente a ora di cena.   Siamo fortunati noi in questa parte del mondo, lo siamo un po’ di più, senza eccedere, in alcuni ambiti ma il mondo non lo salviamo se mettiamo anche un filo di olio extravergine nella zuppa del nostro cane.

cane

foto dal web

Domenica di pioggia torrenziale a Roma.    Eppure tra una goccia e un gocciolone una schiarita ed allora ’liberi tutti’ il parco si è riempito di vita.   Mentre Sally  mi zampettava fianco  incrocio un vecchio obeso  dai lineamenti arcigni, un bimbetto sui sei anni per mano, che vedendomi  bofonchia :

“Ah tutti con ‘sta mania de’ cani …pensassero un po’ ai cristiani e ai bambini che muorono de fame”.     Io che naturalmente nata per non farmi mai i fatti miei  gli chiedo subdolamente:

“Scusi ma che sta dicendo?” e lui di rimando:

“Lo ha detto anche oggi il Papa… tutti maniaci”.

A casa mi documento e scopro quel che Papa Francesco avrebbe detto all’Angelus :   “La pietà non va confusa con la compassione per gli animali che vivono con noi, accade infatti che a volte si provi verso animali e si rimanga indifferenti di fronte alle sofferenze dei fratelli”.     “Quante volte  vediamo gente tanto attaccata ai gatti ai cani, e poi lasciano senza aiuto la fame del vicino e della vicina? No, per favore no”.

Santo Padre, rispondo io, quante volte non saprei ma questa lezione a me non sembra ben impostata.

Un cane non è un bambino ma come un bambino non chiede di essere messo al  mondo.

sally3

Sallyina a due mesi

Ps. Naturalmente io parlo di cani ma il discorso si estende a tutti gli animali di compagnia di cui molti abusano.    Il discorso sugli animali da allevamento, gli animali da laboratorio principalmente  cani, maiali, scimmie e cavie sono un orrore perpetrato ogni giorno e su questo Santo Padre  è meglio tacere?

 

Tat twam asi

Scrive Hesse:”…tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine è linguaggio e colorato geroglifico…sono fratello di tutto ciò che ammiro e che sperimento come mondo vivente; della farfalla, dello scarabeo, della nuvola, del fiume, dei monti; perché lungo il cammino dello stupore sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell’unità, dove una cosa, una creatura, dice ad ogni altro:

“Tat twam asi” (Questo sei tu)

“Tat twam asi”…
“ ..sì, ma (io)cosa?”

Vicovaro

L’Aniene all’Oasi del Vivaro, Roma ( gennaio 2016)

At these pictures of you

That I almost believe that they’re real

I’ve been living so long

With my pictures of you

That I almost believe

That the pictures are all I can feel

 

Sesso e amore

 

“L’amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta il sesso può suggerire delle ottime domande”.   Woody Allen

UNO A 17 punti = GINNICO
“Per voi il sesso è la migliore ginnastica che esista. E’ l’unico “sport” che vi dà intense emozioni senza comportare rischi (del tipo parapendio, rafting..)
Nella vostra concezione di benessere il fisico è predominante: quando il corpo è soddisfatto lo è anche la mente…”

“Il sesso è l’arte di controllare  la mancanza di controllo” P. Coelho

TRA 18 e 33 punti = BENEFICO

“Il sesso per voi è un meraviglioso modo di tenervi in forma: è una ginnastica che tuttavia deve coinvolgere anche lo spirito Infatti la forma fisica che sognate è uno stato di grazie che fonda corpo e spirito pur non disdegnando un corroborante piacere.”
(risisi evvisa il corroborante piacere: una seduta di palestrina e una sdraiata (?) tutta sesso).

“La differenza tra l’amore e il sesso è che il sesso allevia le tensioni e l’amore le provoca.” Woody Allen

OLTRE 33 punti = MAGICO

“L’erotismo per voi è un gioco sottile, uno scambio complicato. Non siete portati a pensare che tenga fisicamente in forma e non credete abbia un ruolo nel benessere, mentre siete certi che una buona intesa sessuale sia segno di benessere di coppia.”

 

“Dunque il sesso come fonte di vita e la vita come riproduzione dell’armonia. Il gesto sessuale, come gesto di creazione dove non ci si impiglia, come da noi, in nascite o aborti, ma dove in un punto si celebra il senso del cielo, della terra e delle diecimila cose che in composta armonia abitano il cielo e la terra. Perché noi occidentali crediamo nelle stelle e negli oroscopi che cadono dalle stelle e abbiamo dimenticato che i nostri gesti lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce, il loro giro? Il gesto dell’uomo crea armonia o disarmonia nell’universo e il nostro sesso, da gesto che compone, può diventare dissolvenza non tanto di noi, ma del cosmo che non ci ignora.”    Umberto Galimberti

Tutto un altro selfie

Accademia della Crusca – 2012
Definizione di selfie : fotografia scattata a sé stessi, tipicamente senza l’ausilio della temporizzazione e destinata alla condivisione in rete.
…. è stata recentemente registrata come neologismo (agosto 2013) ed eletta “parola dell’anno”dagli Oxford Dictionaries.

Dizionari Zanichelli
L’autoritratto fotografico esiste da quando esiste la fotografia, ma la sua più recente incarnazione, il selfie, ha solo una decina d’anni di vita e deve la sua straordinaria fortuna all’avvento della fotocamera digitale prima e degli smartphone dopo. Grazie alla sofisticata fotocamera frontale di cui è dotato il cellulare, oggi basta un attimo per fare un autoscatto, modificarlo e postarlo su un sito di social media.

Selfie nasce da self (come self portrait) più il suffisso –ie che, come l’alternativa –y, si usa in inglese per formare parole del linguaggio infantile o comunque di registro informale con una connotazione affettuosa. Dunque biscuit diventa biccy, barbecuebarbie, drink drinkie e così via
Tanto che sulla falsariga di selfie abbiamo il legsie (selfie delle gambe), l’helfie (dei capelli) e il belfie (del fondoschiena)

Il primo selfie di tutti i tempi: l’autoritratto di Robert Cornelius (1839)
Il debutto del box camera portatile Kodak Brownie nel 1900 ha portato la tecnica dell’autoritratto fotografico a diventare una soluzione più diffusa. Il metodo era solitamente accompagnato dall’uso dello specchio e consisteva nello stabilizzare la fotocamera o su un oggetto vicino o su un treppiede mentre si inquadra tramite mirino nella parte superiore della scatola.

E se poi i nostri giovinetti presuntuosi dovessero pensare che loro è lo scettro della ‘modernità’ ebbene facile smentirli dando loro la prova provata della 13dicenne granduchessa Anastasia Nikolaevna, che , appunto, a 13 anni, è stata una delle prime adolescenti a immortalare la propria immagine utilizzando uno specchio per poi inviarla ad un amico nel 1914

Foto Anasta
e nella lettera che l’ accompagnava candidamente scriveva : “Ho scattato questa immagine di me stessa guardandomi allo specchio. E ‘stato molto difficile dal momento che le mie mani tremavano.”

Ma non c’è dubbio che la storia dei selfie debba buona parte della sua popolarità ai social network.
Nel 2013 la parola “selfie” è entrata ufficialmente nella versione online del dizionario Oxford English ed in seguito proclamata “parola dell’anno”.
Come ho detto, il suffisso –’ie’ rende una parola graziosa e mitiga l’associazione a selfish cioè “egoista” e “narcisista”,  anche nascostamente evidente nell’utilizzo di questo tipo di foto.
Farò  un parallelo, solo apparentemente un non sense, tra ‘selfie’ e ‘onanismo’ definito dalla enciclopedia Treccani :
“onanismo s. m. dal nome di Onan, personaggio biblico che, avendo sposato, secondo la legge del levirato, la vedova di suo fratello, evitò, disperdendo il suo seme mediante la pratica del coito interrotto, la nascita di figli ….. nell’uso corrente, sinon. improprio di masturbazione…in senso figurato : Compiacimento narcisistico di sé stesso…”
Allora tutto questo lungo panegirico,  neppure troppo esaustivo perché per chi fosse interessato Wichi è fonte inesauribile,  per arrivare al dunque e cioè che tra la Granduchessa e il suo selfie e il 2013 in cui venne ufficializzato il significato attuale di selfie,  in mezzo c’è dagli anni ’50 in poi lo slang non troppo forbito della gioventù americana che guardando una foto di donna più o meno svestita,  ammiccante o esplicitamente scostumata – ebbene – in tutta solitudine si faceva un selfie ! E selfie sia !

BidYhmzIMAA-Zp2
dopo cena

foto sherazade et Sally