Infinità finita

 

Ha una sua solitudine lo spazio,

15 - 1

solitudine il mare

e solitudine la morte – eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:

unnamed
infinità finita.

Emily Dickinson

(foto sherazade2011)

Frivolezze di donna

Mentre procede il mio ruolo, assai tenero, di madre surrogata del Cornacchiotto…

io vi racconto.

Presa dall’allegria di un assaggio di calda, forse troppo calda primavera, come ogni donna che si rispetti (rispetti?), un po’ vanesia e un po’ spendacciona (ma anche questi sono massaggini dell’ego) mi sono lasciata incantare ed ho fatto incartare questo per me delizioso scamiciato di maglia di cotone blu notte.

scamiciato

Carnagione pallida di corsa un fine settimana a Ponza

Ponza

Pose languide perche il sole mi penetrasse dolcemente, viso proteso per un lungo bacio di quelli che poi scuoti i capelli e ti senti una leonessa.
Niente di tutto ciò a Ponza vento a mille impossibile resistere ma a dispetto della natura un accenno dorato coloriva le mie gote.

Rientrata a Roma dopo giorni di pioggia e freddo marzolino ricompare il sole, passeggiata pomeridiana con Sally e voilà in uno slancio di fiducia mi lascio intenerire da questi sandaletti di cuoio che ‘proprio mi mancano’.

sandali fratini

Non si gioca ad armi pari con la natura un po’ snaturata di queste nuove stagioni che non seguono più il loro corso e il risultato di questo pomeriggio eccolo!

parco delle valli

E siamo solo a lunedì.

tutte le foto sono di sherazade.

Pioggia di mezza estate

Il cielo di Roma dopo la pioggia

Il giardino lavato dalla pioggia

Le considerazioni di Sally sulla pioggia

Dreaming California (basta con la pioggia)

…o  il mare dal terrazzetto di Ponza, senza pioggia

ponza

 

Fotografie di proprietà di sherazade2008

vampate tremule

Dove sono volate le colombe e dove si sono insediati gli ovi e gli ovetti di cioccolato che abbiamo ingurgitato (ammettiamolo foss’anche con gli occhi) in questi giorni di resurrezione della carne?
Anatomia di un delitto che è andato consumandosi sotto gli occhi di tutti oppure in separata sede, per mantener desta una tradizione che quanno c’è da magnà, ‘inzomma, ce sta tutta.
Ammettiamolo l’accumulabile è finito nelle cosiddette maniglie dell’amore che poi sarebbero quelle degli uomini perché a noi donne scendono più giù, diciamo vanno a impinguare il deretano. O arrotondare i fianchi e li rende torniti e sodi affatto acchiappabili.
Si scompigliano i giochi ed i seni unico timone a mantenere la rotta.
Eppoi non c’è niente di più fuorviante nel dire che i pensieri libidinosi si accoppiano con maggiore fluidità se supportati dal cibo, no! l’afrodisiaco non c’entra affatto se il partner non ci mette del suo.
No! non quel del ‘suo’ che penseranno facendo l’occhiolino i lettori maschili, io parlo di savoir faire, di affascinazione, di magia di colori perché poi ci pensiamo noi donne a sdrammatizzare con un ‘oh mio ddio non mi ricordo niente’ e sappiamo benissimo che tutto resterà se(o)gnato.

Lasciami sciolte le mani
e il cuore, lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione – sangue, fuoco, baci –
m’accende con vampate tremule.
Ahi, tu non sai cosa significa questo!
(……)
Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solamente ti desidero, io solamente ti desidero!
Non è amore, è desiderio che inaridisce e si estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell’impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra –
come io son venuto per contenerti,
e desiderarti,
e riceverti!
Pablo Neruda

Pensieri di (buona) Pasqua

Tanti anni fa un amore americano (ecco come si rinnovano i ricordi) mi regalò la raccolta completa delle poesie di Emily Dickinson e la dedica recitava:

‘Bring me a sunset in a cup’

che li per lì mi lasciò stordita perché in un amore che nasce ogni parola spalanca orizzonti sempre nuovi.
Portami il tramonto in una tazza, e vi confesso che ancora oggi questo incipit mi riporta lontano e se non fosse perché ho un figlio tanto grande che mi ha appena salutato potrei pensare di essere ancora lì fissata nel tempo immobile, avvoltolata nella mia poltrona di cuoio in quel mio buchetto a Queens Blvd, grattacieli all’orizzonte, il cuore con le ali e il rombo  di un reattore.

Portami il tramonto in una tazza
conta le anfore del mattino
le gocce di rugiada.
Dimmi fin dove arriva il mattino –
quando dorme colui che tesse
d’azzurro gli spazi.

Scrivimi quante sono le note
nell’estasi del nuovo pettirosso
tra i rami stupefatti – quanti passetti
fa la tartaruga –
Quante coppe di rugiada beve
l’ape viziosa.

E chi gettò i ponti dell’arcobaleno
chi conduce le docili sfere
con intrecci di tenero azzurro.
Quali dita congiungono le stalattiti,
chi conta le conchiglie della notte
attento che non ne manchi una.

Chi costruì questa casetta bianca
e chiuse così bene le finestre
che non riesco a vedere fuori.
Chi mi farà uscire con quanto mi occorre
in un giorno di festa –
per volare via – in pompa magna.

tramontoPonza

fotografia sherazade, Tramonto – Ponza 2013

28 agosto, l’estate sta finendo

Esplosione di luce bianca
luna piena sul letto 
aria densa attorcinata alla terra
lame livide sulla tettoia,
spettinata
seminuda

l'’ombra
materializza fantasmi.

Tempo ondeggiante
occhi fissati al cielo
ingarbugliati  non-pensieri.
Dal sipario caduco dell’anima
gemme
rotolano
silenziose.

Borbottio lontano 
Luci sparate
nel buio
sos
ultimi fuochi d’agosto.

(sherazade2009)

una giornata al mare (sola senza pensieri)

 

 

Eccola! Si avvicina, si offre timida e grandiosa. La ‘mia’ PONZA

 

Lentamente faccio ‘capoccella’. Cominciano, stanno per cominciare le vacanze.

 

 

All’ultima curva , appare in attesa la piccola casetta dei sogni estivi. Un nido via dalla folla festaiola inghingherata alle otto del mattino.

 

 

 

 

Un buon sonno e affacciata guardo i fiori e la distesa del mare che aspetta.

 

 

 

Mi sento proprio bene, in grande sintonia con il paesaggio.

 

Le gambe si distendono, i  piedini  si allungano a toccare un’acqua così limpida da sembrare inesistente se non fosse per la sua freschezza.

 

 

 

 

La giornata vola leggera mentre le ore si sfaldano al sole. “Cotta”, accaldata, una Pina Colada…
Nel silenzio rotto dal frinire delle cicale, e rondini e gabbiani indistinguibili ghirigori in movimento nel  cielo, un sorso dopo l’altro,  mi fondo con il tramonto.

 

 

                                                                  

E se qualcuno si preoccupasse della piccola Sally-ina…eccola, vispa e arzilla, indistruttibile, lo stambecco di seggiole e divani anche lei un po’ provata dal caldo.

 

 

 

NOTE dell’autrice – Queste foto non sono che la prova provata delle prove generali che si sono svolte qualche settimana fà e che (ri)propongo a chi di voi tra qualche giorno, passando, gentimente e con affetto (perchè no) si chiedesse:

 

“…ma… dove sarà finita la “sherina?”

 

 

Dimenticavo.

A Giorni sarà il mio compleanno e mentre vi offro  un bel mazzo di fiori,  aspetto i vostri auguri perché, nonostante gli anni si sommino e si sommino, il mio compleanno rimane una festa che mi piace ricordare con una bella torta,  qualche bottiglia di ottime bollicine italiane e tante risate.

 

 

 

 

Cin Cin Cin à bien tot mes ami(e)s

 

 

 

MEA culpa dell’autrice – Ebbene sì, il mio super ego spropositato ebbe origine propbabilmente quando cuore di mamma ebbe l’idea di fotografarmi tutta nuda nella fioriera.

 

 

 

 

 

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Ultimi fuochi d'agosto (Ponza on my mind)

    

Esplosione di luce bianca

luna piena sul letto 

aria densa attorcinata alla terra

lame livide fendenti sulla tettoia

spettinata, seminuda,

l’ombra

materializza fantasmi.

tempo dondolato

occhi fissati al cielo

ingarbugliati  non-pensieri.

Dal sipario calato dell’anima

scivolano

gemme

silenziose

borbottio lontano 

solo qualche goccia

ultimi fuochi d’agosto

 

 

"Rimbalza il clandestino" la feccia gioca su Facebook

 

 

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Lampedusa, tragedia in mare
"Avvistati quattordici cadaveri"

 

Versioni che si contraddicono, mezze verità, silenzi, attorno all’ultima strage del mare nel Canale di Sicilia.

Quel barcone era partito il 28 luglio dalla Libia: 73 persone, eritrei ed etiopi, uomini e donne, sarebbero morti di stenti, fame, ustioni.

Solo in 5 si sono salvati…

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…ed io sono tornata dal mare "abbronzata", da un’altra isola festosa. Sono qui e vorrei chiedere perdono, piangere, indignarmi all’inverosimile per questa politica che non condivido e che tuttavia getta anche su di me la responsabilità di questo ennesimo misfatto. 

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Un buon oroscopo non si rifiuta mai

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“Le isole vi piacciono sempre, specie quelle che hanno qualcosa di selvaggio, ma non troppo.

Ci devono essere tutte le comodità compresa la libertà di un naturismo dell’anima che non è più obbligata a rimuovere passioni e emozioni.

Nell’isola (di Ponza) non ci sono auto (non è più così da anni, sigh!), solo piccole stradine (sì, quelle sì) che portano alla collina, nella piazzetta, dove l’anima più mondana, si può rivestire.

Non soffrite di depressioni alla Houellebecq di fronte alla liberté, e nemmeno siete di quelle che scambiano l’etica e l’affidabilità con la sessuofobia, anzi.

Siete tirate a lucido, fe-li-ci.

Rare eccezioni.”

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cuore

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Magari a non leggere il "mio" oroscopo di Cancer ma

ascoltare Janis Joplin in  questa sua ‘Summer time’ cantata a Woodstok ..correva l’anno 1969

e

correte in libreria, dare uno sguardo alla produzione di Michel Houellebecq (‘La ricerca della felicità’, ma soprattutto ‘La possibilità di un’isola’  ambientato in un futuro – quasi prossimo –  popolato da una nuova stirpe di viventi, cloni di antichi originali umani, che si sono conquistati l’immortalità attraverso la riproduzione tecnologica e asessuata di loro stessi ecc…)

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Cosa mi dite di voi???

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