Suoni & visioni, il rock e le 'piccole donne'

 

 

‘Qualcuno’  mi taccia da femminista un po’ oltranzista perché tengo spesso a sottolineare opere al femminile o mi faccio scappare osservazioni mirate.

 

Poiché – come tutti, credo, in questi giorni –  sono priva di pensieri se non quelli carichi  di tristezza e di scoramento,  preferisco recensire alcuni album (cd) di suoni & visioni  che ci giungono dalle ‘piccole donne’ del rock cresciute sotto la grande arte e l’insegnamento di Patti Smith.

Voci di donne che come lei sfidano i destini del rock incanalato dal mercato sempre più conformista e appiattito dove la creatività e lo studio dei suoni devono passare al vaglio dell’onnipotente marketing.

 

Ecco cosa – se vi fidate-  potrete ascoltare in questi due fine settimana di vacanza del 25 aprile (di sabato purtroppo) e del primo maggio (che invece viene proprio a fagiolo).

 

Vorrei partire dalla voce di Polly Jean con il suo “A woman a man walked by” definito ‘una lama lucente in una oscura caverna’ e di cui lei dice: “Immagino un sogno in cui sono un soldato, e sto camminando sui volti di donne morte..”

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Forse no, il rock di Polly mettiamolo secondo (per difficoltà di impatto)  al nuovo “Juke box” di Cat Power  che da noi è famosa soprattutto per le sue cover geniali e fuori da ogni schema (Satisfaction, New York New York). Voce potente di una fanciulla eterea ‘magico cuore nero del blues’.

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Come non sottolineare, poi,  la particolarità di“Extraordinary machine” di Fiona Apple  della quale  la Sony nel 2005 non volle pubblicare l’album perché lo ritenne, appunto, poco commerciale e  furono i suoi fans a metterlo in rete? Eppure è un’ottima pianista con una voce profonda ed è ritenuta una della autrici più versatili del panorama americano degli ultimi dieci anni.

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Last but not least il fuoco e il ghiaccio di Bjork “Volta”.. altro che una semplice artista pop; per chi se ne intende Bjork è considerata la punta avanzata dell’avanguardia postmoderna con quella sua voce che ingloba tutti gli elementi in natura.

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“sebben che siamo donne…”

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