Sesso e amore

 

“L’amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta il sesso può suggerire delle ottime domande”.   Woody Allen

UNO A 17 punti = GINNICO
“Per voi il sesso è la migliore ginnastica che esista. E’ l’unico “sport” che vi dà intense emozioni senza comportare rischi (del tipo parapendio, rafting..)
Nella vostra concezione di benessere il fisico è predominante: quando il corpo è soddisfatto lo è anche la mente…”

“Il sesso è l’arte di controllare  la mancanza di controllo” P. Coelho

TRA 18 e 33 punti = BENEFICO

“Il sesso per voi è un meraviglioso modo di tenervi in forma: è una ginnastica che tuttavia deve coinvolgere anche lo spirito Infatti la forma fisica che sognate è uno stato di grazie che fonda corpo e spirito pur non disdegnando un corroborante piacere.”
(risisi evvisa il corroborante piacere: una seduta di palestrina e una sdraiata (?) tutta sesso).

“La differenza tra l’amore e il sesso è che il sesso allevia le tensioni e l’amore le provoca.” Woody Allen

OLTRE 33 punti = MAGICO

“L’erotismo per voi è un gioco sottile, uno scambio complicato. Non siete portati a pensare che tenga fisicamente in forma e non credete abbia un ruolo nel benessere, mentre siete certi che una buona intesa sessuale sia segno di benessere di coppia.”

 

“Dunque il sesso come fonte di vita e la vita come riproduzione dell’armonia. Il gesto sessuale, come gesto di creazione dove non ci si impiglia, come da noi, in nascite o aborti, ma dove in un punto si celebra il senso del cielo, della terra e delle diecimila cose che in composta armonia abitano il cielo e la terra. Perché noi occidentali crediamo nelle stelle e negli oroscopi che cadono dalle stelle e abbiamo dimenticato che i nostri gesti lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce, il loro giro? Il gesto dell’uomo crea armonia o disarmonia nell’universo e il nostro sesso, da gesto che compone, può diventare dissolvenza non tanto di noi, ma del cosmo che non ci ignora.”    Umberto Galimberti

Benvenuto 2016 !

È sempre più buio appena prima dell’alba
(Thomas Fuller)

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Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia.

Il vero amore è una quiete accesa.
(Giuseppe Ungaretti)

Senza troppi salamelecchi il mio

Grazie

per la compagnia costruttiva e il vostro benevolo sostegno. Se me lo permettete io, per me, parlo di affetto.

A U G U R I e serenità.

Siamo acqua che scorre

C’è un dialogo fra i corpi che esprime

e dirada le nuvole in cui l’anima fa capolino

non è un fare sesso tout-court

si svelano debolezze e dolcezze

non più mediate dall’ abito

chè scoprirsi rende vulnerabili

timorosi bambini alla prime armi

tra carezze e passione, parole e sussurri e

nell’ improvviso languore che sfuma gli slanci

ci si può anche prendere sul serio.

Una involontaria carezza

un sospiro tiepido di appagamento

il vibrare di una corda

tante piccole note solitarie

modulate e ripetute

sul pentagramma dei corpi sedati

legano un discorso musicale breve e intenso

interrotto dal pick-up che si alza.

Scorre veloce l’acqua nella doccia.

doccia due

volere bene è…

Ripongo Un bel tipo per parlarvi di una bella tipa, un amore travolgente.

Davvero – e perdonatemi se offendo i sentimenti altrui – vado ‘in bestia’ quando qualcuno se ne esce con la fatidica frase ‘Amo più gli animali degli uomini’ intendendo il genere umano.
Penso sia una limitazione terribile della definizione di amore sia verso gli animali che verso l’uomo che preso in sé con le dovute cautele è un animale interessante, fedele a volte, giocherellone quando gli conviene, un gran filibustiere quasi sempre.

Personalmente amo tutti gli animali e in questo, con la moderazione che conviene a chi vive in città e in un appartamento, la mia famiglia non mi ha mai contrastato.
Coniglio, criceto, pappagallini, tartarughe di terra, d’acqua, il pesce rosso con una vita media di 5 o, come questo che ancora vive, otto anni.. Mia madre mi raccontava del cucciolo di volpe che mio nonno aveva trovato a Villa Borghese, che a sua volta mi mostrava una sua foto in divisa di alpino che lo ritraeva con la mula Nina.
Aneddoti ne abbiamo a bizzeffe.

Ma sempre motivo trainante e ricorrente ‘il’ cane di casa. La loro vita è assai più breve della nostra e dunque è inevitabile portarne il lutto. E non è un lutto tanto per dire perché ogni nostro cane aveva un suo carattere e si era fatto il suo spazio nel cuore della famiglia. Giusto ieri cenando ci siamo ricordati che a Wendy piacevano da impazzire i pisellini mentre a Golia le mele ma quelle dolci.

Anche quando lavoravo molto intensamente e mio figlio era piccolo non ho mai rinunciato all’amore smisurato e incondizionato della mia prima levriera afgana Perla

levriero-afgano-19081715
di Golia suo figlio, e poi di Bimba e ancora di Wendy e infine la più amata perché arrivata ultima in un momento di mia particolare debolezza emotiva forse anche causata dal figlio cresciuto e non più così appiccicoso e restio a farsi spupazzare.

“Mi sono innamorata di te perché non avevo niente da fare…” cantava Luigi Tenco e così ho fatto io con Sally. Un amore incondizionato, totalmente ricambiato il che lo rende ancora più prezioso.

sally

Sally inizia il primo sonno mentre mio figlio guarda i suoi video

dormiente
Ma poi dorme con me, inutile negarlo, sul letto. La mattina me la ritrovo con la testa sul cuscino, io socchiudo gli occhi e vedo che lei, come un bimbo mi scruta per capire quando mi sveglio e da quel preciso momento esplode la sua gioia in un susseguirsi di leccatine e di piccoli mugolii di gioia.

Una salvifica pioggerella di tanti piccoli baci

Da quando c’è Sally io ho smesso di prendere la mezza pasticchetta di Tavor, il mio sonno è tranquillo ae il calore che sprigiona quel corpicino mi ha fatto eliminare la borsa dell’acqua calda d’inverno.
Ho iniziato tutti i giorni, sole o pioggia a fare una passeggiata di un’ora al parco.

autunno

Marzo2015

Ecco, questo a un gatto con tutti i pregi che ha, manca. Mio figlio mi prende in giro e dice che non sono io a portare Sally al parco ma è lei ormai succube del mio desiderio di verde. Il parco è a pochi isolati e ci arriviamo a piedi.
Ho ripreso dimestichezza con il mutare quotidiano della natura e soprattutto il piacere della lentezza e dei pensieri silenziosi cadenzati dai passi.

passi

Che orrore, direte. Quella povera cagnolina umanizzata. No, niente affatto.
Ha tutta la sua dignità di cane e non dà la zampa e non fa giravolte.

sallytoday

Spesso resta a casa da sola, come dire, abbiamo anche vite separate anche se a lei devo la scoperta del sorriso di tante persone che incrociavo da anni, lo scambio di un saluto, piano piano una battuta per arrivare persino all’offerta reciproca di un caffè.

E qui mi viene in mente un libro, certamente non un capolavoro ma delicato e godibilissimo di Cathleen Schine ‘I newyrokesi’

canuzzo

In breve. “New York! Al riparo dal traffico e dal trambusto cittadino dell’Upper West Side c’è un piccolo quartiere tranquillo vicino a Central Park dove, tra gli altri, abitano alcuni proprietari di cani. Vivere in un posto come questo, con un cane al guinzaglio, è come vivere in un piccolo villaggio. Persone spesso sole, riservate, talvolta un po’ eccentriche, persone che mai si sarebbero incontrate altrimenti, si conoscono, stringono amicizia o si innamorano, a volte si lasciano. Perché i cani fungono da veri e propri cupidi, obbligando i loro padroni a legare con altri esseri umani, a superare timidezze e inibizioni in un lieve e romantico minuetto.”

Si legge bene e sicuramente lascia un buon sapore anche a chi, come molti, vive per il suo gatto perché ..

perchè volere bene è un piccolo cuore che batte col tuo.

Buona domenica con un abbraccio circolare

caffe

(foto sherazade nn riproducibili senza autorizzazione)

Un bel tipo

unnamed
Metti anche tu la veste bianca
E schiudi l’uscio al tuo cantor!
Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l’amor.

La mia doccia nuova superaccessoriata vetro assolutamente trasparente che il primo momento che ci sono entrata mi sono detta che avrei dovuto, per pudicizia, lavarmi in camiciola come quell’anno di collegio dalle suore dove il bagno si faceva con la camicia da notte. Il corpo delle donne ancorchè bambine veicola le tentazioni!

Non parlo dell’Ottocento!

Penso a te e dopo anni e anni mi sono ritrovata in Corsica a rabbrividire sotto una doccia spartana con acqua gelida in un minuscolo campeggio di Ile Rousse. Penso alle tue mani insaponate che scivolavano sul mio corpo, che indugiano, sento il sapore di shampoo delle nostre lingue e vivo quell’impellente bisogno di fare l’amore. Ecco il sole di luglio, il mio compleanno, la notte in albergo e quella minuscola doccia dove soltanto l’uno dentro l’altro addossati alla parete riuscivamo a lavare il sudore di un’estate caldissima che riproducevamo all’infinito.
E poi amore, nuotate, amore, mare di sentimenti, ben attenti a non scoprirli troppo.

Seduta sul letto, difronte a te, la bocca sul tuo membro nudo mi asciugavi i capelli scompigliandoli con le mani a pettine.
Momento di pura magia e la poi la mia dabbenaggine di parlartene.
Guardandomi tra lo stralunato e il divertito  mi ha confessato che da piccolo volevi fare il parrucchiere! Ho capito che il lavoro di ingegnere nucleare doveva essere molto stressante.

Tu non eri quel tipo d’uomo che … ma certamente un ‘bel tipo’.

 

iome

foto sherazade 2015

Addio pene d’amore

C’era una volta.

 

L’estate gioca brutti scherzi, in tutti i sensi.
C’ero io che avevo vent’anni ed una storia appena iniziata con l’amico di un mio amico, di dieci anni più grande di me, che viveva a Bologna.
Ci telefonavamo moltissimo e facevamo progetti per l’estate e come stare finalmente insieme un po’ più a lungo, andando oltre i minuti contati, quei lunghi baci da apnea, quei palpeggiamenti che ci lasciavano le gambe molli e la testa svaporata.

Arriva inaspettato l’invito di una comune amica svizzera a passare da lei qualche giorno nella sua casa sopra Berna. Un posto stupendo con piscina, sauna e tanto verde intorno.

Tappa a Bologna. Viaggio notturno perfetto, arriviamo a destinazione.
G e suo marito e gran parte dei loro amici praticavano il nudismo e dunque… a mezzogiorno eccoci tutti nudi , ammettiamolo un po’ vergognosetti noi, sul prato davanti alla piscina. Uno spuntino, tuffi, tanta euforia, anche un po’ di stanchezza.

Vermi bianchi sul verde, G. avvisa soprattutto i due italiani a stare attenti a non prendere subito troppo  sole ‘ là’ anzi, ecco un caso in cui scoprirsi poco alla volta.
Il mio baldo compagno fa spallucce e impavido si espone ai raggi e si addormenta.
Alla sera alle cinque con il pisello in fiamme e vesciche di corsa al pronto soccorso di Berna dove gli viene diagnosticata una ustione grave.

Ho passato la mia prima estate d’amore a spalmare unguenti con la punta del dito e fare impacchi  a quel esserino  raggrinzito con garza e acido borico avendo come ringraziamento solo spasmi  di dolore. Una grande intimità, un vis -à –vis ravvicinato, il mio cuore da crocerossina batteva forte. La donnina che era in me alzava gli occhi al cielo e lamentava la sua sfortuna.
Dopo cinque giorni, passata la fase critica, decidemmo di riprendere la strada del ritorno .

Questa è stata la mia trepidante prima volta che non c’è stata ma che non scorderò mai.

Che ne è dei due ‘lui’? Uno a volte lo incontro quando viene a Roma, dell’altro così desiato e tanto amorevolmente curato più nessuna notizia. Penso si sia perfettamente ripreso visto che ho conosciuto anche i due pargoli.

Addio pene d’amore.

Amarsi un po’

Una trasmissione radiofonica imperdibile, Caterpillar, che seguo da sempre con spirito goliardico – vabbè un po’ sessantottino – si era inventata il fine anno anticipato di una settimana da festeggiare in una località del Trentino. Abito da sera, cena portata da casa da condividere, ricchi premi e cotillons; alla mezzanotte precisa con sette giorni di anticipo ci si baciava si brindava e si ballava ad esaurimento forze (abbiamo scavallato! ed ognuno se ne tornava felice).

Adesso tocca al Ferragosto!

Gente che va gente che viene e con loro tutti questi disservizi di treni, aerei, disagi su disagi, trombe d’aria, bombe d’acqua, le follie individuali e quelle collettive, l’Italia che ormai in ogni ricorrenza mostra sempre più le sue falle, il suo degrado.

Non voglio rattristarvi, anzi. Intendo dire che passare il Ferragosto, come del resto ogni altra festività, da soli – per scelta o gioco forza – non deve farci sentire degli sfigati.
Non esiste se non quello che noi sentiamo e viviamo ed abbiamo il dovere verso noi stessi e verso gli altri, (ri)cito Prevért, di
“Essere felici non fosse altro che per dare l’esempio”.

Buon Ferragosto, io e la Sally, è presto detto, siamo qui!

Ferragosto2015

e mentre lei dorme ed io mi godo un qualche film sorseggio una fresca, estiva

Sangria all’anguria
Prendete mezza anguria e tagliatela a dadini: mettete i dadini nel freezer per farli raffreddare bene: in una caraffa versate un litro di vino bianco moscato e un lime tagliato a fettine: quando saranno ben freddi aggiungete anche i cubetti di anguria e, per renderla leggermente frizzante anche un bicchiere di soda…

oppure se vi piacciono le pesche la voilà

Sangria alle pesche
Prendete tre pesche belle mature e tagliatele a fettine: mettetele in una ciotola con un cucchiaio di zucchero e mezzo limone tagliato a fettine. Aggiungete una stecca di cannella e un bicchierino di liquore dolce. Potete quindi scegliere se utilizzare il vino bianco (consigliato un bianco frizzante) o quello nero (scegliete un vino leggero e fruttato). Lasciate riposare in frigo qualche ora.

Un brindisi, anzi due.

Il mio brindisi particolare a tutti gli amici che per pigrizia ho disertato. Grazie!

Una lunga estate

pancia all'aria

Vedete Sally? Bene!

Il caldo è pesante a casa o..o.. lasciamoci andare, recuperiamo la ‘lentezza’, lasciamoci poltrire chè ci aspetta un altro inverno (magari!)

“Bisognerebbe essere felici, non fosse altro che per dare l’esempio” .

Un abbraccio circolare, grazie della vostra amicizia.

Vi lascio con Ben Harper di sottofondo

Siate stoici e dunque felici

“Avere il controllo totale delle cose è una illusione. Però possiamo reagire nel modo migliore evitando di essere di ostacolo a noi stessi”. (forse Seneca o Zenone di Cizio)

Ho finito adesso di innaffiare, non proprio innaffiare perché la terra ancora scotta e l’acqua farebbe male alle piante.
Ho bagnato con lunghi getti la parte di mattonato cocente.
Questo è una sorta di grande gioco acquatico per Sally che soffre molto il caldo. Prende la sua palletta e comincia a sfidare il getto, scivola sul bagnato, è buffissima!, fa piroette su se stessa si diverte un mondo per buoni dieci minuti.
Quando è totalmente da strizzare io mi accovaccio per terra davanti alla mia finestra, lei di fronte, la avvolgo in un asciugamano di quelli triangolari con un cappuccetto a un lato che si utilizza per i neonati e comincio a fregare bel bene. Sono ormai anni che dico che devo immortalare la scena ma ogni volta, anche oggi, me ne dimentico. Più che altro a me viene da ridere perché sembra un piccolo Napoleone!

SallyPalletta

Che caldo!
Con un colpo di reni mi sono distesa per terra a croce, il corpo intero a contatto con il marmo del pavimento. Quasi un brivido. Gli occhi si sono chiusi al tutto e non c’ero più. Io ero sopra di me che mi guardavo e vedevo e sentivo Sally che mi dava piccole leccatine sul viso come per svegliarmi e passava da un lato all’altro del mio corpo come fossi un ponte. E poiché non capiva la mia immobilità ha cominciato ad essere frenetica e morsicchiarmi e invitarmi mugolando al gioco.
Sono tornata in me, troppo grande il timore di darle dolore.
Eppure stavo davvero bene, forse azzardo anche che mi sentivo in pace, felice.
Colomba picasso

Per gli stoici e poi giù ancora molti dopo di loro, inclusa la mia analista junghiana, la felicità la si può ottenere soltanto attraverso l’unica cosa sulla quale esercitiamo un vero controllo ed è il nostro mondo interiore, sta a noi definire ciò che ha valore e ciò che non lo ha per il ‘nostro bene’.

La felicità è tante piccole cose che giorno dopo giorno, e magari notte dopo notte, senza dare niente per scontato, dobbiamo imparare e sapere conquistare e mantenere sempre con nuove formule. Non pensare che tutto sia scontato.

felicità è guardarsi allo specchio, non proprio tutti i giorni perché è cosa difficile e spesso dolorosa, ma il più spesso possibile, ammorbidire i tratti con un sorriso, riconoscersi.

La mia felicità, qui e ora, è un brivido caldo sul pavimento di marmo, i bacetti di Sally, il piccolo ventilatore collegato al pc regalo di una carissima amica

bacicolazione

è l’ idea che qualcuno di voi leggendomi allargherà il mio cerchio, e che nessuno scappi dopo tutta questa melassa.
Anzi venite pure tra un poco in giardino si sta magnificamente.

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Tra mare e cielo

«Si è sempre in cammino verso la persona alla quale un giorno si darà un bacio».
Sándor Márai, “Il gabbiano”

«Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni».
Giovanni Pascoli

…a noi non metterci una croce ed avere coraggio.  Coraggio!
foto sherazade 2014/2015