Merde merde merde!

Lu' e la sua ya500erotti 

 

Questo è mio figlio Luca in sella alla suo Tmax.
Luca non è uno come si dice con i grilli per la testa ma ha una sua fissa: non ha la patente auto e che piova o ci sia il sole è passato dal motorino dei sedici anni alla sua moto da maggiorenne.
A volte per sollecitarlo a prendere anche ‘sta benedetta patente auto gli dico che alla fine succederà che porterà in ospedale la mamma moribonda in moto. Allegria!

Ecco ho appena ricevuto una sua telefonata:

“ma’…MI HANNO RUBATO LA MOTO”

Più tardi avrò i dettagli
e meno male che c’è il blog perchè mi sento una bestia in gabbia, rabbiosa e rancorosa, come quando gli feriscono il suo cucciolo che poi è mio figlio, un ragazzo gentile non un figlio di puttana.. ops no quello noi perchè poi sarei io.

Caxxo è quell’altro il figlio di puttana, quello che ha rubato la moto a un ragazzo che se la sta pagando e che con la moto ci va a lavorare.

Ricordi di una bambina di città

 

Nei miei ricordi di bambina di città, di quelle che andavano ai giardinetti un’ora e poi già calava il giorno e c’erano i compiti da fare e tutto il resto, ecco tra i  miei ricordi d’estate c’è il casale da dove veniva la domestica di mia nonna, Pierina, che i genitori le avevano affidato a 16 anni e che, nonostante il matrimonio e i figli lasciati al paese,  con mia nonna rimase fino a quasi sett’anni a vigilare a-mo-ro-sa-men-te sulla nostra famiglia che aumentava.
Ricordo che finite le scuole Pierina portava me e mio fratello (avrò avuto quattro o cinque anni) a Pecetto che in Piemonte è conosciuto come il paese delle ciliegie. Lì vivevano i suoi genitori, i fratelli con mogli e figli e lì l’aspettava il marito, contadino anche lui.
Era una casa di grandi pietre lucenti che confinava prima con il granaio e poi  le
stalle. Contadini ricchi che avevano riscattato il fondo dai proprietari,cittadini, impoveriti dalla guerra. Avevano mucche, maiali, galline e conigli e un frutteto con piccoli frutti ancora acerbi che messi in bocca facevano rabbrividire.
Se chiudo gli occhi riesco a sentire l’odore acre degli animali, l’odore della terra arsa da un sole di fuoco, le grida dei ragazzi più grandi e smaliziati ai quali arrancando ci accodavamo su e giù per viottoli e prati pungenti dove il grano era stato appena tagliato e giaceva ancora in balle coperte da teli scuri.
Ricordo le croste sulle ginocchia sbucciate scivolando sul ghiaietto dell’aia.
Le lucciole ad altezza d’uomo, che chiudevamo in barattoli che mettevamo sotto  le lenzuola. E poi quelle stelle che quasi si potevano toccare tanto brillavano nel buio della notte.
Ricordo la grande festa per la notte di San Lorenzo, i volti arrossati dal bere e dai fuochi, i balli, gli amori misteriosi che si intrecciavano nel buio quando il gruppo a poco a poco si sfoltiva,  e penso a Cesare Pavese e allora mi chiedo se è tutta farina del mio sacco oppure qualcosa è mutuato dalla sua meravigliosa capacità di narrare.

Ricordo le risate furbette nel guardare i cani accoppiarsi, il senso di vomito nell’assistere alla nascita di un vitellino: la paglia sporca di sangue e l’odore acre della placenta, il naso nero a forma di cuore della mucca.
Ricordo l’emozione alla vista di quel piccolo Bambi maldestro, traballante, appoggiato al grande fianco materno.

Ricordi. Ricordi luminosi come le mie lucciole.
Ricordo con un paragone attuale e avvilente,  i giochi di guerra con munizioni di

m-e-r-d-a
di vacca seccata al sole che i ragazzi raccoglievano da terra e si lanciavano l’un l’altro. Una merda che odorava di fieno, alla quale veniva dato il suo nome senza vergogna perché sapeva di vita nel ciclo vitale.
 
I giornali di questi ultimi due giorni sono ricchi di dotte citazioni sull’argomento
m… rigorosamente emme puntato.
Io preferisco collegarla alle estati in campagna,  ai miei giochi d’ infanzia,  ai miei giorni dell’ innocenza spensierata in un’Italia che faticosamente si risollevava da una guerra devastante ma che certamente non era il  
paese di merda che qualcuno (ci) vuole lasciare.

(preferisco farne a meno, apprescindere!)