Un bel tipo

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Metti anche tu la veste bianca
E schiudi l’uscio al tuo cantor!
Ove non sei la luce manca;
Ove tu sei nasce l’amor.

La mia doccia nuova superaccessoriata vetro assolutamente trasparente che il primo momento che ci sono entrata mi sono detta che avrei dovuto, per pudicizia, lavarmi in camiciola come quell’anno di collegio dalle suore dove il bagno si faceva con la camicia da notte. Il corpo delle donne ancorchè bambine veicola le tentazioni!

Non parlo dell’Ottocento!

Penso a te e dopo anni e anni mi sono ritrovata in Corsica a rabbrividire sotto una doccia spartana con acqua gelida in un minuscolo campeggio di Ile Rousse. Penso alle tue mani insaponate che scivolavano sul mio corpo, che indugiano, sento il sapore di shampoo delle nostre lingue e vivo quell’impellente bisogno di fare l’amore. Ecco il sole di luglio, il mio compleanno, la notte in albergo e quella minuscola doccia dove soltanto l’uno dentro l’altro addossati alla parete riuscivamo a lavare il sudore di un’estate caldissima che riproducevamo all’infinito.
E poi amore, nuotate, amore, mare di sentimenti, ben attenti a non scoprirli troppo.

Seduta sul letto, difronte a te, la bocca sul tuo membro nudo mi asciugavi i capelli scompigliandoli con le mani a pettine.
Momento di pura magia e la poi la mia dabbenaggine di parlartene.
Guardandomi tra lo stralunato e il divertito  mi ha confessato che da piccolo volevi fare il parrucchiere! Ho capito che il lavoro di ingegnere nucleare doveva essere molto stressante.

Tu non eri quel tipo d’uomo che … ma certamente un ‘bel tipo’.

 

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foto sherazade 2015

Siate stoici e dunque felici

“Avere il controllo totale delle cose è una illusione. Però possiamo reagire nel modo migliore evitando di essere di ostacolo a noi stessi”. (forse Seneca o Zenone di Cizio)

Ho finito adesso di innaffiare, non proprio innaffiare perché la terra ancora scotta e l’acqua farebbe male alle piante.
Ho bagnato con lunghi getti la parte di mattonato cocente.
Questo è una sorta di grande gioco acquatico per Sally che soffre molto il caldo. Prende la sua palletta e comincia a sfidare il getto, scivola sul bagnato, è buffissima!, fa piroette su se stessa si diverte un mondo per buoni dieci minuti.
Quando è totalmente da strizzare io mi accovaccio per terra davanti alla mia finestra, lei di fronte, la avvolgo in un asciugamano di quelli triangolari con un cappuccetto a un lato che si utilizza per i neonati e comincio a fregare bel bene. Sono ormai anni che dico che devo immortalare la scena ma ogni volta, anche oggi, me ne dimentico. Più che altro a me viene da ridere perché sembra un piccolo Napoleone!

SallyPalletta

Che caldo!
Con un colpo di reni mi sono distesa per terra a croce, il corpo intero a contatto con il marmo del pavimento. Quasi un brivido. Gli occhi si sono chiusi al tutto e non c’ero più. Io ero sopra di me che mi guardavo e vedevo e sentivo Sally che mi dava piccole leccatine sul viso come per svegliarmi e passava da un lato all’altro del mio corpo come fossi un ponte. E poiché non capiva la mia immobilità ha cominciato ad essere frenetica e morsicchiarmi e invitarmi mugolando al gioco.
Sono tornata in me, troppo grande il timore di darle dolore.
Eppure stavo davvero bene, forse azzardo anche che mi sentivo in pace, felice.
Colomba picasso

Per gli stoici e poi giù ancora molti dopo di loro, inclusa la mia analista junghiana, la felicità la si può ottenere soltanto attraverso l’unica cosa sulla quale esercitiamo un vero controllo ed è il nostro mondo interiore, sta a noi definire ciò che ha valore e ciò che non lo ha per il ‘nostro bene’.

La felicità è tante piccole cose che giorno dopo giorno, e magari notte dopo notte, senza dare niente per scontato, dobbiamo imparare e sapere conquistare e mantenere sempre con nuove formule. Non pensare che tutto sia scontato.

felicità è guardarsi allo specchio, non proprio tutti i giorni perché è cosa difficile e spesso dolorosa, ma il più spesso possibile, ammorbidire i tratti con un sorriso, riconoscersi.

La mia felicità, qui e ora, è un brivido caldo sul pavimento di marmo, i bacetti di Sally, il piccolo ventilatore collegato al pc regalo di una carissima amica

bacicolazione

è l’ idea che qualcuno di voi leggendomi allargherà il mio cerchio, e che nessuno scappi dopo tutta questa melassa.
Anzi venite pure tra un poco in giardino si sta magnificamente.

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languori d’estate

Finché l’Estate ripiegherà il suo miracolo –
Come le Donne – ripiegano – le loro Gonne
(Emily Dickinson)

Fuori piove il sudore del cielo
odore misto di terra e fiori


Nina si voi dormite è stata scritta da Romolo Leonardi, la musica da Amerigo Marino.

Addirittura nell’Ottocento, per la Festa di San Giovanni, a Roma si presentavano tantissime canzoni, oggi lo chiameremmo festival. I più grandi capolavori della canzone romanesca ci arrivano da lì.
Il premio non sempre sanciva la popolarità come fu nel 1891 per “Affaccete Nunziata” che conquistò la sua fama ‘sul campo’.
“Nina, si voi dormite” invece vinse nel 1901, non sono riuscita a rintracciare la versione originale ma questa canzone venne cantanta dai più grandi interpreti della canzone romanesca da Claudio Villa alla grande Gabriella Ferri a Lando Fiorini notissimo stornellatore. Io in assoluto trovo struggente e piena d’amore l’interpretazione che ne dà Gigi Proietti ed era questa la versione che mi era tornata alla mente.

Nina, si voi dormite,
Sognate che ve bacio,
Ch’io v’addorcisco er sogno
Cantanno adacio, adacio.
L’odore de li fiori che se confonne,
Cor canto mio se sperde fra le fronne.

Buon fine settimana a tutti mentre fuori ha già finito di piovere.

Corsi e ricorsi

Tracy Chapman nasce a Cleveland nel 1964, comincia dalla gavetta strimpellando la chitarra, la strada le insegna, canta nei bar.
E’ autodidatta ma anche laureata in antropologia e cultura afroamericana, è anche nera ma in America si stanziano sostanziose borse di studio nelle migliori università a vantaggio delle classi più disagiate. Tutto quello che vede assorbe e traduce in musica.
Vince molti premi ed ha un enorme successo che non modifica l’angolatura dalla quale guardare il mondo: senza paraocchi, nel brutto e nella speranza che la società esprime

Nel 1988 esce il suo primo album Tracy Chapman mentre Cindy Lauper – per carità – cantava Girls Just Want to Have Fun, nell’aria i Sweet Dreams degli Eurythmics e Gianna Nannini cantava I maschi.

talking about a devolution – 1988 ne siamo certi?
“ Finalmente la situazione si capovolgerà”

“Non lo sai
Stanno parlando di una Rivoluzione
Sembra un sussurro
Non lo sai
Stanno parlando di una Rivoluzione
Sembra un sussurro
Mentre fanno la coda per il sussidio
Piangendo alla porta degli eserciti della salvezza
Sprecando tempo agli uffici di collocamento
Aspettando una promozione
La povera gente si ribellerà
E si prenderà la sua parte La povera gente si ribellerà
E si prenderà ciò che le appartiene
Non lo sai faresti meglio a correre, correre, correre
Ho detto che dovresti
Correre, correre, correre

Finalmente la situazione si capovolgerà.”

Non è mai troppo tardi

“Ballate senza vergogna e sognate la vostra vita perché l’estate mette subbuglio”.

tango

…e questa esortazione grande, immaginifica, racchiude davvero tutto il senso della vita, del suo approcio attraverso la leggerezza disordinata di una vacanza fuori dalle regole quotidiane, fino ad una sregolatezza proficua che passa snche attraverso la contemplazione del mare in solitudine, il miracolo dell’alba, il sognare il proprio futuro ad occhi aperti passando dalla veglia al sonno.
Sapore di una estate da non disperdere.
ponza

Sta facendo il giro dell’Italia la lista dei compiti per le vacanze consegnata agli alunni dal professore Cesare Catà, insegnante al Liceo delle Scienze Umane “Don Bosco” di Fermo

“Al mattino, qualche volta, andate a camminare sulla riva del mare in totale solitudine: guardate come vi si riflette il sole e, pensando alle cose che più amate nella vita, sentitevi felici.
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Leggete, quanto più potete. Ma non perché dovete. Leggete perché l’estate vi ispira avventure e sogni, e leggendo vi sentite simili a rondini in volo. Leggete perché è la migliore forma di rivolta che avete .
la recita

Se vi sentite tristi o spaventati, non vi preoccupate: l’estate, come tutte le cose meravigliose, mette in subbuglio l’anima. ..
ilsogno

Ballate. Senza vergogna. In pista sotto cassa, o in camera vostra. L’estate è una danza, ed è sciocco non farne parte.

danza

Se trovate una persona che vi incanta, diteglielo con tutte la sincerità e la grazia di cui siete capaci. Non importa se lui/lei capirà o meno. Se non lo farà, lui/lei non era il vostro destino; altrimenti, l’estate 2015 sarà la volta dorata sotto cui camminare insieme.
profilo

Nella luce sfavillante o nelle notti calde, sognate come dovrà e potrà essere la vostra vita: nell’estate cercate la forza per non arrendervi mai, e fate di tutto per perseguire quel sogno.
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Fate i bravi.”

Ma questi suggerimenti, credo, debbano essere indirizzati a tutti noi, quale che sia la nostra età, la nostra estate.
Ammirazione e  gratitudine  a Cesare Catà, professore e soprattutto Maestro di vita.

E voi? che ne dite voi?

(foto di sherazade o tratte dal web)

a kiss is just a kiss?

Piove, ha preso l’abitudine di piovere tutti i santi pomeriggi, il cielo s’ingrigisce, l’aria diventa pesante, una cappa cupa a racchiudere la scena, poi un tuono fa tremare la terra e libera l’acqua.

Pioggia

Osservo, CON questo buon sapore di pesca di una primavera aspra e sugosa, una goccia in bilico tra le increspature del labbro inferiore sta per cadere viene recuperata sulla punta della lingua le labbra si serrano precise.
Un bacio, il sapore di un bacio, quel bacio, sempre nuovo e stropicciato tra i ricordi, vissuto in prima persona, che nessuna letteratura potrà mai eguagliare. Altri baci.

Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse :
quel giorno più non vi leggemmo avante.”
Dante, Inferno, Canto V. vv.133-138

«Ma poi che cosa è un bacio?
Un giuramento fatto un poco più da presso,
un più preciso patto,
una confessione che sigillar si vuole,
un apostrofo rosa messo tra le parole t’amo.»
Cyrano de Bergerac – Edmond Rostand

E tra l’estasi peccaminosa di Paolo e Francesca sprofondati in quel loro bacio e il realismo un po’ cinico di Cyrano che scivola nella concessione di un apostrofo rosa, altri versi:

”Dammi mille baci e poi cento, poi altri mille e poi ancora cento; ancora un secondo centinaio e poi ancora mille… fino a non poterli più contare”, Catullo, A Lersbia

“Morto ti faccio coi baci? La credi un’ingiuria codesta? – Fammi pagare il fio: baciami tu!” Stratone di Sardi

“ Labbra, voi, porte del respiro, suggellate con un giusto bacio il contratto senza termine con la morte ingorda…”. William Shakespeare , Romeo e Giulietta.

“Odilo, la mia bocca è tuttavia rugiadosa d’un suo bacio e le mie guance sono state inondate dalle lacrime di Teresa. Mi ama, lasciami in tutta l’estasi di questo giorno di paradiso…”. Ugo Foscolo, Iacopo Ortis

“Ch’io senta fremerti – la bocca odorosa di arancia, – fresca, vermiglia, ne ’l bacio mio”. Gabriele D’Annunzio

Mille e mille baci struggenti, appassionati, erotici, trasgressivi, ‘baci rubati’, desiderati e tanti ancora, tutta la letteratura si arricchisce di almeno un bacio e
Voi,
con quale bacio arricchireste questa mia pagina?
Con quale dipinto?

La vita è un batter d’ali

Ci sarebbero molti argomenti seri e scadenze importanti eppure io mi sento di parlare di un piccolo (insignificante?) fattarello che mi tiene impegnata da ieri.

Svolgimento.

Parcheggiando davanti casa, seppur ‘cecata’ quale sono, vedo che sul marciapiedi c’è una cornacchia, mi avvicino e non si muove, guardo meglio e sembra sana, allungo le mani e lei si lascia prendere e allora mi accordo che è un piccolino pronto al volo ma non ancora padrone delle sue ali e che probabilmente è caduto da un pino poco distante.
Per terra non può stare e io lo poggio sul muretto e sunito mi accorgo che dal lampione del palazzo arrivava imperioso un gracchiare e poi due cornacchie iniziano a volare in circolo. I genitori? Certamente.

Lascio passare un dieci minuti, ritorno, e il piccolo stava ancora immobile, solo, il crepuscolo grigio e una pioggerellina odiosa.
Decido di portarlo a casa. Lo poggio nella scatola ricoperta da uno spesso asciugamano, prendo dei bocconcini di macinato cotto di Sally mi avvicino
Lui spalanca il becco profondo e giallo. Spingo col dito come farebbero i suoi genitori per tre volte e lui ingurgita. Un po di acqua con una pipetta. Lo metto fuori sopra lo stendino al coperto sotto l’ombrellone.
Il malnato  satollo nasconde la testa sotto le piume e si mette  a dormire.

cornacchietta

Stamattina mi sono alzata alle sei lui era vispo e sveglio, di nuovo mangiare e poi è salito sul bordo della scatola, si è guardato intorno con l’espressione e le movenze di un bambino indeciso, ha frullato le ali due o tre volte poi è planato per terra e da lì saltellando ha superato il mio giardino andandosi a nascondersi nell’erba alta di uno spazio condominiale adiacente.
Verso le dieci grande fermento lui che gracchiava ad intervalli e due grandi cornacchie che rispondevano e una di loro a cerchi sempre più stretti è calata a terra.
Mentre scrivo lo sento ma la cosa migliore, come mi ha detto un volontario della Lipu è lasciarlo lì : a giorni potrebbe volare.
Domani andrò a vedere come sta, scavalcando la recinzione (ah beata giovinezza!) e gli darò un po’ di cibo. Una mamma implume e senza pelo sul cuore.

…e speriamo che noi tutti ce la caviamo e se l’aiuto non arriva dal cielo, il cielo possiamo inventarcelo noi, o no?

Ha ripreso a piovere….

ma oggi, ovvero questa sera ha smesso e lui è qui e si presenta al vostro cospetto infreddolito ma vispo e  sempre famelico.

‘Il’ bacio

«Si è sempre in cammino verso la persona alla quale un giorno si darà un bacio».

Sándor Márai, “Il gabbiano”

Il tema della coppia di amanti, uniti nel bacio, è stato un pensiero costante nella pittura di Gustav Klimt.
Gustav Klimt nasce in Austria il 14 luglio del 1862 e si dice che nel 1907 pur lavorando indefessamente, a soli 45 anni! si lamentasse di mancanza di ingegno affermando : “O sono troppo vecchio, o troppo nervoso o troppo stupido – una di queste, prima o poi, di sicuro.” E più prima che poi – smentendosi – cominciò a lavora al suo dipinto più famoso Il bacio che vide la luce nel 1908.
E’ un dipinto che mi emoziona da sempre, è un bacio perfetto, perfetto per me : la figura maschile che si china su quella femminile, lei protesa mentre lui la racchiude come a creare un mondo all’interno dell’abbraccio che li trasporta oltre, sopra, il prato fiorito.

Immaginate il mio svenimento quando mi sono trovato davanti a Il bacio : 1,80 cm per 1,80 cm, grandezza naturale, al Museo Belvedere di Vienna.

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E qui bisogna aprire una parentesi sul Belvedere la cui costruzione  ebbe inizio nel 1712 (i lavori furono completati nel 1717)  per volere del principe Eugenio di Savoia e doveva essere una residenza estiva. Composto da due castelli Il Belvedere superiore (qui si trovano le opere di Klimt) e il Belvedere Ingeriore in stile barocco è un complesso che al di là delle opere d’arte che racchiude vale di per sé una visita.

Per anni avevo tenuto il poster de Il bacio nella mia camera. Dopo quella ‘visione’ non aveva più senso: sparito.

«Si è sempre in cammino verso la persona alla quale un giorno si darà un bacio».

Buon viaggio.

David Garrett – Io ti penso amore  http://youtu.be/Ia9uXumYrXQ

Oggi mi gira cosi

“- Da dove vieni?
– Vengo da Ksar
– Come ti chiami?
– Mohammed A’lladj
… e cosa sei venuto a fare?
– A fermare la latinizzazione della lingua araba.

– Grazie. “

Questo brano è tratto dall’album L’Arca di Noe del 1982 ed evoca le divergenze del mondo musicale occidentale rispetto a quello orientale «Voglio vederti danzare / come le zingare del deserto / con candelabri in testa» contrapposto a «Nell’Irlanda del nord / nelle balere estive / coppie di anziani che ballano / al ritmo di sette ottavi».

Oggi mi gira… storto? No o Bhooo? Ballare, allora, provare a ballare.