Il dubbio dei vincitori

Pensando.

Qualcuno disse-scrisse, allora, in quell’11 settembre che ogni anno tentiamo di ricordare in modo plateale senza averne imparato se non marginalmente la lezione : “nulla sarà più come prima”. Eppure tutto è dannatamente ‘come prima’ se non ulteriormente ammantato dal falso buonismo e dall’arroganza di credere , e fare credere, di contenere (in modo inadeguato e spesso strumentalizzato) guerre, sangue, dolore, morti, e morti viventi che portati dalle correnti, la vita come solo salvagente, approdano seminudi sulle nostre spiagge.
Fino a quando, oggi, ci faremo suggestionare dalla paura dell’ altro da noi che fugge? e ci chiede approdo?
Si dice: ‘Dobbiamo porci dei limiti!’ ma quale è, e se è quantificabile, il limite per il dolore da accogliere?

“II rumore degli assedi
è lampo soffice.
Scalzo
chiusa la bocca
riposa tremando.”

… e sotto l’ombrello onnicomprensivo dell ‘ ‘esportazione di democrazia’ cui si è aggiunto negli anni il riverbero nefasto della ‘globalizzazione’ e dell’egemonia dei mercati tout-court… 11 settembre 2015
L’Occidente con la sicumera di essere portatore di una unica verità.

“Trema la nostra vita
percossa dal bisogno.
Si spacca nella sete.

Precipita
la vita nostra.
Senza appello.

Gridi, dubbio,
paura
abbracci: tutto
è nel conto.

Ma trema,
domanda
la nostra vita.

Muore.
Morendo
domanda:
quale legge?”

Avranno mai un dubbio, si guarderanno mai dentro i vincitori?

“Pensammo una torre
scavammo nella polvere”

L’ indicibile dei vinti ricadrà pesantemente sulle loro spalle?

ingraomestessa
Pietro Ingrao e memedesima alla chiusura del XIX congresso del Pci a Rimini

“Lindicibile dei vinti, il dubbio dei vincitori.” , 1986 – Pietro Ingrao

"Rimbalza il clandestino" la feccia gioca su Facebook

 

 

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Lampedusa, tragedia in mare
"Avvistati quattordici cadaveri"

 

Versioni che si contraddicono, mezze verità, silenzi, attorno all’ultima strage del mare nel Canale di Sicilia.

Quel barcone era partito il 28 luglio dalla Libia: 73 persone, eritrei ed etiopi, uomini e donne, sarebbero morti di stenti, fame, ustioni.

Solo in 5 si sono salvati…

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…ed io sono tornata dal mare "abbronzata", da un’altra isola festosa. Sono qui e vorrei chiedere perdono, piangere, indignarmi all’inverosimile per questa politica che non condivido e che tuttavia getta anche su di me la responsabilità di questo ennesimo misfatto. 

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