teniamoci forte ( ‘up&up’ )

‘Un unico luogo senza tempo nè distanze, dove la realtà non è quello che si vede ma tutto quello che esiste.  Senza un prima e senza un dopo, con uomini che cantano e suonano sulla terra della Terra e immagini che richiamano passato, presente e futuro.’ (da una recensione sul web)

Questo il senso del video  Up&Up  canzone  per me punta di diamente di ” A head full of dreams” l’ultimo album dei Coldplay capitanati da Chris Martin che esce oggi in Italia.

Il video è stato realizzato da due giovanissimi autori  israeliani e per  loro stessa definizione è un montaggio ‘ toccante e surrealistico che allude a diversi temi del mondo contemporaneo.’

Non mancano infatti i riferimenti alle molte guerre, all’emergenza dei migranti, all’inquinamento, argomenti che ci riguardano tutti e che chi ha più voce (e i Coldplay ne hanno! ) devono monitorare e tenere vivi. Un video molto suggestivo: la bambina aull’altalena nello spazio e il volo di creature marine su New York rappresentano per me l’apice.

Immagine

Delfini

o ancora la tartaruga che fluttua all’interno della metropolitana o la grande farfalla aggrappata ad una piattaforma petrolifera…

tartaruga

farfalla

A voi l’ultima parola e nel frattempo mentre ‘speriamo che io me la cavo’ tra temporali e vento gelido… vi abbraccio con un augurio di

Buon fine settimana a tutti (belli e brutti).

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mutatis mutandis

Virginia Wolf, Durante un attacco aereo a Londra.

“La notte scorsa e quella precedente i tedeschi erano sopra la nostra casa. Adesso sono tornati. È un’esperienza strana, trovarsi sdraiati al buio ad ascoltare il volo di un calabrone che in ogni momento potrebbe pungerti fatalmente. È un rumore che interrompe il fluire calmo e continuo di un pensiero sulla pace; …”

E ancora :

“Finalmente tutti i cannoni hanno smesso di sparare. Tutti i riflettori si sono spenti. Il buio naturale dell’estate ritorna. Si sentono nuovamente gli innocenti rumori della campagna, una mela cade per terra. Un gufo grida, spostandosi da un albero all’altro. E qualche parola quasi dimenticata di un vecchio scrittore inglese mi viene in mente: “I cacciatori si sono alzati in America …”. mandiamo dunque queste note frammentate ai cacciatori che si sono alzati in America, agli uomini e alle donne il cui sonno non è ancora stato interrotto dai rumori della mitragliatrice, con la speranza che vengano ripensate, generosamente e caritevolmente, e forse rimaneggiate fino a diventare qualcosa di utile.
E adesso in questa metà buia del mondo, a dormire!”

Da La Repubblica 27 luglio2014

“Razzi da Gaza dopo la tregua di Hamas. Netanyahu: “Violano il loro cessate il fuoco”
Si continua a sparare da entrambe le parti. In mattinata, la tregua approvata dallo Stato ebraico per venire incontro alle richieste della diplomazia internazionale ha retto solo per poche ore. Poco dopo le 8.30 ora locale sono risuonate in gran parte del paese le sirene che annunciavano l’arrivo di altri razzi, lanciati da Hamas.”

foto sherazade – Roma,  Parco delle Valli

Da parte mia è tutto, la notte dormiamo e salvo i tuoni di un’estate che non vuole decollare ‘la’ guerra la leggiamo e per crudele che sia  possoiamo  solo immaginarla perchè abbiamo la fortuna di essere nati, sì in un Paese dei campanelli che troppo spesso ci indigna ma sostanzialmente vivibile. Cerchiamo di essere generosi.

 

Strange fruits vs Immagine

Non soffro di disturbo bipolare per cui sono allegra e prostrata allo stesso tempo. E’ che nulla intorno a me mi dice che ci sia stata una soluzione possibile per i morti ammazzati, per i disperati, per chi insegue un sogno che disegna ‘solo’ la libertà dalla paura.
Sherazadeconabbracciocircolare

 

Strange fruits vs Immagine

Abel Meeropol  scrisse con Billie Holyday  

“Strange Fruit”  seduti al  tavolino di un bar  “con ancora negli occhi la fotografia del linciaggio di due neri delle piantagioni del Sud’.

Una sera, il  giornalista Harry Levin  ascoltando  Billie Holyday cantarla, si senti improvvisamente accomunato a un generale, forte e nello stesso tempo confuso,  sentimento di impotenza dolorosa che aleggiava nella sala  e addebitò questo stato d’animo al momento storico che l’America stava vivendo: “Noi eravamo li, storditi ed incapaci di muoverci. Lei ci mise in contatto fisico con quella canzone. Nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, mentre stavamo combattendo per riportare la libertà (e la ‘democrazia’ aggiungeremmo oggi),  Billie ci stava dicendo che c’erano alcune cose incompiute con le quali l’America doveva confrontarsi.”

Nell’euforia dei primi mesi del nuovo millennio,  stilando una graduatoria sulla più bella e significativa canzone del novecento,  ilTime identificava in  “Strange fruit” di Billie Holiday  il “monumento musicale”  del secolo discostandosi nettamente  da un sondaggio a tappeto che aveva, invece, optato per “Imagine” di John  Lennon.

Io sono per “Strage fruit” e con il Time  attonita per il feroce parallelo con l’attualità (che simbolicamente mi riporta a Rosarno alla raccolta delle suoi rossi frutti, per molti unico cibo per giorni e giorni di guerriglia sanguinaria) di quelle strofe: “Gli alberi del Sud danno uno strano frutto, /Sangue sulle foglie e sangue alle radici, /Neri corpi impiccati oscillano alla brezza del Sud, /Uno strano frutto pende dai pioppi/…..Profumo di magnolie, dolce e fresco, /Poi improvviso l’odore di carne bruciata…”

E guerra sia!  Ogni giorno la scatola dei sogni fittizzi, si lascia sfuggire notizie di soldati dilaniati (i nostri eroi)  di ‘civili’, numeri grigi non meglio quantificati che fuggono o guardano muti al di là del filo di ferro che – ci vuole coraggio, – si chiama ‘campo profughi’.

Terre, città rase al suolo, nessun deodorante al profumo di magnolia a coprire il lezzo di sempre nuovi  corpi martoriati, anime senza speranza, per buona pace delle ricche democrazie e dei  (pre)potenti della terra.
http://youtu.be/tqbXOO3OiOs
 (La versione della canzone che vi propongo è di Nina Simone, una grande artista che l’ha cantata con altrettanta passione.

sherazade2011

identificava in

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Gaza, quale Dio?

Cari amici scusate se non sono molto vacanziera e se per il fine settimana condivido lo stralcio del testo giratomi da Marisa Conte.

Il nostro, il mio, è un piccolo spazio leggero ma a volte non si può proprio, neppure qui, chiamarsi fuori perchè ci viene chiesto di essere presenti, come possiamo ma presenti senza nascondere la testa nella sabbia come gli s.t.r.o.n.z.i.

“Israele sa di essere sotto l’occhio del mondo, opinione pubblica e Governi, anche quelli che, pure, lo sostengono, sempre e comunque. Può permettersi qualunque azione illegale che ad altri non è consentita ma deve far finta di non esagerare, di agire per autodifesa, alimentando, incessantemente, il mito del pericolo sempre imminente di un nuovo Olocausto per il suo Popolo.

“Come può Israele ottenere la pace, se non ha la volontà di delineare un confine e porre fine all’occupazione?”, ha detto Phillip Gordon, responsabile per il Medio Oriente della Casa Bianca.

A fine giugno, Lars Faaborg-Andersen, inviato dell’Unione Europea in Israele, ha affermato che “Gli Stati dell’UE stanno perdendo la pazienza, a causa della continua crescita di insediamenti israeliani illegali, nei Territori occupati palestinesi

E i bambini palestinesi quanto tempo hanno per trovare un rifugio (che non c’è, in quel lager che è la Striscia di Gaza), prima che cadano le bombe israeliane?

L’Olocausto palestinese si trova nei numeri.

 

In due giorni di assalto israeliano:

58 morti, saliti a 78 al momento che scrivo,
di cui 13 bambini, 7 donne e 36 vecchi
450 feriti, di cui 103 bambini, 46 donne e 283 vecchi
1033 bombardamenti di cui 144 razzi dal mare, 747 raid aerei e 142 cannoneggiamenti
312 case distrutte, 53 totalmente e 259 parzialmente

Ieri, è stata colpita la Torre dei Giornalisti, a Gaza City, e diversi di loro sono rimasti feriti. I giornalisti di RT hanno accusato Israele di terrorismo e di crimini di guerra.

Siamo alla 3^ Intifada o alla 2^ Nakba? “E’ l’insurrezione palestinese o, ancora, la pulizia etnica israeliana?
Anche se le terminologie differiscono, dalla prospettiva di Israele non c’è contraddizione tra le due; sono passi complementari verso lo stesso scopo, vale a dire un solo Stato ebraico.”.

Petizione online: http://firmiamo.it/spazio-in-rai-all-informazione-sulla-palestina#petition

AGGIORNAMENTO al 14 luglio 2014

Gaza, nuovi raid di Israele: 172 morti in 7 giorni. Razzi dal Libano e dalla Siria

Offensiva nella notte: 40 obiettivi colpiti, sale il bilancio delle vittime palestinesi. Missili sul Golan e sulla Galilea occidentale, nessun ferito. Oltre 17mila i civili che hanno abbandonato la Striscia

solo un saluto en passant

 

 

Sarei immodesta se dicessi di non esservi mancata. Vero?

Ho ripreso ieri sera con 38° (36 perceciti) possesso del patrio suolo. Adesso l’aria entra a folate da forno dalla finestra con le persiane abbassate. I pomodori del mio orto-giardino sono in piena maturazione.

Tante cose da raccontare. Le foto da scaricare tutte imbrigliate nel cellulare supersonico che ha fatto tilt nell’invio degli MMS.

Torno con un bagaglio di sofferenza e di dolore che supera, chiudendo gli occhi, le bellezze dei luoghi. Pietre, pietre ovunque, pietre antiche e macerie di ieri. Non è la stessa cosa che stare davanti alla tv all’ora di cena. La guerra ha un suo odore forte e si si sente ovunque.

Eppure i bambini giocano  (quelli israeliani con maggiore ‘tranquillità’ apparente)  le ragazze si innamorano e si sposano, fanno altri bambini, “come se”…e invece è su questa allocuzione “come se” che bisognerebbe porre una grande perchè è un errore madornale che toglie la sufficienza al grande tema della vita.

(E noi qui – (s)fortunati a leggere a puntate le ‘nefandezze’ di un figuro  senza pudore

Partire partirò

 

 

Sono in partenza – con una grande emozione –  per la Palestina e Israele.  Viaggio di  ‘conoscenza e solidarietà’ organizzato dall’Associazione per la Pace.

Il programma è fittissimo.  Gerusalemme, Jaffa, Tel Aviv, Ramallah, Hebron, Betlemme, Nablus, luoghi antichi, ricchi di storia,  ormai da anni e anni  pervasi da dolore ingiustizia  mescolati alla tenace speranza che possa  costruirsi e prevalere la ragione per una pace giusta che riconosca i diritti di tutti e due i popoli.

Non sono che pochi giorni e dunque nessuno si accorgerà troppo della mia assenza soprattutto perché vi suggerisco la visione di un film che di quei luoghi parla descrivendo l’assurdità di una  guerra che si accanisce anche sul  lussureggiante “Giardino  di limoni” di Salma, vedova palestinese, il cui inconveniente è di confinare con la villa dove il ministro della difesa israeliana ha deciso di andare a vivere e, dunque, per la sua sicurezza il giardino deve essere raso al suolo. Basta un filo spinato per definire il proprio vicino, una distesa di alberi di limoni, i propri potenziali nemici.

Questa, oggi, la situazione delle persone e dei territori che andrò a conoscere.

.

.

"per Gaza" Pietro Ingrao

 

Guarda:

vedi come ostinate

tornano dal cielo le bombe fiorenti e, furenti

calano sulle strade,

spezzano corpi,

ardono case, testarde inseguono

gli stupiti fanciulli,

gridano

cantano l’inno della morte senza stancarsi mai…

Chi siete,

perché illuminate le notti, insanguinate le vie:

perché siete in ansia

perché vi serve la strage degli innocenti

e forse disperate sull’esistere

tornate a cantare la gloria

dell’uccidere di massa, affidate la pace alla morte..Voi

così senza speranza

se soltanto

l’assassinio di massa può assicuravi la vita

e sole le maledizioni e le lacrime

possono difendervi.

E non vedere, e non sperate

altra salvezza

per l’uomo e per il figlio dell’uomo

che la morte corale.

Voi che venite da un cammino di lacrime

e ora senza lume di tregua

seminate nuovo pianto innocente.

Da lontano

vi scrutiamo impotenti:

e null’altro sappiamo

che invocare da voi l’elemosina della pace.

Noi che veniamo da lette di secoli

condotte per tutte le terre infinite

di questo globo rotondo

in cui dato a noi

fu di vivere,

e sembriamo ora

solo capaci

di educarci all’indifferenza.

O scrutare allibiti.

 

Pubblicata dalL’Unità, venedì 9 gennaio 2009