Estate

Al mare sono legati tutti i miei ricordi piu’ belli.

Quando ero bambina io, non si andava in vacanza tout-court. Noi bambini della buona borghesia piemontese alla fine delle scuole venivamo spediti in campagna o in montagna nel paese delle nostre domestiche venute a servizio in città da ragazzine. Io e mio fratello venivamo parcheggiati nella cascina della Mariusccia in un paesino minuscolo in alta montagna della Valle d’Aosta: Ussell. Oggi un ammasso di pietre.

Ho toccato il mare per la prima volta che avevo sei anni e mia madre nelle nostre passeggiate sulla spiaggia spesso mi raccontava della mia faccetta attonita quando le chiesi “Dove finisce questo mare?”.

Poi i miei nonni comprarono una villetta a Rapallo, io ero un’adolescente che si affacciava al mondo e li ho vissuto i primi amori incantati sul lungomare al tramonto, semi nascosta a ‘pomiciare’ nell’erba alta delle colline con le rondini – quante rondini! – oppure accucciata sul fondo di una barca a remi ancorata o, ancora, dietro una cabina bianca e azzurra proprio come in certi film d’epoca.

Il mio più grande problema a quei tempi era ‘imparare’ a baciare, baciare bene e sopratutto supera quel primo impatto di intimità delle due lingue l’una nella bocca dell’altro. Non fu difficile e via via arrivò la scoperta del corpo dei suoi languori quando le mani come polipi strappavano i costumi e le bocche percorrendolo lasciavano una scia viscida di saliva. Un tuffo calmava i bollenti spiriti ed io tornava la ragazzetta perbenino di sempre, almeno credevo.

Il mare mi era entrato nell’anima e su quella barca che sembrava cullarmi ebbi il mio primo vero rapporto. Solo il mare ancora oggi riesce a placare ogni mia ansia come sapeva fare la carezza di mia madre.

Il mare. Il mare vero delle nostre isole. Delle piccole selvagge e assolate isole italiane non quelle modaiole ma Alicudi o addirittura Filicudi dove vent’anni fa mancava la luce e l’acqua era portata due volte a settimana dalla nave cisterna.

Il mare dei lunghi desideri, alla scoperta di lidi lontani e ancora in parte inesplorati: le isole greche e le sbronze di Uzu, Maldive, Sea Shells, Isole Vergini, Capo Verde e la scoperta della grande musica di Cesaria Evora. Sempre tanto mare e tante isole. Niente vita mondana niente movida.
Mare e tanto sesso perchè il mare è un potente afrodisiaco, i corpi sono già nudi e bruciano e il sudore li rende luminosi, ora sgusciano via ora si avvinghiano

Sabato sono stata in una spiaggia di un mare non mare alle porte di Roma ma io lo amo molto perchè è legato alla prima infanzia di mio figlio che naturalmente da anni mi ha abbandonata al mio destino. La sera c’è stata l’inaugurazione dello stabilimento. Giocolieri si cimentavano con aste di fuoco. Ballerini sui trampoli. Il teatro era la spiaggia che le luci rendevano argentata, il mare cupo, non una stella. Buona musica, gente colorata, un’oasi rubata alla quotidianità.

Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro per dare l’esempio! JacquesPrévert.

Un alito di vento, un sussurro indecifrabile, cingendomi le spalle mi hai detto qualcosa.

E’ cominciata un’altra estate.