Tenera è la notte se…

La Repubblica – Roma

“Incendiari in azione a Monte Sacro : motorini e 8 auto date alle fiamme nella notte”

Se la percezione di disagio diventa concretezza ci si sente storditi e fuori luogo.    Se  il  ‘negro’ o il più politically corret nero acutizza il disagio,  nera è l’anima che porta a demolire a inficiare la vita del proprio vicino, o lontano che sia, tanto per acquietare i propri disagi mascherandolì di spavalderia ottusa.

Non serve arrivare con un barcone per essere additati come pericolosi individui da cui difendersi.     Questo tema è sempre più cavalcato da una politica becera e ignorante che abbandona il proprio territorio pro domo sua  e lucra sui sentimenti.

Parlare di notte di terrore parrebbe eccessivo ma erano le 3 e 15 quando in via Veglia siamo stati svegliati dalle sirene e dai lampeggianti di  carabinieri, vigili del fuoco e ambulanze.

Un numero ancora non precisato di  come definirli? ha dato fuoco a motorini regolarmente parcheggiati e macchine non solo nella mia via Veglia ma in via Monte Bianco e Via Monte Senario creando panico e danni.

Questo è quello che mi si è prospettato stamattina alla luce di un bellissimo sole.

Davvero verrebbe voglia di non vedere e non sentire

Tenera è la notte se l’animo è sereno).

Stupro

…atto di congiungimento carnale imposto con la violenza “ Treccani

E’ un atto obbrobrioso,  bel oltre la sua fisicità, cui tuttavia spesso segue una morte violenta, lo stupro va a minare qualcosa dentro, è una lacerazione dell’anima che resterà indelebile e lo sanno bene ‘certi’ uomini che da sempre come primo atto di sfregio stuprano le donne come a volere ristabilire regole primordiali di forza e sottomissione.

Commette stupro il disadattato come il compagno che non si rassegna a vedere la ‘sua’ donna andarsene, fare altre scelte di vita ed allora ‘meglio morta e di nessun altro.

Sono cresciuta in quegli anni, malauguratamente perduti, in cui il femminismo  – attraverso le nostre madri – insegnava l’auto derminazione, non l’uguaglianza! ma l’accettazione e il rispetto della differenza, il libero amore e le scelte sessuali con-sen-zien-ti. Non soltanto ‘Io sono mia’ ma un pensiero compiuto su noi stesse.

Bisogna essere genitori da giovani perché solo così si riesce a capire, certo non tutto e non sempre, i propri figli ed i loro turbamenti. Stabilire un confronto che sia profiquo.

Sessant’anni, oggi, sono troppi per concepire di avere una figlietta ventenne che si ‘sballa’ in discoteca fino alle 4 e si apparta con l’ultimo della fila?   Non credo. Penso che esista un modo più sano di godersi la vita e questo certamente non può essere ‘strafarsi’,  ubriacarsi  ed ‘appartarsi’ prima con un uomo e forse con un altro.

“Rimini. Studentessa spagnola in Erasmus denuncia violenza sessuale”

 La ragazza, 20 anni, ha detto di aver conosciuto i due, prima uno e poi l’altro, in un locale della città. Dopo aver bevuto qualche drink in loro compagnia, si è appartata. Al termine della serata in discoteca, è tornata a casa con alcuni amici.    La ragazza ventenne non ricordava il PRESUNTO stupro ma quando si è svegliata la mattina seguente ha accusato dolore alla parti intime.

Il pronto soccorso ha riscontrato ‘lievi’ lesioni esterne che non escludono l’abuso.”

Abuso. Eppure anche un rapporto consenziente un po’ ‘impetuoso’ può causare lievi abrasioni.

Forse sì!    sono troppo vecchio stampo per capire certa gioventù ma per favore stuprare/abusare  è un atto gravissimo, ricordarsene il giorno dopo facendosi il bidet (con rispetto parlando)…

Attenzione però a non mettermi in bocca

‘Se l’è andato a cercare’ ma piuttosto ‘Un po’ più di consapevolezza no?’

merossa

E poi fate l’amore.

Niente sesso, solo amore.

E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,

sul collo, sulla pancia, sulla schiena,

i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,

e occhi dentro occhi.

Intendo abbracci talmente stretti

da diventare una cosa sola,

corpi incastrati e anime in collisione,

carezze sui graffi, vestiti tolti insieme alle paure,

baci sulle debolezze,

sui segni di una vita… Alda Merini

Viva l’Italia ..DeGregori cantava

A noi, popolo d’Italia, l ‘ISIS Islamic State of Iraq and Syria , acronimo inglese dell’organizzazione terroristica di matrice islamica radicale, “ ce scuce ‘n baffo.

Mentre il nostro ministro per gli Affari  esteri Paolo  Gentiloni  ci fa sapere che:

 “l’‘allerta terrorismo «è una questione internazionale”. In Italia ormai da mesi c’è una situazione di presidio dei possibili target»

io oggi, esausta  da giorni di dolorosa fatica, leggo altro.

“Milano, imputato di bancarotta fa strage in tribunale.  Sono tre le vittime di: un giudice, il suo ex avvocato e il coimputato.

Le telecamere della sicurezza lo hanno ripreso mentre mostrava all’ingresso un falso tesserino.”

Una domanda ingenua : Si entra nei tribunali senza passare attraverso il metal detector anche se l’ingresso è riservato ai dipendenti?

Il ministro Angelino Joli Alfano informa:

 “Era pronto a uccidere ancora”. (Bravi, ci fa piacere!).

 Sarebbe il caso, allora, di tirare per la giacchetta un altro nome eccellento,  Matteo Salvini, la Lega ti fa bello,  e informarlo che forse i pericolosi terroristi non si annidano  né si camuffano tra quei poveri diseredati che approdano sulle coste siciliane, ammesso che ci arrivino vivi, ma che le falle stanno nei nostri stessi sistemi di sicurezza interna e che basta un folle per fare strage sia che guidi un ‘auto sia che decida di farsi giustizia da sé. Pressapochismo all’italiana, purtroppo. Altro che Isis!

 

Si fa presto a gridare all’uomo nero.

Viva l’Italia Francesco De Gregori https://youtu.be/Y27o-7U13OA

‘quante volte figliola…’

 

Ho trasgredito la mia regola ‘Mai con un uomo sposato’ soltanto una volta
epperò quell’uomo era mio marito.

Il matrimonio non era per noi e anche dopo la nascita di nostro figlio abbiamo per un certo periodo continuato a vivere separatamente.
Poi lui ‘per ragioni troppo lunghe e tortuose’ mi ha chiesto in sposa ed io, malauguratamente, ho accettato in un giorno di lavoro, solo i testimoni e alla fine mancavano gli anelli che in fretta e furia mia madre scese a comprare da un tappezziere: due anelli da tenda! Eppure fu un matrimonio simpatico ed io so che ero molto carina con il mio bouquet di bianchi  ranuncoli  e violette. Piccola digressione sentimentale ma consentitemela.

Inaugurata una casa nuova e dopo un anno io gli ho tirato addosso, anche qui ‘per ragioni troppo lunghe e tortuose’, il tavolino di cristallo del soggiorno poi sono andata in terrazzo e gli ho sradicato le sue belle piante che curava tanto meticolosamente, tutto sua madre cresciuta a pane e Orsoline.

Naturalmente c’era l’ “altra” e naturalmente era totalmente diversa da me non fosse altro perché era magrissima e, diciamola tutta, ‘borgatara modaiola.

Separazione consensuale. Lui veniva quando veniva a prendere il bambino che aveva tre anni la mattina e lo riportava a casa la sera poi aspettava che si addormentasse e andava via.

Poi un giorno, una domenica più o meno estiva mi chiese di andare con loro al parco del Circeo. Fu una giornata molto piacevole, il bimbo che non capiva niente dalla felicità, lui ed io affettuosi.

Finimmo a letto insieme e furono scintille come era prevedibile. Lui non si fermò a dormire perché a casa lo aspettava l’ “altra”.

Cominciò per entrambi un periodo di amanti sul filo di rasoio che si rincorrevano e di nascosto si incontravano all’ora di pranzo o nel primo pomeriggio e poi le domeniche al mare e sempre, dopo, lui se ne fuggiva mentre io mi crogiolavo contenta come una un’allocca per averla fatta in barba a quella…stronza ladra di mariti ed essere sulla buona strada di riprendermi il maltolto.

Era talmente eccitante! andavo a mille e avevo tutto di nuovo sotto controllo e l’estate passava e un pensiero maligno lentamente cominciò a insinuarsi e finalmente costruii un ragionamento compiuto:
‘Bella scema ma cosa credi che una situazione così non farebbe gola ad ogni uomo?
L’amante in carica tradita con la moglie che ‘sto giro fa l’amante e dunque nessuna delle due ha nulla da pretendere’.

Due piccioncelle con una ‘fava’ è proprio il caso di dirlo.

Improvvisamente rinsavita ho chiuso la mia relazione con il mio amante, mio marito, e a dirla tutta lui ci rimase di cacca.

 

Merde merde merde!

Lu' e la sua ya500erotti 

 

Questo è mio figlio Luca in sella alla suo Tmax.
Luca non è uno come si dice con i grilli per la testa ma ha una sua fissa: non ha la patente auto e che piova o ci sia il sole è passato dal motorino dei sedici anni alla sua moto da maggiorenne.
A volte per sollecitarlo a prendere anche ‘sta benedetta patente auto gli dico che alla fine succederà che porterà in ospedale la mamma moribonda in moto. Allegria!

Ecco ho appena ricevuto una sua telefonata:

“ma’…MI HANNO RUBATO LA MOTO”

Più tardi avrò i dettagli
e meno male che c’è il blog perchè mi sento una bestia in gabbia, rabbiosa e rancorosa, come quando gli feriscono il suo cucciolo che poi è mio figlio, un ragazzo gentile non un figlio di puttana.. ops no quello noi perchè poi sarei io.

Caxxo è quell’altro il figlio di puttana, quello che ha rubato la moto a un ragazzo che se la sta pagando e che con la moto ci va a lavorare.

Il sesso degli angeli

 

 

Non credo che  dichiarare la propria omosessualità sia un fatto di semplice ipocrisia.
Il coming out cioè dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale, è un atto travagliato, spesso ritardato, a volte mai espresso, per un senso di colpa culturale,  di inadeguatezza soprattutto nei confronti dei propri cari, delle persone che per lo più concepiscono la sessualità in termini canonici (la Chiesa) o costituzionali (vedi lo scivolone di Massimo D’Alema).
Questo incivile utilizzo di  outing (rivelare senza averne diritto l’omosessualità altrui), questa gogna mediatica,  nata dalla provocazione di Aureliano Mancuso leader della comunità Gay (lanciò il sasso ed ora nasconde la mano) di denunciare, peraltro senza prove, dieci  politici del Pdl che votarono contro la legge sull’omofobia pubblicando i loro nomi su un sito internet non porta a nulla e – io credo – per le ragioni che ho detto poco sopra ma soprattutto, perché la sessualità, o meglio l’orientamento sessuale,  è un fatto privato e nulla deve avere a che fare con il ruolo che ognuno di noi è chiamato a svolgere nella società, sì, anche in parlamento in un momento tanto grave.
Certo, oggi, nel magma putrido di cui siamo circondati è difficile pensare in buona fede e scindere il pubblico dal privato ma io voglio farlo per non cadere, come dire?, nel trappolone che siamo tutti ugualmente corrotti, chi più chi meno.
Del resto vorrei levarmi un sassolino nei confronti dell’onorevole del Pd Paola Concia (promotrice della legge contro l’omofobia)  che dopo tanto pugnare per il bene comune e  aver tuonato la sua rabbia urbis et orbis, lei che cmq poteva, è subitamente conVOLATA  a  nozze con la sua Bella in Germania, segno lampante di distinzione tra chi può e chi non può permettersi certi escamotages. Anche questa è incoerenza di sinistra: andare contro le proprie leggi o, meglio, aggirarle.
Chi mi conosce sa bene quanto so’ essere draconiana nelle mie posizioni femministe eppure io sono contraria alle quote rosa che certamente faciliterebbero le donne nella società ma non educherebbero a sceglierle per qualità ma per sesso (debole e dunque da tutelare).
Pene maggiori per chi fà torto a un gay, a una donna, a un bambino a un vecchio, o brucia un immigrato meglio se nero, a un barbone?
Dati alla mano abbiamo visto che la pena di morte, ove ancora barbaramente  praticata,  non costituisce un deterrente.
Inculcare il senso di pari dignità, di pari diritti. Assumere ognuno singolarmente e a discapito delle apparenze, comportamenti onesti, questo è quello che dobbiamo imparare e non a farci giustizieri o portatori di rivalse:

 

“ah! TU non hai firmato la legge contro l’omofobia?
Allora IO denuncio la tua omosessualità”.

 

Tristissimo!  sarebbe come ammettere che ogni decisione, ogni nostra scelta è schiava delle pulsioni sessuali, e dunque andando a ritroso ecco rispuntare le attenuanti  per le donne che in quel periodo commettono reato, magari dinuovo le attenuanti previste per il  delitto d’onore, oppure imputare alla moglie o all’amante di un giudice (lei che non glie l’ha data) il rigore di una pena.

 

 

Piccole orge crescono

Avevo imposto a me stessa di tacere, di non fomentare idee e ‘cattivi’ pensieri sulla scoperta da parte dei magistrati delle bravate del nostro folkloristico latin lover per eccellenza  che è anche Sua Eccellenza il Presidente del Consiglio italiano.
 
Ma da  giorni le pagine dei quotidiani, dei settimanali, degli online, delle trasmissioni televisive di intrattenimento e non,  sono incentrati sul puttanaio che è emerso e  al quale anche i più spregiudicati non erano preparati.
 
Da altrettanti giorni è avvenuta  la  morte di un altro soldato italiano in Afganistan. Bisogna scorrere le prime pagine con attenzione certosina per trovarvi traccia.
Non ne dico il nome perché il suo nome è quello di tutti i militari della coalizione che sono in missione di ‘peace keeping‘ e che sono già morti o nella migliore delle ipotesi corrono gravi – sembra – imprevedibili pericoli.
 
Dico questo perché sentendo il nostro Ministro della difesa Ignazio La Russa fare riferimento  con voce stentorea  alle :”preoccupazioni espresse dal presidente del consiglio” sulla nostra missione e aggiungere che: è incredibile il livello del morale dei nostri ragazzi. Sono loro che infondono coraggio a noi",  mioddio!  io davvero vorrei sprofondare immaginando quali possano essere le reali preoccupazioni del presidente del consiglio, ora più che mai, e quale potrebbe verosimilmente essere il giudizio che i nostri militari danno ai divertissements e alle giocose battaglie che, in contemporanea, vanno in scena nel lettone di Putin.

 

Requiescant in pace