come spada di ghiaccio

“ …Quando il quarto uomo indica cinque minuti di recupero Mancini si alza dalla panchina per protestare; Sarri lo affronta e, come dirà poi Mancini con la conferma dello stesso Sarri, lo apostrofa dandogli del

«frocio» e del «finocchio». Questo avviene nella partita Inter-Napoli di domenica scorsa.

Non seguo il calcio se non di rimbalzo ma questo episodio nn poteva passare inosservato.

Per una distorsione professionale tutta mia e per quel minimo che comporta vivere all’interno di una comunità fatta di persone con esigenze e obiettivi tanto diversi ma sempre frutto di un comune denominatore ( la realizzazione di sé e  – azzardo – la ‘felicità’) seguo gli accadimenti politici non precisamente quelli criptici di economia ma piuttosto di diritti che si inseriscono nel tessuto sociale collettivo.

Nello specifico tra le prime pressioni che risalgono alla fine del secolo scorso, il Novecento, le comunità omosessuali finalmente hanno potuto, seppure timidamente e con sempre grandi pregiudizi, venire allo scoperto tant’è che dalla segregazione e dall’anonimato – oggi – sono in grado di chiedere venga riconosciuto il loro status di coppia e dunque gli usufruire di uguali servizi e diritti delle coppie canonicamente riconosciute uomo-donna…

Ma lo Stato italiano nicchia e tra un no e un ni  dopo avere abortito le leggi prima sui ‘Dico’ e poi sui ‘Pacs’ adesso si sta dilaniando con un balzo in avanti sulla ‘step child adoption’ (cazzo, detto all’italiana! ma che cazzo ci vuole a parlare italiano?) cioè azzerando il pregresso il Parlamento sta discutendo sul’adottabilità dei figli di un solo membro del nucleo.

E mentre il Governo gioca di fioretto e rimanda all’infinito  ecco che ricompaiono le ormai desuete bollature di frocio e finocchio.

Avrei preferito sorvolare ma proprio oggi Leggendo tra la posta il modulo che mi è arrivato dalla mia Social Security americana leggo :

“Benefits for same-sex Couples”     Traduco: ‘Una recente decisione della Corte Suprema riconosce su tutto il territorio il matrimonio tra coppie dello stesso sesso. Invitiamo dunque a contattarci per definire se essi o i loro figli abbiamo diritto all’Assicurazione o possano farne richiesta con altre modalità’.

Questo succede negli Stati Uniti e la domanda che mi pongo è:

“Ma come mai anche in questo caso da esterofili filo americani quali siamo, una volta tanto non prendiamo esempio?”

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Cavoletti, oggi il freddo che persiste nel nostro condominio  (mistero doloroso) mi rende puntuta come la spada di ghiaccio fatta dalla pipì del Barone di Münchhausen  quando dall’albero uccise l’orso!

Il sesso degli angeli

 

 

Non credo che  dichiarare la propria omosessualità sia un fatto di semplice ipocrisia.
Il coming out cioè dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale, è un atto travagliato, spesso ritardato, a volte mai espresso, per un senso di colpa culturale,  di inadeguatezza soprattutto nei confronti dei propri cari, delle persone che per lo più concepiscono la sessualità in termini canonici (la Chiesa) o costituzionali (vedi lo scivolone di Massimo D’Alema).
Questo incivile utilizzo di  outing (rivelare senza averne diritto l’omosessualità altrui), questa gogna mediatica,  nata dalla provocazione di Aureliano Mancuso leader della comunità Gay (lanciò il sasso ed ora nasconde la mano) di denunciare, peraltro senza prove, dieci  politici del Pdl che votarono contro la legge sull’omofobia pubblicando i loro nomi su un sito internet non porta a nulla e – io credo – per le ragioni che ho detto poco sopra ma soprattutto, perché la sessualità, o meglio l’orientamento sessuale,  è un fatto privato e nulla deve avere a che fare con il ruolo che ognuno di noi è chiamato a svolgere nella società, sì, anche in parlamento in un momento tanto grave.
Certo, oggi, nel magma putrido di cui siamo circondati è difficile pensare in buona fede e scindere il pubblico dal privato ma io voglio farlo per non cadere, come dire?, nel trappolone che siamo tutti ugualmente corrotti, chi più chi meno.
Del resto vorrei levarmi un sassolino nei confronti dell’onorevole del Pd Paola Concia (promotrice della legge contro l’omofobia)  che dopo tanto pugnare per il bene comune e  aver tuonato la sua rabbia urbis et orbis, lei che cmq poteva, è subitamente conVOLATA  a  nozze con la sua Bella in Germania, segno lampante di distinzione tra chi può e chi non può permettersi certi escamotages. Anche questa è incoerenza di sinistra: andare contro le proprie leggi o, meglio, aggirarle.
Chi mi conosce sa bene quanto so’ essere draconiana nelle mie posizioni femministe eppure io sono contraria alle quote rosa che certamente faciliterebbero le donne nella società ma non educherebbero a sceglierle per qualità ma per sesso (debole e dunque da tutelare).
Pene maggiori per chi fà torto a un gay, a una donna, a un bambino a un vecchio, o brucia un immigrato meglio se nero, a un barbone?
Dati alla mano abbiamo visto che la pena di morte, ove ancora barbaramente  praticata,  non costituisce un deterrente.
Inculcare il senso di pari dignità, di pari diritti. Assumere ognuno singolarmente e a discapito delle apparenze, comportamenti onesti, questo è quello che dobbiamo imparare e non a farci giustizieri o portatori di rivalse:

 

“ah! TU non hai firmato la legge contro l’omofobia?
Allora IO denuncio la tua omosessualità”.

 

Tristissimo!  sarebbe come ammettere che ogni decisione, ogni nostra scelta è schiava delle pulsioni sessuali, e dunque andando a ritroso ecco rispuntare le attenuanti  per le donne che in quel periodo commettono reato, magari dinuovo le attenuanti previste per il  delitto d’onore, oppure imputare alla moglie o all’amante di un giudice (lei che non glie l’ha data) il rigore di una pena.