scherza coi fanti (e lascia stare i santi)

 

“Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.”

Ma qui siamo nell’ambito (alto) della poesia di Neruda. Nella vita le cose vanno spesso diversamente.

Ti parlavo anch’io e il tuo tacere mi inquietava. Ti accarezzavo delicatamente e da te neppure un brivido silenzioso. Ti ho parlato, supplicato e mi sono anche arrabbiata.
“Perché?” mi dicevo “andava tutto talmente bene e tra noi perfetta sintonia.

Ho dovuto lasciarti, lo ammetto, anche sostituirti.

Oggi, finalmente dopo venti giorni e due settimane sei tornato. Mi aspettavi.

E’ stato come se il tempo non fosse mai passato.
Le incomprensioni sanate.
Ti sei accesso al mio tocco.
Ora sei di nuovo mio.
Insieme e…

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Mi piaci (anche)  quando taci…

Vogliamoci ben(r)e

L’estate sta finendo eppure questo settembre , qui a Roma, ci sta regalando giornate soleggiate e soprattutto di un tepore piacevolissimo.  Certo si fa scuro un poco prima ma questo non ci impedisce di mantenere un po’ di sani vizi presi durante le vacanze: gesti più lenti, sorrisi più lunghi, seduti con persone che ci piacciono (ma anche una sola o noi da soli) e soprattutto sorseggiare qualcosa di fresco e diverso dal solito.

Io sono notoriamente una patita del Margarita ma qualche sera fa ho assaggiato il MOSCOW MULE uno storico cocktail che appartiene alla tradizione americana dei “buck’s”, ovvero drink miscelati con ginger-ale o ginger-beer.
Il Moscow Mule, per i profani, ricorda alla vista il gin tonic, con la vodka al posto del gin e con l’aggiunta però di una o due sottili fette di cetriolo.
La storia del Moscow Mule ha inizio nel 1941:  John G. Martin,  distributore di cibo e bevande nella East Coast,  incontra in un bar di Los Angeles Jack Morgan,  proprietario del mitico bar Cock’n Bull in Sunset strip di Hollywood e,  insieme,  tra una chiacchi era e l’altra,  come spesso avviene (dunque anche noi cerchiamo di incontrarci più spesso possibile),  inventano il Moscow Mule,  mescolando il ginger beer di Morgan con vodka Smirnoff e lime,  pensando di introdurre sul mercato americano una nuova bevanda originale e per renderla ancora più interessante servendola  in un ‘mug’ (boccale) di latta anziché in un bicchiere.

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Negli anni 50, in America ci fu il boom della vodka importata dalla Russia con enorme successo e il Moskow Mule era così richiesto che l’azienda produttrice della Smirnoff ideò un bicchiere speciale esclusivo per questo cocktail, un boccale di rame simile al mug della coppia Martin-Morgan.
La ricetta originale ha attraversato i tempi e i continenti, riempiendo le pagine dei ricettari dei barman e divenendo uno dei cocktail più richiesti (e tuttavia a me ignoto  ! )

Oggi, la composizione del Moscow Mule è questa:

3 cl vodka
8 cl ginger-ale o ginger-beer
1 cl succo di limone
qualche fogliolina di menta fresca
qualche fettina di cetriolo
una fettina di lime come decorazione.

Si prepara direttamente nel suo bicchiere, il copper mug, (che forse a noi fa difetto) o in alternativa in un tumbler alto, riempito di ghiaccio cui di aggiungono gli ingredienti nelle dosi sopra riportate. e la fettina di lime a decorare il bordo!

Fidatevi e diamoci appuntamento a domani per l’aperitivo.
Buona domenica e fatemi sapere.

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Abbracci circolari 😉

Frivolezze di donna

Mentre procede il mio ruolo, assai tenero, di madre surrogata del Cornacchiotto…

io vi racconto.

Presa dall’allegria di un assaggio di calda, forse troppo calda primavera, come ogni donna che si rispetti (rispetti?), un po’ vanesia e un po’ spendacciona (ma anche questi sono massaggini dell’ego) mi sono lasciata incantare ed ho fatto incartare questo per me delizioso scamiciato di maglia di cotone blu notte.

scamiciato

Carnagione pallida di corsa un fine settimana a Ponza

Ponza

Pose languide perche il sole mi penetrasse dolcemente, viso proteso per un lungo bacio di quelli che poi scuoti i capelli e ti senti una leonessa.
Niente di tutto ciò a Ponza vento a mille impossibile resistere ma a dispetto della natura un accenno dorato coloriva le mie gote.

Rientrata a Roma dopo giorni di pioggia e freddo marzolino ricompare il sole, passeggiata pomeridiana con Sally e voilà in uno slancio di fiducia mi lascio intenerire da questi sandaletti di cuoio che ‘proprio mi mancano’.

sandali fratini

Non si gioca ad armi pari con la natura un po’ snaturata di queste nuove stagioni che non seguono più il loro corso e il risultato di questo pomeriggio eccolo!

parco delle valli

E siamo solo a lunedì.

tutte le foto sono di sherazade.

Donne e motori

Seppure da una angolatura diametralmente opposta all’immaginario maschile tutto sessuale, il binomio donne e motori mi rappresenta.
Certamente, le donne le vivo alla Thelma e Louise: complici,amiche, sempre stupefacenti, stronze, antagoniste. Al primo anno di università mi sono lasciata innamorare ed ho amato follemente una mia coetanea ed è stato bello e brutto allo stesso tempo perché tra noi c’era una differenza di fondo che io avvertivo e subivo attraverso il suo fascino, il suo essere – credevo allora – disinibita.
Luce riflessa. Altri tempi, chissà.

Dunque i motori. In uno stop and go tipico delle ore di punta, qualche giorno fa, stanca, sulla mia C1 tra mille suoni sono stata attratta da un borbottio ringhioso e profondo un po’ da leone scontento, affamato.
Fa capolino sul retrovisore e mi si affianca una Ferrari California bianca
Ferrari

ma il traffico era rallentato ed io mi godevo quel ronfare sordo: un antico ricordo a quando S. entrò nella nostra vita tra i timori e le ansie di mia madre.
Presto divenne il nostro (di mio fratello e mio) padre di riferimento e forse il ‘modello’ dei miei futuri compagni. Molto bello perché allora i piloti dell’aereonautica militare ‘dovevano’ essere alti, eleganti nei modi e soprattutto belli. Top gun ante litteram che mi conquistò soprattutto per un altro motivo.
Arrivava su di una Lancia Spitfire decappottabile
Spitfire

‘fichissima’ con la quale ci scarrozzava tutti e quattro, il vento tra i capelli, lungo la strada che portava ai lago di Avigliana dove si passava il pomeriggio.

Ma come se questo non bastasse era capitano pilota di C119 i cosiddetti ‘vagoni volanti’
C119

Ce n’era di che anche per una bimbetta infiocchettata.

Troppo presto S. è volato altissimo fino ad essere invisibile quando in una missione di peace keeping abbatterono il suo aereo (e morirono tutti) ed io sono cresciuta facendo radicare la sua passione per i motori.

Dopo avere lavorato qualche tempo alla Alfa Romeo di Los Angeles sono rientrata a Roma portandomi una meravigliosa Giulietta spyder
Giulietta

e ci sono scesa soltanto due anni dopo quando ormai prossima al parto era diventato difficile, fastidioso e pericoloso lo sfregamento del volante sul pancione.

E se riuscite a immaginarmi provate un po’ a mettere accanto a questa molto gravida giovane donna una biondissima levriera afgana, Perla
levriero-afgano-19081715

dono di addio di un innamorato abbandonato . Davvero una vera fanatica. E allora?
Correva l’anno… oggi ‘ruzzico, come si dice a Roma su una piccola C1
c1braccialetti

scelta con gran cura e secondo criteri di un utilizzo razionale, vezzeggiata come un gioiellino tanto che, in mezzo al traffico, arriva a fare la furbetta con una Ferrari e sul sedile del passeggero dell’ormai attempata ex velleitaria fanciulla scruta l’orizzonte la magnica Sally-ina
C1sally

Donne e motori e tanta vita.

(foto dal web e di sherazade)

BARBRA STREISAND – THE WAY WE WERE https://youtu.be/zHHB4xh-Mvo

C’est la vie (en rose)

Un dolce? Sì, grazie vorrei la vostra crema catalana’.

Un tuffo nel passato. Persa nel suo sapore, riconoscendone il gusto ad occhi socchiusi. La salivazione che aumenta e per un lunghissimo attimo niente e nessuno conta più. Tempo cristallizzato legato a quel rito che ci portava a scegliere sempre lo stesso finale. Un giuramento ed insieme minaccia che solo quando si e molto innamorati fa regredire a giochi di bambini un po’ petulanti: ‘No, questo è il nostro posto, con nessun’altro mai’. Non ieri sera dove in barba al mondo la crema catalana è tornata a far parte, lei sì, della mia vita.

💜💚❤

Ingredienti – 4 tuorli- 5 cucchiai di zucchero – 25 gr di amido di mais- 500 ml di latte – 1 stecca di cannella- scorza di limone- zucchero di canna La crema catalana è il dolce spagnolo che non va confuso con la creme brulèe francese! È un dolce da cucchiaio facilissimo da preparare (persino per me) ed è incredibilmente gustoso. Preparazione Dividete i tuorli dagli albumi. Montate i rossi con lo zucchero sino ad ottenere una crema soffice e spumosa. In un’altra ciotola mettete l’amido di mais setacciato e scioglietelo con due cucchiai di latte. Prendete quindi un pentolino e versatevi il restante latte e fatelo bollire con la buccia del limone e la cannella. Toglietelo dalla fiamma e lasciatelo raffreddare leggermente: versate quindi il latte nella ciotola con le uova e lo zucchero eliminando le scorze di limone. Mescolate con cura il composto, rimettetelo tutto nel pentolino e portate nuovamente a bollore per qualche minuto, mescolando la crema continuamente con un cucchiaio di legno. Travasate quindi il composto nelle coppette in cui servirete quella che sarà ‘la’ crema catalana. Lasciate inizialmente raffreddare a temperatura ambiente, poi mettete le coppette in frigo per circa 4 ore in modo che possa solidificarsi. Pochi minuti prima di servire la crema catalana, cospargete la superficie di zucchero di canna: con il grill del forno bel caldo caramellate lo zucchero che dovrà diventare marrone ma non dovrà bruciare. Lasciate raffreddare per qualche minuto per dar modo allo zucchero di solidificare e diventare croccante e voilà una paradisiaca crema catalana.   Un consiglio, mentre portate il cucchiaino alla bocca socchiudete gli occhi e assaporate Il retrogusto dolce ~amaro del caramellato che sale a pizzicarvi il naso:

c’est la vie (en rose)

cantata da Grace Jones : pare che youtube abbia dei problemi  😉 http://youtu.be/Ah2x1Enu7Go

Manuale d’amore

Pene d’amore

bale

Il pene dei cirripedi, sottoclasse dei crostacei, è 30 volte più lungo del loro corpo (pochi cm).
Anche le LUMACHE BANANA a dimensioni non scherzano: lunghe 20cm, hanno un pene di 18.
Il primato più assoluto lo detiene la BALENOTTERA AZZURRA : 2,5 metri, il più dotato del mondo (meditate uomini…meditate…).

Amore e morte

ragno

Della Mantide religiosa si sapeva: mangia il maschio dopo l’accoppiamento perché ha bisogno di
proteine per produrre uova… ma anche il RAGNO DALLA SCHIENA ROSSA lo fa a suo rischio perché la sua compagna durante l’amplesso si ciba del suo stomaco e lui raramente sopravvive.

Do ut des

rana

Negli abissi marini, dove trovare un partner è assai difficile, la RANA PESCATRICE quando lo trova non lo molla più. Si chiama parassitismo sessuale: il maschio si attacca permanentemente alla femmina per succhiare cibo, in cambio le fornisce la garanzia dell’accoppiamento.

 

Tutti insieme appassionatamente

serp

Il SERPENTE GIARRETTIERA  preferisce il sesso di gruppo: quando arriva una femmina fino a cento maschi le saltano addosso aggrovigliandosi a palla. Vince un solo fortunato.
In Canada la stagione degli amori di questi serpenti è addirittura diventata  un’attrazione turistica.

La vie en rose

Le SCIMMIE BONOBO  sono “macchine da sesso” e lo fanno almeno una volta al giorno, sia etero che omosessuale, lo fanno in coppia, in gruppo o da soli e per vari motivi: per salutarsi, per rilassarsi dopo una fatica o per risolvere conflitti.
Questa iperattività li rende uno dei popoli animali più pacifici (non sarà, incede, che sono semplicemente sfiniti?).

Io ballo da sola

La LUCERTOLAdi WIPTAIL, ha imparato a riprodursi da sola sviluppando le uova senza fecondazione. Tipica di alcuni rettili, dei crostacei e degli insetti, la partenogenesi è stata osservata anche in alcuni tipi di squali.
Mai tra i mammiferi (anche se le donne …).

e INFINE

cuore

 

 

 

In dolce attesa

 

Tutta la settimana passata è stata, per me, una settimana NO.

Il cambiamento repentino,  un fulmine a ciel non troppo sereno è arrivato da chi dicevo io e come se Mago Merlino ci avesse messo lo zampino, però riguarda la mia sfera personale e un po’ per pudore e un po’ per rispetto nei vostri confronti, lo dico alla francese che comunque suona diverso :  ‘glissons’.

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Marc Chagall – La passeggiata

Poi è successo un altro fatto stra-bi-lian-te e pur immaginando la vostra ‘sana’ invidia ve lo consegno.

A cena da mio fratello, quello grande,  raccontavo che domenica ero stata accompagnata in moto (per evitare lo strazio del cercare parcheggio)  da mio figlio a vedere-comperare uno smartissimo che seguivo  da tempo e che era in super offerta al 40% in meno, lo  dico sottovoce 299 euro. Cifre che cadono come birilli e di cui nn vi è mai certezza. Naturalmente manco uno ne era rimasto.

Ora dovete sapere che a me mi potete parlare di gioielli ed io arriccio il naso.  Mi piace l’argento.  Le collane di pietre dure e  gli orecchini  che lavati i denti sono il mio primo pensiero: Marilyn nuda con 3 gocce di Chanell n. 5 ed io con un paio di inseparabili orecchini.  Però sto divagando.

Negli ultimi anni mi sono sempre più appassionata alla telefonia mobile il mio primissimo Panasonic minuscolo e a conchiglia  dorme impacchetta e perfettamente funzionante nel cassetto insieme a tutti i suoi successori via via  più potenti e più grandi. Divenuti multitasking per adeguarsi alle varie funzionalità se prima ‘piccolo è bello’ adesso è tutto l’opposto. Personalmente non sopporto  iphone perchè ha il sistema operativo ios e perchè vive nella sua riserva con i suoi accessori e le sue app come una principessa nella torre. Mi scusassero i possessori. Ho apprezzato molto in Nokia ma prima che installasse Windows, e quindi sono passata alla Samsung con molto gusto sono arrivata al Samsung IV. Bello schermo 4.8  velocissimo col WiFi e anche fuori la rete si prende bene. Però, ecco il punto, dall’anno scorso guardavo amorosamente all’ LG Electronics che è di una società coreana che dal 2007 produce in tantem con la svedese Phillips televisori ad alta definizione,  il 3D è un loro brevetto,  per esempio.

Il mio oggetto del desiderio è il nuovissimo Lg 3 con uno schermo di 5.5 secondo me il massimo che va a sostituire anche il tablet. Foto a una risoluzione pazzesca, 13 mpx,  fantastiche che io posto su Flickr da anni.  Insomma mio fratello che non ci capisce niente di telefonia ed è stato da subito un estimatore del mio Samsung mentre cenavamo quatto quatto, ovvero tra la confusione di una cena in famiglia,  ticchettava sul suo tablet e alla fine mi ha detto

“FATTO, il telefono ti arriva tra tre giorni lavorativi,  tu mi dai il tuo Samsung! Questo è il mio regalo di Natale e così …  tu sei sistemata!

Accidenti! Ieri che giornata! Adesso sono in dolce attesa e vi saprò dire.

Voi? che rapporto avete e quanto vi interessa questo mio  m(v)ezzo?

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LG3,  la mia dolce attesa

 

un’anima bella

Internet è magia pura, sublimazione dell’impossibile.

Ti rende ubiquo. Sei in Australia e contemporaneamente a Sabaudia.
Sei sposato con prole e nello stesso tempo innamorato (s)perso chè niente cospira più dell’immediatezza del mezzo per congiungere seppur lontanissimi sospiri d’amore.

S’ incontrarono a metà giugno ad un corso di aggiornamento farmaceutico. Entrambi titolari di farmacia, scoprirono in seguito,  con amici o comunque conoscenti comuni.
Il terzo giorno del corso lui, galantemente si offerse, eggià pioveva anche l’anno scorso, di accompagnarla a casa. Il quarto giorno la invitò a cena e il quinto, ultimo giorno, lei se lo porto nel suo letto.

Presto fu metà luglio, erano innamoratissimi e soprattutto inseparabili.  Chiuse le rispettive farmacie cominciava la loro estate d’amore ma .. il ma è che lui con il cuore in mano la pose di fronte ad un dilemma.
Prima di conoscerla, anzi già a marzo, con un amico avevano progettato e prenotato il mese di agosto in Australia!!!. Che fare ora? Personalmente non si sentiva di lasciarlo solo e, anche, di perdere parecchi soldi che sarebbero stati il meno rispetto alla gioia di stare insieme a lei.  già e  l’amico?
Ebbene lei decise generosamente che NO! Lui sarebbe partito e si sarebbero scritti ogni giorno via e-mail.

Le lettere arrivarono giorno dopo giorno con dovizia di particolari e istantane dai canguri ai pappagalli, gli aborigeni, le spiagge assolate gioia dei surfisti, i selfie di lui con i capelli al vento, lui abbronzato, lui che le mandava un bacio.

Che meraviglia l’Australia ma come bruciava la lontananza.

Lei a distanza di qualche giorno dall’agognato ricongiungimento uscì a cena con amici ed incontrano altri amici di amici. Soliti discorsi e a un certo punto lei disse che per partire qualche giorno aspettava che lui tornasse dall’Australia. Lui chi? … lui lui? Ma non è possibile! È a Sabaudia con la moglie!

Fu il gelo ad agosto.

Lei tornò a casa ricevette per alcuni giorni le sue lettere d’amore con il countdown dei giorni che mancavano … meno uno … ci siamo! “Arrivo stasera tardi, i bagagli, una cosa e l’altra si fa tardi vengo direttamente io da te” e il resto furono parole d’amore e di desiderio.

Attaccato alla porta trovò  un foglio 4 x 4

“Parto per l’Australia. Tu torna da dove sei venuto: a Sabaudia.”

Lei poi andò davvero in Australia l’anno successivo e si rese conto che era come se ci fosse già stata. Lui la teneva per mano, non c’era ma era come se ci fosse.
Questa è una storia vera di quelle che possono accadere soltanto in estate e soltanto se si ha una forte dose di faccia di tolla come quella di lui e la straordinaria capacità di fare affiorare e raccogliere i sentimenti migliori di una oggettivamente brutta esperienza. Lei in questo fu  maestra.

Un’anima bella.

ps mi farebbe piacere se passaste da  Miriam che ha ribloggato questo mio post  integrandolo e rendendolo più completo. Grazie a Miriam e a voi.
http://sfioccarelenuvole.wordpress.com/2014/08/21/un-anima-bella/

21 luglio (just) smile

.
Paul Virilio, architetto e sociologo, che conosce per mestiere l’infinita sequenza dei disastri, sostiene che l’incidente è ciò che accade a noi tutti, ovvero  l’incidente sarebbe il tempo stesso che passa:   ‘un tempo sempre più veloce, sempre più incalzante: il tempo è l’incidente degli incidenti’.

Bene o male, incidente o meno io lunedì avrò un anno di più e continuerò a ricordarlo perché festeggiare mi piace. Mi piace guardare le persone care che vedo una volta l’anno, alla faccia del libro faccia!

E mi aspetto i regali e in tanti anni so anche da chi e quale regalo riceverò. Tutto rientra nella definizione di regalo e dunque spero  che anche voi da lontano non siate avari con la festeggiata.

Se fossi una diva da rotocalco sicuramente mi potrei fregiare dell’aggettivo ‘magnifica …enne’.
Se fossi una signora dell’Ottocento alla Guy de M. benché con un carico maggiore dei 35 anni di madame Bovary sarei una donna ancor piacente.

Personalmente mi sento sia splendida che piacente. Ebbene sì. L’animo sereno per quanto strettamente riferito alla sfera personale certamente aiuta, lo dico sottovoce e con grande rispetto.
Sono entrata in quell’età moderna in cui le donne seppure con un ritardo di vent’anni diventano invisibili sessualmente, preda di chirurghi plastici senza scrupoli, poco appetibili al mercato se non per le perdite urinarie e quel ‘fastidioso prurito’, nonne con 24 nipoti mezze rimbambite. Alle fanciulle da acchiappo rossetti, auto e aperitivi ma anche ‘ Datemi il mio Breil’ o quel profumo da panterona.
Mah. Non riusciremo mai a liberarci dei molti stereotipi che sguazzano nel qualunquismo.

‘Sì, va bene, ma tu come stai?’

‘(just) SMILE. ve lo dirò l’anno che verrà’.

Sorridi, anche se il cuore ti duole
sorridi, anche se si sta spezzando
quando ci sono nuvole nel cielo
ci passerai sopra
se sorridi attraverso
la tua paura e al dolore
sorridi e forse domani
scoprirai che la vita vale ancora
la pena di essere vissuta

Sherabastacredercisolounpo’

Pioggia di mezza estate

Il cielo di Roma dopo la pioggia

Il giardino lavato dalla pioggia

Le considerazioni di Sally sulla pioggia

Dreaming California (basta con la pioggia)

…o  il mare dal terrazzetto di Ponza, senza pioggia

ponza

 

Fotografie di proprietà di sherazade2008