Aprile (scende la pioggia ma che fa..

Proverbio del mese:
Aprile bagnato contadino fortunato  (e noi in città? frutta a volontà?)
Aforisma del mese:
Nessuno può darti consigli più SAGGI (!) che te stesso.  (dedicato al Pres. Napolitano?)
Proverbio del mese:
A dà retta a le ciarle de li fregnoni (imbecilli) , cerchi er mare e trovi ‘n pantano.  (dedicato a…taci  ‘boccaccia mia’! )
Modi di dire del mese:
Li cudrini (quattrini) sporcheno le dita.  (dedicato a quelli che rubano  a…palate)
Luna e orto:
In aprile bisogno pensare ai trapianti facendo però attenzione alle possibili gelate improvvise.
Il fiore del mese:
Il mughetto composto da delicati e piccoli fiori a grappolo bianchi dal profumo intenso e sensuale che, al contrario, simboleggia la verginità e l’innocenza.
Io mi sposai illo tempore e il mio bouquet era composto da mughetti intrecciati nel tulle ricamato di lilla, l’abito  corto di seta grigio perla, e più che di verginità (era già nato mio figlio) e di innocenza si trattò di vera incoscienza visti i risvolti quasi immediati con cui entrambi reclamammo la reciproca libertà.
Il segno del mese:
Ariete che ‘come la forza della natura irrompe con tutta la sua energia a dare vita al creato, così i nati sotto questo segno (ma io sono una cencerina) sono vitali e passionali ‘(epperò anch’io lo sono).
Il pianeta dominante è Marte, ‘centro divino di energia’.
Il colore il rosso, il metallo il ferro e la pietra il diaspro rosso.
Dedica del mese:
“Oh Roma, patria dell’anima, tu sei veramente la sola, l’eterna. Al di sopra di ogni grandezza umana anche oggi…sotto qualunque degradazione! (G.Garibaldi)
Poesia del mese:
Specchio  –   S. Quasimodo
Ed ecco sul tronco si rompono le gemme,
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto, piegato sul declivio.
E tutto mi sa di miracolo, e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il  suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.

Nulla è farina del mio sacco, neppure la poesia dura di Salvatore Quasimodo che esprime con tenerezza l’arrivo della primavera.
Queste ed altre curiosità si rinnovano di mese in mese nel calendario che da anni è il più richiesto (e a ragione) da noi ‘clienti, e non, di un importante gruppo di ottica presso il quale da una vita io ‘cerco lumi’ tra occhiali e lenti a contatto.
Un esempio  che insegna come si possa fare pubblicità in modo intelligente e mi riferisco all’orrida, ingiuriosa  pubblicità degli strofinacci che la ministra Fornero ha prontamente fatto ritirare perché alludeva alla violenza contro le donne:http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/03/29/news/pubblicit_con_omicidio_stop_della_fornero-55600147/

Buon Aprile a noi e che finita la pioggia di dubbi stallosi ci sia Primavera anche per la nostra Italia. Perdonate la melensaggine finale (‘Il lato positivo’ c’è e deve essere solo trovato)

2013

Chissà, forse domani

Deflagra senza sangue in un tripudio di colori la primavera italiana con i suo contrasti di luce, le giornate sempre più lunghe e uno spossamento che a me fa tremare le gambe mentre cammino guardando il cielo azzurrissimo striato di bianco.
Abbasso lo sguardo su mille sfumature di verde, foglioline di malva, erbetta fresca,  anche qui la ‘contaminazione’ bianca di tanti bottoncini ammiccanti,  margheritine agguerrite, raggruppate e determinate a farsi ammirare e cogliere:
“mi ama non mi ama!”

Vado poco oltre  e ri-trovo la strana coppia così come l’ho lasciato nell’ultimo sole autunnale.
Il vecchio signore il berretto in testa seduto  sulla sua seggiolina pieghevole intento a leggere il giornale e molto vicino a lui un giovane, la testa bassa, l’extracomunitario, il badante, l’uomo nero che viene da lontano cui è affidata la salute e quel po’ di qualità della vita che resta quando si è soli ma non si può più stare soli.
Vorrei salutarli  ma mi vergogno un po’ per aver carpito tante volte questi loro momenti.

Chissà, forse domani.

Il piumino arancione

 L’arancione è legato all’energia fisica e mentale, all’attività, alla creatività.

EFFETTI BENEFICI SULLA PSICHE
Il suo contenuto emotivo è il desiderio. E’ la percezione delle emozioni da un punto di vista fisico.
 E’ legato all’energia fisica e mentale, all’attività, alla creatività. L’arancione stimola il movimento, l’indipendenza e la fiducia in sé stessi mentre allontana gli spettri della depressione..
BENEFICI PER CHI LO INDOSSA
Chi lo indossa esprime gioia e affermazione del suo Io, buonumore e altruismo.
Vi stupirà sapere che l’energia elettromagnetica dell’arancione è sulla stessa frequenza vibratoria della catena del DNA. 

CARATTERISTICHE POSITIVE
Le caratteristiche equilibrate, nell’arancione, sono: movimenti aggraziati, intelligenza emotiva (parte dx cervello), sapere sperimentare il piacere, saper accudire sé stessi e gli altri, capacità di cambiare. La scelta dell’arancione indica il bisogno di ricerca di esperienze intense, sotto ogni aspetto, da cui trarre e sperimentare nuove sensazioni piacevoli e conoscitive. Il rosso è la forza fisica-amore e il giallo la saggezza-conoscenza; uniti nell’arancione esprimono questa combinazione di caratteristiche.
CARATTERISTICHE NEGATIVE
Le carettaristiche negative? Ci sono, certo che sì,  ma all’insegna del “buonumore e dell’altruismo” ve le risparmio.

E voi? che arancioni siete?

Maggio rose e spose

 

 

Ogni r(sp)osa una spina

Era di gennaio. Avevamo deciso di sposarci il giorno del suo compleanno, una sorta di reciproco regalo ci sembrò allora.

Ammessi soltanto i genitori, i miei fratelli e i testimoni.

Io avevo scelto per l’occasione un vestito lunguette di velluto di seta grigio chiarissimo e sopra un poncho di ciniglia viola, il mio colore. Gli invitati erano vestiti altrettanto sobriamente.

Dimenticavo un bouquet di mughetti e rose bianche che riempi di profumo la sala comunale.

Dopo la cerimonia – con imprevisto tra il comico e il tragico visto che nessuno aveva pensato alle fedi nuziali e dunque mia madre, ricordandosi che dietro Botteghe Oscure c’era il negozio di un tappezziere,  si precipitò a comperare due anelli da tenda – finalmente asciugata qualche inevitabile lacrimuccia tutti a prendere un ricco cappuccino e poi, loro via al lavoro ed io a casa ad allattare il pargolo.

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Nessuna recriminazione oggi. Proprio come nei saggi proverbi popolari, il tempo lenisce ogni cosa. Il dolore passa e in ognuno di noi la forza della sopravvivenza porta prima a rimuovere e poi, piano piano, come fosse una caramella, a rielaborare il gusto buono di quello che ci siamo lasciati alle spalle.

Se così non fosse faremmo dei masochisti e avremmo soprattutto sciupato il tempo migliore.

Vi vedo già asciugarvi le lacrime..non è il caso.

Ma??? allora tutto questo rimembrare perchè?

Perché Maggio è il mese delle rose e delle spose e

Perché ho sempre dichiarato che la mia prossima volta sarebbe stata in pompa magna: abito bianco strascicoso con damigelle in rosa antico e…poco importa se nel corso degli anni al ‘papabile’ marito non ho mai pensato, o meglio, non ho ancora pensato.

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Il fiore del ricordo per Enrico Berlinguer

 

Incontro pubblico dedicato alla memoria di Enrico Berlinguer

a 25 anni dalla sua scomparsa

 

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Roma, Piazza Farnese, giovedì 11 giugno, ore 18.30 – 20.00

 

 

         Siamo un gruppo di cittadine e cittadini che – ispirati dalla memoria di Enrico Berlinguer – hanno sentito l’esigenza di celebrare in mezzo alla gente il venticinquesimo anniversario della sua morte. L’11 giugno è una data simbolicamente assai rilevante per tantissimi italiani: Enrico Berlinguer morì su un palco a Padova mentre teneva un comizio per le elezioni europee del 1984,  nell’adempimento del suo dovere, del suo lavoro.

 

         Al di là dell’eredità politica dell’uomo, che ancora divide, è talmente grande il lascito morale, il prestigio, il carisma, la nobiltà della sua figura, che non verrà mai meno il bisogno di ricordarlo.

 

         L’esempio dell’uomo e del politico Enrico Berlinguer rappresenta un patrimonio per l’intera nazione, al di là degli steccati di parte. E di tale esempio noi siamo convinti che l’Italia e gli italiani abbiano ancora estremo bisogno, soprattutto in una stagione così travagliata come quella che il nostro Paese sta attraversando.

 

         Ricordarlo in Piazza Farnese – in tanti – può rappresentare un tributo alla sua persona, ma soprattutto un richiamo alle coscienze di noi tutti ed un appello a ricordare per le giovani generazioni.

 

         Non sentiamo il bisogno di ‘prove di forza’, ma sarebbe bello essere insieme, numerosi, giovedì prossimo in quella incantevole piazza romana.

 

         Dunque se la nostra motivazione vi convince, venite ed invitate altri cittadini a esserci. Ricorderemo Enrico Berlinguer attraverso le brevi testimonianze di chi vorrà prendere la parola.

 

                              Arrivederci a Piazza Farnese. 

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Questo il mio modo di bypassare queste ultime giornate, di superare i bla bla bla post elettorali e di pormi serenamente, con lo  sguardo volto al futuro, chè anche dai numeri scorporati e analizzati con saggezza si  possono individuare ‘auspici’ favorevoli di ripresa.

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La s(minuscolo)toria siamo noi

 

 

La Repubblica, 26 aprile 2009

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Incendiamo casa di immigrati dopo una rissa. Un nordafricano intossicato, otto i fermati.

 


Quattro, tra italiani e nordafricani, hanno riportato ferite da taglio e sono state medicate in ospedale.

 
Secondo i primi accertamenti, la zuffa è scoppiata intorno all’una di notte nel centro storico di Albenga (Savona)  dopo che un gruppo di italiani aveva orinato nei vasi di fiori di un palazzo abitato da immigrati,  tutti marocchini regolari, che hanno protestato. Ne  è nata così una discussione sfociata ben presto in rissa.

Successivamente, per vendetta, il gruppo di italiani ha chiamato rinforzi e insieme hanno dato fuoco alla casa.

Un nordafricano, sorpreso nel sonno, è rimasto gravemente intossicato dal fumo ed è stato salvato dai vigili del fuoco. E’ stato ricoverato con riserva di prognosi a Genova.

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Già. La storia, quella quotidiano, siamo noi,

 perchè non è possibile non vegognarsi.

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Ricchezza è …

 

 

…poter scegliere un libro e ..

goderlo parola per parola; ritornarci sopra. inanellare  pensieri, chiudere gli occhi, assaporare le sensazione che ci trasmette.. e tanto ancora.

"Coglierla, che peccato!

Lasciarla, che peccato!

Ah, questa violetta!

Devo rinunciare al desiderio di conservare la mia vita  e anche all’idea di non conservarla, Devo vivere e basta.

L’importante è la violetta, non il mio desiderio di usarla.

Bisogna vivere nel mondo senza il desiderio di usarlo, essere felici di sè come la violetta, la modesta violetta."

(Il dito e la luna – A. Jodorowsky)

Tra scienza e incoscienza.

 

 

da un quotidiano online

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"Il VIAGRA contro la distrofia..

ma raddrizza anche i fiori."

Capisco che ci sia un ritorno al pruriginoso pensiero vittoriano e che  mentre si alzano le gonne e si abbassano le scollature ci si accapigli sull’uso si, l’uso no,  dei preservativi colpevoli dello sterminio di tanti spermatozoini/bambini in divenire.

Capisco,  ma  che ora il “cosiddetto”, insomma  il “lui” sia definito ‘fiore’ suona nuovo anche per una ‘scafata’ par mio.

Papaveri, girasoli (o in compagnia), piccoli nontiscordardimè.  Spudoratamente d’estate dove ti giri vedi fiori!

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oppure (io preferisco il rosso!),

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WWW l’estate e i suoi mille fiori