La Storia siamo noi

 

 

Otto Adolf Eichmann,catturato a Buenos Aires la sera dell’11 maggio 1960, trasportato in Israele dinanzi al Tribunale di Gerusalemme l’11 aprile 1961, doveva rispondere di quindici imputazioni, avendo commesso, ‘in concorso con altri’, crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista, in particolare durante la seconda guerra mondiale."

Hannah Arendt va a Gerusalemme come inviata del "New Yorker". Assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il giornale sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro al caso Eichmann e all’Olocausto.

Ne nasce un libro controverso e ‘scomodo’: pone le domande che non avremmo mai voluto porci, dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un un tutto bianco o tutto nero. Il Male che Eichmann incarna appare alla Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. Macellai che non esprimono  la "grandezza" dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somiglian nella misura in cui : "Tutto ciò che è necessario/ per il trionfo del male è/ che gli uomini buoni non/ facciano niente". (E. Burke)

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La musica e Freddy Mercury

 

 Is this the word we created? (1984)

 

Just look at all those hungry mouths we have to feed
Take a look at all the suffering we breed
So many lonely faces scattered all around
Searching for what they need

Pensiamo a tutte quelle bocche affamate
che dobbiamo nutrire
Guardiamo tutta la sofferenza che noi stessi generiamo
Così, tanti volti depressi, sparsi tutt’intorno
in cerca del necessario

Is this the world we created…?
What did we do it for
Is this the world we invaded
Against the law
So it seems in the end

È questo il mondo che abbiamo creato?
Per cosa l’abbiamo fatto?
È questo il mondo che abbiamo invaso?
Contro ogni legge
Così sembra, alla fine

………………………..

È questo il mondo che abbiamo creato,
costruendolo da soli?
È questo il mondo che abbiamo distrutto,
fino all’osso?
Se c’è in cielo un Dio che ci osserva
Cosa può pensare di ciò che abbiamo fatto
al mondo che Lui ha creato?

Regali e regali.

 

 

“Quello che abbiamo

non è la libertà di espressione

come strumento di democrazia,

ma libertà di parola

come décor di regime.

Tu puoi dire quel che vuoi,

e il regime fa quel che vuole”.

(Al-Aswani ‘Ala)   

 

Mi piacciono i re-ga-li. Dite pure quel che vi pare. I regali, siano essi utili al corpo o all’anima.

Ho ricevuto bottiglie di bagno schiuma, creme setose,  profumi deodorante e ci andrò tranquillamente avanti fino alle prossime feste. Dunque a dispetto di tutto utilissimi.

E poi libri e cd ai quali forse non avrei pensato.

A quel ‘gudurioso’ di mio fratello ‘piccolo’, compagno di bisbocce che scemano con gli anni (i suoi!), ho regalato un prosciutto intero e l’allegra famigliola pare abbia molto gradito, Virginia compresa (due anni).

Dunque  non voglio cominciare l’anno in modo troppo crudo anche se ce ne vuole davvero di stomaco a passare su la Repubblica on line,  leggere e uscirne…non proprio comme il faut.  Ma dal caldo tepore,  un po’ qui e un po’ là,  punto il dito sul regalo più bello che sto leggendo: “Chicago” di Al-Aswani ‘Ala.   

E’ un romanzo corale, ed è quasi impossibile racchiuderlo, descrivere i personaggi (egiziani emigrati) che si trovano a dovere affrontare nel ‘nostro’ privilegiato occidente,  culture completamente diverse dalla lingua al cibo ai rapporti interpersonali…

Cos’altro aggiungere? Aspetto anche la Befanina e spero certamente nel suo carbone, nei Gianduiotti che adoro e…

 

lasciatemi sognare!  In fondo siamo solo all’inizio.

 

 

Tic tac..come le ciliege

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Domenica  14 dicembre

In effetti dovrei partire per il gelido clima di Starsburgo per la-vo-ro ma – detto sottovoce – me ne andro il più possibile bighellonando per i famosi mercatini di Na-ta-le.

A venerdi’ e non lasciatemi troppo sola QUI.

 

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Venerdì 12 dicembre

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…Se volete c’è una convinzione più di fondo, che mi porto dentro da tempo, anzi da lungo tempo: che noi ci trasformiamo con gli altri.

Gli altri sono diversi e sparsi e in cerca.

Tutti siamo sparsi.

La liberazione la si costruisce insieme

Se mi permettete uno scherzo, a me piacerebbe molto, e da tempo, andare in un convento.

Ma poi è successo che non ci sono andato. Perché sono stato trascinato nelle città, nel tempo delle metropoli.

E la si è in tanti, di tanti luoghi e di tanti colori.

E la libertà si costruisce là dentro: persino il pensiero della solitudine.

Ce l’ha insegnato il vecchio Marx che bisogna costruire nel gorgo.

E lui di comunismo un po’ se ne intendeva.

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Uno scritto 

Pietro Ingrao

29 settembre 1990

Giovedì 11 dicembre

 

Con il termine allunaggio si intende la discesa di un veicolo sulla Luna. Si distingue tra allunaggio duro (in inglese: hard Moon landing) di fatto un impatto che comporta la distruzione del veicolo e allunaggio morbido (soft Moon landing) che grazie all’azione frenante dei retrorazzi permette al veicolo di arrivare intatto sulla superficie lunare.

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Mercoledì 10 dicembre

La ‘fuga’ dal mondo alla ricerca della ‘vera’ felicità da riscattare  attraverso il  contatto con una natura  estrema,  la negazione della società imbrigliata da regole (il suo sogno verso Alaska, terra promessa), guida il viaggio – e l’ingeneroso rifiuto a vivere le emozioni –  di  Christopher McCandles e lo porterà a scrivere, moribondo, stremato dalla fame e dal freddo, che:

 

"Happiness is real only when shared":

la felicità è autentica solo se condivisa,  nella complessità variegata che la rappresenta.

 

Un film controverso che può anche soltanto essere letto come un meraviglioso documentario, un viaggio  attraverso gli immensi spazi americani che richiamano il mitico “Easy Rider”. Colonna sonora curata da Eddie Vedder dei Pearl Jam.

martedì 9 dicembre

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Al prossimo G8 in Sardegna (casa e bottega, insomma), il Presidente del Consiglio porterà sul tavolo "una proposta di regolamentazione di Internet in tutto il mondo".

Evidentemente ha una concezione proprietaria di tutti i sistemi di comunicazione e immagina un sistema di norme concepito in analogia con quanto avviene per qualunque testata. Tuttavia, con Internet non è così: non c’è uno spazio, un luogo in senso classico dove esercitare una forma di pressione o di condizionamento.

Regolamentare l’autoregolamentabile? Internet non ha bisogno di censure e tanto meno di regolamentazioni, perché per sua natura si autoregola.
Forse,  il Presidente del Consiglio devrebbe trascendere dal suo delirio di onnipotenza e capire che non si può telefonare ad Internet come fa ad Emilio Fede.

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Lunedì 8 dicembre

"La zia Daniela s’innamorò come s’innamorano sempre le donne intelligenti:

come un’idiota".

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Il microcosmo della città messicana di Puebla si trasforma in un grande universo femminile animato dalle avventure struggenti  e improbabili delle "zie": donne capaci di tirarci per i capelli  nei loro sogni non privi di passione, con originalità  che ognuna di loro imprime al tran tran quotidiano.

"Donne dagli occhi grandi"

di Angeles Mastretta, racconta di donne ma è un libro che una volta sul comodino  incuriosisce e cattura  anche l’attenzione maschile per il suo modo ora ironico, ora delicato di descrivere gioie e dolori di un sentimento chiamato ‘amore’ da cui, pare,  nessuno può – almeno una volta nella sua vita – svicolare.

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Rose rosse per te (che te ne vai)

 

 

Oggi è morto Sandro Curzi.

In molti decanteranno il suo fare.

Da me solo un leggero ricordo personale.

 

 

A mia mamma il compito di riunire noi tre figli tutti insieme a cena, a casa sua. Una, due volte al mese.

Di solito  erano invitati anche dei suoi amici. Compagni di lavoro.

Dopo la scissione del Pci, a casa nostra ci fu un momento di grande fermento e queste cene erano sempre infocate e riuscivamo tutti a perdere il lume della ragione: mamma aveva restituito la tessera del Pci e militava in  Rifondazione, mio fratello Stefano sosteneva la svolta occhettiana, Francis guardava equidistante, io rimanevo  ingraiana doc e con lui continuavo il mio lavoro politico.

La ‘svolta’ era stata vissuta sulla carne di tutti noi. Ricordo quella mattina, che mi chiamò Antonio Bassolino dicendomi di rintracciare Pietro Ingrao e ricordo, anche,  come questo fu difficoltoso (senza ancora i cellulari)  perché lui era in Spagna per i funerali di Dolores Ibarruri.

 

Madkaine in un commento sul mio blog (a seguito di un nostro battibecco) ha pensato di cautelarsi dicendo che non entrerà più nel ‘personale’. Credo faccia male. Incontrare resistenze non ha una valenza negativa,  significa riconoscere consistenza e riscontro al proprio essere. Un valore aggiunto, certo, non indispensabile.

 

Oggi è morto Sandro Curzi. Un compagno ineccepibile a cui gli anni – forse – avevano fatto  perdere un po’ di ‘smalto’. Un uomo integerrimo come pochi ancora ne restano. Era sempre elegantissimo alle nostre cene, come sempre del resto; ascoltare la sua voce pastosa, vederlo sedersi sulla poltrona di vimini accanto alla finestra a fumare, dopo cena, la sua pipa..

Apprendendo la sua morte stamattina è stato come rivedere un film bellissimo ma irrimediabilmente lontano.

 

Il PCI era davvero una grande famiglia. Noi a Botteghe Oscure, ciascuno col suo incarico, non conoscevamo gerarchie. Ci si incontrava tutti con tutti  nell’androne disegnato da Gio’ Pomodoro, oppure davanti all’ascensore, e magari ci si prendeva a braccetto, si riusciva per arrivare al bar di Vezio e strada facendo si discuteva ..anche della partita, perché no.  Io ero politicamente piuttosto inesperta e giovane,  contavo meno che zero eppure avevo titolo ad essere ascoltata, a chiedere a dissentire, anche.

Sono fiera e non smetterò mai di dirlo abbastanza, della scuola e dei grandi Maestri che ho avuto.Il mio pensiero e la mia formazione  è quella ed ha fatto di me una persona che  – a volte – si piace.

 

Che ne è della sinistra oggi? Un manipolo di dirigenti senza leadership, elegantissimi e spocchiosi, divisi,  neppure buoni a dare indicazioni stradali perchè “Seconda stella a SINISTRA.. questo è il cammino.." non e che una bella canzone di Bennato.

 

Ciao Sandro. Abbracciami mamma.

 

 

Deus ex machina pronunciation

 

 

Perchè tanta ipocrisia?

Perchè non vogliamo dichiarare che questa stupenda ragazza che ci guarda invitante, sexy quanto basta, NON è la Eluana che  langue appesa a un filo nella sua non-vita da 16 anni?

 

 

Mi permetto di ritornare in punta di piedi su questa terribile argomento sulla vita-non vita per chiedervi se è giusto – dinuovo e ogni volta tanto clamore morboso – tacciare il padre di Eluana da assassino, se è giusto mettere a paragone casi analoghi eppure diversi, se è giusto che la Chiesa strattoni così dogmaticamente gli animi ponendo altri pesanti fardelli se – io penso e vi chiedo – la vita, quel ‘meraviglioso’ dono che ci viene elargito cessa il momento stesso che un sondino, un ago, una apparecchiatura medica, tecnica, si pone violentemente in mezzo per impedirne la morte spontanea?

Che tu possa riposare in pace, dolce fanciulla ormai donna.

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Cuore fa rima con amore e dolore (purtroppo)

 

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Ho trovato questo video prima delle vacanze.

A me sembra un cuore sospeso; il cuore sospeso di Eliana, il cuore schiantato tra lamiere d’auto, il cuore in bilico su tanti barconi della speranza, il cuore di chi nonostante tutto vuole che esso viva per fare vivere.

Un cuore che bussa forte alle porte del mio cuore perchè io non mi sento un’isola felice e lontana e le lacrime e il sangue che quotidianamente si spargono intaccano anche il mio sentire. E non potrebbe essere diversamente.

Non intendo far proclami buonisti ma una piccola riflessione: che da settembre non dobbiamo  riprendere a piangerci addosso, batterci il petto ma semplicemente ricordarci – ogni giorno, anche il più “sfigato” –  che siamo fortunati, più fortunati di molti (troppi) e che se ci guardiamo intorno – qui –  nel nostro piccolo, ristretto e privilegiato paradiso,  qualcosa anche noi possiamo fare.

Quello che facciamo
è soltanto una goccia nell’oceano.
ma se non ci fosse quella goccia
all’oceano mancherebbe.”
Madre Teresa di Calcutta

Io NON ci sto.

 

Ho voglia di stronzate.

Stronzate liberatorie

perché quello che emerge dalla lettura dei quotidiani, l’aria stessa che si respira, è assolutamente inquietante.

Anche la seconda parte della telenovela di “Genova per noi” non mi attrae, Scusatemi.

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IMPRONTE

 ovvero

La società del controllo e della democrazia inquinata.

 

 

Dopo il caso dei bambini Rom,  ci si interroga su certe  tecniche di riconoscimento (schedatura) che violano la dignità umana.

La scansione dell’iride,  la registrazione della traccia vocale, la geometria della mano, la rilevazione satellitare di ogni spostamento, tutte queste tecniche  biometriche  rendono inutile, inutilmente becero, l’exploit del Ministro Ma®roni.

 

“Cade l’antica premessa dell’habeas corpus, l’impegno sovrano a ‘non mettere mano’  su un corpo che oggi non possiamo intendere sole nella sua fisicità”.

 

DIVISE

 ovvero

Ritorno al passato (remoto?)

 

“La Ministra Della pubblica istruzione “per motivi sociali e di decoro”  chiede che venga ripristinata la ‘sana’ regola di andare

A SCUOLA IN DIVISA.

Un passato che bussa prepotente alle porte.

Sbattiamogliele in faccia!

 

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Morire a Verona

 

 

Per Nicola

No quiero consuelos

No!

No quiero

consuelos

A mi pena.

Quiero

concielo

a mi dolor.

Quiero

volar contigo

con tus alas

con tus ganas

en tu suelo

y en tu sol.

Non voglio lasciarmi prendere da una paura disfattista ma ho paura.

Tremo per questa società imbarbarita dove l’arroganza e l’ignoranza del ‘gruppo’ famelico arriva a massacrare e uccidere  di botte per una sigaretta negata.

Non voglio essere una Cassandra dell’ultim’ora,  tuttavia penso fortemente, che se si continuerà all’infinito a rimuovere (in lunghi analiti di buonismo)  le implicazioni pesanti che nella storia italiana hanno avuto il nazismo unito al fascismo, se finita la memoria essa non continuerà ad  essere ben presente, e rappresentata dalle istituzioni, noi produrremo dei mostri “figli di buona famiglia” pronti a tutto,  assolti nel segno di una svastica e, oggi, anche dal neo eletto Presidente della camera il quale sostiene non essere (ovvero essere) meno grave la morte di un ragazzo in quanto perpetrata (a suo avviso) “senza ‘fini’ politici” piuttosto che la gravità concreta degli atti compiuti dalle “frange della sinistra radicale” a Torino…

Non vorrei, eppure ci troviamo in un mondo privo di prospettive e di valori, dove frange giovanile sradicate e degradate si travestono da nazi, o da ultrà, o da estremisti di qualsiasi cosa e ‘agiscono’, come si è visto in tante, tantissime occasini. 

L’uccisione di Nicola Tommasoli è una disgrazia collettiva, una perdita profonda, cui assistiamo impotenti. 

Non applaudiamo il feretro, di grazia!

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