i buoni (propositi) vanno in Paradiso

Once upon the time… sul finire degli anni ,’80 e poco prima o poco dopo la svolta della Bolognina, io lavoravo in uno dei tre centri studi del Pci a via della Vite a due passi dal Parlamento.
All’angolo un bar con qualche tavolino dove nelle giornate di sole, o comunque senza pioggia, ci sedevamo all’ora di pranzo per un tramezzino o una coppa di macedonia.
I parlamentari erano meno ‘vip’ di quanto lo siano ora, con il loro codazzo di body guard(s), ameno i nostri lo erano. Nilde Jotti, Presidente della Camera poneva l‘accento sulla necessità di “affrontare con coraggio la strada delle riforme istituzionali e regolamentari” anche mentre si sgranchiva le gambe accompagnata da un paio di poliziotti (ma quella purtroppo è la prassi) fino alla bancarella della frutta e poi risaliva ieratica in ufficio con suo pacchetto.
Capitò un giorno che passassero a braccetto Achille Occhetto e sua moglie, Aureliana Alberici, deputato lui,  senatrice lei.
Fu allora che si levò un brusio di scontento molto ben percepibile verso di loro “Non si vergognano in due a tirar su’ cento milioni a testa!?”  C’erano ancora le lire.
Nel 1992 l’Italia venne sconvolta dalla scandalo di Tangentopoli. L’epifania di una Seconda Repubblica e?
Nell’era super veloce del 2.0 sono bastati solo vent’anni perché ancora una volta si alzasse lo sdegno non solo della gente perbene ma della gente ormai incarognita, affamata da una classe economica e politica, sempre quella, sempre più invischiata nel malaffare, direttamente o indirettamente.

E che nessuno mi venga a dire che ogni Paese ha il Governo che si merita perché mi metto ad urlare.
Sono molte le persone dabbene,  gli onesti,  i cittadini che ‘pagano’ sulla loro pelle quotidianamente e vorrebbero e tentano di essere utili alla collettività ma quando quel poco di buon governo viene boicottato ed è ostaggio di un dinosauro come Berlusconi (“Legge elettorale, vicina la rottura.Il Governo auspica la riforma”),  di grillini parlanti variopinti e di scillipotini ingegnosi nel salto con l’asticella certo, contrapporre loro buoni proponimenti sarebbe la soluzione se non fosse che nel tempo si sono usurati a parole e il sol dell’avvenir è diventato sahariano, i cavalli dei cosacchi fanno fatica a trovar la strada per abbeverarsi e quei mangiabambini dei comunisti son diventati (quasi) tutti vegetariani.

La questione morale e Enrico Berlinguer? Fanno sempre comodo perchè i buoni (propositi) vanno in Paradiso  mentre  quelli cattivi vanno da x tutto.

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Il fiore del ricordo per Enrico Berlinguer

 

Incontro pubblico dedicato alla memoria di Enrico Berlinguer

a 25 anni dalla sua scomparsa

 

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Roma, Piazza Farnese, giovedì 11 giugno, ore 18.30 – 20.00

 

 

         Siamo un gruppo di cittadine e cittadini che – ispirati dalla memoria di Enrico Berlinguer – hanno sentito l’esigenza di celebrare in mezzo alla gente il venticinquesimo anniversario della sua morte. L’11 giugno è una data simbolicamente assai rilevante per tantissimi italiani: Enrico Berlinguer morì su un palco a Padova mentre teneva un comizio per le elezioni europee del 1984,  nell’adempimento del suo dovere, del suo lavoro.

 

         Al di là dell’eredità politica dell’uomo, che ancora divide, è talmente grande il lascito morale, il prestigio, il carisma, la nobiltà della sua figura, che non verrà mai meno il bisogno di ricordarlo.

 

         L’esempio dell’uomo e del politico Enrico Berlinguer rappresenta un patrimonio per l’intera nazione, al di là degli steccati di parte. E di tale esempio noi siamo convinti che l’Italia e gli italiani abbiano ancora estremo bisogno, soprattutto in una stagione così travagliata come quella che il nostro Paese sta attraversando.

 

         Ricordarlo in Piazza Farnese – in tanti – può rappresentare un tributo alla sua persona, ma soprattutto un richiamo alle coscienze di noi tutti ed un appello a ricordare per le giovani generazioni.

 

         Non sentiamo il bisogno di ‘prove di forza’, ma sarebbe bello essere insieme, numerosi, giovedì prossimo in quella incantevole piazza romana.

 

         Dunque se la nostra motivazione vi convince, venite ed invitate altri cittadini a esserci. Ricorderemo Enrico Berlinguer attraverso le brevi testimonianze di chi vorrà prendere la parola.

 

                              Arrivederci a Piazza Farnese. 

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Questo il mio modo di bypassare queste ultime giornate, di superare i bla bla bla post elettorali e di pormi serenamente, con lo  sguardo volto al futuro, chè anche dai numeri scorporati e analizzati con saggezza si  possono individuare ‘auspici’ favorevoli di ripresa.

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