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calzenere

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Costantino Kavafis

(foto sherazade)

Cara amica ti scrivo

caracara,

rientriamo con la sally da un giretto per sgranchirmi, io, le gambe gelide dopo un tentativo di eliminare i calzerotti di lana.
Me voilà.  A pranzo pioveva forte e ti ho pensato e, appunto, intendevo scriverti e apprestandomi mi trovo davanti alla tua toccata e fuga 🙂
Prima di tutto guarda che meraviglia questa foto che cmq è su repubblica on line. Se non ricordo male Nanù è un labrador vero?
Praga, sempre affascinante come una bella signora adagiata nella bruma mentre purtroppo il mio intento era di viverla nella sua primavera che non è solo un passaggio culturale ma soprattutto poetico. Abbiamo trovato un’aria fredda e dunque lo starci solo 3 giorni alla fine non è risultato punitivo.
Continuo a rimuginare che in fondo il muovermi come mi muovo adesso, io che ho visto abbastanza in Europa e negli Stati Uniti, non mi stimola più. Vorrei grandi mete ma da sola (sapessi quanto sono pelandroni gli adulti!) non riesco a spiccare il volo.
Nel periodo americano ho avuto modo di andare alle Isole Vergini, st Thomas, e poi in un secondo tempo alle isole di Capo Verde.  Cesaria Evora l’ho scoperta laggiù e quando l’anno scorso è morta è stato come il dolore per una persona cara.

Chissà poi perchè per una ragione o per l’altra ho rimandato le tante sognate Galapagos che erano la meta che ci eravamo prefissi con mio figlio una volta ‘grande’. Il Messico, anche. Il Chapas.
Adesso ci si è messa pure la Sally-ina e a chi la lasciamo? Questa qui ci muore se l’affidiamo a una pensione, e poi nè io nè Luca avremmo il cuore di farlo.
Vabbè, è che mi sento molto ‘svogliata’ (arroma “scojonata” rende meglio l’idea) e un po’ oppressa dalla situazione politica e umana in generale. Tante morti intorno a me, quasi un’epidemia, e nessuna soluzione di ricambio.
Un’Italia dicotomica che viaggia da una parte a suon di milioni (rubati) e dall’altra a mille euro appena giusti per campare, e malamente cedendo in cambio sogni e piccoli passetti concreti.
Qualcuno, scherzando in palestra, diceva che ci vorrebbe di nuovo una monarchia o una dittatura…”almeno mangiano in pochi”. Ma con la ghigliottina come la metteremmo?
Raccapricciante.
Ti ho detto che sto a dieta super ferrea? persi 4 chilozzi! alla meta ne mancano altretTANTI. In compenso ho recuperato un bel doloretto che spero sia dovuto a una sciatalgia e non alla colonna (terza e quarta vertebra) che si fa risentire.
Accidenti!
Tu? in quale punto della penisola ti collochi? partita o arrivata? in macchina o?
Baci caracara, sei una dolce amica.

aurorabellaleggeraleggerissimeppurpesantecomeilpiombo

Repetita? chissa’ se ..

L’antefatto.


Tra i libri, a Natale, mio fratello ‘grande’ verso il quale  ho un rapporto di ammirazione sperticata mi ha regalato “La Principessa di Cleves”.

Il caso vuole che io ne abbia ben due copie e quindi – la mattina dopo, in separata sede – gliel’ho detto e con grande stupore lui ha ammesso (ed io scoperto) che non lo aveva letto.

Dunque oggi, tornata in ufficio sono andata a spulciare nei post di Alchimie e.. insomma ripropongo la recensione di allora e, di nuovo, a chi non lo conoscesse io segnalo questo libro con la  mente e col cuore.

 

notturno

 

 

16 marzo 2005

Come nasce la mia e-mail: la_principessa_diclevs@…

Scrittrice di ‘grande sobrietà e purezza stilistica’ , Madame de la Favette con “La principessa di Clèves” pubblicato nel 1724, ‘inventa’ il primo romanzo psicologico moderno.

Lessi questo libro  tanti anni fa  pensando ad un libretto alla Lyala,  scoprendo che era altro apprezzandone il contorno storico, l’analisi spietata e nello stesso tempo frivola che emergeva dalle descrizioni di ‘una’ che alla Corte era di casa.

L’ho riletto recentemente  perché un’amica, conoscendo la mia  grande considerazione per la scrittrice Rosetta Loy,  me ne ha regalato una copia con una  profonda introduzione storico-sociale  temi che fanno parte del lungo percorso di Rosetta Loy.

In breve. Alla corte di Enrico II di Francia, viene presentata Mlle de Chartres. Se ne innamora il principe di Clèves che la sposa. La giovane principessa prova per il marito solo stima, ed è irrimediabilmente, attratta dal duca di Nemours.  Impone a se stessa di dominare  i propri sentimenti ma dilaniata (non scordiamoci che siamo in pieno romanticismo) e terrorizzata dal progredire della passione la confessa al marito. Il principe, in preda a grande gelosia,  vuole però conoscere il nome del rivale. Distrutto nell’animo, muore di dolore seppure nella certezza che la moglie non l’ha mai tradito. Passano i mesi, la principessa Di Cleves, rivela  a Nemours il suo segreto. Lui vorrebbe sposarla. Lei rifiuta  nettamente perchè  il “dovere” e la “preoccupazione del suo riposo” le impediscono di compiere quella scelta.

Cosa mi rende questo libro caro e importante? Sicuramente il parallelo che leggo nella mancanza di valori, sia  ‘ieri’ che  ‘oggi’,  dove l’ “io” prioritario  fagocita e prevarica  tutto.  Ne leggo e condivido, per opposto,  la capacità dolorosa di questa giovane fanciulla/donna 16cenne a salvaguardare  la sua dignita, nel  rispetto della parola data e soprattutto di se stessa, a discapito dell’amore profondo che l’anima. Ne valuto la determinazione con la quale sacrifica, ormai  libera, i suoi sentimenti pur sapendo che il contesto sociale di quella corte  ‘scostumata’  l’avrebbe sicuramente appoggiata e assolta, in nome della casta e dei soldi, con la sola pena di qualche ‘pettegolezzo’ salace. Questo è incredibile!  Allora, il messaggio che mi invia  e mi affascina è che   “a noi stessi, e nel rispetto dei  sentimenti  altrui,  che dobbiamo rendere/tenere conto”.  Grande insegnamento. Una strada da perseguire, tutta in salita.  B