corpo di donna

Se io fossi uomo, ben più delle continue scempiaggini, delle violenze e degli stupri  a cascata  sulle donne, se io fossi un  uomo mi sentirei insozzato dalle parole e dalla grettezza del pensiero (pensiero?)  di quel ‘servo del Signore’ che è riuscito a superare l’insuperabile definendo – brevemente – le donne  sciacquette senza cervello,  impudiche istigatrici alla violenza,  e gli uomini naturalmente violentatori perchè  atavicamente succubi dei loro istinti più ‘bassi’.

A negare e confermare quelle inqualificabili parole,  nella stessa pagina del mio quotidiano la notizia di uno di questi ‘uomini’ che, lasciato dalla moglie,  il giorno di Natale ha ucciso (come preventivamente comunicatole e da lei denunciato alle forze dell’ordine!)  col fucile a pallettoni sia lei che la sorella. E leggo che la poveretta è stata uccisa non perché fosse una sgualdrina  ma perché non aveva voluto accettare l’amante del marito in casa e di conseguenza, da quella casa se n’era andata.

Dunque, questa del femminicidio non è solo una questione ‘di donne’. C’è bisogno della collaborazione  di uomini ‘veri’,  uomini di cuore,   sensibilità e lungimiranza che  sì oppongano e prendano le distanze dalle violenze e dagli stupri ai danni delle donne che poi sono sempre figlie, madri, sorelle, amiche di uno e di tutti loro.  Guardare una bella ragazza, essere attratti da una donna seducente, da un abito osée,  ci può stare ma non lasciate che qualcuno possa etichettarvi come animali assatanati.

Gentilezza e rispetto, riconoscimento dell’altro da noi,  non sono  segno di debolezza ma di civiltà e di amore.

E qui mi fermo perchè il dibattito e assai più profondo va ben oltre lo sproloquiare di un prete da strapazzo,  del barzellettiere sciupa femmine, è un problema che investe la società,  la mercificazione un tanto al chilo, che la (sotto)cultura dell’usa e getta fà del corpo della donna, tentatrice in un Eden mai risolto.

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25 novembre per le donne con le donne

 25 novembre,  Giornata internazionale per
eliminare la violenza sulle donne

Nell’ultimo anno dello scorso millennio, il 1999, l’Assemblea Nazionale delle Nazioni Unite ha designato il25 Novembre come Giornata Int.le per l’eliminazione della violenza contro le donne.
L’ONU ufficializzò tale data su segnalazione di un gruppo di donne attiviste Latinoamericane e dei Carabi in ricordo del brutale assassinio, avvenuto nel 1960, a opera del dittatore latino-americano Rafael Trujillo, delle tre sorelle Mirabal mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione. Esse furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio Militare di Intelligenza, furono torturate, massacrate a colpi di manganelli e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente

In Italia la prima volta che venne ricordata la data del 25 novembre fù nel 2005 per iniziativa di vari centri anti-violenza e di Amnesty Internazional.

Corpo di donna…
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.
Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un’arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.
Ma viene l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d’assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.
Pablo Neruda

Sebben che siamo donne

Solo il 4 luglio, Michela Marzano riferendosi all’ennesimo omicidio, femminicidio, è il termine più appropriato, di una giovane donna da parte del convivente scriveva:

“Gli uomini che nascono con il giogo sul collo, nutriti e allevati nella servitù, si accontentano di vivere come sono nati, e non riuscendo ad immaginare altri beni e altri diritti da quelli che si sono trovati dinnanzi prendono per naturale la condizione in cui sono nati”.
Questo è il famoso passaggio del Discorso sulla servitù volontaria (1548) di Étienne de La Boétie. Ed è forse l’ unica chiave per cercare di capire come sia possibile che tante donne, nonostante le violenze fisiche e psicologiche che subiscono quotidianamente, restino poi accanto ai propri carnefici.”

I quotidiani di oggi, a due giorni di distanza riportano la tragica morte di una donna al nono mese di gravidanza, madre di due bambini, arsa viva ‘probabilmente’ dal marito.

Vi prego, firmate l’appello per fermare questo dilagante femminicidio perchè le cinquantaquattro donne uccise (senza contare le molte violenze subite quotidianamente, denunciate e non) solo  nel 2012  al momento della stesura del testo,  oggi sono diventate cinquantasei.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/07/04/quelle-donne-che-restano-con-il-marito.html

Firmate l’appello anche voi  uomini, nostri compagni, perchè l’immagine che danno questi carnefici vi danneggia tutti.

Sebben che siamo donne, paura non abbiamo! Non dobbiamo averne.

Sebben che siamo donne

Ogni anno arriva l’8 marzo e noi donne ci facciamo offrire mimose e fingiamo di godere di un giorno di ‘follia’ tutto per noi un po’ come lo concedevano i Signori del castello ai loro servi il primo giorno di carnevale.
Per quanto si possa essere evoluto il rapporto donna-uomo, o meglio uomo-donna,  le cose vanno parecchio male e con la donna mai realmente ‘soggetto’ ma spesso solo ‘oggetto’ passano dei messaggi che banalizzano, allontanano dal reale, quasi giustificano atteggiamenti molesti, aggressivi e spesso violenti fino a conseguenze estreme.

Dall’anno scorso collaboro con telefono rosa e vi posso assicurare che i racconti che sento non sono che la minima parte di quello che compare in forme eclatanti sui media.
Ci sono piccole violenze subdole e denigratorie “sei una povera scema, senza me dove andresti”,  Violenze fisiche denunciate dopo mesi o anni (o mai) perché “lui mi ama” oppure “lui farebbe male ai nostri figli”
E ora BASTA!

 

 

Piccole orge crescono

Avevo imposto a me stessa di tacere, di non fomentare idee e ‘cattivi’ pensieri sulla scoperta da parte dei magistrati delle bravate del nostro folkloristico latin lover per eccellenza  che è anche Sua Eccellenza il Presidente del Consiglio italiano.
 
Ma da  giorni le pagine dei quotidiani, dei settimanali, degli online, delle trasmissioni televisive di intrattenimento e non,  sono incentrati sul puttanaio che è emerso e  al quale anche i più spregiudicati non erano preparati.
 
Da altrettanti giorni è avvenuta  la  morte di un altro soldato italiano in Afganistan. Bisogna scorrere le prime pagine con attenzione certosina per trovarvi traccia.
Non ne dico il nome perché il suo nome è quello di tutti i militari della coalizione che sono in missione di ‘peace keeping‘ e che sono già morti o nella migliore delle ipotesi corrono gravi – sembra – imprevedibili pericoli.
 
Dico questo perché sentendo il nostro Ministro della difesa Ignazio La Russa fare riferimento  con voce stentorea  alle :”preoccupazioni espresse dal presidente del consiglio” sulla nostra missione e aggiungere che: è incredibile il livello del morale dei nostri ragazzi. Sono loro che infondono coraggio a noi",  mioddio!  io davvero vorrei sprofondare immaginando quali possano essere le reali preoccupazioni del presidente del consiglio, ora più che mai, e quale potrebbe verosimilmente essere il giudizio che i nostri militari danno ai divertissements e alle giocose battaglie che, in contemporanea, vanno in scena nel lettone di Putin.

 

Requiescant in pace

 

Il corpo violato

 

 

L'altro giorno leggiucchiavo una delle mille ricerche raffazzonate. Questa volta si parlava di bambine e di come la pubertà dai 12 anni fosse passata agli 11 se non ai dieci. Molto dipende dall'alimentazione ma si mettevano in campo anche fattori, come dire?, di assimilazione al modello femminile proposto dai mass media.

Sempre recentemente ho letto di una diatriba tra 'opinionisti' (come si diventa opinionisti mi piacerebbe saperlo per poterne valutare l' autorevolezza ben oltre i miei pregiudizi di frante ad una Lory Del Santo piuttosto che un…come si chiama un tal ragazzotto uscito da uno dei tanti reality e che ha trovato la sua massima collocazione in televisione dove sputa sentenze spacciate per 'verbo'.?) insomma si dibatteva sui bambini di una gara canora che si esibivano (scimmiottavano) cantando canzoni dal contenuto adulto e se non fosse, invece, molto più adatto alla loro età Cino Tortorella con il suo Zecchino d'oro e i Quarantaquattro gatti in fila per tre con resto di due.

Pare di no ed allora l'asticella del confine tra i luoghi del bambino e quelli dell'adulto si sposa sempre in avanti.

Una ragazzina di 15 anni che si apre vari profili su FB con la scusa assai improbabile di avere perso le password, che chatta con ragazzi molto più grandi di lei, che desidera scappare dalla cerchia ristretta di un piccolo paese, e alla quale la madre permette di andare in giro fino all'alba, certo con la cugina ventenne, ma anche con ragazzi di quasi trent'anni. Che madre è mai quella che non solo non vieta alla figlia minorenne di uscire la sera ma, se anche fosse, non le pone un limite e non l'aspetta sveglia? Non la guarda dritta negli occhi, non la "fiuta" come un segugio che ne ripercorre a ritroso la strada.

Una bambina a tutti gli effetti che si trucca alla moda e che per ingraziarsi le attenzioni maschili si finge già grande.

Ma le cose più orrende arrivano inaspettate, anche di giorno, in un giorno di estate nel quale viene programmata una normalissima passeggiata al mare lì vicino.

Ed è proprio in una delle poche volte che la madre potrebbe stare tranquilla che '"orco" si materializza alle due di quel pomeriggio nella figura dello zio. Uno zio che aveva da tempo messo addosso gli occhi a quella ragazzina che stava sbocciando e sulla quale aveva indirizzato i suoi orrendi, inaccettabili, desideri.

Desideri e attenzioni, pare, non graditi ed allora nella sua foia il maschio uccide la bambina senza rispetto, senza pensare che quella ragazzina lui l'aveva vista nascere e che da lui avrebbe dovuto ricevere affetto e fiducia.

Ancora una volta, statische attendibili che io non ho alla mano, dicono che i peggiori carnefici di noi donne, fanciulle o bambine, sia quell' "orco" che troppo spesso vive acquattato all'interno della cerchia famigliare.

Gran brutto mo(n)do morire a quindici anni in un giorno d'estate con un piccolo bikini sottobraccio.

 

 

 

Ancora di mimosa, intesa come fiore

Non c’è una ragione ‘alta’ alla base delle scelta della mi-mo-sa come fiore da offrire alle donne l’ 8 marzo, il giorno santificato per festeggiarle, cosa ben diversa dal ‘fare loro la festa: questo avviene pressocchè ogni giorno dentro le case, alle fermate degli autobus, nelle scuole e a dirla alla romana:

“‘ndo cojo cojo”

c’è sempre una bimba/ragazza/donna contro cui sfogare bestialità, frustrazioni di maschio perdente, il proprio amore tradito. Si, perchè ci son anche quelli che uccidono per amore, i killer come eroi romantici.

Si è celebrato questo 8 marzo in un clima di emergenza per un’ondata di stupri. Ho letto – e condivido –  che bisognerebbe ribaltarne l’approcio e anzichè parlare di violenza sulle donne  (vittime) puntare il dito sulla violenza degli uomini contro le donne.

Dunque,  la mimosa fu scelta perchè è un albero abbstanza comune, forte, che fiorisce tra febbraio e marzo ed ha quei bei fiorellini a batoffolo color giallo oro che mettono allegria. Io avevo una mimosa in giardino, purtroppo le piogge e in particolare una tromba d’aria a dicembre me l’hanno sradicata ed ho dovuto tagliarla.

NIente mimosa ma vi lascio con una mia fotografia dell’anno scorso, un sorriso e un abbraccio pert la vostra amicizia e la vostra presenza in questi miei giorni di giustificata assenza

A la guerre comme à la guerre

 

Pubblicità progresso

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La cintura di castità appare per la prima volta nel XIV secolo in Italia. Utilizzata per proteggere dalle frequenti violenze, si rivelò uno strumento efficacissimo anche per coloro che temevano il tradimento delle “proprie” donne.

 

Ma poichè, gira che ti rigira, la colpa – ieri come oggi – è inevitabilmente nostra, streghe, puttane, possedute dal Demonio, mi soffermo su una vera e propria invettiva contro le donne dello scrittore mediovale Goffredo di Vendôme  che definirei ‘ammirevole’: “Maledetto sia questo sesso in cui non vi è né timore, né bontà, né amicizia e di cui bisogna diffidare più quando è amato di quando è odiato”.

 

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 cuore.

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La mimosa e i suoi fiori gioiosi

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Non tutto è quel che sembra – Vol 3

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Abbagliata da una lama di sole:  spot teatrale puntato sulla  pianta di mimosa.

Con un mese di anticipo è pronta per essere allegramente  ‘depredata’ e scomposta in tanti mazzolini da offrirci e ricordare in un gesto simbolico, luminoso e carezzevole quanto inutile, che l’8 marzo ‘sarebbe’ la festa delle Donne.

 

Ora, se di festa si tratta la mia associazione  di idee mi riporta con sempre maggiore frequenza alla “festa” – sic impliciter – che subiscono quo-ti-dia-na-mente troppe donne,  bambine, neonate, ogni volta con violenza rinnovata, crudeltà impaludata e ratificata da leggi barbare che nessuna cultura e barlume di civiltà riesce a debellare.

 

La mimosa che esplode avanti tempo e che l’8 marzo sarà ridotta a rinseccolite palline non vuole forse dirci che non c’è proprio nulla da festeggiare?  E invita semplicemente a guardarci negli occhi e declinare una pratica amica che soprattutto le più giovani misconoscono: la sorellanza?

 

 

 

Forte e insieme "NO" alla violenza alle donne

 

 

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
25novembre2007
SABATO 24 NOVEMNRE 2007 – ORE 14
 
I numeri sono ‘selfexplainatory’ :
– Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita.
– La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner
(come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare
– Oltre il 94% non è mai stata denunciata
. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l’età media delle vittime:
– Un milione e 400mila
ha subito uno stupro prima dei 16 anni.
– Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’. (dati Istat 2006)
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