Profondo cordoglio (per i nostri Alpini)

 

 

13 novembre: "lettere d'amore"

Non solo Nassirya

La Morte arrivò prepotente e inattesa quella volta, fuori tempo e con grande anticipo.

Fu così che la Rondine dopo oltre una settimana ricevette una lettera

d’amore ‘dal cielo’ ed i bambini una cartolina dal Congo belga e un immenso casco di piccole banane africane dal sapore dolce e sciropposo che impasta la bocca e ritorna ogni volta che la Piccolina smarrita esplicita un semplice "Perché?"

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Questo scrivevo nel 2007 paragonando Nassirya alla strage di aviatori a Kindu. (http://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Kindu) tra i quali c'era l'uomo che consideravo mio padre, capomissione in quel volo, della squadriglia in forza Onu che da Pisa portavano nell'allora Congo belga con i loro C119 (i vagoni volanti) medicinali e cibo alla popolazione stretta tra ribelli e forze governative.

L'ereo venne abbattuto, morirono tutti e tredici. Dei corpi fù fatto scempio e nelle bare chiuse nessuno dei parenti seppe mai cosa racchiudessero.

Solo nel 2007 (era il 1961 quando avvenne l'eccidio) i parenti delle vittime ottennero un ridicolo risarcimento (mia mamma niente perchè non era regolarmente sposata ma soprattutto, come molti, era già 'altrove') e in aggiunta fù innalzata, a futura memoria, una stele davanti all'ingresso dell'aereoporto di Fiumicino.

Io ero piccolina ed ho ricordi molto confusi rielaborati negli anni, ma di certo non ricodo nè spettocalizzazioni nè battimani. Ricordo il silenzio che pesava e rimbalzava sul dolore di tutti.

PROFOFONDO CORDOGLIO.

Il cordoglio dei burattinai che ci rappresentano a partire da quell'immonda figura del premier che dalla dacia del suo degno compare non ritiene neppure di accorciare il suo week-end. Oggi il cordoglio lo si esprime via etere non già con le azioni.

PROFONDO CORDOGLIO.

Una missione di 'peacekeeping' (ai quei tempi non erano in voga tanti inglesismi) per la quale si pensa, non già il ritiro delle nostre truppe, ma di mandare in Afganistan degli aerei armati a difendere i difensori della pace. Ma questo non va contro la nostra Costituzione?

PROFONDO CORDOGLIO.

Di (brutte) maschere indossate per l'occasione, per la parte 'triste' del loro teatrino che come tutte le operette finirà a sera a tarallucci e vino e opsss qualche massaggiatrice ad allentare la tensione non già emotiva, quella no, ma la fatica del mantenersi seri per più di cinque minuti.

PROFONDO CORDOGLIO.

Su, non siamo troppo seriosi. Ogni giorno porta il suo affanno (e la sua serie di applausi).

2010: Spes Ultima Dea

 1963:

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Eppure ho un sogno. Sogno che un giorno,

in ogni città e villaggio e ghetto del mondo,

saremo capaci di trasformare

le montagne della disperazione

nella pietra della speranza.”

Martin L. King

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ballerina 

Potrà cambiare nel nuovo anno 2010 qualcosa?

Vorrei crederci ma intorno ci sono recrudescenze inaudite di violenza e di oppressione mentre la televisione stende il suo velo (im)pietoso sul sangue e ci ricorda le vendite andate male enfatizzando la fiducia per i sa(o)ldi, scampoli di vita nell’ingordigia dei potentati.

..e tuttavia io mi auguro, e vi auguro, che il nuovo 2010 possa almeno intaccare la montagna della disperazione

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TUTTI al MARE!

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(…) Paul Virilio (architetto e sociologo) che conosce per mestiere l’infinita sequenza dei disastri, sostiene che l’incidente è ciò che accade a noi tutti, propriamente l’incidente sarebbe il tempo stesso che passa, un tempo sempre più veloce, sempre più incalzante: il tempo è l’incidente degli incidenti.(…)

 

(…) La velocità ha trasformato radicalmente la vita umana, così che ci muoviamo di incidente in incidente.

In tutto questo la catastrofe divoratrice di vite umane di Viareggio, con le sue fiamme alte sopra i palazzi e case, si presenta come forma di un evento quassi inevitabile.

L’esplosione delle cisterne di gas è la rivelazione della potenzialità stessa dei nostri combustibili, così come le inondazioni evidenziano le potenzialità distruttive dell’acqua e i terremoti (L’Aquila è l’ultimo esempio di ‘ca(o)sa’ nostra, aggiungo di mio) la forza del movimento della terra.

Una prospettiva che rovescia la visione consueta delle cose  per cui l’incidente non è più l’eccezione e il controllo del mondo la norma, bensì l’incidente la sua (nuova) regola.”

La Stampa, 1.07.09,’La nostra Cernobyl quotidiana’ art. di Marco Belpoliti

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C’è una soluzione possibile? Possiamo pensare di rovesciare l’incidente imponendogli di tornare ad essere una possibilità remota e non la normalità?

Mi guardo intorno con sgomento e vi ho riportato le parole di un bell’ articolo di Marco Belpoliti “ perché io, nel mio pessimismo conclamato verso questo Governo, non vedo possibilità di soluzione se ai proclami enfatici del “tutto va alla grande” non opponiamo e mettiamo in conto la possibilità di guardare il disastro e rimboccarci le maniche anziché calarci le braghe dreaming la California nostrana del Billionaire e La Certosa, ma sempre da poveracci e cioè dal buco della serratura delle (sue) televisioni e della (sempre sua) editoria.

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