Incarta e porta a casa.

 

 All’improvviso, mentre stavo virando bruscamente, mi sono invece  fermata estasiata a rimirare la perfezione geometrica, le volute ancora umide, di una grossa cacca di cane.

Cazzo!  accidenti non si dovrebbe dire, ed infatti io l’ho  pensato,  se solo quello  stronzo incivile di un padrone si fosse reso conto di avere a portata di mano un’opera di Andy Warhol sicuramente avrebbe incartato e portato a casa il suo tesoro.

 

Ecco!

 

È – sarebbe – la cultura a fare la differenza mi dico ricordando di avere letto ieri che la commissione Lavoro della Camera ha presentato un emendamento che prevederebbe, qualora fosse approvato in aula, di calcolare l’apprendistato come un anno scolastico e dunque, di fatto, (ri)abbasserebbe la durata della  scuole dell’obbligo da 16 anni a 15.

Questa la politica con la quale il nostro Paese investe sul futuro dei (suoi) giovani, sull’istruzione e sul suo stesso avvenire.

 

Con buona pace di Andy Warhol  

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A parte il fatto che con i tempi che corrono l’unico apprendistato possibile potrebbe essere quello di Topolino apprendista stregone (e dal disegno si evince che Andy ebbe anche questa intuizione).

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"Rimbalza il clandestino" la feccia gioca su Facebook

 

 

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Lampedusa, tragedia in mare
"Avvistati quattordici cadaveri"

 

Versioni che si contraddicono, mezze verità, silenzi, attorno all’ultima strage del mare nel Canale di Sicilia.

Quel barcone era partito il 28 luglio dalla Libia: 73 persone, eritrei ed etiopi, uomini e donne, sarebbero morti di stenti, fame, ustioni.

Solo in 5 si sono salvati…

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…ed io sono tornata dal mare "abbronzata", da un’altra isola festosa. Sono qui e vorrei chiedere perdono, piangere, indignarmi all’inverosimile per questa politica che non condivido e che tuttavia getta anche su di me la responsabilità di questo ennesimo misfatto. 

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'La vita co(s)mica' di Silvio Berlusconi

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“Anche quel piccolo frammento che tu rappresenti,

o uomo meschino,

ha sempre il suo intimo rapporto con il cosmo

e un orientamento ad esso.

E anche se tu non t’ accorgi

Non per te infatti questa vita si svolge,

ma tu piuttosto

vieni generato per la vita cosmica” (Platone)

 

 

 

In questi ultime mesi soprattutto, i media danno grande risalto al popolo dei blog, citano esempi, sciorinano dati, insomma sembra che anche noi , anche io nel numero, nella mia vergognosa incapacità di destreggiarmi e di dare compiutezza a un qualsivoglia ragionamento che vada oltre l’infarinatura, ebbene anche io, messa nel calderone, contribuisco a lanciare un segnale, un’impronta, a marcare i sentimenti dei più, di quel popolo, appunto,  che affolla la rete e diventa (fanno diventare) iceberg di riferimento.

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Tutta questa responsabilità porrebbe chiunque di noi difronte al bivio del “Dico o non dico?”, “Ho il do-ve-re?” di fare riferimento di esprimermi in questo terreno melmoso, in questa lava che lava non è ma liquame che piano e inesorabilmente si insinua nelle nostre case, e dunque ci impone la responsabilità di fare dei distinguo.

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Non per pigrizia ma per rispetto di noi tutti vorrei mantenere questo mia spazio silenzioso, non cancellare ma coprire, come si copre con dolore un corpo morto che va in putrefazione al quale vorremmo dare sepoltura mentre c’è ancora chi seziona, scoperchia, analizza e vuole capire “Perché”

..

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Tante valide rispote: un unico ‘perchè’

 

Testamento biologico, più che mai oggi, ma anche  unioni di fatto, diritti degli omosessuali,  limiti etici della ricerca, questi i temi che sottolineano la presenza invasiva della religione nella sfera pubblica e sono sempre più  spesso terreno di duro scontro, tra laici e cattolici italiani.

 

Da una parte le gerarchie ecclesiastiche condannano i presunti mali del “relativismo”, e denunciano i tentativi di ricacciare la fede nel privato e la Chiesa nelle sagrestie; dall’altra la cultura laica, troppe volte timorosa, incapace di dare autorevolezza ai  propri principi nella dimensione costituzionale, e di asrginare la  presenza invadente della Chiesa che si erge a vero e proprio interlocutore politico..

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Un libro da leggere e su cui meditare per modificare le proprie ‘sensazioni’ in logiche certezze, grazie al lavoro attento e lucido di Stefano Rodotà..

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"per Gaza" Pietro Ingrao

 

Guarda:

vedi come ostinate

tornano dal cielo le bombe fiorenti e, furenti

calano sulle strade,

spezzano corpi,

ardono case, testarde inseguono

gli stupiti fanciulli,

gridano

cantano l’inno della morte senza stancarsi mai…

Chi siete,

perché illuminate le notti, insanguinate le vie:

perché siete in ansia

perché vi serve la strage degli innocenti

e forse disperate sull’esistere

tornate a cantare la gloria

dell’uccidere di massa, affidate la pace alla morte..Voi

così senza speranza

se soltanto

l’assassinio di massa può assicuravi la vita

e sole le maledizioni e le lacrime

possono difendervi.

E non vedere, e non sperate

altra salvezza

per l’uomo e per il figlio dell’uomo

che la morte corale.

Voi che venite da un cammino di lacrime

e ora senza lume di tregua

seminate nuovo pianto innocente.

Da lontano

vi scrutiamo impotenti:

e null’altro sappiamo

che invocare da voi l’elemosina della pace.

Noi che veniamo da lette di secoli

condotte per tutte le terre infinite

di questo globo rotondo

in cui dato a noi

fu di vivere,

e sembriamo ora

solo capaci

di educarci all’indifferenza.

O scrutare allibiti.

 

Pubblicata dalL’Unità, venedì 9 gennaio 2009

La musica e Freddy Mercury

 

 Is this the word we created? (1984)

 

Just look at all those hungry mouths we have to feed
Take a look at all the suffering we breed
So many lonely faces scattered all around
Searching for what they need

Pensiamo a tutte quelle bocche affamate
che dobbiamo nutrire
Guardiamo tutta la sofferenza che noi stessi generiamo
Così, tanti volti depressi, sparsi tutt’intorno
in cerca del necessario

Is this the world we created…?
What did we do it for
Is this the world we invaded
Against the law
So it seems in the end

È questo il mondo che abbiamo creato?
Per cosa l’abbiamo fatto?
È questo il mondo che abbiamo invaso?
Contro ogni legge
Così sembra, alla fine

………………………..

È questo il mondo che abbiamo creato,
costruendolo da soli?
È questo il mondo che abbiamo distrutto,
fino all’osso?
Se c’è in cielo un Dio che ci osserva
Cosa può pensare di ciò che abbiamo fatto
al mondo che Lui ha creato?

Siamo in democrazia..o no?

 

 

Decreto legge Gelmini approvato al Senato


Ma non si ferma la protesta.

L’aula di palazzo Madama ha dato il via libera al decreto che reca la firma del ministro dell’Istruzione Maria"Star" Gelmini. Fuori migliaia di studenti.

 Il ministro: "Fra una settimana il piano sull’università". Manifestazioni in tutta Italia.

Mala tempora currunt! (noo di più, volano come pietre)

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